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Martedi 24 luglio 2012

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:

La Lampadina - n. 8
Luglio/Agosto 2012

Non Vi lasciamo soli troppo a lungo in questa calda estate. Anche La Lampadina si prende un mese di riposo ma non si spegne! A settembre ci presenteremo a Voi puntuali e pieni di energia!
Buona lettura e soprattutto mantenete sempre accesa la Vostra curiosità!



TECNOLOGIA: QR Code, ovvero un "contenitore" di informazioni
Avete mai visto un quadratino bianco con al suo interno una serie di tratti neri?

Quando avrete finito di leggere l’articolo e sapete quindi come fare, leggete questo QR Code

Si chiama QR Code (Codice QR) o MobTag o anche Quarkode (che poi  è il nome di una azienda italiana leader del settore) e ci consente di accedere, tramite i nostri cellulari evoluti, a contenuti diversi o anche multimediali.
Inizialmente questa era una naturale evoluzio?ne del più classico codice a barre in quanto, essendo il QR Code a due dimensioni, ampliava di molto le informazioni che potevano essere immagazzinate al suo interno (dai 4 ai 7mila caratteri) e restituire quindi, ad un apposito lettore, un rapido riassunto (Quick Response) di tutte le caratteristiche del prodotto al quale era “appiccicato”.
Da un punto di vista commerciale, ha avuto una breve vita in quanto è stato rapidamente soppiantato dalle più innovative tecniche degli RFId (Radio Frequency Identificator) di cui parleremo un’altra volta, ma per capirci sono quelli che potrebbero farci evitare la coda alla cassa del supermercato trasmettendo direttamente il conto degli oggetti inseriti nel carrello.
Morto da un punto di vista commerciale, il QR Code ha però ritrovato vita, grazie anche liberalizzazione della licenza, nella comunicazione di massa, infatti basta uno smartphone ed un software specifico per poter accedere ai contenuti del QR.
Ecco quindi che su “Espresso”, “Panorama”, ma in moltissime altre riviste, compaiono a fianco di alcuni articoli questi quadratini puntinati.QR Code di Panorama
E che cosa ne facciamo? Innanzitutto dobbiamo dotare il nostro smarthphone (Iphone o qualsiasi altro purché dotato di fotocamera,) di un software lettore di QR (QR Reader) e ce ne sono moltissimi in rete: andate su internet con il vostro cellulare e provate su  http://get.quarkode.mobi/ o http://www.i-nigma.mobi/ o anche da http://get.neoreader.com/ e scaricate lo specifico lettore.
A questo punto avviandolo, basterà “scattare” la foto al QR e avrete accesso al suo contenuto.
Cosa può esserci dentro un QR Code? Nella maggior parte dei casi un link ossia un indirizzo Internet che rimanda a qualcosa che il creatore del QR vuole farvi vedere, infatti, come dicevamo, è mol?to usato per accompagnare articoli, magari di turismo, per far vedere dei video sull’argomento, ma può contenere anche un semplice messaggio. Infatti i lettori QR interagiscono intelligentemente con lo smartphone e, a seconda del contenuto, propongono l’apertura del browser internet o di altre applicazioni per consentirvi di vedere il messaggio contenuto nel QR.
Andiamo oltre: creiamo noi stessi il nostro QR. Anche qui su internet ci sono una gran quantità di siti che fanno questo servizio; ad esempio da qui http://qrcode.kaywa.com/ possiamo generare il nostro QR personalizzato e poi copiare l’immagine del quadratino ed inserirla dove vogliamo: c’è chi ci ha creato dei biglietti da visita inserendo un QR con un video di auto presentazione, ma le applicazioni possono essere innumerevoli e le lascio alla vostra fantasia. Vi dico solo che tra gli altri usi, ci possiamo scrivere anche gli sms: sicuramente molto più comodo scrivere un sms con la tastiera del pc invece che dal telefonino.
Filippo Antonacci

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STORIA: una domanda inattesa
Potere temporale ma ... da quando?

