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Lunedi, 7 marzo 2016

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:

La Lampadina - n. 46
Marzo 2016

Il numero di marzo ci riporta ad antiche tradizioni ancor vissute, ci ricorda come si è arrivati all'informatica odierna; ci spiega perchè perdiamo il sonno e perchè ci sono zone del mondo che non riescono ad avere pace; ci racconta poi che ci sono uomini che si innamorano dei fiori e ne fanno una florida e appassionata impresa e altri che nei fiori vedevano solo soldi e potere e miseramente hanno fallito...perchè spesso scopriamo che molto di ciò che ci circonda  gira da sempre intorno al denaro. Ma date un'occhiata in fondo alla nostra nerwsletter, c'è una bella sorpresa! E buona lettura!


CULTURA: Ada Lovelace: l’incantatrice dei numeri
Articolo di Marguerite de Merode Pratesi

E’ affascinante scoprire l'incredibile vita dell'unica figlia legittima del poeta Lord Byron, Ada, un’importante figura della matematica mondiale, considerata l'inventrice del primo programma informatico della storia. Da poco sono stati celebrati i duecento anni dalla sua nascita e, nell'indagare sui trascorsi di questa importante figura femminile, mi sono imbattuta in una sorprendente realtà che la lega molto a uno dei personaggi più brillanti dell’ottocento italiano: Luigi Federico Menabrea che sarà primo ministro del Regno, ministro in varie legislature, generale, diplomatico e un grande ingegnere e matematico.  

Ada Gordon, nasce il dieci dicembre del 1815, dall'unica moglie ufficiale di George Gordon Noel Byron, VI barone di Byron. Byron, considerato all'epoca il più grande poeta al mondo, fu definito da una delle sue numerose amiche, Lady Caroline Lamb, "bad, mad and dangerous to know". Il suo matrimonio con Anne Isabelle Milbanke (“the very good girl determined to save the very bad man”), madre di Ada, matematica inglese di famiglia ricca e nobile, era sicuramente destinato al fallimento. Infatti Ada non conoscerà mai il padre. In seguito alla relazione incestuosa che Lord Byron intratteneva da tempo con la sorellastra, Augusta Leigh, madre e figlia neonata si allontanano da lui definitivamente pochi mesi dopo la sua nascita. Lui lascerà l'Inghilterra dopo poco, non avrà più nessuno contatto con sua figlia.

Ada, cresciuta sotto l'egida della madre, la sua unica figura familiare, riceve un’educazione atipica per una donna del suo tempo. Nel terrore che si potesse avvicinare alla poesia, seguendo l'indole del padre, la madre la fa educare sotto il rigoroso regime della scienza, della logica e della matematica, da illustri personaggi dell'epoca. Fin dall'infanzia la ragazza progetta macchine fantasiose e studia attentamente le nuove invenzioni che riempiono le riviste scientifiche dell'epoca. A diciannove anni sposa William King, conte di Lovelace con cui avrà tre figli. Fortunatamente suo marito la incoraggia sempre nelle sue ambizioni e nel suo lavoro.

Sembra che il suo sopranome di "Incantatrice dei Numeri (The Enchantress of Numbers)" che le fu dato dal matematico e filosofo Charles Babbage, alla luce dell'evoluzione della scienza di oggi, sia assolutamente meritato. E' considerata la fondatrice della scienza della programmazione. Inventa praticamente un nuovo linguaggio, studiando attentamente la macchina analitica di Babbage costruita per generare operazioni matematiche senza intervento umano di cui solo ora si capisce l'importanza. E’ sua la grande intuizione dell'uso di quella macchina come di uno strumento programmabile e ne capisce l'importanza per il futuro della scienza. Aprirà i primi passi verso l'intelligenza artificiale. Charles Babbage e Ada Lovelace hanno tutti e due delle personalità anticonvenzionali e rimangono amici per la vita. Quando si conoscono Babbage è uno scienziato di quarantadue anni e Ada di solo diciassette.

Alla fine del 1842 tramite Babbage, Lovelace entra in contatto con Luigi Federico Menabrea di cui traduce il trattato: "Notions sur la machine analytique de Charles Babbage" in inglese, lo amplifica e scambia con l'autore una fitta corrispondenza. Ada descrive nei suoi commenti al testo di Menabrea come la macchina analitica, andando oltre il progetto di Babbage, ha una portata futuristica. Descrive come possono essere creati i codici per il dispositivo usando lettere e simboli insieme ai numeri, teorizza un metodo per ripetere una serie di istruzioni, un processo noto come "loop" che i programmi informatici utilizzano tutt'ora. Un’idea geniale il cui valore sarà riconosciuto solo nel 1953 quando B.Y. Bowden, riscopre le sue intuizione e le pubblica nel suo trattato: “Faster Than Thought: A Symposium on Digital Computing Machines”. Infine, per celebrare lo spirito illuminato di questa donna straordinaria, nel 1980, il "Department of Defense" americano decide di chiamare un nuovo linguaggio per il computer "Ada". La Lovelace muore il 27 novembre del 1852 e viene sepolta accanto a suo padre.

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ABBIAMO OSPITI – TRADIZIONI: Agape in nome di San Giuseppe
Articolo di Anna Maria Gustapane – Autore Ospite de La Lampadina

Il 18 di marzo, vigilia di S. Giuseppe, in una manciata di comuni sparsi nel contado di Otranto, si prepara  nelle case una tavola imbandita e si lascia la porta aperta al ''viandante''. Chiunque si trovi è invitato a entrare, a prendere un piccolo pane da un grande cesto, ad assaggiare le pietanze rituali: ciceri e tria, lampascioni all'aceto, dolci al miele. Il giorno dopo le porte sono chiuse, all'agape di S. Giuseppe sono ammessi solo un numero dispari di commensali, da tre a tredici, che consumeranno con gesti codificati dalla tradizione tredici pietanze, sempre le stesse anno dopo anno, portate alla mensa secondo un ordine preciso. Agape è parola greca, una delle tre in uso a indicare amore: Eros, Philos e Agape. Agape è affetto, tenerezza disinteressata, generosità cristallina, nella letteratura cristiana delle origini indica il fraterno banchetto condiviso tra i fedeli la nuova religione che da Gerusalemme era partita a conquistare le genti del Mediterraneo. Infatti, precedente all'agape dei cristiani è il ''banchetto sacro'' dei figli di Israele, testimoniato nella ''Regola ebraica della comunità'' e a cui Gesù stesso si attiene come testimoniato nei Vangeli: ''Stenderà la sua mano per benedire il pane e il vino...''

