Non vedi correttamente questa mail? Clicca qui per vederla nel tuo browser
Se vuoi leggere comodamente La Lampadina sulla tua poltrona, puoi stampare questa Newsletter, scaricando la versione pdf da qui
Se vuoi rileggere i precedenti numeri de La Lampadina, visita il nostro sito www.lalampadina.net

La Lampadina - n. 72 ::: Luglio 2018

Cari Lettori, arriva l'estate e noi ci congediamo da Voi ma solo per un mese, ci rivediamo a settembre con nuove proposte e iniziative interessanti. Intanto leggete con noi che cosa succede nei cieli di Londra e di Roma, l'aereo un modo di viaggiare che i nostri papi non avevano... solo carrozze! E poi Degas e la sua vita, la cultura che cresce e nutre le nuove leve grazie a qualcuno che ha perso molto ma vuole dare un segno di speranza e di vita..e finalmente un rating che premia le good practices non in azienda ma di governo.. Insomma, c'è speranza, i segni ci sono.. Buona estate a tutti Voi!


Martedi, 3 luglio 2018

Buongiorno,
oggi la nostra Lampadina si accende su:


ATTUALITÀ – Londra e Roma: che aeroporti?
Articolo di Gian Carlo Ruggeri - Autore Ospite de La Lampadina

I cinque aeroporti di Londra non sono sufficienti a gestire il traffico aereo londinese. I primi di giugno, Theresa May ha approvato la costruzione di una terza pista d’atterraggio e d’involo per l’aeroporto di Heathrow. Il governo, però, è diviso per i costi e l’impatto ambientale. La decisione in argomento è stata presa dopo una consultazione popolare avvenuta fra il 17 gennaio e il 28 marzo dell’anno corrente. Nell’ottobre 2016, il governo annunciò che una nuova pista nord ovest era lo schema preferito per l’espansione capacitiva degli aeroporti nel sud est dell’Inghilterra. Con tale annuncio, il Governo ha voluto dare un chiaro segnale al mondo che il Paese è aperto al commercio e che l’espansione di Heathrow costituisce un’opportunità per assicurare sia alla Nazione che alle future generazioni il possesso delle infrastrutture necessarie ai futuri bisogni. L’opera potrà produrre migliaia di opportunità addestrative e lavorative, nonché creerà, a lungo termine, una “eredità sostenibile”. Fra i cinque aeroporti londinesi sopra menzionati, esiste il “London City Airport”. Situato nel London Borough of Newham (Outer London), borgo di Londra che si trova nella parte orientale della città, l’aeroporto è stato progettato nel 1981 per soddisfare le necessità del distretto finanziario di Londra, ed é stato inaugurato nel 1987 dalla Regina Elisabetta II. Lo scalo è stato ideato per operazioni Short Take Off Landing (STOL; decollo ed atterraggio corti), dispone di un'unica pista orientata 90°/270°, lunga  1.508 metri e dotata di assistenza strumentale. È il quinto aeroporto, per ordine d'importanza, della capitale britannica. I passeggeri raggiungono lo scalo tramite la London City Airport DLR Station, che fa parte della Docklands Light Railway, inaugurata nel 2005. Due linee di mezzi di superficie (Transport for London; 473 e 474) completano le possibilità di trasporto. Nella settimana 19 – 25 del recente mese di marzo 2018, 101.336 clienti sono partiti / arrivati allo “Square Mile’s favourite airport”, con 1525 voli. Queste cifre superano del 2% il record stabilito nel 2016. In particolare, durante il giovedì 22 della suddetta settimana, si è avuto il “best record” per il transito di 18.607 passeggeri. Il trentunenne aeroporto è stato portato a tali risultati dalle accurate ed elevate prestazioni della British Airways e della Flybe, quest’ultima, compagnia aerea regionale britannica a basso costo, facente parte della European Low Fares Airline Association.  Le destinazioni più frequentate comprendono, fra le altre, Amsterdam, Dublino ed Edimburgo. La peculiare collocazione, per così dire, “cittadina”, rende l’aeroporto agibile anche in condizioni climatiche particolari, come una relativamente recente intensa nevicata invernale che ha provocato la cancellazione di moltissimi voli negli aeroporti situati lontano dalla città. E la capitale d’Italia? Roma ha due aeroporti principali: Fiumicino e Ciampino. Fiumicino ha quattro piste, ovvero: 16R/34L – 16L/34R – 16C/34C – 07/25; le prime due di 3900 m, la terza di 3600 m e la quarta di 3309 m, quest’ultima usata prevalentemente per i decolli. Ciampino ha una sola pista, la 15/33, di 2200 m. I due aeroporti ospitano traffico intercontinentale e si comprende facilmente che – nonostante la buona volontà gestionale – il sistema non è sufficiente a soddisfare le esigenze di un mondo in movimento. Ma parliamo un poco di un altro aeroporto: Roma – Urbe. Inaugurato nel 1928 con il nome di Aeroporto del Littorio, classificato attualmente come Aeroporto Internazionale, offre ospitalità ai voli commerciali, alle Scuole di Volo (fra cui lo storico Aeroclub di Roma), ai voli privati, all’Aerotaxi, alla Protezione Civile e alla componente elicotteristica, anche militare. Dotato di varco doganale e di polizia di frontiera, ha una pista di 1084 m, la 16/34. Se gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino hanno trovato, sin dal 1974, nuove ed efficienti forme di gestione, l’aeroporto dell’Urbe, con la sua storia, è rimasto, per così dire “terra di nessuno”. Situato sulla via Salaria, a pochi minuti di auto dal quartiere Parioli, non è mai stato adeguato al crescente traffico aereo e alle dimensioni dei nuovi aerei commerciali. E’ chiaro che lo scalo non potrebbe mai accogliere velivoli “wide body”, come, per es., l’Airbus 319, ma l’effettuazione di lavori sulla pista, un suo diverso orientamento e l’installazione di impianti per l’atterraggio strumentale, eccetera, renderebbero l’aeroporto dell’Urbe il “Rome City Airport”, sul modello del succitato London City Airport, situato nel cuore della City, centro finanziario fra i più importanti del mondo. L’Urbe ha le potenzialità di ospitare traffico regionale: flusso che, con gli attuali velivoli a getto o turboelica, potrebbe consentire il collegamento diretto tra Roma e città italiane o straniere, nell’ambito di un raggio di 1000 – 1500 Km. Questo, fra l’altro, snellirebbe il traffico di Fiumicino e Ciampino, senza tralasciare, last but not least, un alleggerimento del traffico merci su gomma e la movimentazione, come su accennato, di flussi regionali con altri aeroporti potenzialmente utili (vedi, ad esempio, Foligno, anch’esso caduto nell’oblio). L’aeroporto della via Salaria, non dimentichiamolo, negli anni Trenta, fu uno degli aeroporti europei con il maggior movimento di aeromobili e passeggeri. E’ stato possibile in Inghilterra: ma da noi, con la nostra più che rispettabile “Storia aeronautica”?