Qualche giorno fa un tale, sapendo che abitavo a Roma e che ero persona di una certa cultura mi ha posto un quesito che mi ha lasciato …a bocca aperta!
Mi ha detto: “Sappiamo tutti che il potere temporale del Papa è terminato il 20 settembre del 1870 quando i bersaglieri sono entrati a Roma da Por?ta Pia, il Papa Pio IX si è rinchiuso in Vaticano e l’amministrazione della città è passata al neonato stato italiano. Ma, questo potere temporale quando è iniziato?”
Non ho saputo rispondere!
Ho farfugliato qualcosa a proposito della falsa “donazione di Costantino” rendendomi peraltro perfettamente conto che, poiché si trattava di un documento riconosciuto come “falso” non poteva essere in alcun modo preso in considerazione.
Una breve indagine fatta nel circolo dei miei amici mi ha fatto rendere conto che non ero il solo a non sapere rispondere! (Tra i 1500 lettori de “La Lampadina” quelli in grado di dare una la breccia di Porta Piarisposta  quanti sono?)
Poiché la “mission” della Newsletter è di “fornire - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni” ho pensato di riportare il frutto delle mie indagini. (Sono un tipo curioso e non mi piace rimanere a …bocca aperta!)
Ebbene, se non sapete indicare una data d’inizio non meravigliatevi per il semplice fatto che una data di inizio non c’è!
Eh, già. Le cose stanno proprio così!
L’instaurarsi del potere temporale dei papi non è avvenuto UN particolare giorno o attraverso UN particolare documento ma è stato un processo che si è sviluppato nel  tempo, in forza di quel principio “naturale” che si chiama “horror vacui”. (La teoria ideata da Aristotele afferma che la natura rifugge il vuoto, e perciò lo riempie costantemente; così come ogni gas tende costantemente a riempire ogni spazio, evitando di lasciarne porzioni vuote, anche una società non può restare senza una autorità che la governi e se una viene meno un’altra la sostituisce).
Roma è rimasta sotto l’autorità dell’impero Romano d’Oriente, e ancora formalmente appartenente ad esso fino alle guerre longobarde – prima metà dello VIII secolo.? Con la caduta di Ravenna – capitale dei possedimenti bizantini in Italia – nelle mani dei Longobardi, il potere imperiale in centro Italia termina definitivamente. Roma e il Lazio non ancora in mano Longobarda sono lasciate in balia di sé stessi dall’impero  alle prese con problemi di sopravvivenza; nell’Urbe l’autorità di fatto è nelle mani del Pontefice. E’ con lui che i Longobardi negoziano, è lui che si allea con i Franchi in funzione anti-longobarda (i longobardi sono “ariani”) per assicurarsi la libertà, è lui che amministra la città.
Nell’VIII secolo l’indipendenza è solo di fatto, non esiste uno Stato della Chiesa. Anzi! Carlo Magno, dopo avere sconfitto i Longobardi, assume anche il titolo di patricius romanorum precedentemente attribuito all’esarca bizantino e quindi con un’autorità, formale, su Roma.
La risposta che darei oggi alla domanda è: c’è stato un processo che si è sviluppato nella seconda metà dell’VIII secolo e si è affermato nel IX, che ha portato il Papato a sostituirsi all’Impero Bizantino non più in grado di esercitare il suo ruolo.
Una lampadina si è accesa.
Beppe Zezza

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VIAGGI: Merikia - un museo per una battaglia dimenticata
In Grecia,  nel Dodecaneso, alla scoperta della storia

Quest’anno il nostro caicco ci ha portati in giro per il Dodecaneso, e oltre alle ben conosciute bellezze naturali abbiamo trovato nell’isola di Leros un commovente frammento di storia, che vorrei segnalare agli interessati o anche solamente ai curiosi che si trovino in vacanza da quelle parti.Una parte di tunnel
Fino dal 1930 la baia di Lakki nella piccola isola era diventata la principale base italiana nel Mediterraneo orientale. La nostra Marina vi aveva costruito, oltre alle altre attrezzature, un complesso sistema di tunnel, arsenali e magazzini sotterranei.
Dopo l’8 settembre l’esercito tedesco puntò all’occupazione del Dodecaneso, e dall’ottobre al novembre del 1943 si combatté quella che localmente è ricordata come “la battaglia di Leros”, in cui alle forze italiane si affiancarono reparti britannici.  L’aviazione tedesca bombardò pesantemente i villaggi costieri, ma la popolazione si rifugiò nelle gallerie e non vi furono vittime fra i civili.  Finalmente l’isola fu conquistata dai tedeschi e seguì la sorte del resto della Grecia.
Uno dei tunnel presso il villaggio di Merikia, già deposito di siluri, è stato da poco restaurato ed ospita un piccolo affascinante museo dove sono esposti ricordi, documenti ed oggetti provenienti dalla scena di guerra, in massima parte donati dagli abitanti che li avevano conservati per anni.