Altra pratica di pasto in comune precedente all'agape cristiana è il ''Simposio'', prima diffuso in Grecia e poi in tutto l'Impero Romano, banchetto dove al canto di inni, al bere vino speziato, si alternavano spesso dialoghi su argomenti filosofici ed eruditi, il ''logos'' come convitato d'onore.

Nell'agape cristiana convitato fu invece lo spirito di carità, (si ha notizia di usi simili sopravvissuti in pochissimi altri comuni della Basilicata, della Calabria e della Sicilia), attraverso, pare molto probabile, il monachesimo orientale radicato in queste terre tra il V e il XV s. d. C.
I monaci basiliani nei giorni che segnavano la fine dell'inverno, ma anche l'esaurirsi delle provviste invernali prima del nuovo raccolto, andavano in soccorso dei più poveri distribuendo quanto era necessario alla sopravvivenza. San Giuseppe nell'iconografia popolare è santo autorevole, custode della famiglia, giusto e generoso, protettore dell'esule e del viandante, le tavole vennero e vengono imbandite in suo onore. L'origine molto antica della consuetudine è testimoniata dall'assenza nelle pietanze rituali di ingredienti che entreranno nell'uso comune solo dopo la scoperta delle Americhe, in primo luogo il pomodoro, elemento principe della cucina popolare dal '600 in poi, o i peperoni, il caffè, il cioccolato.

Le pietanze dell'Agape di san Giuseppe (tàula de Sangiseppe) sono nell'ordine di presentazione ai ''santi commensali'': vino rosso; pane; ciceri e trja (in alcuni paesi: massa e ciceri); pasta, panfritto e miele; rape stufate; cavolfiore lesso; pesce azzurro arrostito; baccalà impanato e fritto; lampascioni all'aceto; porceddhuzzi girati nel miele; pittule; finocchi; arancia. Il pranzo ha inizio a mezzogiorno in punto, dopo che la ''tavola'' è stata benedetta, i convitati chiamati a impersonare i Santi siedono secondo posti assegnati da un preciso rituale: San Giuseppe siede a capotavola, la sedia contrassegnato da un bastone fiorito in memoria di quanto narrato nei vangeli apocrifi, alla sua destra prende posto la Madonna, alla sua sinistra Gesù bambino, a seguire le altre coppie di ''santi''. San Giuseppe dà inizio e fine al pranzo battendo un colpo di bastone sul pavimento e scandisce l'alternarsi delle pietanze sonando la forchetta sul piatto. A pasto consumato, ogni convitato andrà via con un cesto di doni: olio, vino, farina, ceci, miele e una delle grosse ruote di pane, contraddistinte dai simboli della Sacra Famiglia, cotte nella notte di vigilia dai fornai della zona.

Ogni ingrediente usato nell'Agape di S. Giuseppe ha un suo recondito significato: il miele rievoca l'ape simbolo dello Spirito Santo; il vino rosso è il Sangue di Cristo; la ciceri e trja (trja parola araba che sta per pasta essiccata) nei suoi colori bianco e giallo evoca il narciso, fiore d'acqua che annuncia la fine dell'inverno; il pesce, in greco ICHTHUS, è simbolo antico d'identità cristiana, parola d'ordine al tempo delle persecuzioni perché acronimo delle parole Iesùs Cristòs  Theù Hyiòs Sotèr. A titolo di pura curiosità, vorrei aggiungere che una minestra composta di lasagne, porro e ceci è decantata dal poeta latino Orazio, e che Apicio, il più celebre dei gastronomi dell'antica Roma, riporta nel suo trattato di cucina quattro ricette dedicate ai lampascioni del tutto identiche a quelle oggi in uso nel Salento. Sia Apicio che Columella attribuivano a tale cipolla selvatica grandi proprietà afrodisiache: dopo tanto aver parlato di sacro, permettetemi una nota profana

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ABBIAMO OSPITI - PSICOLOGIA: Insonnia, cosa vuoi dirmi?
Articolo di Maria Cristina Zezza - Autore Ospite de La Lampadina

Quando parliamo di insonnia o di difficoltà all’addormentamento, (e non dell'insonnia degli anziani che spesso è solo minore necessità di sonno),  ci stiamo riferendo ad una spia di un qualcosa che non sta funzionando nel modo giusto; l’insonnia è un indizio del fatto che nella nostra vita qualcosa non sta andando come vorremmo. Nonostante la diversità delle cause, le personalità che soffrono d’insonnia hanno molti tratti in comune, sia psichici che comportamentali. Nella quotidianità gli insonni non esprimono a sufficienza la propria vera personalità e sono spesso in preda ad un’iperattività, fisica e mentale, sono tendenti all’ipercontrollo emotivo, al pensiero ossessivo e all’ansia, anche se ben mascherata. Chi soffre d’insonnia non si permette di lasciar andare gli eventi vissuti nella giornata, di perdere momentaneamente il controllo sulla realtà: addormentarsi equivale ad “assentarsi” da ciò che sta accadendo. Molti temono inconsciamente la notte perché i pensieri vengono a galla e con essi i problemi irrisolti e le paure più profonde. Dormire si trasforma, così, in un momento che genera ansia e non permette alla mente di staccare e abbandonarsi al riposo.

Chi sono gli insonni?
L’iperattivo: è perennemente in movimento durante il giorno e, se non si riempie d’impegni, ha la sensazione di buttare via il tempo. In realtà è una persona insoddisfatta della sua vita che vorrebbe rivoluzionare, ma non sa come fare.