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice

Allegra Hall condivide il pensiero di Alice:

"La scelta è tua, non si vive per accontentare gli altri".

Alice in Wonderland – Lewis Carrol

ARTE: Degas & Friends
Articolo di Marguerite de Merode e Carlo Verga

Conosciamo tutti uno dei più famosi pittori dell'impressionismo francese, Edgard Degas. Conosciamo bene i suoi dipinti in cui illustra la vita della Parigi del 19° secolo fatta di ippodromi, di caffè-concerto, di musica e di balletti all'Opera e tant’altro. Ma non si sa molto di lui e della sua vita privata. Edgard Degas nasce in un ambiente in cui può contare su buone disponibilità economiche, cosa rara per un artista dei primi del 900’. Lo stato di “benessere finanziario” della famiglia si deve al nonno, René Hilaire DeGas, la cui famiglia, di origini nobile, proviene dalla Linguadoca. Durante la Rivoluzione francese René, costretto a fuggire, trova asilo politico a Napoli dove si dedica agli affari. Consolida presto la propria situazione economica fondando un istituto bancario di grande successo. Diventa tra l’altro banchiere personale di Gioacchino Murat.  Con le ricchezze accumulate, riesce ad acquistare per sé l’intero palazzo Pignatelli di Monteleone, un immobile di cento stanze nel centro storico di Napoli. Nella città partenopea si sposa con la livornese Giovanna Teresa Freppa, generando con lei ben sette figli, tra i quali Auguste, futuro padre del pittore. Auguste diventa direttore della filiale parigina della banca paterna e si trasferisce nella capitale francese dove si sposa con Celestine Musson e nel 1834 nasce Edgard. Edgard, dopo una formazione classica, studia giurisprudenza alla Sorbona per rispondere al volere del padre ma la sua vera vocazione è ben altra e presto si dedica a la pittura e allo studio dei grandi maestri del passato diventando copista al Louvre. Intraprende un viaggio in Italia per studiare l’arte antica e i maestri del Rinascimento. Ritiene che è indispensabile rimanere legati a l'eredità dei grandi maestri, ai quali si riferisce sempre con appassionata devozione. Quasi si convince a farsi monaco. Non si sposerà mai, e a chi critica questa scelta risponde: “A che cosa mi servirebbe una moglie?” Sarà l’amicizia con Edouard Manet, incontrato al Louvre nel 1861 a convincerlo ad entrare a far parte del gruppo degli Impressionisti anche se sempre si definirà più “realista” che impressionista”. Amici per tutta la vita, Degas porta Manet alle corse di cavalli, tipica espressione della ricca borghesia dell’Ottocento: non è un caso che Degas e Manet, appartenenti entrambi all’alta società, siano i primi artisti a occuparsi di corse di cavalli. Si lega d’amicizia con Edmond Duranty scrittore e giornalista, con cui passa serate a discutere di fisiognomica, ovvero il concetto per cui le espressioni di un volto si potevano studiare e catalogare come una guida delle personalità. Duranty pubblica un trattato su “la fisiognomica”, che sembrava quasi scritto a quattro mani con Edgard. L’argomento è un concetto fondamentale e necessario per la formazione di un artista. L’esercizio de “la tete d’expression” è quel disegno che serve proprio a raffigurare un preciso stato d’animo dei modelli (la famiglia Bellelli di Degas ne è un esempio classico). Autodidatta, colto e entusiasta sarà amico dei grandi del periodo:  De Lacroix, Emile Zola, Baudelaire e molti altri. Degas dipinge essenzialmente ambienti chiusi, ripresi da angolazioni insolite con pennellate rapide e sciolte. Qualche anno prima della morte di Manet uno strano episodio crea una grande freddezza tra i due amici. Eduard posa insieme a sua moglie Suzanne per Degas; Manet sul divano e sua moglie mentre suona il piano. Nei giorni successivi, parte della tela verrà tagliata con un coltello appuntito; la lama porta via parte del viso e del corpo di Suzanne. Sembra sia stato Eduard Manet a compiere quel folle gesto; ma perché? Un'atto di gelosia? Altra cosa particolare del rapporto tra i due, nella galleria di Degas furono trovati circa 80 quadri di Manet, mentre neanche uno in quella di Manet dell’amico di sempre...? Quando Degas muore nel 1917 lascia una collezione di quadri suoi e di altri contemporanei veramente notevole: dozzine di Manet, Ingres, De Lacroix, Daumier, poi Cezanne, Gauguin, Corot e più di 100 stampe e quadri di artisti giapponesi.  Saranno indette diverse aste visto l’ingente patrimonio e si mobiliteranno i maggiori collezionisti e tutti i grandi musei dal Louvre, al Metropolitan. L‘asta principale si svolse a Parigi nel 1918, in piena guerra. All’inizio delle offerte, cominciano intensi bombardamenti sulla città. La sala si svuota e quasi nessuno, terminata l’ostilità, torna indietro. La maggior parte dei quadri saranno acquistati, 27 tra dipinti e disegni, da John Maynard Keynes noto economista inglese, a favore della National Gallery, con un prestito di 20 mila sterline ottenuto dal ministro del tesoro inglese. I prezzi erano così depressi date le circostanze, che un quarto dei fondi programmati non sarà speso. Keynes, comprò un Cézanne, “Nature morte”, per se stesso, per la modesta cifra di 327 sterline. Un vero affare!