Il panorama della baia di MerikiaFotografie, armi, divise, giberne, elmetti, gavette, zaini dei tre eserciti sono esibiti in modo semplice e senza retorica, ricreando l’atmosfera di quei giorni tragici che oggi pochi di noi ricordano, ma che fanno parte a pieno titolo della nostra storia. Un breve filmato con sequenze originali completa l’esposizione.  Veramente si entra sorpresi e si esce colpiti da questo ambiente sotterraneo, ed il contrasto è ancora più forte con lo splendido, eterno mare che sembra voler annullare le meschine controversie degli uomini.
Lorenzo Bartolini Salimbeni

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ECONOMIA: il Big Mac e il PPP
Richard e Maurice McDonald sicuramente non avrebbero aspirato a tanto...

Vuoi investire seguendo uno dei parametri non proprio convenzionali? Puoi farlo seguendo il prezzo del Big Mac (McDonald's) in giro per il mondo, otterrai così un indice di riferimento, credibile, del potere di acquisto (PPP =purchasing power parity), delle singole monete sul mercato mondiale.
Ci racconta tutto questo “The Economist” in un articolo di qualche settimana fa. La McDonald's è infatti presente con propri punti di ristoro in 120 paesi e quindi è gioco facile calcolare l’incidenza dei vari costi, oltre a quello della carne, data uguale per tutti. La dinamica dei costi è infatti differente da paese a paese e dipende principalmente dalla valuta ma molto anche dal trasporto, dalla lavorazione, etc.
I tre parametri importanti sono quindi:
- costo della carne che comunque è uguale per tutti i paesi;
- valuta di riferimento al dollaro;
- costi di logistica e produzione.
Dall’elaborazione di questi dati capiamo che: in Europa le monete che hanno subito una rivalutazione più forte sono le scandinave, la moneta norvegese si è rivalutata del 104 % e il Big Mac, a Oslo, costa due volte quanto negli USA.Il mitico Big Mac
Le monete con la svalutazione maggiore, sono quelle del mercato asiatico, ?la Malaysia del 53%, le Filippine, la Tailandia e l’Indonesia dal 30 al 40%. Lo yuan cinese è svalutato, rispetto al dollaro, di circa il 44%. Il Big Mac costa 2,27 dollari americani in Cina al tasso di cambio corrente (inizio giugno 2012), contro i 4,07 dollari in un locale americano. Questo ci dice come il basso valore della moneta cinese agisca a forte sussidio alle esportazioni.
Tutti i dati così ottenuti possono orientare i nostri investimenti verso una valuta o l’altra. La loro evoluzione, che è legata al tasso d’inflazione, ci fa anche capire la solidità finanziaria di ciascun paese nel lungo periodo. Potremmo quindi scegliere, una valuta forte, una debole con possibilità di rivalutazione o il paese dove il prezzo del Big Mac è costante negli anni? Decidete Voi…
Dall’analisi “Big MAC” risulta che: il franco svizzero è fortemente sopravalutato rispetto a diverse monete, (quindi difficile aspettarsi una continua ascesa di questa moneta.); l’Euro, il dollaro australiano e quello canadese sono sopravalutati del 20% rispetto al dollaro americano; lo yen giapponese e la sterlina inglese sono in linea con i valori medi. Il dollaro Usa è molto sottovalutato, a lungo termine è quello che è più probabile possa riprendere il valore di qualche tempo fa, con buona pace dei pessimisti del momento… lo vediamo anche in questi giorni…
Carlo Verga

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PIANETA TERRA: a scuola di vortici
Domande utili e risposte curiose ...