Il dipendente: non riesce a staccarsi dalle cose, dalle persone, dagli eventi. Il non riuscire a “staccarsi”, né dal mondo esterno né dai tanti pensieri inutili che affollano la sua mente favorisce l’insorgere dell’insonnia.

Il razionale: è terrorizzato dal nuovo e per questo sceglie di restare legato al passato. La sua razionalità nasconde un forte stato ansioso. L’insonnia, in questo caso, manifesta la  paura di perdere il controllo; aggressività e passionalità sono tenute rigidamente a bada e subiscono la censura del controllo mentale. Spesso questi soggetti hanno dei problemi anche in ambito sessuale perché anche in questo, come nel  sonno, “ci si lascia andare”.

Il rabbioso: in questo caso i tempi di addormentamento sono rapidi ma ci sono bruschi risvegli notturni. Lo svegliarsi improvvisamente durante la notte manifesta la difficoltà ad abbandonare il carico di ansie, rabbie e rancori che non si è riusciti a smaltire ed elaborare.

Cosa fare? Esistono regole e stili di vita che, quotidianamente applicati, aiutano a trascorrere una “buona notte di sonno”: è fondamentale cercare di mantenere orari prestabiliti nei quali andare a dormire e svegliarsi la mattina  per regolare il ritmo sonno-veglia. Qualora succeda di svegliarsi prima del suono della sveglia, è consigliabile alzarsi dal letto e iniziare la giornata. Poiché il nostro comportamento è spesso determinato da un insieme di associazioni che elaboriamo inconsciamente, bisogna, esercitarsi ad associare il letto solo ed esclusivamente al dormire, (ovviamente con le debite eccezioni...).
Se non si riesce a dormire gli esperti consigliano di non rimanere nel letto a girare e rigirarsi ma di alzarsi e andare in un'altra stanza; non bisogna neanche svolgere attività quali lettura, studio, stare al computer o vedere la televisione in quanto questo minerebbe l'associazione letto-dormire. Anche alimentazione e attività fisica giocano un ruolo importante nella cura dell'insonnia: l’attività fisica permette di rilasciare le tossine del nostro corpo e distende le tensioni; è tuttavia importante non farla subito prima di andare a dormire in quanto il rilascio di adrenalina ad essa connesso potrebbe impedire l'addormentamento. L'alimentazione della cena dovrebbe essere sana e quanto più leggera evitando i pasti abbondanti. Anche la digestione, infatti, mantiene sveglio il nostro organismo! Infine, i farmaci come gli ipnoinducenti o gli ansiolitici possono essere un buon rimedio per il sintomo ma vanno assunti per un tempo limitato e sotto stretta prescrizione medica.
Qualora l’insonnia persista per un periodo di tempo prolungato può essere consigliabile rivolgersi ad uno specialistica psicologo – psicoterapeuta per indagare il messaggio che il sintomo ci sta inviando e quali sono le cause che lo scatenano.

Gli insonni non dormono perché si preoccupano, e si preoccupano perché non dormono.” Franklin Pierce Adams

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IN GIRO CON NOI: Un bel sabato con La Lampadina
Articolo di Marguerite de Merode Pratesi

Chi poteva mai pensare, salendo alle otto del mattino in un bel pullman insieme ad un gruppo di affezionati della Lampadina, a quali sorprendenti emozioni si andava incontro?
Voglio subito rassicurare dicendo che le emozione chi ci aspettavano questo sabato passato sono state solo positive.

Le serre, il gruppo e Enzo D'AntrassiMa scoprire la notevole energia, determinazione, passione senza limite e straordinaria competenza di Enzo D'Antrassi e dei suoi figli Valerio e Luigi Luca è stato una vera sorpresa.
In un angolo dell'operosa campagna alle pendici del Circeo, in una serie di anonimi capannoni, abbiamo scoperto un mondo. Su una superficie di circa 10.000 metri quadrati di serre ad alta tecnologia, Enzo ci avrebbe fatto scoprire il significato e la bellezza strana, colorata e multiforme delle parole Cattleya, Cimbidium, Vanda. Orchidee, orchidee e ancora orchidee, serre dopo serre, dai profumi inebrianti, dai colori i più sorprendenti, dalle dimensioni inaspettate, dall'infinitamente delicato, all'inaspettatamente grande, coltivate con passione e competenza, per realizzare una delle collezioni più importanti del mondo.Un esemplare splendido
Abbiamo scoperto che per realizzare una coltivazione così completa e così estesa bisogna essere molto pazienti visto che occorrono tanti anni per arrivare dall'impollinazione  di una piantina ad ottenere un seme. Bisogna mandare il seme in Giappone per farlo nascere, aspettare anni prima di avere migliaie di piantine di ogni colori a partire da quel seme, selezionare solo una cinquantina di piantine dal risultato del seme per poi mandarle in America per averle clonate per poi, dopo altri tanti anni, poter contare su un altre migliaie di piantine tutte della stessa forma e colori e cominciare una nuova specie ed aspettare un altro po’ di anni per poi entrare nella diffusione del fiore reciso.
I dettagli tecnici forse rimangono un po’ confusi nella mia memoria ma vivissimo rimane l'affascinante aspetto di queste piante che si nutrono d'aria e di poca acqua, sospese con le grandi radici a scendere nell'aria e il fiore glorioso e ricco sui lungi steli pronto ad essere raccolto ed offerto in una decorosa scatola alla benamata per qualche ricorrenza del calendario con profumata aspettativa. Una piccola gemma italiana di grandissima competenza e passione e di inaspettata bellezza.