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice

Beppe Zezza e i suoi saggi detti popolari:

"Tene 'a sciorta d' 'o piecuro: nasce curnuto e more scannato".

Proverbio napoletano

STORIA – Il “treno” dei Papi
Articolo di Nicoletta Fattorosi Barnaba - Autore Ospite de La Lampadina

E’ un gran gusto er viaggià’! St’anno sò stato
Sin a Castel Gandorfo co Rimonto.
Ah! Chi nun vede sta parte de monno
Nun za nemmanco pe che cosa è nato.
Cianno fatto un ber lago, contornato
Tutto de peperino, e tonno tonno,
congegnato in maggnera che in ner fonno
ce s’arivede er monno arivortato.
Se pescheno lì certe alicete,
co le carocce, nun te fo bucia,
comme vemmariette de rosario.

Nel 1818,Giuseppe Gioacchino Belli, in gita ai Castelli, entusiasta di quei posti, compone questo sonetto intitolato “Er viaggiatore”, in cui decanta le bellezze del lago e del paese di Castel Gandolfo, comune che si trova a 426 metri sul livello del mare, nel territorio dei colli Albani a ridosso del lago di Albano, detto anche lago di Castel Gandolfo. Il nome deriva dalla famiglia dei  Gandolfi che, dal IX secolo fino al 1200, sono i signori del posto. Con alterne vicende arriviamo al possesso del luogo da parte di  Papa Clemente VIII. Nel 1604 entra a far parte del dominio temporale della Chiesa. La fama e l’abitudine dei pontefici di soggiornare in questo luogo si deve a papa Urbano VIII Barberini (1623-1644), che ha un rapporto personale di amore nei confronti del posto, tanto da lasciare semplici, ma idilliaci versi:
Qui dove il lago Alban le limpide onde
In vago giro accoglie
il sol per l’aria i raggi d’or diffonde.
S’ammantan gli arborei di verdi fronde,
di fiori il prato e ‘l ciel di bel sereno,
dolce mormora l’aura a cui non meno
in dolci note il rossignol risponde.
Trasferirsi dal Vaticano di Roma alla cittadella pontificia di Castel Gandolfo nei tempi passati è considerato un viaggio lungo e avventuroso, che il pontefice fa in carrozza. Ovviamente non si sposta  mai da solo e la fila di carrozze che lo seguono forma il “treno del papa”. Tre sono i treni di cui si serve e si servirà, a lungo, il pontefice nelle diverse circostanze: il treno di campagna, quello di mezza gala e quello di gala. Il primo è anche il giornaliero la carrozza del pontefice è seguita da due carrozze, una dell’elemosiniere e l’altra dei camerieri. Avanti e dietro picchetti di dragoni e guardie nobili circondano la carrozza del papa. Il treno di mezza gala è più sontuoso. Per le strade dove deve passare il papa si getta preventivamente la pozzolana, perché la carrozza subisca pochi scossoni. Aprono il corteo due dragoni che si fermano agli sbocchi delle strade per impedire alle vetture di entrare nella via dove deve passare il papa. Viene poi il battistrada, ed è seguito a poca distanza da due dragoni a passo moderato. Segue poi una carrozza di palazzo, con i servitori in piedi, dove siede il vescovo elemosiniere ed il vescovo sagrestano del papa. Dietro quella carrozza procede un picchetto di guardie nobili, poi viene la carrozza papale assai più bella della ordinaria, tirata da sei cavalli neri, con finimenti di velluto guarniti di metalli dorati. Alle due portiere, due ufficiali della guardia nobile; in carrozza col papa siedono Monsignor maggiordomo e Monsignor maestro di camera; altre quattro o sei carrozze, di colore viola o nere, piene di prelati e camerieri formano il seguito, che è chiuso da un nutrito picchetto di dragoni. Il treno di gala poi supera qualunque immaginazione. Un picchetto di 24 carabinieri a cavallo apre il corteggio; segue il battistrada; poi un picchetto di guardie nobili in uniforme  di gala, il treno è formato da una decina di carrozze, chiuso da un picchetto di dragoni. Tutta la strada per la quale deve passare il corteggio è sparsa di pozzolana perché la carrozza possa passare “più chetamente” come scrive un cronista nel 1882. Per arrivare dal Vaticano a Castel Gandolfo occorreva fare almeno tre tappe. Dopo la prima sosta di preghiera alla basilica di San Giovanni in Laterano, il “treno pontificio di campagna” proseguiva lento e solenne nella campagna romana avvolto nel polverone che sollevava al suo passaggio. Il “convoglio”, era costituito da tre grandi carrozze con al centro quella del papa tirata da sei cavalli. Queste erano scortate da altre otto carrozze più piccole e relativi cavalleggeri. Seguivano palafrenieri a cavallo, aiutanti di camera, coadiutori, decani, e dodici svizzeri che marciavano gravemente a piedi. Un corteo che contava almeno centocinquanta persone. La seconda sosta avveniva una decina di chilometri più avanti, alla Torre di Mezza Via di Albano, sulla via Appia, dove si cambiavano i cavalli e i viaggiatori venivano confortati con un sostanzioso rinfresco. Presso la salita delle Frattocchie il corteo, avvistato dal castello, conclude il viaggio tra feste e spari. L’arrivo è preceduto da araldi, contornati da ragazzini che inneggiano al papa e invitano la popolazione a sistemarsi per le vie e sulla piazza per accogliere degnamente il pontefice. Con i primi albori del ‘900, il “treno” pontificio si andò gradualmente assottigliando fino a ridursi ad una sola vettura; una severa berlina nera targata S.C.V. n° 1, a bordo della quale il papa viaggiava quasi in incognito. Attualmente, le cose sono cambiate e dal 1975 il papa dispone di un confortevole elicottero che, nel giro di una ventina di minuti copre lo stesso tragitto che la carrozza percorreva, soste comprese, in 3 o 4 ore.

