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Giovedì 24 maggio 2012

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:

La Lampadina - n. 6
Maggio 2012

I giorni passano veloci, lo scenario muta di continuo... e noi siamo felici di ritrovarVi al puntuale appuntamento mensile, sperando di riuscire anche questa volta nell'impresa di farVi trascorrere qualche minuto in una lettura interessante, che possa incuriosire ed anche divertire.
Vi avevamo promesso una sorpresa ...è in arrivo!


ABBIAMO OSPITI - ASTRONOMIA: l'asteroide Aphopis minaccia la Terra?
Allarmismo? Ignoranza? Cosa c'è di vero in questo probabile futuro evento?

Tracker di Apophis
In questa immagine le orbite della Terra e di Apophis con le rispettive posizioni alle 09.28 UTC del 1/5/2012. A tale data/ora l'asteroide si trovava a 88.162.178 miglia dalla terra

Apophis il distruttore: un asteroide minaccia la Terra”; “Missioni spaziali per distruggere Apophis”; “L’ombra d’Apophis s’allunga”. Questi, alcuni dei titoli apparsi sulla stampa di vari Paesi. Il passaggio di quest’asteroide in prossimità della Terra, nell’aprile 2029, risveglia una quantità di fantasmi apocalittici: quanto c’è di reale?
Nel Sistema Solare, i Near-Earth Objects (NEOs) sono asteroidi e comete che hanno ricevuto una piccola spinta dall’attrazione gravitazionale della Terra, della quale sono in vicinanza; impulso tale che consenta loro di entrare in un’orbita prossima al pianeta.
Più precisamente, essi sono definiti come gli oggetti passibili di transitare a meno di 45 milioni di chilometri dalla Terra. In particolare, gli asteroidi sono dei pezzi (relativamente) piccoli o molto grandi, rocciosi, rilasciati dall’agglomerazione iniziale dei pianeti più interni come Mercurio, Venere, Terra e Marte e suscitano, fra l’altro, interesse poiché costituiscono i detriti, non alterati, del processo di formazione del Sistema Solare, avvenuto circa 4,6 miliardi di anni orsono. Esistono fra 10mila e 100mila NEOs che passano regolarmente in prossimità della Terra.
Fra questi, scoperto nel 2004 dall’Osservatorio di Kitt Peak (Arizona, U.S.A.), esiste l’asteroide Apophis, nome derivante dal Dio del Chaos nella mitologia Egiziana. Si tratta di un corpo roccioso avente 270 metri di diametro, una massa di circa ventisette milioni di tonnellate e una densità, per ora, stimata di circa 1,3 gr/cm3. La sua orbita è prossima a quella della Terra, ruotando attorno al Sole in circa undici mesi con un perielio vicino all’orbita di Venere. Per questo, Apophis deve essere tenuto sotto stretta sorveglianza. Nell’ambito delle Nazioni Unite, il Comitato per l’Uso Pacifico dello Spazio Esterno (COPUOS) ha un Gruppo di Lavoro per la Meteorologia Spaziale, gli asteroidi e i NEOs; anche in seno all’agenzia Spaziale Europea esiste il Programma Space Situational Awareness Programme, che studia e sorveglia i suddetti oggetti. Apophis non costituisce solo lo studio di un caso volto alla comprensione della formazione dei pianeti, ma soprattutto rappresenta una motivazione per affinare il calcolo delle traiettorie al fine di determinare la geometria del volo di prossimità il 13 aprile 2029 e stabilire il rischio di collisione con la Terra.
Per indicare questo rischio, esiste la Scala Torino. In essa, attualmente, all’asteroide in parola è stato assegnato un rischio “4”, il più alto finora attribuito. Si valuta che una collisione sulla superficie terrestre con Apophis sarebbe equivalente a un impatto con 200 velivoli nucleari lanciati a 45.000 km/ora, mentre la caduta in un oceano, creerebbe un cratere di 7 km. A 1000 km dal centro del luogo d’impatto, l’altezza dell’onda di tsunami generata sarebbe di quasi 12 metri, valore che crescerà di molto allorché essa si avvicinerà al litorale. Esiste una panoplia di metodi “brutali” e “soffici” per la deflessione della rotta di Apophis, fra i quali: un’esplosione nucleare (metodo la cui applicazione è soggetta all’approvazione dell’ONU); un impattatore lanciato verso l’oggetto; le vele solari; un trattore gravitazionale.
Gian Carlo Ruggeri

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ARTE/FINANZA: il mercante e il suo artista: una microstoria economica
Breve storia della corrispondenza tra Giorgio de Chirico e Leonce Rosenberg negli anni 1926–1936. Il “breviario” offerto dal gallerista al suo “pupillo” in un’epoca di crisi economica che imperversa in Europa tra il 1926 e 1936 (documentazione degli archivi del Centre Pompidou di Parigi).

A causa della grave crisi economica, emerge dal carteggio come Rosenberg, uomo colto e raffinato intellettuale appartenente all’elite ebraica ben integrata nella società e proprietario della galleria l’"Effort Moderne", situata in rue de la Baume, cercasse di far salire il valore delle opere di de Chirico e di curarne il mercato “in esclusiva".