Lunedì mattina, ore 7.35. Leonardo, otto anni, sorseggiando la sua tazza di latte mi domanda a bruciapelo: “I vortici, i mulinelli in mare, in acqua, c?ome e perché si formano?”.
Afferro con entrambe le mani la mia mug di caffè americano fumante come fosse un salvagente. Dal fondo marino del sapere dimenticato, che in quanto tale, non fa più parte della conoscenza trasferibile, salgono alla coscienza bolle di reminescenze scolastiche, come fossero bollicine di ossigeno. “…Massa d’acqua che si sposta per riversarsi in un’angusta via di fuga, correnti molto forti, oppure fondo irregolare sottomarino, ostacoli, la pressione dell’acqua crea il Un vortice nell'Oceanovortice…” Mi viene in aiuto il piccolo. “Come l’acqua della vasca quando togli il tappo e se ne va giù per il tubo?” “Esatto tesoro!”.
A lui la spiegazione basta, forse. A me, no. Gli prometto che approfondirò e lo faccio.
Il web mi apre un mondo. Tralascio ormai l’esistenza di vortici, e gorghi in fiumi e laghi e scopro, grazie ai satelliti Jason 1 e Topex – Poseidon, e a missioni congiunte Nasa – CNES, l’esistenza di quattro mega vortici situati nell’oceano Indiano, a nord ovest dell’Australia. Il più impressionante di questi giganteschi vortici anticiclonici, chiamati in inglese eddies mesoscale, e che si muovono in senso orario nel nostro emisfero e antiorario in quello boreale, muove una massa d’acqua la cui superficie totale è pari alle aree di Lombardia, Sicilia e Veneto messe insieme, e sprofonda per più di 1000 metri nell’oceano. Si muove molto lentamente, si ritiene si sia formato a causa dello spostamento di correnti di acqua fredda e salata, che tendono a scendere verso il fondo e di quelle calde e a minore salinità, che salgon?o verso la superficie e che si spostano dal Pacifico verso l’Africa meridionale. Si parla di una portata d’acqua 250 volte più ampia di quella del Rio delle Amazzoni. L’acqua fredda e salata precipitando verso il fondo come in un una catarrata crea, nell’incontro con una corrente di acqua calda e salata che tende a salire verso la superficie, un vortice. Si parla infatti di circolazione termoalina, ed è nel mare della Groenlandia, che la circolazione oceanica globale ha il suo settore chiave. La circolazione termoalina
Le osservazioni scientifiche del fenomeno dei vortici nell’oceano Indiano, scoperto nell’ultimo lustro, si stanno dimostrando molto utili anche per lo studio dei fenomeni meteorologici che si formano proprio in quella zona del Pacifico e che influenzano le condizioni atmosferiche di Australia e zone limitrofe.
Scopro anche che, per non esser da meno, abbiamo un mulinello pure nel Mediterraneo, giusto sotto Cipro: si chiama eddy del mar Levantino
E sempre a proposito di correnti marine, Michael Bernitsas, ingegnere dell'università del Michigan, ha messo a punto il primo dispositivo in grado di generare energia elettrica sfruttando la forza delle correnti ed i vortici creati dalle stesse.
Il dispositivo si chiama VIVACE che è l'acronimo di Vortex Induced Vibrations for Aquatic Clean Energy e si basa sullo sfruttamento delle vibrazioni provocate dai vortici che si creano con lo scorrere delle correnti anche di soli 2 nodi. Solitamente questo tipo di vibrazioni sono origine di danni ?anche molto gravi a ponti e piattaforme marine ed è questa la prima volta che la ricerca invece di cercare di eliminare il problema, lo amplifica e addirittura lo ricrea in laboratorio con il fine costruttivo di creare energia pulita, rinnovabile e su larga scala.
Come scoprire il pianeta con un’innocua domanda infantile..
Isabella Confortini Hall

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ABBIAMO OSPITI - ARCHITETTURA: "Common Ground" - dialogo fra le arti
Apre a Venezia la Biennale di architettura

Locandina della BiennaleCommon Ground” è il titolo della prossima Edizione da La Biennale Internazionale di Architettura 2012.
Curata dall’architetto britannico David Chipperfield classe 1953, la rassegna delinea l’idea di una cultura architettonica capace di dialogare non solo con i singoli talenti del settore ma anche con la straordinaria ricchezza d’idee delle differenti culture.
“Chipperfield coltiva da sempre un’idea di architettura come prassi – ha dichiarato Paolo Baratta Presidente della Fondazione La Biennale-“. “Ci è parso importante uno sguardo proiettato all’interno della stessa disciplina che sappia identific?are la trama delle connessioni, il dialogo tra le generazioni”. Nell’ambito della mostra, ricche sono le partecipazioni e le presenze.
Non mancano le celebrità: da Renzo Piano, Zada Hadid a Peter Zumthor e Cino Zucchi che a loro volta hanno coinvolto altri altrettanti importanti artisti, fotografi, personaggi del mondo del teatro a interpretare con la loro espressione artistica l’idea di “Common Ground”. Le corderie all'Arsenale
Il Padiglione Italiano è invece curato da Luca Zevi (il progettista del nuovo Museo della Shoah di Roma) che affronta in anticipo le tematiche annunciate dall’Expo di Milano del 2015. Inoltre cinque nuovi Paesi da quest’anno partecipano alla Biennale Architettura: Angola, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Perù e Turchia.
Grande attenzione dunque a una creatività a 360 gradi! Alle tematica delle città e alla loro sostenibilità, ai nuovi territori. I temi e i protagonisti sono al lavoro sotto il segno del dialogo continuo. “Produrre idee lontane da sollecitazioni narcisistiche” sembra essere il credo di Chipperfield che si appella- oggi più che mai agli architetti di tutto il mondo- c’è la necessità di un’inversione di tendenza: più proposte e collaborazione su più fronti…
David Chipperfield L’architettura incide – al di là dei percorsi professionali di ciascun professionista - in maniera preponderante sulla società. “Negli ultimi quindici - venti anni - spiega Chipperfield- si registra una spropositata produzione di opere architettoniche: musei, stazioni, aeroporti, che considerati singolarmente sembrerebbero dimostrare un eccellente stato di salute per l’architettura contemporanea. Ma il restante 90,9% del costruito, ba?sta guardare le nuove case o gli spazi pubblici è inqualificabile!
Serve quindi un’inversione di tendenza legata al tema, non soltanto degli architetti ma da parte –soprattutto- della committenza che generalmente non è in grado di esprimere una cultura sull’argomento… “.
Segnaliamo inoltre in questo contesto anche il nuovo progetto creato da David Chipperfield a Milano: quello intitolato “Le città delle Culture” che s’inaugurerà in questo periodo.
Laura Novello