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice

Carlotta Staderini propone:

"Il libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

Franz Kafka

ATTUALITÀ – Paese che vai, Rating che trovi
Articolo di Carlo Verga

Evviva! Finalmente un’agenzia di rating che ci racconta che l’Italia nel corso del 2017 ha migliorato il suo rating.  La società che ce lo dice è la Standard Ethics Rating, una società con sede a Londra, fondata da alcuni Italiani e ritenuta molto affidabile sul mercato Internazionale. La Standard Ethics Rating, anziché soffermarsi sulle situazioni finanziarie di ciascun paese come le più famose Standard & Poor’s, Fitch e Moody’s, ne analizza i criteri etici, quali la libertà politica e di espressione, i diritti umani, l’inquinamento, l’ecologia e tutto quanto contribuisce a rendere una nazione libera e democratica, in altre parole la sua sostenibilità ambientale e sociale. Le analisi sono fatte misurando lo scostamento dei valori tipici di principio delle Nazioni Unite e sull’Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), dell’Unione europea ed anche con certe valutazioni di Amnesty e altri enti simili. La graduatorie partono da una tripla E e fino ad arrivare ad F che rappresenta un paese lontano da ogni altro modello occidentale. Ecco cosa pensa la Standard Ethics del nostro paese: l’Italia ha guadagnato alcune posizioni passando da EE- del 2010 a EE + a fine 2017. Il miglioramento è dato dalle riforme di alcuni diritti fondamentali attesi da anni quali le unioni civili, il decreto sul “dopo di noi” (Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare), la legge contro il caporalato, contro i reati ambientali, le norme a tutela del lavoro femminile, l’introduzione del reato stradale ed il notevole lavoro umanitario e politico riguardo l’immigrazione. I problemi rimangono comunque ancora molti e non ci meritiamo ancora le triple EE che al momento premiano paesi quale Norvegia e Nuova Zelanda. I principali punti non risolti, e che, purtroppo, ben conosciamo, riguardano: la lentezza della giustizia, le condizioni delle carceri, l’istruzione universitaria poco meritocratica, l’opacità dei criteri di governance di alcuni partiti politici, la necessità di riforme istituzionali, le norme blande contro i conflitti di interesse e il malaffare in genere. Gli Usa che hanno una tripla A per la finanza, hanno solo un doppia E per la parte che riguarda la sostenibilità ambientale. I problemi sono relativi all’immigrazione e quelli dovuti alla scarsa propensione ad un intervento più marcato nel settore inquinamento. I paesi agli ultimi posti, sono la Turchia e l’Egitto. La Turchia ha ricevuto vari “avvertimenti” e potrebbe essere declassato ad F = a titolo spazzatura. Questo è dovuto all’involuzione costituzionale, la scarsa indipendenza della magistratura, il licenziamento di molti giudici, se non peggio, la stampa sotto forte pressione etc. L’Egitto ha un E- ma nonostante alcuni problemi è stabile… Apprezziamo molto questa nostra fase positiva, ci auguriamo solo che possa continuare.

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice

Isabella Confortini Hall trova interessante questa opinione:

"Ma il futuro non esiste, o almeno la preoccupazione del futuro per me non esiste. So che soltanto giorno per giorno, ora per ora diventerà presente".