L'Effort Moderne


"Per potervi creare a Parigi una situazione degna di voi, chiedo prezzi alti affinché il pubblico si abitui a pagare le vostre opere, un prezzo che vi permetta nel futuro di sistemarvi bene da noi, cosa che sarà possibile quando avrò venduto qualche quadro a dei prezzi buoni che serviranno di base per il futuro"...
De Chirico felice della collaborazione con il gallerista, per il quale ha grande considerazione, scrive:
"Molte grazie per le vostre buone lettere che sono per me di grande incoraggiamento. Vi assicuro che siete l’uomo che mi ha più incoraggiato. Scusate il tono della dichiarazione, vi proverò la mia riconoscenza anche quando sarò a Parigi facendovi un buon ritratto grande al naturale di voi o di un membro della vostra famiglia, se preferite, e vi prego di accettarlo come dono…. Credete Signor Rosenberg Ha tutta la mia devozione, la mia stima e la mia riconoscenza"..
Rosenberg, data la grave crisi economica, ritiene che solo i grandi patrimoni possano attraversare la tempesta finanziaria e quindi questa è la fetta di mercato alla quale ci si deve rivolgere. La produzione e la vendita dovranno essere organizzate razionalmente. Il mercato dell’arte è un vero "mercato" in cui i capitali investiti devono fruttare e non si possono correre dei rischi con comportamenti poco attenti.
"Due parole soltanto per pregarvi di non fare, nelle circostanze attuali, tele inferiori al calibro 30. A causa della grave crisi economica, i piccoli e medi amatori ai quali sono di solito destinati i quadri di piccole e medie dimensioni, saranno costretti a rinunciare a qualunque acquisto per ragioni finanziarie. Solo la clientela ricca potrà continuare. Ora quest’ultima non compra tele piccole. A giovedì prossimo. Cordialmente".
L’artista, bisognoso di denaro non è disposto a procedere con la cura commerciale voluta da Rosenberg e vendendo quadri per proprio conto fa abbassare il prezzo delle opere. A questo punto, Rosenberg scrive con stizza a de Chirico:
I gladiatori nell'arena"Avrei preferito essere "cornificato" apertamente piuttosto che esserlo di nascosto.
Ciononostante, poiché a ogni storia deve seguire una morale, vi comunico che resto libero da qualsiasi impegno nei vostri confronti sia per il presente sia per l’avvenire e d’ora in poi non vi comprerò che dei quadri che vi avrò ordinato e la cui realizzazione mi soddisfa completamente. Credo sia meglio che lavoriamo in questo modo perché così, ognuno libero delle proprie azioni, non avremo più motivo di discussione, perché qualsiasi altro sistema non resisterebbe alle ingiunzioni della vostra natura, più forti della vostra volontà".
La storia ci insegna che "art is money" e poiché come diceva Rosenberg "ogni storia deve avere una sua morale", dobbiamo sapere che acquistare opere d’arte è considerato oggi un investimento finanziario. La raccolta di informazioni è la base di ogni investimento e oggi, Artnet, è consultabile e ci propone tutti i prezzi pagati per le opere nelle varie aste. Questo ha probabilmente spesso influenzato il tipo di arte che l’artista crea. In inglese vi è un termine coniato per la condotta di molti galleristi: "specullectors", a metà "speculetors" e a metà "collectors".
Carlotta Staderini Chiatante

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ROMA: sorprese a Villa Borghese
Qualcosa di poco conosciuto nel parco più grande di Roma

Casina GiustinianiSicuramente tutti siamo andati almeno una volta al Cinema dei Piccoli o alla Casa del Cinema o alla Casina di Raffaello, magari con bambini e nipotini ma pochissimi conoscono la CASINA GIUSTINIANI che ha una storia molto lunga e divertente.
Le prime documentazioni risalgono alla fine del Quattrocento quando ne troviamo le tracce in alcuni documenti, vi abitava Mastro Nocciolus, fabbro provetto che pagava come affitto annuo due barili di mosto … alle proprietarie che erano le Monache Benedettine! … Per nulla astemie.
Nel 1592 fu acquistata insieme con altre casette e alle vigne dalla famiglia Giustiniani che la trasformarono in residenza di campagna, piena di statue, reperti romani e zampillanti fontane.
Troviamo in una guida di Roma nell’anno santo del 1725 scritta da Fioravante Martinelli dal titolo "Le magnificenze di Roma antica e moderna": "..Voltando a man destra avete villa con giardino del Sig. Principe Giustiniani, copiosissima di statue, bassorilievi e iscrizioni antiche". Nelle facciate e sotto il portico si possono ancora veLa lampadina di Casina Giustinianidere prospettive di statue e colonne.
Arriviamo poi al 1820 quando gli Orti Giustiniani sono acquistati dai Borghese e la casina è ristrutturata dall’architetto Canina e nel 1828 ne troviamo tracce nella sua planimetria di Roma. E’ nel 1901 che tutta villa Borghese è acquistata dal comune e diventa parco pubblico. La casina nel 1907 è temporaneamente sede dell’Istituto Internazionale dell’Agricoltura, voluto a quel tempo dal re Vittorio Emanuele III e da David Lubin, per poi trasferirsi dove oggi è il CNEL.
Nel 1957 il Comune la affitta a un’artista romana, Cecilia Ferro, che la ristruttura e ne fa il suo studio. Da quel momento diventa sede di mostre e punto d’incontro di artisti fino ad oggi, ed è proprio qui che l’associazione L.I.Art organizza molte attività per la promozione dell’arte contemporanea.
Una sorpresa, nel terrazzo coperto del primo piano una grande scultura in ferro con sopra un’enorme lampadina!
Chi volesse avere l’invito per la prossima inaugurazione può mandare una mail di richiesta a eventi-appuntamenti@lalampadina.net
Lucilla Laureti

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NATURA: l'aurora boreale e il raggio verde
Due fenomeni particolari e diversi fra loro, è il colore che inganna..