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ROMA NEW ENTRY: Eataly: il tempio del gusto
Apre a Roma "You are what you Eataly"

Noi romani ciIl Terminal Ostiense ora Eataly eravamo quasi dimenticati del Terminal Ostiense: costruito per i Mondiali del ’90 e, data la scomodità, utilizzato solo per alcuni mesi, giaceva inutile da anni. Per un periodo non se ne parlò più, poi sembrava potesse essere usato per dislocare alcuni uffici del Comune ma, come spesso accade, niente fu deciso fino all'arrivo di Oscar Farinetti, genio della gastronomia e grande imprenditore, che dopo molte trattative e anni di lavoro ha deciso di aprire proprio lì, EATALY, la sua creatura più riuscita, il numero 19 nel mondo e anche il più grande.
17.000 metri quadrati, divisi su quattro livelli, interamente dedicati al cibo in ogni sua declinazione. La struttura del Terminal è stat?a riadattata perfettamente alla nuova funzione e, dopo i primi giorni di rodaggio, tutto sembra funzionare a meraviglia!
Tutti i settori della gastronomia e dell’enologia sono rappresentati con quanto di meglio offre il mercato nazionale, dando particolare risalto ai prodotti del Lazio. Oscar Farinetti
Ristorantini monotematici per soddisfare tutti i gusti dove è possibile trovare la vera piadina romagnola e il fritto di alici di Cetara, un buon piatto di pasta di Gragnano e una vera pizza napoletana fino ad arrivare all’hamburger de la Granda…l’unico vostro problema sarà quello di scegliere, perché verrebbe voglia di provare tutto!
All’ultimo piano c’è il ristorante Italia che non abbiamo avuto il piacere di provare, bisognerebbe chiedere a Giorgio e Clio Napolitano com’è la qualità della cucina dato che erano lì a cena la sera della nostra visita.
Oltre a mangiare da Eataly si può anche fare la spesa e portare a casa ogni tipo di prodotto e alimento tipico, rigorosamente italiano e scelto con cura e attenzione.
In programma anche tante iniziative che hanno l’obiettivo di educare al buon cibo: interessanti sono i corsi di cucina offerti dai più famosi cuochi del Lazio, i corsi sul vino o sulle birre artigianali, le grandi cene “stellate” dove la prenotazione è richiesta con molto anticipo. Personalmente ho prenotato una lezione “un genitore, un figlio”, mi sembrava un’idea da provare!
Unico neo: la zona è ancora da sistemare e i parcheggi da realizzare. Speriamo inizino presto anche perché da lì parte il nuovo treno Italo…una ragione in più perché tutto funzioni!
E quelli della Città del Gusto lì vicino? Non possono fare altro che rosicare!
Lucilla Crainz Laureti