L'arte della gioia - Goliarda Sapienza

ROMA – In città una nuova e moderna biblioteca per bambini
Articolo di Costanza Buttinelli* e Lucilla Laureti

Molte sono a Roma le biblioteche per bambini e ragazzi, alcune del circuito Biblioteche di Roma, come quella dello Scaffale dell’Arte del  Palazzo delle Esposizioni, o la Centrale Ragazzi,o la sezione ragazzi della Biblioteca Europea. Quella appena inaugurata non è certo la più grande ma sicuramente la più bella e curata. La biblioteca “Alessandro Cieri è nata per la straordinaria generosità della famiglia di Alessandro Cieri, alunno della scuola “G. Randaccio”, scomparso un paio di anni fa per una grave malattia durata 3 anni. Un bambino molto amato da tutti perché gentile e generoso, forte e coraggioso. Alessandro amava molto la lettura e gli appuntamenti in biblioteca erano per lui un grande sollievo. La sua famiglia quindi ha voluto ricordarlo donando una radicale ristrutturazione di una intera ala della scuola. L’intervento è stato progettato e seguito dall’architetto Gianluca Ficorilli e dalla responsabile della biblioteca, insegnante Costanza Buttinelli, per le scelte culturali e  la comunicazione.

Gli spazi della biblioteca sono organizzati in funzione dell’uso a cui sono destinati. C’è la sala audiovisivi, con una ampia pedana a tre livelli, un video proiettore e uno schermo a soffitto, per guardare film e documentari. Il corridoio centrale, molto ampio è occupato da tavoli e sedie e sgabelli, che i bambini possono utilizzare per fare i compiti, o leggere a piccoli gruppi. La terza sala ha una bellissima cupola dipinta di blu, punteggiata di lucine led che riproducono il disegno delle costellazioni nel cielo di marzo e sotto la cupola, in terra, la gigantografia delle chiome degli alberi dell’Orto Botanico di Roma. Le due sale sono collegate, oltre che dal corridoio, da un piccolo tunnel, attraverso il quale i bambini possono passare, come i gatti attraversando una gattaiola. E ovunque, scaffali aperti ad altezza di bambino, che possono ospitare fino a tremila volumi. 

Oltre alla ristrutturazione sono stati donati circa quattrocento libri, attentamente selezionati tra le migliori pubblicazioni che l’editoria per l’infanzia propone. Sono stati scelti i libri più premiati e testi di autori ed illustratori storici e fondamentali, come Leo Lionni o Maurice Sendak, moltissimi albi illustrati, graphic novel, silent book. Vi sono libri di autori internazionali e molti di italiani. Una ricchissima raccolta di fiabe tradizionali di ogni cultura, da quelle scandinave alle fiabe romantiche di Brentano e Novalis, e raccolte di miti, favole e racconti di tutti i paesi del mondo. Vi è anche uno scaffale di libri a caratteri facilitati per bambini con disturbi specifici di apprendimento e spettro autistico. Molti gli incontri con autori, letture di fiabe per i più piccoli e romanzi a puntate per i più grandi, coinvolgendo anche i genitori. Tutto questo per portarli alla consuetudine della lettura!

*Responsabile della biblioteca Alessandro Cieri

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice

La Redazione:

"Il mondo spezza tutti quanti e poi molti sono forti nei punti spezzati".

Addio alle armi - Ernest Hemingway

COSTUME – Di passaggio o stanziali?
Articolo di Lalli Theodoli

In treno. A pochi minuti dall’arrivo in stazione, uno sguardo fuori: case altissime con tanti terrazzini, tutti uguali: sfogo esterno di quelli che paiono mille appartamenti. I terrazzini, strutturalmente identici, appaiono, in realtà, diversissimi fra loro. In uno è montato un vecchissimo condizionatore arrugginito: immagino il rumore. In un altro due brutte seggiole di plastica fiancheggiano un tavolo: praticità essenziale. Un terzo è invece pieno di vasi da cui escono gerani, piante rampicanti, alberelli. Lo spazio è insufficiente e le piante invadono i terrazzini confinanti, si arrampicano al piano superiore, cadono con una cascata fiorita al livello sottostante. Una oasi di verde in una facciata assolutamente anonima.