Nel mio immaginario, vedevo il raggio verde con un alone di romanticismo legato ai racconti di quei pescatori che nel corso delle loro battute di pesca raccontavano di uno sfarfallio verde al calar del sole. Era considerato segno di grande fortuna per chi riusciva a vederlo. Sono stato sempre molto scettico a riguardo perché nonostante le mie innumerevoli battute di pesca a quell'ora non sono mai riuscito a vederlo.
Il raggio verde sulle coste italianeE' stata anche ed è ancora una bella pausa di riflessione quando in spiaggia con qualche amico si aspetta quell’attimo al tramonto perché ci appaia...il mitico raggio.
Wilkipedia da una spiegazione particolare e da quanto dice, sembra associarlo a un’immagine fittizia, recita, infatti: “Il raggio verde è frutto della rifrazione della luce solare da parte dell'atmosfera, più evidente al tramonto, quando i raggi solari radenti attraversano uno strato d'aria più spesso. È da considerare anche che il sistema ottico umano è fondato sulle diadi rosso-verde e giallo-blu, cioè, grossolanamente, nel punto spaziale e nel momento nei quali si vede per esempio il rosso, non si può vedere il verde, e viceversa, e similarmente per la coppia giallo-blu. Nel caso del fenomeno ottico chiamato "sfarfallio", all'immagine reale osservata è associata dal cervello un'immagine fittizia complementare, e così può essere spiegato il fenomeno del raggio verde."
Tutta altra cosa l'aurora boreale fenomeno naturale grandioso che si manifesta ogni undici anni ed è visibile principalmente in alcune zone del nord Europa, Lapponia e Norvegia. Si manifesta improvvisamente con bagliori di luce verde intensa che attraversano il cielo come fulmini silenziosi.
Secondo l'astronomo Norvegese Pal Brekke, quei bagliori improvvisi non sono che particelle generate da cariche di elettricità provenienti dal sole e catturate dal campo magnetico terrestre; particelle che viaggiano a velocità comprese tra 0,04 e 0,4 UA, equivalenti a circa 150.000.000 km/h. E sembra in qualche modo originato dalle macchie solari. Al momento siamo nel pieno di una di queste fasi, che, inAurora borealeiziata nel 2012, è prevista durare circa due anni, periodo durante il quale, in presenza di serate limpide, ed entro i 1000 e 3000 km dal polo è possibile assistere al fenomeno. La Norvegia e anche la Lapponia, sono zone da dove questo evento è più visibile. Ci sono organizzazioni, agenzie, linee di navigazione che approntano delle viste di qualche giorno a bordo di navi o in luoghi particolari dove il fenomeno sia più facilmente visibile. Il tutto poi accompagnato da gite su slitte motorizzate, concerti di musicisti scandinavi, balli e visite al famoso castello di ghiaccio. A me piacerebbe assistere finalmente al fenomeno di cui ho sempre sentito parlare ma mai visto e potremmo organizzare una visita di tre - quattro giorni in quelle zone... se a qualcuno interessasse? Potrebbe essere Febbraio 2013 periodo migliore per i panorami pieni di neve.
Se vi punge vaghezza, scrivetemi a eventi-appuntamenti@lalampadina.net, vi manderò, ancora solo una bozza, del programma
Carlo Verga

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ABBIAMO OSPITI - PITTURA: Cima da Conegliano a Parigi
Al Musée du Luxembourg – Parigi, fino al 15 luglio, una mostra sul pittore italiano