Il lavoro rende liberi...Ma la Lampadina non si poteva fermare a questo punto. Dopo un allegro pranzo al Circeo siamo stati proiettati nel sorprendente mondo del Museo di Piana delle Orme nato anche lì dalla passione di un uomo, Mariano De Pasquale. Nel corso della sua vita ha raccolto una impressionante quantità di oggetti, utensili e macchinari di tutti i tipi e dimensioni per realizzare una delle testimonianze più complete della vita quotidiana delle campagne iniziando con la grande epopea che negli anni ’30 trasformò radicalmente il territorio pontino per arrivare alla straordinaria trasformazione del nostro Paese fino agli anni Cinquanta e Sessanta. Ma anche immagini, filmati,Mappa del Museo di Piana delle Orme mezzi e veicoli, oltre a migliaia di reperti che documentano i drammatici avvenimenti legati al periodo dell'ultima guerra in un percorso storicamente strutturato. Più che un museo, Mariano De Pasquale ha realizzato un insieme di musei, i quali, legati dal filo di un racconto ci fanno attraversare, passeggiando da un capannone all'altro, la storia del Novecento italiano, raccontando una grande storia..
Che altro aggiungere? Una altra giornata della Lampadina piena di tante e varie emozioni!
Alla prossima!

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STORIA: Iraq - un po’ di storia
Articolo di Beppe Zezza

Sono almeno venticinque anni che i nostri giornali e telegiornali sono pieni di notizie riguardanti l’Iraq. C’è stata una Prima guerra del Golfo nel 1991 – quella di Bush senior - motivata dall’invasione del Kuwait– una Seconda guerra del Golfo nel 2006– quella del secondo Bush, conseguenza dell’attentato alle torri gemelle – e da allora notizie quasi giornaliere di attentati terroristici, battaglie sanguinose ecc. Qualche elemento per comprendere quanto sta accadendo lo ricaviamo dalla conoscenza della storia. L’Iraq è uno Stato recente, esiste solo dal 1920: è stato “inventato” dagli inglesi.
E’ “uno Stato” e non “una Nazione” (“nazione” seconda la Treccani è “Il complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di tale unità hanno coscienza, anche indipendentemente dalla sua realizzazione in unità politica”).
In Irak convivono tre distinte nazionalità: curdi, arabi sunniti, arabi sciiti. Storicamente la regione apparteneva all’Impero Ottomano ed era divisa in tre provincie autonome, ciascuna con i suoi usi e le sue leggi, e senza particolari simpatie reciproche: Mosul al Nord – etnia curda religione sunnita, Baghdad al centro – etnia araba maggioranza sunnita, e Bassora al sud – sciiti di etnia araba. Con la fine della Prima Guerra mondiale e la scomparsa dell’Impero Ottomano, la regione passò sotto il “protettorato britannico”.
I britannici pensarono bene di riunire le tre provincie in un unico regno e di affidarle a un sovrano straniero, Re Feisal I, per compensarlo dell’aiuto fornito durante la guerra della rivolta araba da lui capeggiata (con l’ausilio del famoso Lawrence d’Arabia) e a parziale riparazione del mancato mantenimento delle promesse fattegli. Anche se re Faysal I nel 1932 riuscì a far proclamare l'Iraq Stato indipendente  aderendo alla Lega delle Nazioni, nel Paese comunque sorsero contrasti tra i curdi, che non amavano essere governati da un re arabo, gli sciiti, in maggioranza al sud che non amavano farsi governare da un sunnita e, naturalmente i sunniti, appoggiati dalla Gran Bretagna. Vinsero i sunniti.
Le relazioni tra il sovrano e la Gran Bretagna si guastarono e l’Iraq, nella seconda guerra mondiale, si alleò con la Germania.
Venne nuovamente occupato dai britannici.
Un colpo di stato militare (l’esercito è sempre stato a maggioranza sunnita) pose fine al regno nel 1958; seguirono lotte intestine tra i generali fino alla presa del potere da parte di Saddam Hussein – anche lui sunnita. L’ascesa di Saddam avvenne nel 1979, l’anno della rivoluzione che aveva portato al potere in Iran gli ayotallah sciiti integralisti in luogo dello Scià filoamericano. Per contenere l’influenza sciita nella regione, Saddam divenne l’alleato naturale degli USA e delle altre monarchie del golfo e fu generosamente aiutato nella guerra Iran-Iraq.
Terminata la guerra, Saddam – un sunnita che aveva una visione “laica” dello Stato – si mise in urto con l’Arabia saudita – stato sunnita ma teocratico. Questa reclamò la restituzione degli aiuti finanziari forniti negli anni di guerra.

Per risolvere i propri problemi economici Saddam, che confidava in una neutralità americana, invase il ricchissimo Kuwait.
Gli USA, invece, sollecitati dalle monarchie del golfo si misero a capo della coalizione (autorizzata dall’ONU) per ristabilire la situazione precedente. Saddam fu ridimensionato. Rimasto al potere, accentuò la durezza della sua dittatura, in particolar modo contro i curdi e si schierò a fianco di quei nemici degli USA che usavano il terrorismo come mezzo di lotta.
Di qui la Seconda guerra del golfo e la sua caduta. Con la scomparsa di Saddam, a Baghdad al potere sono andati gli sciiti – storici nemici dei sunniti e numericamente maggioritari. I curdi del nord alla ricerca della propria autonomia (e di un possibile stato curdo indipendente ) e i sunniti, per la prima volta senza potere e alla ricerca di riprendere la supremazia perduta, (per chi non lo sapesse l’Isis è espressione dei sunniti), si sono ribellati. Forse questa sintesi ci aiuta a orientarci e a comprendere quanta responsabilità di quello che accade può essere ricondotta agli interventi poco avveduti del mondo occidentale in quell’area.

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FINANZA: una bolla finanziaria incredibile
Articolo di Carlo Verga

Chi non ha in mente, visitando l’Olanda, quei meravigliosi campi di tulipani dai colori più svariati, la quantità di bulbi in vendita negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei mercati cittadini?
Mai si potrebbe pensare che un fiore dai caratteri così delicati, dalle forme e colori i più vari, possa essere stato al centro della prima più grande bolla speculativa della storia tanto da far crollare l’impero finanziario di quel paese?