Chi li abita? Famiglie numerose, singoli disordinati, coppie illegali? Il primo, qualcuno che lavora tutto il giorno e torna a casa stanco e solo. Accende un po’ di frescura e si mette a dormire. Nemmeno uno sguardo all’arredamento essenziale nell’interno. Un appartamento dormitorio. Non sarà questa la sua casa. Spera e lavora per qualcosa di più e di meglio. Non perde tempo per abbellire un nido assolutamente provvisorio. Il futuro è altrove. Nessun amico in visita a pranzo. I fornelli tuttora nuovi. Per lui un pacchetto del supermercato. In un minuto ha mangiato e buttato via la carta che avvolgeva un pezzo di pizza e un po’ di formaggio. Il secondo abitante arriva in tempo per aprire un giornale e leggere fuori, ogni tanto uno sguardo all’orizzonte. I piedi sulla sedia di fronte. Una casa senza fronzoli ma in cui sta a suo agio. Nel piccolo salotto, su un tavolo, una serie di depliant di immobiliari. Ne ha già guardati tanti. Prima o poi troverà la casa, quella giusta. Ma intanto, per quello che sarà il periodo, si mette comodo. Una Tv di fronte ad una poltrona. Una cucinetta funzionale. Tutto in ordine. Nulla di più nulla di meno: essenziale. Il terzo abitante ha conquistato la sua casa a fatica. Un mutuo pesante. Fatica economica per la ristrutturazione pur ridotta al minimo indispensabile. Ma è SUA finalmente. Si aggira per le sue stanze soddisfatto ma con mille progetti di miglioramenti. Un divano nuovo, le tende che ha visto da Ikea, un nuovo lavello e un letto addirittura con una specie di baldacchino. Il terrazzo è la sua gioia. Gira per i vivai chiedendo di piante con la giusta esposizione, non troppo delicate. Lavora non ha troppo tempo. Ma i suggerimenti hanno reso piano piano il suo terrazzo qualcosa che lo riempie di gioia e di orgoglio. Quando torna a casa e alza lo sguardo sul palazzone che ora è la sua casa, vede con orgoglio quella oasi di verde lussureggiante che spicca gioiosa nel grigiore della facciata. Appena rientrato dal lavoro non vede l’ora di munirsi di forbici e zappetta per curare il suo piccolo Eden. Tre appartamenti uguali, tre diversi modi di viverli. Uno di passaggio e non contento, uno di passaggio in ottimistica attesa di meglio, il terzo felicemente installato.
Ad Accumoli, che, due anni or sono, ha subito gravissimi danni per il sisma, è stato creato un piccolo centro di casette prefabbricate, alloggio di tante famiglie che per il terremoto hanno avuto lo sgombro forzato dalle loro vecchie abitazioni. Tutte dotate di un portico, ma… Alcuni portici sono rimasti vuoti. In uno troneggia uno stendino pieno di roba ad asciugare, un altro è pieno di giochi per bambini, un terzo pieno di piante e fiori, di rampicanti che già hanno coperto la struttura e ripiovono pieni di colore. La lettura qui può essere ben diversa. Stendino e giochi per bambini: strutture che in un baleno si trasportano via dall’abitazione precaria per ritornare a CASA. Quando? Non si sa. Ma quel tanto, si spera, che non richiede di mettere radici. Il non abbellire sottolinea la provvisorietà percepita dagli abitanti: se ne andranno via presto. Non è qui che continueranno ad abitare. Il portico invece pieno di fiori, di vasi. Vuole dire: ”Sto qui, non so per quanto tempo, ma voglio starci il meglio possibile, voglio in questa casetta i fiori che avevo nel terrazzo della vecchia casa che amavo e che ora non c’è più. Voglio sentire il profumo che sentivo tornando dal lavoro, e per questo fatico ogni sera piantando e trapiantando e potando. Sogno, non di meno, la mia vecchia casa ricostruita in tempi umani nel paese che è stato da sempre il luogo amato della mia famiglia. Ma intanto questo prefabbricato, in cui troneggiano i pochi oggetti cari salvati e a fatica recuperati dalla distruzione, avrà il calore di una vera casa, dato che è probabile che mi ci dovrò fermare e a lungo”.

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice 

APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Dopo la pausa estiva, i nostri appuntamenti riprenderanno vivaci!

*****************

A settembre

Alle Terme di Caracalla per vedere "Mauro Staccioli - Sensibile ambientale"



A Ottobre

A Palazzo Barberini per "Eco e Narciso: ritratto ed autoritratto nelle collezioni del MAXXI e delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini"



Abbiamo pensato a Palermo e a Manifesta12 per ottobre

---------------

Per info sull'Associazione, prenotazioni e per aggiornamenti sulle attività, scriveteci a
appuntamenti@lalampadina.net

 

 

FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

Chi vincerà i mondiali di calcio che si giocano in Russia? -
Dunque secondo i Lloyd’s di Londra, la vincitrice del massimo campionato del mondo, sarà la Francia che batterà in finale la Germania, per il terzo e 4 posto scenderanno in campo Inghilterra e Spagna.
L’equazione si basa sul valore dei giocatori, chi ha una copertura assicurativa piu ampia vince il titolo. Quattro anni fa con lo stesso metodo avevano previsto la vittoria della Germania. Il principio è stato confermato dalla recente vittoria del Senegal sulla Polonia.
Il Senegal ha giocatori di primissimo piano e che giocano in diverse squadre europee e il cui valore assicurativo è ingente tanto da essere indicata da alcuni nella rosa delle prime 8 squadre finaliste.
Va da sè il valore assicurativa rispecchia una serie di caratteristiche di ciascun giocatore che fanno della squadra una vera macchina vincente.

CV

 

*

 

Invecchiare felici
Le regole di  Paolo Hendel dal suo libro (Vecchiaia felice,  Rizzoli)
1 La curiosità
2 Capacita di indignarsi
3 Essere sempre dentro le cose attuali
4 Le convinzioni di essere una risorsa per la famiglia e la società
5 Credere in valori e ideali.
Racconta anche come  l’avvento di internet sia stato un'enorme scoperta per le persone di età per il rapporto con i vecchi e nuovi amici, ed anche per lo sbocciare di nuovi amori.

CV

*

 

L'Everest per tutti! - L’Everest oggi potrebbe essere aperto a tutti, oggi è molto più semplice altro che serate in tenda, freddo, pericoli, sherpa etc. Oggi la Nepalese Seven Summit Treck, offre per 130 mila dollari un servizio di elicotteri per interrompere la scalata con serate in hotel a 5 stelle a Kathmandu o servizi di tende riscaldate con massaggiatore e uno chef a campo base.
Questo è il programma di viaggio.
Se questo è alpinismo...