Quando lo splendore della Serenissima oscurava quello della Ville Lumière, Giovanni Battista Cima (1459?-1518?), nato nella cittadina di Conegliano, ai piedi delle Dolomiti, lavorava assiduamente per il Clero dell’entroterra veneto ed emiliano, e per il Doge a Venezia.
La mostra parigina riunisce diversi pannelli di cassapanche con temi profani (Teseo e il Minotauro, Bacco e Arianna, il sonno di Endimione), ma è alle composizioni di devozione che questo pittore deve la sua fama.
Affiche della mostraI trittici e le numerose Madonne con Bambino, infatti, sono creati dall’artista per essere esaminati dal punto di vista del fedele che li contempla, avvolti in un’atmosfera di eterea dolcezza, immobile e luminosa. Quest’aspetto della sua opera, rappresenta la grande novità che Cima da Conegliano porta come bagaglio artistico alla pittura Rinascimentale Veneziana.
Con qualche quadro di taglia media e il grande dipinto che rappresenta il Leone alato, simbolo di Venezia, le trenta opere riunite in questa Mostra (sulle ottanta attribuite all’artista) provengono da luoghi assai svariati.
Venezia, Este, Milano, Bologna, Parma, Modena e Firenze testimoniano la forte influenza di Cima in tutta la penisola. Si possono notare opere emblematiche extra-peninsulari provenienti dal Louvre, Caen, Strasburgo, Londra, Amsterdam e Lisbona.
I critici del XX secolo affermano che la fama dell’artista uguagliava, all’epoca, quella di Giovanni Bellini, nel cui “atelier” avrebbe dovuto o potuto lavorare per qualche tempo; nonché quella di Vittore Carpaccio. Ma i ritratti di uomini illustri e le scene storico-narrative hanno garantito una migliore posterità ai due pittori qui citati: il Musée du Luxembourg contribuisce a riparare questa ingiustizia.
Due elementi colpiscono particolarmente, davanti a questa straordinaria esposizione: il colore e la luce, é qui che Venezia ci parla, senza il minimo dubbio.
I blu, profondo lapislazzuli per i mantelli della Madonna o limpido tono dei cieli; i rossi, gli arancioni e i gialli scintillano senza mai ferire lo sguardo. Tranne che per un quadro appartenente a una Collezione Privata: un San Pietro venuto dall’Inghilterra che ha sofferto per un restauro troppo violento.
Ovunque l’aria e la luce circolano con finezza: sia negli sfondi punteggiati da rocce, paesaggi fantastici e villaggi fortificati, che sui bordi che ornano il velo della Madonna oppure sulle pietre incastonate nelle vesti di Maria Maddalena.
Man mano che l’artista procede verso la maturità, la natura dello sfondo tende a diventare parte integrante del quadro, quasi come un “attore” della scena.
Giovanni Carlo Federico Villa, commissario della Mostra, nota che quest’atmosfera particolare invita a comunicare con la rappresentazione stessa del dipinto. Si risente l’impressione di respirare l’aria fresca, il profumo dei fiori, l’alito delle fronde mosse dal vento, l’odore della terra: quasi un gusto di verità.
Cima é stato un grande umanista, per il quale, l’epoca greco-romana cheparticolare dell'occhio si ritrova in alcuni particolari dei suoi quadri, non é che il prefazio dell’era cristiana che ha ispirato tutta la sua opera.
Si potrebbe, infatti, anche definirlo come il pittore dei dettagli. Vicino a una Madonna sul trono noti una lucertola che si crogiola al calore divino.
Le Madonne dell’artista, hanno i tratti delle sane contadine della regione, nulla di trascendentale nel loro sguardo, solo una grande e umile umanità, e sono spesso ritratte a mezzo busto, dietro un parapetto di marmo e davanti al classico paesaggio collinoso.
Da queste composizioni emana una calma meditativa che ricorda i modelli Belliniani.
Come conclusione della Mostra: un Cristo oltraggiato che presenta l’occhio arrossato e piangente dell’Uomo che é stato flagellato.
Un infimo filo di linfa sorge da una spina spezzata della sua corona: ancora e sempre la speranza nel rinnovo della vita e dello spirito
Manù Selvatico Estense Linardatos

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ABBIAMO OSPITI - VIAGGI: il planetario di Eise Eisinga
Un sistema solare in miniatura costruita 350 anni fà n una casa in Frisia e ancora funzionante, Paese che vai...