La forma del tulipano sembra sia all’origine del suo nome, dal turco Tullband/copricapo turbante.  Ed è infatti proprio in Turchia, XVI secolo, con Solimano Il Magnifico, grande appassionato di fiori, che  il Tulipano iniziò la sua popolarità.
Il primo che lo portò in Europa, a metà del 1500, fu l’ambasciatore dei Paesi Bassi presso la corte di Solimano il Magnifico che ne spedì diversi bulbi al botanico Carolus Clusius, responsabile dei giardini reali olandesi. Clusius dopo prove ed esperimenti, riuscì a sviluppare diverse varietà di tulipani, nei colori e nelle forme ma soprattutto qualità che potevano resistere ai gelidi climi di quel paese. La prima coltivazione su larga scala sembra risalire alla fine del 1500. All’inizio il mercato, per quei fiori così particolari, sembrava stentare, ma in poco tempo, grazie ai suoi colori riuscì ad affermarsi e il successo fu tale che divenne un simbolo del lusso non solo per il suo valore decorativo, ma anche per il suo valore gastronomico (i tulipani infatti si possono mangiare fritti, e durante la II Guerra mondiali, per scarsezza di approvvigionamenti alimentari, i bulbi, sebbene indigesti, contribuirono a nutrire molti abitanti dei paesi Bassi occidentali.)
Alle varietà dei tulipani furono dati nomi esotici, di ammiragli, di famosi personaggi, di eroi.
In pochi anni i bulbi di tulipano divennero uno status symbol, venivano perfino usati come moneta di scambio di merci, di proprietà immobiliari e altro. I tulipani furono ammessi alla Borsa Valori, per la loro trattazione giornaliera, chiunque avesse dei denari cominciò a speculare, era tale la mania che grandi proprietà passarono di mano per ottenere la liquidità necessaria per i famosi tuberi; è in quell’epoca che ebbe inizio la pratica delle vendite allo scoperto, si vendevano bulbi appena piantati ma anche quelli ancora da piantare (praticamente i futures dei tulipani), creando così la prima tra le più grandi bolle speculative di tutti i tempi.
Il prezzo maggiore fu ottenuto da un bulbo denominato “Semper Augustus” venduto sul mercato di Harlem a 6000 fiorini (il reddito medio all’epoca era di 150 fiorini anno). Altra vendita che fece epoca 40 bulbi a 100mila fiorini (considerate che un maiale poteva costare 30 fiorini!)
Ad inizio del 1637, i prezzi fino ad allora in continua ascesa, si fermarono improvvisamente.  Si incominciò a pensare che la domanda non avrebbe potuto più mantenersi a quei livelli, l’opinione andava diffondendosi sempre più, seminando un panico crescente.
C’era chi deteneva contratti per comprare tulipani a prezzi dieci volte maggiori di quelli di mercato (che stava crollando), mentre altri si trovarono a possedere bulbi che valevano un decimo di quanto li avevano pagati. Centinaia di olandesi, inclusi uomini di affari e dignitari, proprietari, armatori, banche, dovettero dichiarare il fallimento.

La autorità cercarono di studiare e tentare diverse iniziative per risolvere la situazione che si era venuta a creare per accontentare le parti e arginare le perdite mostruose da parte di molti... ma senza successo. Nessuna soluzione fu trovata, neanche quella legale, nessuna Corte poteva esigere che i contratti venissero onorati, perché debiti o crediti così ottenuti erano considerati come giochi d'azzardo, e quindi, non esigibili. La crisi fece sprofondare l’Olanda in una lunga depressione. Bolle dei tulipani ci furono anche in altri paesi d'Europa, ma sempre di dimensione minori di quella olandese.
In Inghilterra, nel 1800, il prezzo di un singolo bulbo di tulipano era di quindici ghinee, somma che bastava ad assicurare a un lavoratore e alla sua famiglia cibo, vestiti e alloggio per sei mesi.
Dal sole 24 ore Come ha scritto il Nobel Paul Krugman, i crolli di borsa e le crisi finanziarie non sono l’eccezione ma la regola del capitalismo. E gli “effetti contagio” non sono un’esclusiva della globalizzazione, erano la norma già nel ’700. Ma già nel Medio Evo le crisi finanziarie erano all'ordine del giorno come quando Edoardo III nel 1340 si rifiutò di onorare i debiti della Corona inglese verso i banchieri fiorentini causando la bancarotta per famiglie come gli Acciaiuoli e i Peruzzi".

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COSTUME: come dire no!
Articolo di Lalli Theodoli

Una mia amica, nonna da pochi anni, ha assunto per il suo enorme giardino in campagna un giardiniere islamico  che si è trasferito da lei con la famiglia: moglie ed una bambina della stessa età della nipote. Quattro anni.
Le due bambine si sono subito capite, pur parlando lingue diversissime: giocano e corrono felici nel giardino.
La nonna ha spiegato alla nipotina le differenze di cultura, di religione, di abitudini. La bambina incuriosita ne ha fatto tesoro. Capisce che la sua compagna di giochi non va a messa la domenica, ha capito che prega in modo diverso, sa che alcune cose da mangiare per lei ambitissime sono assolutamente proibite alla sua compagna di giochi. Nulla turba questa amicizia arrivata da tanto lontano.
Il giardino è pieno delle loro grida e dei loro giochi rumorosi.

Una mattina Elena va in giardino.
La sua amica è fuori con la mamma. Tiene stretto un enorme vaso di vetro pieno dei suoi biscotti preferiti trafugato in cucina.. Vuole andare a mangiarne tantissimi sotto il solito albero che le offre riparo e anche un nascondiglio, se qualcuno dovesse accorgersi del suo piccolo furto.
Apre il barattolo. Si avvicina gentile il giardiniere, in un italiano stentato la informa sui lavori che sta facendo in giardino per aiutare le piante ad essere splendide nella prossima primavera, le fa vedere dove dovrà tagliare, dove concimare …Poi …
”Cosa hai nel vaso ?” Le chiede….  
“Mi daresti  un biscotto?”
Lei stringe forte il vaso, la faccia esprime seria preoccupazione, lo guarda….non vuole essere sgarbata, non vuole dirgli che veramente li vuole tutti per sè e che non rinuncerebbe mai ad alcuno di loro ma….come fare?
Si alza decisa in piedi, lo guarda dritta negli occhi
“E’ maiale!”…dice  e con la sua preda stretta al petto trotterella lontana.
I biscotti sono salvi.