CV

 

*

 

Un altro caso di falso? - Il van Gogh che rappresenta due “viandanti” in un momento di riposo, fu scoperto in Abruzzo nel 1972.
Tanti pro e tanti contro, denunce per aggiramento etc. Fu comprato da un esperto di arte moderna da un piccolo antiquario ad Ascoli Piceno, Guido Montauti. 
Il quadro è ad  oggi scomparso e non se ne sa più nulla.
Il mistero continua.
Il valore del quadro se si accertasse la sua autenticità e fosse ritrovato sarebbe di oltre un miliardo di euro.
CV

 

*

 

Made in PRC! - L'invasione cinese, perfino i burka ne hanno delle conseguenze.
Le donne afgane non vogliono più i burka in poliestere con l’etichetta "Made in PRC" (Public Republic of China) sono pesanti, soffocanti, scomodi. I
l desiderio è di avere quelli in seta così come tradizione e status symbol. 
Attenti amici cinesi: lo sciopero è alle porte.
CV

 

*

 

Luna all'asta! - Un sacchetto contenente tracce di polvere lunare e piccole rocce raccolte dall'astronauta statunitense Neil Armstrong della missione Apollo 11 nel 1969, è stata venduta all’asta da Sothebys New York a $ 1,8 milioni (£ 1,4 milioni).
L'asta arriva dopo una battaglia legale sulla proprietà, era la sola quantità di polvere lunare in mani private.
CV

 

Una serata tecno a Cremona - È passato solo qualche mese da un nostro articolo sul nuovo modo di ballare, non musica per tutti ad alto volume, ma solo con le cuffie così da sceglierti la musica che preferisci.
L’impressione che ne ricavi entrando in certe discoteche è di vedere tanti “squilibrati” che ballano in un silenzio assoluto, senti solo il fruscio dei movimenti e con luci differenti emanate dalle cuffie che indossano e a seconda del tipo di musica che ascoltano.
Cosi è stato la sera di Sabato 9 Giugno a Cremona…
Grande successo per l’evento tecno, tutta la città in strada che ballava con la sola musica nelle orecchie.
CV

 


 

Marevivo continua la sua lotta contro la plastica!
di Elvira Coppola Amabile

Nella sede galleggiante di Marevivo il 28 giugno è stata presentata l'8 edizione di MEDITERRANEO DA REMARE promossa dalla fondazione Univerde con Marevivo e l'adesione della Guardia Costiera.
Per la tutela degli ecosistemi marini lacustri fluviali sono previsti eventi itineranti non solo lungo le coste italiane ma in Algeria, Monaco e Francia.
E simboliche REMATE si svolgeranno nelle più varie località balneari evidenziando lo slogan NO PLASTIC.
Un invito ad essere tutti coinvolti appassionandosi ai remi piuttosto che ai motori.
Alfonso Pecoraro Scanio ideatore della campagna ha intuito che “Mediterraneo da remare” poteva diventare un ulteriore strumento di contrasto all’impatto devastante dell’inquinamento da plastica. Piccoli gesti quotidiani da parte di ciascuno di noi. Fondamentale l’aiuto della Guardia Costiera.
Rosalba Giugni instancabile presidente di Marevivo continua da oltre trent’anni a sostenere che per evitare ai rifiuti di raggiungere il mare bisogna bloccarli alla foce dei fiumi creando barriere di raccolta.
Da qui la firma del protocollo d’intesa con le Capitanerie di Porto che prevede programmi e iniziative di ricerca scientifica e approfondimento dei vari ambiti.

Rosalba Giugni sottolinea l’importanza di un’educazione diffusa agli adulti.
“Sono gli adulti che agiscono!
Cosa possono fare i piccoli che stiamo istruendo da anni!
Gli adulti che operano oggi nelle amministrazioni, nei cantieri, in politica, eccetera devono essere edotti! Non è più pensabile che chi decide non sia istruito realmente, non filosoficamente sulle conseguenze ambientali.
Si devono informare e “formare.
È addirittura diseducativo sensibilizzare i piccoli e poi deluderli con i comportamenti scorretti che persistono da parte degli adulti.”

“Ci adopereremo inoltre perché queste BARRIERE BLOCCARIFIUTI vengano installate su tutti i fiumi, non solo italiani!”
Continua a leggere...

 

CHI SARA'
DI SCENA?

Cari Lettori, luglio è decisamente il mese dei Festival e allora godiamoceli!

Patrizia Circosta

***

Il Giardino Ritrovato di Palazzo Venezia

Dal 26 giugno fino al 9 settembre nel giardino di Palazzo Venezia vanno in scena spettacoli di danza, teatro e musica.

 

Silvano Toti Globe Theatre

Dal 27 giugno al 7 ottobre, è ricchissima la stagione del Globe Theatre. I titoli che si
avvicenderanno fino all’autunno sono: Molto rumore per nulla, Otello, Sogno di una notte di mezza estate, La bisbetica domata, La tempesta e The merchant of Venice.

 

Teatro dell’Opera – Terme di Caracalla

Certo non è il luogo ideale per ascoltare e vedere l’opera, ma la scenografia è talmente bella da indurmi ad una certa clemenza! Dunque, nel cartellone estivo 2018 a Caracalla, due opere: La traviata di Verdi e Carmen di Bizet e un balletto, il Romeo e Giulietta di Prokof’ev.
Il 17 e 18 luglio torna anche l’oramai immancabile Roberto Bolle, accompagnato come sempre da altre étoiles.