Dei tanti monumenti o musei in Europa degni di essere visti, ve ne è uno particolare a Franeker, paese della Frisia occidentale nei Paesi Bassi. Questa bella cittadina può vantare di aver avuto un’università piccola ma importante, successivamente decaduta e chiusa definitivamente in epoca napoleonica, ma la ragione per la quale è oggi famosa è il planetario di Eise Eisinga, un opera unica di ingegno, precisione matematica e maestria artigianale.
Eise Eisinga naque nel 1744 e fin da bambino dimostrò un forte interesse per la matematica e l’astronomia. Il padre, un lanaio, l’incoraggiò in questo suo talento e gli fece studiare vari libri, specialmente la geometria di Euclide. A quindici anni Eise scrisse lui stesso un libro di esercizi di geometria e frequentò vari astronomi, la più parte nobili dilettanti, dai quali imparò molto. Purtroppo la nascita e il mestiere che fu costretto ad ereditare, e che esercitò per tutta la vita ricevendo riconoscimenti pubblici per la sua abilità nel colorare le lane, gli preclusero un’educazione superiore. Ciò nonostante continuò ad interessarsi di astronomia, scienza alla quale dette il suo originalissimo contributo.
Il planetarioL’8 maggio 1774 si verificò un inusuale allineamento dei pianeti Mercurio, Venere, Marte, Giove e la Luna e questo spinse un prete locale, Eelco Aalta, a predire che la Terra sarebbe stata scaraventata nel Sole e avrebbe bruciato in un grande rogo. Che tutti cominciassero a pregare per la fine dei tempi! La popolazione cadde in preda al panico e Eisinga guardò sbigottito il subbiglio, ben sapendo che nulla sarebbe accaduto. Passata la fatidica data, decise che una situazione del genere non si sarebbe mai dovuta ripetere. Per porvi rimedio avrebbe costruito un planetario che avrebbe spiegato alla gente come funzionava realmente il sistema solare. Avendo convinto non si sa come la moglie a sopportare un cantiere in casa e a veder partire molti dei loro risparmi, iniziò questa gigantesca impresa che durò per ben sette anni dal 1774 al 1781.
Sul soffitto della sala che fu al tempo stesso pranzo, salotto, cucina e camera da letto, costruì un modello del sistema solare che da allora gira in tempo reale imitando le orbite dei pianeti. Non solo, il tutto è in proporzione, con un millimetro per ogni milione di kilometri nello spazio. Questo bellissimo soffitto in oro e blu, arricchito di scritte e numeri, vede girare Mercurio in 88 giorni, Venere in 224, la Terra in un anno, Marte in un 687 giorni, Giove in quasi 12 anni e Saturno in più di 29 anni. Il planetario si ferma qui giacchè all’epoca Urano e Nettuno non erano ancora stati scoperti (Plutone è stato recentemente declassato a planetoide e non è più considerato un pianeta). Nel planetario sono inoltre mostrate le fasi lunari, la posizione zodiacale, i giorni dell’anno e l’ora precisa alla latitudine di Franeker.
Salendo una piccola scala si può ammirare il meccanismo di ingranaggi e ruote dentate con diecimila chiodi di bronzo che, mossi da pesi e pendoli, fanno muovere il tutto con una precisione d’orologio. Eisinga lasciò un manuale di istruzioni per regolare il meccanismo, come ad esempio per l’anno bisestile, e da allora tutto funziona a meraviglia con solo qualche saltuario intervento di restauro. Tanta meraviglia suscitò questo planetario che, con Eisinga ancora in vita, il re acquistò la casa e la destinatò a museo. Ed intatta è arrivata fino ai giorni nostri per mostrarci cosa può la volontà e il sogno di un uomo.
Il museo è stato recentemente ampliato ed ospita due sale con telescopi e strumenti vari legati all’astronomia, e una camera per mostrare come si lavorava e colorava la lana. Usciti da questa visita edificante, ci si potrà ristorare con un buon caffè o una zuppa alla mostarda alla porta accanto dove il Caffè del Planetario, arredato in stile Liberty orignale dell’epoca quand’era proprietà di un commerciante di caffè, è venuto anch’esso a far parte di questo piccolo museo unico al mondo.
Valerio Cugia

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QUOTIDIANITA': marketing, necessità vitali e tutto il resto...
Abbiamo veramente bisogno di tutto ciò che ci propongono?

Sarà capitato anche a voi di sentirvi a volte un po’ presi in giro: a me capita spesso in occasione di qualche fresca innovazione tecnologica talmente, appunto, innovativa, che non appare così lampante e scontata l’utilità della sua applicazione.
Bene, c’è una buona notizia: sempre più spesso, la pratica utilità dell’ultimo ritrovato tecnologicamente all’avanguardia, non esiste.
La nostra vita, nell’ultimo secolo è divenuta esageratamente più facile, meno faticosa, direi forse troppo aiutata da mille applicazioni tecnologiche: pensiamo alla lavatrice, al PC, la radio e la televisione, il telefono fisso e quello mobile, per citare solo le più semplici, quelle a portata di tutti, possedute dalla maggioranza della popolazione occidentale..
Nel contempo, ci siamo resi conto tutti che la tecnologia in campo informatico ed elettronico è molto più avanzata rispetto alle nostre necessità pratiche. La velocità dell’innovazione è decisamente maggiore rispetto alla nostra capacità di assorbimento. Parlo di comuni mortali, tutti noi dotati di strumentazioni che ci appaiono, oggi, assolutamente necessarie per lo svolgimento delle nostre attività quotidiane, (non chiediamoci, per pietà nei nostri stessi confronti, come facevamo fino a ieri, non arrampichiamoci sugli specchi per trovare risposte sensate che non esistono: facevamo eccome….).
Bene, se la potenza è nulla senza controllo, teniamo presente che l’innovazione tecnologica è niente senza il marketing che proprio in questo frangente entra in gioco con le sue tecniche “pull - push” che ci inducono all’acquisto facendoci desiderare il possesso di cose non solo platealmente voluttuarie, - questo passi, noi e le nostre case ne siamo pluri accessoriati -, ma anche del tutto inutili ed inefficaci. Spesso si crea l’aspettativa sul nulla. Nel breve periodo (3-6 mesi) le innovazioni realmente rivoluzionarie sono quasi nulle. Nello stesso breve periodo la sollecitazione creata dal marketing nella domanda, cioè in noi, raggiunge tassi altissimi. Di esempi ne abbiamo davanti agli occhi migliaia. Due fra tutti, per me paradossali, ma a voi il giudizio. Una famosa marca giapponese ha creato una vaporiera cuoci-riso che si può attivare con un’app di un telefono cellulare.