Date un'occhiata a questo video L’innocenza dei bambini nel loro approccio alla religione. Ecco cos’è Five, il documentario realizzato da The Mercadantes e diretto da Katina Mercadante

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GLI APPUNTAMENTI DE
LA LAMPADINA

La Lampadina, in collaborazione con il Circolo del Ministero degli Affari Esteri, Vi invita
il 21 aprile 2016 alle 19.00 al
Circolo degli Affari Esteri
alla conversazione musicale su Wolfgang Amadeus Mozart e Lorenzo Da Ponte, basata sul libro di Pino Salerno
"L'ANIMA E IL GENIO"
edito da Eurilink Edizioni

La copertina del libro

"Come si esprime il genio, come nasce l'opera d'arte e, sopratutto, come tutto ciò viene accolto dalla comunità umana?"
Locandina L'anima e il genio
Clicca sull'invito e scaricalo.
L'i
ncontro, con entrata libera su prenotazione allo 06/8086130, si terrà nei saloni del Circolo MAE, Lungotevere dell'Acqua Acetosa 42, 00197 Roma.

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 FLASH NEWS! 

Un po' qua, un po' là...

900 milioni i poveri estremi nel mondo. Una ONG bengalese, la Brac, ha ideato un sistema che in qualche modo può aiutare le donne del Bangladesh, ritenute le più povere in assoluto. Vengono trasferite una mucca o un paio di capre presso le famiglie più bisognose, si insegna loro come mantenerle e gli si danno 5 dollari al mese per nutrirle. Sembra che in un periodo di qualche anno i 5 dollari così investiti rendano alla comunità 5,40 dollari in termine di benefici per i partecipanti.
CV  

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Il Metropolitan Museum of Art di New York rivede il suo "look". In occasione dell’apertura della nuova sede nel vecchio Whitney, il museo cambia logo, diventa “THE MET” e reinventa la sua immagine pubblica. Il Metropolitan Museum of Il nuovo logo del METArt  esiste da 146 anni, e il nuovo simbolo creato dal gruppo londinese Wolff Olins,  ha ovviamente sollevato grande reazioni negli affezionati! Che ne pensate?
MdM 

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Le scarpe: quali sono le preferite? Secondo una statistica di Yoox.com, centro mondiale è l’Italia anche se la produzione continua a scendere. Le scarpe...Gli stivaletti sono il tipo di calzature che preferiscono le donne di tutto il mondo, solo la Cina fa eccezione con le “ballerine”, al secondo posto per le vendite troviamo i sandali tranne che per la Cina, il Giappone e la Russia. Per gli uomini ci sono gli sneakers al primo posto e principalmente per gli spagnoli, seguiti da italiani e francesi. Segue poi la categoria stivali dove l’America stravince.  Gli “stringati” al terzo posto tranne che in Inghilterra dove vincono i mocassini. I colori, nero il primo colore in Giappone e Cina, marrone, nero, grigio, bianco per tutti gli altri.
CV

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Un rarissimo ritrovamento in un sito mesolitico! A Gross Fredenwalde, a pochi chilometri da Berlino, nel cimitero più antico del Nord Europa, con Uno dei resti sepolture fino a 8.500 anni fa, sono stati rinvenuti in un blocco di terra, numerosi corpi di bambini, di cui un neonato dipinto di ocra  e un giovane seppellito in piedi.
Senz'altro i due ritrovamenti specifici sono estremamente misteriosi e poi è molto raro trovare sepolture multiple del Mesolitico. L'ottimo stato di conservazione dei resti rinvenuti rappresenterà una miniera di informazioni per gli studiosi.
MdM

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Il blockchain. Il massimo della tecnologia per le transazioni finanziarie, che dovrebbe rivoluzionare il mondo nei Il logo Blockchainprossimi anni. Il Bitcoin è la moneta, Blockchain è il protocollo che ne rende possibile e sicuro l’utilizzo. Può essere applicato a qualsiasi ambito della vita sociale, politica e economica. Niente più terze parti, controllori, notai, istituti centrali, ma tutto gestito da rete di blocchi che validano le operazioni. Così può essere per la proprietà intellettuale di opere, per la creazione di beni, per il controllo di oggetti connessi alla rete (internet delle cose), perfino elezioni politiche.
Circa mezzo miliardo di dollari sono stati investiti nell’ultimo annoin startup che applicavano la tecnologia Blockchain a diversi settori. 30 milioni investiti il 9 settembre 2015 nei servizi finanziari di Chain.com da Citi, Nasdaq e Visa, e 40 quelli investiti da 9 banche americane il 17 settembre.
CV

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APPUNTAMENTI

L’AVVENTURA DELL'ARTE MODERNA DA PABLO PICASSO A JEFF KOONS!
CE LA RACCONTA
LUDOVICO PRATESI!

Ludovico Pratesi
Grazie per l'entusiastica adesione alle serate con Ludovico Pratesi previste per aprile e maggio!
Siete stati tantissimi ad iscrivervi, tanto che
sono rimasti disponibili pochissimi posti per i ritardatari di turno
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Il corso si terrà al Circolo degli Affari Esteri di Roma e si snoderà in quattro incontri serali in tre martedi del mese di aprile, nei giorni 12-19-26, e  il 3 maggio.

LEGGI IL PROGRAMMA
DEL CORSO.