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COSTUME: gesti intermedi

Gesti grandiosi, piccoli ripetitivi gesti quotidiani.
Gesti d’immensa risonanza mediatica, piccoli necessari gesti del nostro quotidiano.
Eccezionali gli uni.
Irrinunciabili e nascosti gli altri.
I primi danno notorietà internazionale, riconoscimenti pubblici, gli altri, nascosti nelle pieghe di ogni giorno non vengono nemmeno riconosciuti.
L’andare a tavola con un pranzo preparato, la casa pulita fanno parte di una gestualità che c’è, richiede una fatica ripetitiva ma che in qualche modo non viene mai o quasi, riconosciuta.
Fra i due generi…. I gesti intermedi.
Gesti che non sono eclatanti, non danno fama, ma non ricascano nemmeno nel quotidiano misconosciuto fare.
Qualcosa al di sotto dei primi, al di sopra degli altri.
I gesti perciò INTERMEDI.
Una carezza affettuosa sulla mano posata sul tavolo, un sorriso che traversa facce sconosciute e che dice: ”Lo so che ti annoi, ma io sono qui”.
Una mano che afferra il nostro braccio per attraversare una strada, una mano che ci aiuta a toglierci il cappotto, uno sguardo che ci dice: “Però non sei male oggi”.
Gesti non necessari, non indimenticabili, non eclatanti ma che comunque sono un importante richiamo agli affetti.
La nonna che carezza i capelli della nipote, che la abbraccia forte senza un perché, un padre che stringe la spalla alla figlia per trasmetterle forza e coraggio sono piccole cose che entrano però nella nostra memoria e si fissano in un angolo nascosto dove riposano i ricordi gentili.
L’animo, il modus, può pero trasformare piccoli gesti in gesti grandissimi.
In un angolo un anziano barbone avvilito, sfiduciato, nemmeno più la vog?lia di umiliarsi tendendo la mano per chiedere per l’ennesima volta.
Non più la voglia di ringraziare per le poche offerte che sono lasciate nel cappello logoro da gente frettolosa che non lo guarda come una persona, che non fa un minimo saluto o un sorriso. Gente che con una mano dà, ma con tutto il suo essere si scansa imbarazzata o forse vergognosa dei suoi privilegi.
Un’elemosina sì, un piccolo aiuto sì: ma senza anima.
Un bambino esce di corsa dalla rosticceria. Un supplì in mano, già voracemente addentato, un altro in un sacchetto prezioso “per dopo”.
Guarda il barbone, guarda il sacchetto e immediatamente con slancio tende la mano, dice: “Ti piace?” e con un sorriso offre il suo prezioso supplì. Gli occhi stanchi, tristi del barbone hanno un guizzo di stupore e di gioia e sorride finalmente.
Un gesto piccolo fatto con grande slancio lo rende, a volte, grandissimo.
Lalli Theodoli

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità...

La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ranieri Ricci, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata? Ferrara Pignatelli, Giancarlo Puddu, Carlotta Staderini Chiatante, Angelica Verga. La sede è in via G. D. Romagnosi 20, 00196 Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa millequattrocento persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
Per informazioni scrivere a info@lalampadina.net

Tutti al mare,
anche "La Lampadina"

La lampadina in vacanza di Lorenzo Bartolini

 


FLASH NEWS!
Un po' qua, un po' là...

Le analisi del sangue - Che noia, che fastidio, che ansia e anche qualche timore, l'ago, il defluire del sangue.. Tra poco, speriamo, tutto questo sarà solo un ricordo.
Un istituto israeliano sta sperimentando uno strumento portatile che mediante un fascio di luce che attraversa la pelle, fornisce l’immagine del sangue mentre scorre nelle vene. Si utilizza un tecnica chiamata "microspia spettrometrica confocale".
La luce attraversa la pelle e le sue varie componenti catturano i diversi dati che vengono poi elaborati in un software ottenendo così Luce che "analizza" il sangueimmagini tridimensionali del sangue e riuscendo a fornire dati sulla quantità e qualità dei globuli bianchi, le percentuali dei diverso tipi di cellule, le loro dimensioni etc.....
Non si riescono ad ottenere ancora tutti gli altri dati necessari per un esame completo ma, ci auguriamo che ciò accada presto. CV

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Le mostre digitali - Fantastico quel piccolo libro di Francesco Bonami, "Dopotutto non è brutto " quando parla delle mostre impossibili.
Ci dice il Bonami: “Il futuro delle mostre sarà digitale."  Perbacco! Dopo l'esposizione digitale dedicata a Raffaello, quella su Caravaggio, Michelangelo, digitalizzeremo anche Van Gogh e poi Cézanne.
Le mostre digitali si chiamano "mostre impossibili", per il semplice motivo che raccolgono le immagini delle opere, non le opere vere, che mai potrebbero essere viste tutte insieme in un’unica mostra.
La mostra impossibile quindi è una contraffazione dell''esperienza originale, c'è poco da fare. Presentarla come una vera mostra è poco serio.
Scoprire su un? libro di storia dell'arte “Las Meninas”, il capolavoro del pittore "Las meninas" di Velasquezspagnolo Velasquez, e fare di tutto per vederlo dal vero al museo del Prado, può essere un’esperienza entusiasmante nella vita. Vederselo servire a domicilio, in versione digitale, può rendere la vita certamente comoda ma anche estremamente noiosa. C’è chi dice che grazie alla digitazione, ha potuto scoprire molti dettagli delle opere di Raffaello che non conosceva. Ma sappiamo bene che nell'arte come nell'amore, è l'emozione generale che trasforma l'individuo, non il dettaglio.
La foto dell'innamorata è meglio che niente, ma è comunque sempre più vicina al niente. Figuriamoci l'ingrandimento del foruncolo dell'innamorata. Il piacere di capire la rarità di un’opera d’arte è oggi stato sostituito dalla Rai-tà dell'esperienza umana. Se qualcuno parla di un Raffaello in televisione, allora il dipinto in questione diventa reale, qualcosa che va conosciuto. Un Raffaello Carrà. Il problema è che dopo averlo visto in TV, quando ammiriamo un Caravaggio in una chiesa ci eccitiamo come se avessimo incontrato George Clooney al ristorante, ma se fosse solo per il Caravaggio del libro di storia dell'arte, non faremmo neanche il viaggio. CV