Cuoci riso
I cuoci riso tecnologicamente avanzati

Con un chip integrato, la vaporiera riconosce tramite il messaggio del cellulare il tipo di riso che deve cuocere, il tempo di cottura etc. Ho pensato: fantastico, il giapponese di turno, o la manager italiana appassionata di sushi possono organizzare la cena in remoto mentre lavorano a kilometri di distanza. NO: perché l’app funziona solo se “fisicamente” il cellulare tocca la vaporiera. E allora? Qualcuno può spiegarmi l’utilità di stare fisicamente davanti ad una vaporiera e invece di toccare il tasto per attivarla dopo averci messo dentro il riso, la faccio “baciare” dall’I-Phone?
Se già con il cellulare si può accendere in remoto il riscaldamento di casa in montagna mentre sei per strada sotto la tormenta, e volendo fai anche partire la lavatrice all’orario che desideri mentre stai facendo altro dove ti pare, allora il riso fatemelo cuocere quando voglio e da dove voglio perché se ci devo stare davanti, francamente, di questa tecnologia ne faccio volentieri a meno.
Ma questo è nulla rispetto allo snowboard con Ipad incorporato sulla parte superiore. Pensare a quante volte capita che in coda alla seggiovia ti passino allegramente con le code sugli sci nuovi……Attendo commenti sulla sconvolgente utilità di questo gadget mentre si scende velocemente a valle.. Ah, lo avete già comprato? Allora scrivetemi una email. Sono molto, molto curiosa.
Isabella Confortini Hall

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità...

La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Marguerite Pratesi de Merode, Ranieri Ricci, Lalli Theodoli e redatta con la partecipazione di: Lorenzo e Renata Bartolini Salimbeni, Lucilla Laureti, Carlotta Staderini Chiatante, Giancarlo Puddu, Angelica Verga, Beppe Zezza. La sede è in via G. D. Romagnosi 20, 00196 Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa millequattrocento persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
Per informazioni scrivere a info@lalampadina.net

Mica è monnezza!

Le troviamo dappertutto: presenza ossessiva e imperdibile.
Al mare, spingiamo i piedi sotto la sabbia ed eccole sbucare da sottoterra: le cicche.
In un giardino, carezziamo leggermente i petali di un fiore e ai suoi piedi, conficcate in un assurdo gioco geometrico, eccole: le cicche.
Sbucano incastrate tra mille sampietrini romani, occhieggiano infiltrate tra le antiche pietre che circondano il Colosseo. Ma quante sono? Miliardi.
Ma quanto durano? Anni e anni.
Perché buttate in terra? Da chi?
Il timido: La fa scivolare lungo la gamba fino a che tocca terra. Guarda in alto con aria vaga e con un calcetto la spinge in un angolo dopo essersi assicurato di essere al riparo da ogni sguardo.
Il tracotante: ancora accesa, le fa fare un balzo dal balcone a sfiorare la testa dei passanti: improbabile stella cadente.
Il rabbioso: furiosamente fuma fino all’ultimo pezzetto tenuto da dita ingiallite da anni di nicotina. La butta per terra. La pesta col tallone che gira e schiaccia con forza finché finalmente la uccide, la cicca.
Lo spavaldo: con una schicchera le fa fare mille volute in aria assolutamente incurante di chi ha intorno.
Guardo un po’ perplessa lo spavaldo in azione che capisce il mio rimprovero inespresso. Guarda me, guarda la cicca che dopo i volteggi è finalmente atterrata esausta sul marciapiede e..
..MICA E' MONNEZZA.
Dice.
Lalli Theodoli


FLASH NEWS!
Un po' qua, un po' là...

Re-commerce ovvero il riciclo o commercio dell'usato - Oggi potremmo riciclare quasi il 100% delle nostre cose. La tendenza è iniziata in Francia, qualche anno fa, per un paio di jeans vecchi potevi comprarne un paio a metà prezzo. I vecchi jeans, venivano riparati, aggiunte le iniziali del vecchio proprietario e rivenduti ad un prezzo quasi pari a quelli nuovi. La tendenza si è poi estesa praticamente a tutto. La Gazelle in Usa, compra, on line, ogni genere di strumento informatico, tecnico o altro, fornendo anche un servizio di ritiro a domicilio. I prodotti acquistati e ricondizionati sono poi diretti ai mercati Africani e Asiatici. A ogni uscita di un nuovo prodotto del tipo Ipad, Iphone o altro, la Gazelle riceve offerte per qualche migliaio di pezzi delle generazioni precedenti...
In Italia grande successo ha avuto la manifestazione tenuta a Milano, Ri-Store, fiera in cui si acquista o si scambia di tutto: biciclette, articoli per l'infanzia, borse, vestiti etc. Una delle maggiori aziende del settore è oggi la Cash Converter con un giro di affari di 190 milioni di dollari e una rete di 657 negozi, di cui uno a Milano. Comprano e vendono dai vedeogiochi, agli strumenti musicali, giochi per l'infanzia, orologi, mobilio, vestitini usati per bambini etc.
Questo nuovo sistema di commercio oltre a permetterti di riciclare molte delle cose che avresti buttato, aiuta in modo concreto a creare ed anche recuperare quel mondo di riparatori che si era perso nel tempo.

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Tempo di cambiar auto? - Da quando anche la Rolls Royce è diventata BMW, oramai dal 1998, le vendite sono aumentate notevolmente. Il fatto è certo dovuto ad un adeguamento degli impianti e alla produzione della nuova "piccola" Ghost”: il suo prezzo, va da sé, scontato, solo 225mila Euro, poco più, poco meno, secondo gli accessori. Dallo stabilimento del West Sussex ne escono 15 al giorno, quindi bisogna prenotarla per tempo...