Per iscrizione e modalità di partecipazione  scrivere a:
info@lalampadina.net

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 LA LAMPADINA LIBRI

Questo mese la nostra proposta è su un libro dall'argomento molto attuale:
Putin - Vita di uno zar
di Gennaro Sangiuliano
Casa editrice: Mondadori (Collana Le Scie)
Pubblicazione: 2015
Pagine: 279

ne scrive, Carlotta Staderini Chiatante

Vladimir Putin è figlio dello assedio: nasce nel 1952, quando in URSS è ancora al potere Stalin.
Nasce a Leningrado dove da pochi anni si è concluso il più tragico assedio della storia di tutti i tempi. Stalin, non volle  evacuare la città al fine di lasciare una spina nel fianco delle armate tedesche e questo causò un milione di vittime, prevalentemente civili che morirono di stenti;  anche la famiglia Putin sarà duramente colpita (un fratellino morirà di fame e i genitori riporteranno danni permanenti dovuti alle privazioni).
Continua a leggere la recensione...

Vi chiediamo di segnalarci
le Vostre scelte:
le condivideremo sul nostro sito per una condivisione e una lettura più ampia dei commenti Vostri e nostri a quei volumi che ci hanno per una qualche ragione interessato e spinto a scriverne.

 

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MOSTRE
Questo mese le scelte di
Marguerite de Merode
cadono su:

TORINO
CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia. Sulla scena del crimine. La prova dell'immagine dalla Sindone ai droni
La fotografia forense viene illustrata nella mostra di Torino dagli albori della sua nascita con le fotografie della Sacra Sindone, alle ultime foto di questi giorni dai satelliti e dai droni: più di un secolo di storia. Con undici casi-studio se ne illustra l'importanza come strumento nelle mani della giustizia e della memoria. Un campo quello della fotografia forense che spesso si accosta all'arte con una forza che va aldilà della parola. "Una mostra intensa e con più livelli di lettura, che parla dei nostri lati bui e del nostro disperato bisogno di certezze".
Fino al primo maggio 2016.


ROMA
Qualche piccola mostra da scoprire fuori dai soliti circuiti

Manga HokusaiIstituto Giapponese di Cultura: Manga Hokusai Manga: il fumetto contemporaneo legge il maestro. L'Istituto di Cultura Giapponese, dove si festeggiano quest'anno i 150 anni delle relazioni tra il Giappone e l'Italia, propone una mostra di pannelli, stampe, libri illustrati d’epoca, tavole e altro che mettono in confronto visivo i manga di un artista fondamentale dell’arte giapponese, Katsushika Hokusai grande maestro della stampa, e interprete della spiritualità Manga contemporaneodell’anima del Giappone con l’ukiyoe del manga contempo-raneo.
I manga di Okusai sono una raccolta di schizzi di soggetti che vanno dal paesaggio, la flora e la fauna, alle scene di vita quotidiana e il soprannaturale. In questa piccola mostra, sette autori di oggi s’interrogano sul rapporto tra la tradizione e la sua interpretazione contemporanea.
Fino al 7 aprile.

Wunderkammern: Of Changes, MP5. E’ interessante affacciarsi alla galleria Wunderkammern dove MP5, promettente artista napoletano, che lavora sia su manifesti che su illustrazioni per giornali, disegni, animazioni video e la creazione di opere murali pubbliche presenterà
Un'opera di MP5nuove opere prodotte apposita- mente per lo spettacolo dei cambi: opere su legno, su carta e installazioni.
E’ interessante perché la galleria si trova in una piccola strada di Torpignattara a due passi da vari esempi molto particolari di street art. Conviene girare a piedi per il quartiere con in mano l'app di Artribune: "Street art" e scoprire esempi notevoli di questa nuova forma di arte. Bellissimo il murales di Nicola Verlato a via Galeazzo Alessi a due passi della galleria.
Fino al 24 marzo 2016

z2o Sara Zanin Gallery con la Galleria del Cembalo presentano Silvia Camporesi: Atlas Italiae. Durante un anno e mezzo, Silvia Camporesi ha viaggiato in tutte Sito della mostrale venti regioni italiane alla ricerca di paesi ed edifici abbandonati eseguendo una vera indagine fotografica nell'Italia abbandonata e in via di sparizione. 'Atlas Italiae' "presenta una selezione ampia di immagini ed è suddivisa tra stampe grande formato a colori e stampe più piccole in bianco e nero, colorate a mano con un procedimento attraverso il quale l’artista cerca di restituire simbolicamente ai luoghi l’identità persa"

Fino al 9 aprile 2016

Macro: Marisa e Mario Merz. curata da Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio e Federica Pirani.
I cinquant'anni di grande scambio intellettuale e incredibile rapporto e collaborazione tra Marisa e Mario Merz sono ben illustrati nella mostra del Macro con una raccolta di sculture, pitture, fotografie e progetti.
Il quotidiano di questi due Marisa e Mario Merz presso la galleria l'Attico nel 1969grandi artisti italiani ha alimentato il loro sodalizio artistico, il loro lavoro e la loro ricerca che si sono intrecciati per una lunga vita passata insieme ma non ha mai intralciato il loro percorso individuale nato con l'arte povera.
Fino al 12 giugno 2016

un'opera di PrattMuseo di Roma in Trastevere: Fumetto italiano. Cinquant'anni di romanzi disegnati". Con circa trecento tavole originali, disposte in ordine cronologico, saranno quaranta i romanzi grafici esposti scritti e disegnati da altrettanti autori. Il percorso prende il via dal 1967 con Hugo Pratt e la pubblicazione di “Una Ballata del Mare Salato”, con il suo noto protagonista, Corto Maltese, fino ai giorni nostri. Si passerà dal romanzo a puntate ai graphic novel.
Una mostra che intende ridare spazio a questa forma d'arte.
Fino al 24 aprile 2016

Galleria Lorcan O'Neill. Richard Long: River Avon mud. Sono anni che Richard Long passeggia scegliendo per il mondo strade solitarie per il suo cammino. Porta fotografie dei luoghi e raccoglie pietre e fango. Ricrea con le sue opere la memoria delle sue lunghe passeggiate appoggiando al pavimento pietre come nuovi percorsi allineandole o Sito della mostrasisteman- dole in spirali. Spalma, come "fatto creativo", con gesti energici, il fango raccolto per realizzare a volte direttamente sul muro o su grande tele, forme essenziali. C'è una bella forza nel lavoro di Long che Lorcan O'Neill ha deciso di farci ancora vedere in una mostra nel suo bello spazio di via dei Cattinari.
Fino al 30 aprile 2016