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La cultura italiana è in crisi? I dati Eurostat del 2009 ci dicono che l'Italia in questo settore è decisamente in affanno ed è incredibile che un paese come il nostro, nascita e culla della cultura europea si trovi in questa condizione. Sono circa 176mila le aziende in questo settore che danno lavoro a 335mila persone e che soffrono di qualche problema. Sarà forse dovuto al taglio dei fondi pubblici?? Certo è che sia in Germania sia in Francia la diminuzione è stata inferiore; in quest’ultima poi i fondi pubblici hanno dato una spinta notevole ai musei e di conseguenza a tutti i tipi di industria collegati. Fra i paesi considerati, Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, l'Italia è quello con la percentuale più bassa di aziende che operano nel settore cultura. In Germania, il paese più efficiente nel settore, ben sei aziende su cento si occupano di cultura. CV

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La particella di chi?  Grande risalto mediatico ha avuto l’annuncio dell’individuazione del Bosone di Higgs altrimenti detto “la particella di Dio”.
Chi ha letto i precedenti numeri della nostra newsletter ha già un’idea (sia pure vaga, ma la fisica è una faccenda complicata!) di che cosa sia un “bosone”. Da mettere in risalto, ma tutti i media ne hanno parlato, che non si tratta di una scoperta ma della conferma sperimentale dell’esistenza della particella che era stata “ipotizzata” da Higgs diversi decenni fa, (anche per i neutrini è avvenuto lo stesso: prima sono stati ipotizzati, poi sono stati trovati.)
Perché è detto “particella di Dio”?
La denominazione n
IlBosone di Higgson ha alcun valore teologico (il bosone di Higgs è “di Dio” né più né meno di tutte le altre particelle).
E’ detta così perché il premio nobel Lederman data la difficoltà a isolarla l’aveva definita in un suo libro “goddam particle”: particella maledetta.
Goddam è un’espressione gergale per God damned- maledetto da Dio -, espressione che una ?persona “bene educata” non usa (come mi diceva mia madre quando la trovavo nei fumetti di Tex Willer). L’editore del libro, conscio di questo e per evitare problemi, mutò l’espressione da “goddam particle” in “God particle”, particella di Dio, ottenendo un grande successo. (Dio ha ancora una vasta audience!). BZ

*

Roma, ieri come oggi.  Ieri sfogliando la Strenna dei Romanisti del 2010, mio padre era uno di loro, ho trovato un breve capitoletto scritto da Luciana Frassinelli su Augustus J.C Hare: un inglese, scrittore, acquarellista ed erudito.
Era nato a Roma il 13 marzo 1834 nella villa Strozzi sul Viminale e dopo una vita passata tra Holmhurst sulla Manica, Roma e tanti viaggi per l'Italia scrisse "Walks in Rome" pubblicato in dodici edizioni che furono vendute ancora per molti anni, dopo la sua morte nel 1903 a Roma.Il libro di Hare
Ecco due paragrafi dei suoi scritti, che ho trovato non solo interessanti ma quanto mai attuali: "Nei dodici anni che seguirono al 1870, il governo piemontese fece per la di?struzione di Roma più che non avessero fatto i Goti e i Vandali.
Il pittoresco dei vecchi tempi deve ora essere cercato in oscuri angoli che sono sfuggiti alle mani dei predatori...molte memorie della storia medievale sono state spazzate via: antichi conventi sono stati demoliti o trasformati in caserma...le rovine pagane sono state spogliate da tutto ciò che donava loro il pittoresco e la bellezza... Il palazzo dei Cesari e' stato privato di tutti i fiori ed i cespugli che prima lo adornavano..."
Alla fine del XIX secolo, in una successiva edizione continua: " Coloro che visitino Roma ora, non hanno idea della ricchezza e dello splendore pittoresco che adornava ogni angolo prima dei 1870, e di come le persone che si vedevano per strada fossero romantiche: i cardinali, i venerabili generali degli ordini religiosi con le loro bianche barbe fluenti, i monaci, le suore, i pifferai con le cornamuse, le donne di Cori, di Arpino, di Subiaco con gli orecchini d'oro, le collane di corallo e le bianche acconciature, i contadini..."