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Un Martini dry? E le sue storie.. - "Al Knickerbocker Hotel di Times Square, conosciuto come "il country club della 42esima strada" lavorava un Italiano, il signor Martini di Arma di Taggia, sembra sia stato lui a mettere insieme i due terzi di gin con un terzo di vermuth, ghiaccio e, al caso, un’oliva per il successo del grande Martini dry. Da allora storie tante…
- secondo Winston Churchill un perfetto Martini si fa guardando intensamente la bottiglia del vermouth mentre riempi il bicchiere a forma di cono con il gin e un oliva..
- James Bond in uno dei suoi 007 pronuncia la frase rimasta famosa "shaken, not stirred", ovvero "shakerato, non mescolato", è così che James pretende che gli sia servito un martini. Più il martini è shakerato, più è secco, dunque forte e poi 007 lo vuole shakerato ma con vodka.
- Hemingway come è noto apprezzava molto il Martini. Era
con Gene Tunney campione del mondo dei pesi massimi, in un locale a NewYork, quando preso dai fumi dell’alcool, sfida Gene a colpirlo violentemente con un pugno nello stomaco, Tunney rifiuta al che Hemingway comincia ad urlare e a dare in escandescenza, finche Tunney sopraffatto dalle grida acconsente. Hemingway si prepara, contrae i muscoli e riceve un colpo sufficentemente forte da farlo stramazzare a terra e rimanerci per una decina di minuti senza conoscenza. Tutti intorno a lui pensano al peggio, poi apre gli occhi, si alza e torna calmo e buono come se nulla fosse successo. La quantità di Martini per una serata? "Un martini non basta ma tre sono troppi, vanno bene due.."

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La collezione di Gunter Sachs, scomparso un anno fa - Chi non ricorda gli atterraggi con il suo elicottero a Cortina d’Ampezzo per una veloce sciata e una colazione al Caminetto? Gunter Sachs
Oltre che play boy, sposato anche con Brigitte Bardot, era industriale, fotografo, finanziere e un abile collezionista. Certo nasceva bene, problemi finanzi
ari pochi, discendeva da uno dei fondatori della “Opel” da parte di madre, ma anche da un padre industriale meccanico. Amico di Andy Warol organizzò per Lui nel ‘72 la prima mostra ad Amburgo, ma ahimè vendite poche… si dice che per non dispiacere a Andy, comprò lui la meta dei quadri presentati ed è stato il più grande affare della sua vita. L’insieme della sua collezione vale oggi 20 milioni di sterline.

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Per superare questo momento difficile - Ti arruoli come "soldato indipendente" o "mercenario" in qualche luogo caldo tipo Somalia, Afghanistan, arrivi a guadagnare fino a 20mila - 25mila euro al mese ...Il problema poi e' tornare..
- Un altro modo per guadagnarsi qualcosa è farsi tatuare una pubblicità sulla fronte. Un casinò on line di Dallas ha convinto e quindi pagato ben 7700 dollari ad una signora per un tatuaggio sulla fronte con il nome della società.
- Fare da cavia per società farmaceutiche, a proprio rischio e pericolo rende intorno ai 6mila euro, dipende però dalla pericolosità del preparato da testare.


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Una storia di azienda italiana di nicchia - Prima Industrie Torino, produce impianti laser per l’industria, 1400 dipendenti, stabilimenti in Italia, Finlandia, Francia, Cina, 10.000 macchine installate in oltre 60 paesi, fatturato 250 milioni. Torcia olimpica
Un recente successo, la torcia olimpica di Londra
, gli ottomila fori sulla superficie di alluminio sono eseguite con macchine della Prima industrie. Saranno anche oltre 8mila le torce che verranno prodotte con i loro sistemi perchè tale sarà il numero dei tedofori che in staffetta, porteranno ad accendere la torcia iolimpica a Londra il 27 luglio 2012.

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Un milione di dollari in meno di 24 ore? - Vai su Klickstarter! Il sito, fondato nel 2009 da Perry Chen, facilita la raccolta di finanziamento per “prodotti geniali” da parte del pubblico in generale, un modello che aggira molti canali tradizionali di investimento. E’ necessario proporre un progetto sul sito Kickstarter che fornisce le linee guida sui tipi di progetti accettabili. I Titolari del progetto scelgono una scadenza e un obiettivo minimo di fondi da ricercare. Se l’obiettivo scelto non è raggiunto entro il termine, decade automaticamente. I risultati più eclatanti:
- Double find adventure, video ludico di Tim Schaffer: in otto ore 400mila dollari, 1,4 milioni nelle ventiquattr’ore;
- Un cinturino per trasformare un ipod nano in orologio, progetto partito con la richiesta di 15mila dollari e ne ha ottenuti 900mila.
- Un dock per iphone in alluminio che richiama lo stile Apple, richiesta di partenza 750mila usd ha superato un milione di dollari.
Le statistiche ufficiali del 2011 pubblicate sul sito ci dicono:
- Progetti lanciati: 27,086.
- Progetti coronati dal successo: 11,836.
- Donazioni: $99,344,382.
- Premi selezionati: 1,150,461.
- Visitatori totali: 30,590,342.
- Percentuale di successo: 46%.