 

 

 

 

Pompeii Theatrum Mundi

Sulle orme del Teatro Greco di Siracusa, dal 21 giugno al 21 luglio, sono numerosi i titoli in scena al Grande Teatro nel sito archeologico di Pompei:
Oedipus
 di Robert Wilson,
Non solo Medea dei coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten, 
Salomè
di Luca De Fusco e da Siracusa (appunto!) Eracle secondo Emma Dante. 

 

Festival di Ravello

La magica scenografia della costiera amalfitana torna a far da fondale al Ravello Festival.
Musica e danza si inseguono sul palcoscenico di Villa Rufolo dal 30 giugno al 25 agosto. Sicuramente da non mancare se siete da quelle parti. Segnalo il 4 luglio Bill T. Jones e il 13 luglio Dada Masilo con la sua compagnia nella riscrittura di Giselle, cha abbiamo già avuto modo di apprezzare nella scorsa stagione del RomaEuropaFestival.

 

Puccini o Rossini?

Se amate l’opera, dal 6 luglio al 25 agosto a Torre del Lago si svolge il 64esimo Festival Puccini che si inaugura con il Gala Pucciniano e continua con Turandot, Tosca, Madama Butterfly, Manon Leascau, La bohème, il Trittico.

Oppure dal 11 al 23 agosto a Pesaro, anche quest’anno, potrete assistere al Rossini Opera Festival.
Questi i titoli in programma: Ricciardo e Zoraide, Adina, Il barbiere di Siviglia, Il viaggio a Reims, La Petite Messe Solennelle oltre a numerosi concerti.

 Arene Da non dimenticare, infine, le numerosissime Arene sparpagliate un po’ dovunque a Roma!
Tra l’altro è proprio di questi giorni la notizia che i Ragazzi del Cinema America torneranno ad occupare felicemente Piazza San Cosimato con la loro apprezzatissima rassegna di cinema.
E’ tutto per questo mese, buone vacanze!

Patrizia

  

Roma Antica? Certo che lo so....

1 Quale generale romano fece per primo costruire un grosso ponte di legno sul fiume Reno nel  tentativo di conquistare le terre occupate dai Germani? 

2 Gli antichi Romani conoscevano la carta?

3 Da cosa deriva il termine colonia? 

4 Come si chiamavano genericamente le botteghe nell'antica Roma?

5 Come si chiamava l'eroe romano che arse in un braciere la sua mano destra colpevole di aver fallito il colpo fatale scagliato contro l'etrusco Porsenna, che assediava la città? 

6 A quanti metri corrisponde all'incirca il miglio romano? 

7 In che giorno e anno fu assassinato Giulio Cesare? 

8 Di dove era originario l'antico popolo degli Suebi?  

9 In quale battaglia Costantino I sconfisse definitivamente il rivale augusto Licinio?   

10 Quale fu il secolo della storia imperiale noto come "secolo dell'anarchia militare"? 

 

Troppo facile vero?

Controllate qui ... 

 

La Lampadina Racconti

"Amici"
di Giovanni Verusio

"Amicizia" e quindi "amico" sono concetti complicati. Ne sono state tentate innumerevoli definizioni, da Cicerone (“Un amico è come un altro te stesso") a Konrad Lorenz, limitatosi però ai rapporti tra uomini e cani. Presenta anche complicazioni sul piano grammaticale: "essere amico di" ha un significato molto diverso da "avere un amico" specialmente quando si parla di Signore. Devo ammettere che questa distinzione risulta appannata sin dai tempi classici. Quando chiedevamo al Padre Calasanziano che ci insegnava letteratura greca al Liceo, perché Achille se I'era presa tanto per la morte di Patroclo, lui ci rispondeva con un filo di imbarazzo: “Erano amici".

Penso che, come dice August Strinberg, I'amicizia può solo esistere tra persone che hanno interessi, morale (in cui comprenderei anche il senso dell'onore) e punti di vista comuni, e ciò con tutti i necessari temperamenti, Per questo io, che nella vita ho conosciuto e mi sono relazionato con moltissime persone, ho avuto purtroppo pochissimi amici. I due che descrivo qui di seguito, appartenevano e vivevano in altri paesi, parlavano un'altra lingua, uno era di un'altra denominazione cristiana, eppure....

Daniel
Il nostro corrispondente a Zurigo era un vecchio avvocato, con uno studio modesto, una sola segretaria ed un solo assistente.

Come spesso in Svizzera, I'apparenza personale era però ingannevole perché I'avvocato disponeva di un patrimonio formidabile per avere avuto Marc Chagall come cliente per diecine di anni. Chagall non aveva mezzi per pagarlo e quindi si disobbligava in quadri: credo che ne avesse quasi cento.
L'Avvocato aveva anche un giovane collaboratore: Daniel sembrava un bambino, pettinato con la riga a sinistra, gli occhiali e i due denti davanti di colore diverso.

Continua a leggere sul sito...

La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina e' una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Laura Lionetti, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Patrizia Circosta, Giulia Pasquazi Berliri, Renata Ferrara Pignatelli, Giancarlo Puddu, Gian Carlo Ruggeri e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
Per informazioni scrivere a info@lalampadina.net

Ricevi questa mail in quanto in passato hai prestato il tuo consenso a riceverla. In ottemperanza all’art. 13 del Regolamento 2016/679 (GDPR) e ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) puoi da qui verificare quali sono i dati conservati all'interno
del nostro database
ed eventualmente aggiornarli, oppure decidere di disiscriverti.

Se desideri segnalare "La Lampadina" ad un amico scrivi a iscrizioni@lalampadina.net.

Grazie
Il Team de La lampadina