Il passato e il presente sono sempre sovrapponibili...auguriamoci un futuro migliore per la nostra città. GP

 


STANNO ARRIVANDO!
segnalazioni di concerti, mostre, fiere, esposizioni ...
per non dire "l'avessi saputo..."

Da vedere a Firenze:
Roberto Benigni
dal 20 luglio al 6 agosto, TuttoDante, di Roberto Benigni



Da vedere a Salisburgo:
dal 20 luglio al 2 settembre, Festival di Salisburgo


Mostre a Roma
Alla GNAM, fino al 9 settembre, una bella mostra curata dall’eccellente gallerista di Brescia, Massimo Minnini.
Per il terzo ciclo dei “Grandi nuclei d’Arte Moderna” la galleria tira fuori le sue opere solitamente non visibili con una bella scelta di monografie d’artisti. Cotanta curatela vale senz’altro la pena di una visita!


Al Macro Testaccio, fino al 9 settembre, una mostra collettiva, “Re-generation”, Re-generationdi più di cinquanta artisti tra la nuova generazione e nomi già noti sulla scena internazionale.
Li riunisce lo stesso filo conduttore: “Roma, Città eterna” proponendo una riflessione sul panorama artistico della città degli ultimi anni. Tanti i nomi d’eccellenza.
Guarda il promo della mostra.


A Capena, subito fuori Roma, fino all'8 settembre, la Collezione Würth.
Una bella occasione per scoprire il sito della Collezione e farne ricorrenti visite in futuro, percorrendo la mostra che illustra il ventennale legame che unisce la copia Christo e Jeanne
Claude Un regalo per Wurtha Reinhold Würth il fondatore della famosa collezione di Künzelsau (Baden-Württemberg).
La mostra documenta sia opere più recenti, ancora in corso di realizzazione, che opere storiche dell’inizio del loro percorso.


Al MAXXI di via Guido Reni ventuno foto di grande formato di Paola De Pietri: To Face. Landscape along the Austrian and Italian front of the First World War.
L'artista propone, con un lavoro sottilmente concettuale, paesaggi incantevoli fotografati sotto mentite spoglie. un'opera di De Pietri
Gli scatti, in realtà, illustrano i luoghi del fronte della Prima Guerra Mondiale, dove la natura ha fatto un pietoso lavoro cercando di coprire gli orrendi segni lasciati dalla guerra sui fianchi delle montagne.


A Venezia

fino al 25 novembre, a Ca’ Corner della Regina (Fondazione Prada). Small Utopia
- Ars Multiplicata una mostra curata da Germano Celant.
Nata con l’idea di rendere l’arte fruibile a molti si sviluppò dai primi del Novecento la pratica delle edizioni, dei multipli e dei prototipi.
Si trasforma l’idea dell’unicità nell’arte e della sua percezione con l’intento di staccarle dall’estetica idealista e restituirle a un più grande pubblico.Cà Corner
La mostra ripercorre il periodo dal 1901 al 1975 con seicento oggetti, in un grande percorso attraverso vari linguaggi.


A Genk:
Manifesta 9. “Deep to the modern”. Dal 2 giugno al 30 settembre 2012 a Genk, nell’ex città mineraria del Limburgo belga, si svolge l’itinerante biennale di arte contemporanea europea curata da Cuauhtémoc Medina, con Katerina
veduta della città mineraria Gregos e Dawn Ades.
Insieme a dei lavori storici esposti per la prima volta nel contesto della manifestazione, trentacinque artisti contemporanei internazionali, ispirandosi all’eredità dell’industria del carbone della città ospite, sono stati chiamati a intrecciare un dialogo sulle tematiche legate al capitalismo industriale, industrializzazione e de-industrializzazione. Richard Long, Bolivien Coal Line
Per rinforzare il filo costruttore, il carbone, la nomade kermesse si svolge negli storici capannoni della miniera di Waterschei.
Con due presenze italiane: Rossella Biscotti e Rocco Granata.

Le mostre sono a cura di Marguerite de Merode Pratesi




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