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AAA offresi seno - 50mila sono le donne che in Italia ogni anno si "aggiustano" il seno con protesi di silicone. Possono scegliere tra una “sporgenza” che va da 4 a 6,5 cm, un diametro tra i 9 e i 15 cm e il peso tra i 200 e gli 800 grammi. Certo, le varianti sono innumerevoli...

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Firme d'autore- Interessanti le cifre ottenute da alcune vendite all’incanto alla Bolaffi Arte. Stranamente hanno raggiunto le più alte cifre gli uomini di lettere e grandi scrittori e forse anche più alte se non ci fossero stati dei vincoli dei beni culturali. Sono passati di mano carteggi di Manzoni, Verga, Macchiavelli, i prezzi dai 1000 ai 3000 euro. Valori più alti per una lettera di Marcel Proust, che una istituzione francese si è aggiudicata a 19mila Euro. Un componimento di Goffredo Mameli “Venezia e Milano” per la libertà dagli Austriaci è passata di mano a 5000 Euro. Non molto interesse per i musicisti, un solo strano reperto di Nicolò Paganini è stato battuto a 8mila Euro. Autografi non benissimo, in genere intorno ai 300/500 euro. Invenduti due autografi di Adriano Celentano proposti a 500 Euro.

Le flash news sono a cura di Carlo Verga

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STANNO ARRIVANDO!
segnalazioni di concerti, mostre, fiere, esposizioni ... per non dire "l'avessi saputo..."

Musica a Ravello:
26 maggio 2012, Auditorium Oscar Nyemeier
Ravello Dieci/12 - Tête à Tête: passioni stonate, Veronica Pivetti, Alessandro Nidi, pianoforte

2 giugno 2012, Auditorium Oscar Nyemeier, Wiener Kammersymphonie Ensemble, musiche di Haydn, Mozart, Schubert, Schumann
16 giugno 2012, Auditorium Oscar Nyemeier, Musica Nuda, Petra Magoni & Ferruccio Spinetti

Musica a Roma
dal 25 maggio al 5 giugno, all'Opera
Muti dirige "Attila" di Giuseppe Verdi

3-4-5 giugno, Parco della Musica, Gala Cajkovskij, Diego Matheuz direttore,
Nikolaj Znaider violino

19-21-22 giugno, Parco della Musica, Lang Lang Fest. 19 giugno: Piano Solo, 21 giugno: Imperatore, 22 giugno: 101 pianisti.


Da vedere a Milano:
15 - 27 maggio 2012
, Teatro Nazionale Stomp. Una combinazione unica di teatro, danza e musica. Stomp in azione
Stomp vive della quotidianità usa e trasforma scope in strumenti, battiti di mani in conversazione bidoni della spazzatura in percussioni.
Lo spettacolo ha girato 40 paesi riscuotendo ovunuqe un grande successo.


Mostre a Roma:

URBAN AREA - BROS E STEN E LEX. Apre oggi 24 maggio al Museo Macro di via Nizza, il progetto ideato in più tappe per dare visibilità alla Street Art, uno dei movimenti più attivi degli ultimi tempi.
Bros al lavoro al MacroLa terrazza del MACRO aperta al pubblico diviene una sorta di palestra dove gli artisti possono misurarsi con pareti, superfici e spazi mai utilizzati. Protagonisti del primo appuntamento sono Bros e Sten e Lex, tra gli street artist italiani più attivi e apprezzati a livello internazionale, che hanno realizzato due interventi concepiti appositamente per gli spazi del museo.

... e siamo ancora in tempo per
URS FISCHER -
Venezia, la personale a Palazzo Grassi, fino al 15 luglio.
Nella provocatoria mos
tra curata da Caroline Bourgeois dal misterioso titolo "Madame Fissher" l'irriverente artista svizzero riempie i 2000 metri quadri del palazzo settecentesco con trenta opere dalla metà degli anni Novanta ad oggi, offrendo una panoramica di dissacrante ironia.

Fotografia in collezione -Roma, al Macro, Project Room 2, una mostra fotogafica di Marco Delogu. Le 35 opere esposte fanno parte della "Rome Commission", sezione di "Fotografia - Festival Internazionale di Roma" che dal 2003 affida annualmente ad artisti italiani e stranieri un ritratto della città di Roma e costituiscono il primo nucleo della nuova collezione di fotografia del MACRO.

La dinastia Brueghel, Como, fino al 21 luglio, l’esposizione presenta 70 dipinti e 30 tra disegni e grafiche, provenienti da importanti collezioni private e musei italiani e stranieri, in grado di Bruegel il Giovaneripercorrere la storia e l’eccezionale talento della più importante famiglia di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo.

Women's, Firenze, Galleria del palazzo Coveri, 23 maggio - 1 giugno 2012. La collettiva d'arte contemporanea, ospitata dal Florence Design Week, presenta 13 artisti - Chiba, Barile, Marrali, Spezi, Grasso, Petrilli, Nikolic, Nocentini, Luloloko, Stigliano, Tancredi, Guerrini, Elettra Tam- confrontando linguaggi culturali ed espressivi diversi come la pittura, la scultura, la grafica, la performance e l’installazione, sul tema dell’universo femminile.

a cura di Marguerite de Merode e Isabella Confortini Hall

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