Tutte le mostre le potete trovare qui

 

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LA LAMPADINA
COSI' E'... E CI PIACE!
a cura di Lucilla Laureti Crainz

Avevamo detto, nei  mesi scorsi, di voler consigliare qualche posto che, per originalità, gusto o buon cibo, vale la pena visitare; luoghi che amiamo o posti dove, nelle nostre "scorribande", ci siamo trovati bene.
Queste sono le prime proposte per avere una scusa o per levare le ancore e salpare o per scoprire nuovi luoghi fuori Roma o di una città che – pur sembrando immobile – si muove!
Questa è solo la prima puntata. L’idea è quella di costruire – consiglio dopo consiglio – una piccola guida che possa essere utile a tutti: una sorta di TripAdvisor della Lampadina.
Aspettiamo i vostri commenti e i vostri consigli che – dopo aver provato – inseriremo nella rubrica “Così è…e ci piace”!

Oggi iniziamo con Roma e Venezia.
Roma: a Lucilla piace
Villa Giulia events

Villa Giulia

A Roma, a pochi passi da Via Veneto e da Villa Borghese, si trova Villa Giulia, elegante villino di antico e raffinato fascino, costruito in puro stile liberty, i primi del ‘900. Da più di cento anni è abitata dai suoi proprietari.
Il piano terra di Villa Giulia,  appena restaurato, è stato destinato ad ospitare eventi: cocktails, pranzi, matrimoni, anniversari, piccoli concerti con cena a tema, conferenze..
Nel bel giardino il tempo sembra essersi fermato: fontane, statue, lo splendore della concezione primo '900 della vegetazione restituiscono un piccolo e prezioso orto botanico nel cuore della città...
Continua a leggere...

 


PENSIERO LATERALE:
i dadi dalle mille facce

Tom e John giocano a dadi, devono stare attenti a non farsi sorprendere dal professore, sono infatti in fondo ad una classe, dove il professore parla di storia antica. Per rendere il gioco più interessante devono calcolare il totale dei punti nella parte nascosta dei dadi.
Tom ha tirato i dadi, questi che vediamo qui sotto; che punteggio ha realizzato?
Come fare?

I dadi
Controllate qui! 

Racconti

In questi anni di pubblicazione della nostra newsletter, spesso  abbiamo ricevuto dai Lettori in Redazione pezzi che non avevano "la forma" dell'articolo: a volte per lunghezza, poichè andavano ben oltre i 3000 caratteri che di solito concediamo ad ogni articolo; altre per argomento, o per struttura o per eccessiva personalizzazione dello scritto. Non potendoli pubblicare come "articoli", perchè in effetti non lo erano, ne abbiamo così raccolti tanti e continuano ad arrivarcene di molto interessanti, che non meritano di essere "costretti" nelle anguste misure standard dell'articolo tout court e nemmeno sarebbe giusto dato che appartengono ad un'altra categoria di scritti.

Abbiamo dunque deciso di aprire, da questo quarantaseiesimo numero della Lampadina, una sezione RACCONTI. Sentitevi liberi di inviarci quanto scrivete, che abbia una lunghezza di quattro, cinque cartelle e noi, dopo una semplice valutazione di opportunità, pubblicheremo ciò che ci proponete.

Oggi iniziamo con uno scritto di Daniela Matronola e il suo "1944" che è tratto dal romanzo inedito "O Madre."

Se fosse stato un articolo, lo avremmo inserito in quella sezione che chiamiamo "Archivi di famiglia - Sei gradi di separazione" poichè il narrato risponde a realtà e la pubblicazione di questo racconto sulla Lampadina, curiosamente, deriva da un veloce scambio di battute a cena con l'autrice nel quale si ricordava il cappotto di Natasha in "Guerra e pace", il bellissimo film di King Vidor; leggete qui cosa c'entra Guerra e Pace..

Qui le prime 20 righe e poi continuate la lettura sul sito, in tutta tranquillità...
Buona lettura!

1944

Cimino

 A detta del nonno di Lucétta, vermi bianchi, lisci e pellicolosi, avevano infestato non poche minestre al Circolo Ufficiali di Palazzo Barberini dove con la famiglia l’avvocato Germano consumava il pranzo nel periodo in cui finirono sfollati a Roma.
  L’inizio fu un mattino del ’44: un fortuito guasto ai binari all’altezza di Ciampino aveva permesso loro di scendere dal treno merci su cui erano stati caricati a forza dai tedeschi verso una oscura deportazione.
  Sgusciati fuori, si erano avviati in fila indiana, alla chetichella, verso i campi aperti, portandosi dietro le loro mappate. Saranno stati una dozzina. Con loro c’era anche la nonna Angelina, che pur nel disastro della guerra non aveva rinunciato al bastone da passeggio e alla veletta. Camminavano spediti e guardinghi, poi cominciarono a liberarsi della roba cui ciascuno, per affezione, e per eccesso di previsione d’uso, non voleva rinunciare.
  Si fecero dai binari, poco fuori Ciampino, fino a via Arno, zona Corso Trieste, tutto a piedi.
  Ci arrivarono la sera tardi. Avevano mollato per strada praticamente tutto, e nel frattempo avevano accumulato sporcizia e stanchezza. Erano tutti sudati, di fatica e di apprensione, e anche nonna Angelina era meno a posto del solito, però conservava una sua connaturale eleganza, una inossidabile regalità. Si erano diretti esattamente lì, al civico 2 di via Arno, e una volta ricomposto il gruppo davanti al bel portone del Quartiere Savoia, a due passi da Villa Ada, il nonno Germano aveva bussato all’interno dei Cimino.

Continua a leggere sul sito...

 

La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi,  Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Giancarlo Puddu e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa milleottocento persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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