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La Lampadina - n. 88 ::: Gennaio 2020

Cari Lettori,
siamo ufficialmenti entrati negli Anni Venti del Terzo Millennio! Fa un certo effetto. Quando si parla degli anni '20, rivolgiamo il pensiero a ben altro, e se per molte cose sembrano passati molto più di cento anni, per altre, la realtà non è cambiata...
L'Umanità avanza, tra rimozioni e scoperte, con genio ed empatia, strategicamente efferata e liquida. 
Ondivaga e traccheggiante, oppure sospinta a forza in direzioni che crede, illusa, di aver scelto scientemente, riesce comunque ad avanzare, a volte bruscamente scartando per riprendere l'intravisto sentiero ideale.
Rimaniamo fiduciosi, lo spirito di autoconservazione che l'ha guidata fin qui, è la sua fiamma vitale!
A Tutti una buona, confidente lettura!
ICH


Lunedi, 6 gennaio 2020

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:


STORIA MODERNA – Operazione Bagration? Ma cosa era costei?
Articolo di Beppe Zezza

Credo che siamo rimasti in pochi ad avere vissuto, almeno marginalmente e senza piena consapevolezza, qualche scampolo della seconda guerra mondiale, ma certamente siamo in tanti a conoscerne gli episodi principali. Se sentiamo dell'invasione della Polonia, del blitzkrieg, di Dunquerque, della Francia di Vichy, di Churchill, di De Gaulle, di Pearl Harbour, dello sbarco in Normandia, di Hiroshima e Nagasaki sappiamo di cosa si parla e sappiamo inquadrare l'evento in un certo momento della storia che si è svolta tra il 1939 e il 1945. Tuttavia ci può capitare ancora di essere sorpresi di sentire citare come "evento fondamentale" qualcosa del quale mai avevamo sentito parlare prima. E non per nostra disattenzione. Ma perché, per qualche strano motivo, questo evento era uscito (o non vi era mai entrato) dalle prime pagine dei giornali e delle rievocazioni storiche ed era quindi caduto nel "pubblico" dimenticatoio.
È quello che è capitato a me qualche giorno fa. Qualcuno, in un blog, ha fatto riferimento alla "operazione Bagration" che avrebbe avuto un ruolo importantissimo nel determinare la sconfitta finale dell'Asse. "Operazione Bagration"? Mai sentita. Di cosa si è trattato? Dove è avvenuta? Oggi qualsiasi curiosità può essere facilmente soddisfatta: basta avere una connessione telematica e "consultare" la memoria universale, cioè basta digitare su Google: operazione Bagration e si hanno tutte le informazioni che si possano desiderare.
Wikipedia recita: Operazione Bagration era il nome in codice assegnato dallo Stato maggiore generale sovietico (su suggerimento dello stesso Stalin) alla grande offensiva sferrata dall'Armata Rossa nell'estate del 1944 in Bielorussia e nella Polonia orientale che avrebbe provocato la completa disfatta delle forze tedesche del gruppo d'armate Centro schierato in quelle regioni.
Altrove leggiamo "Alla conclusione dell’Operazione Bagration, alla fine di agosto del 1944, 17 divisioni tedesche erano state completamente distrutte e 50 divisioni avevano perso più della metà dei loro uomini" e ancora "L’esercito tedesco aveva subito la più grande disfatta della sua storia, più grande di quelle di Stalingrado e della battaglia di Normandia che si sarebbe conclusa poche settimane dopo".
L'operazione prendeva il nome “Bagratiòn” in onore di un generale russo di origini georgiane (proprio come Stalin) morto nella guerra del 1812 contro Napoleone, il principe Pjotr Bagration, ferito mortalmente nella Battaglia di Borodino.
Un fatto d'arme clamoroso e se non determinante certo di primaria importanza nello svolgersi del conflitto. E io, che pure ho una buona cultura generale, non ne avevo mai sentito parlare! E come mai? Perché nessuno, o molto pochi, nei settanta e più anni trascorsi ne ha mai parlato.
E perché? Secondo me è perchè il parlarne non era "funzionale" al messaggio che si voleva trasmettere: il conflitto era stato vinto dagli occidentali. Punto. Qualsiasi notizia che potesse dare lustro ai sovietici non poteva avere spazio.
Questo fa riaffiorare quelle considerazioni che ho già più volte espresso nei miei articoli su "La Lampadina": la manipolazione del pensiero! Crediamo di avere un pensiero "autonomo" mentre in realtà questo è stato forgiato sin dalla più tenera infanzia dalla istruzione che ci hanno dato - istruzione che enfatizza certi avvenimenti e ne ignora altri - per proseguire nel tempo attraverso i giornali, la televisione ecc (non ci illudiamo che i "social media" siano "indipendenti"). E comprendiamo perché uno dei primi atti dei rivoluzionari francesi che hanno così fortemente influenzato la storia - sia stato quello di nazionalizzare l'istruzione in modo da averne l'esclusiva: strada perseguita da tutti i totalitarismi e anche, sia pure in una forma meno "plateale" dalle nostre "democrazie" (pensate ai dibattiti che periodicamente si ripropongono su scuola statale e scuola privata) e anche quanto siano feroci le battaglie per assicurarsi il controllo dei mezzi di comunicazione e come avesse ragione Gramsci quando diceva che per potersi impadronire del potere fosse necessario egemonizzare la cultura.
Cogito, ergo sum diceva Cartesio. Penso dunque sono, ma, se quello che "io" penso è "forgiato" da altri, in realtà "io" chi sono? Si parte dalla "operazione " Bagration e si finisce per interrogarsi sui "massimi sistemi"! (Leggi di più sull'offensiva Bagration)

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La Redazione pensa che l'Autore della citazioni aveva purtroppo ragione:

"La capacità delle masse di comprendere è molto limitata, ma la loro capacità di dimenticare è infinita".

Adolf Hitler

ABBIAMO OSPITI/SALUTE - Il Coaching e il Medical Coaching
Articolo di Isabella Puddu*, Autore Ospite de La Lampadina

Il termine Coaching comincia a essere utilizzato negli Stati Uniti nel mondo dello sport grazie al libro “The inner game of tennis” di Timothy W. Gallwey del 1974.
Gallwey, maestro di tennis e Coach sportivo, sosteneva che un giocatore aveva bisogno di elaborare delle strategie di pensiero interiore vincenti per autorealizzarsi nel gioco. La partita era quindi giocata su due fronti: contro l’avversario e nella propria mente.
Bisogna aspettare un altro libro, “Coaching for performance” di John Whitmore, bestseller internazionale uscito nel 1992, per applicare il Coaching al mondo aziendale. Whitmore fu un pilota automobilistico inglese che partecipò anche molte volte alla 24 ore di le Mans.
Una volta lasciato il mondo delle gare, si dedicò al mondo del Coaching e ne diventò uno dei padri fondatori con Gallwey. Whitmore è stato il primo a mettere il focus sul potenziale di una persona con le sue future possibilità di cambiamento e di sviluppo personale e non invece sugli errori.
In realtà già ai tempi di Socrate si parlava di Coaching ma era chiamato Maieutica: l’arte della levatrice. Il filosofo, attraverso delle domande specifiche, aiutava il proprio interlocutore a “partorire” la sua verità. Un metodo quindi basato sul dialogo e sulla conoscenza di sé.
Oggi il coaching è riconosciuto a livello internazionale grazie anche a ICF, International Coach Federation, la più grande Associazione professionale di Coach, che ha sedi in tutto il mondo (www.coachfederation.it). ICF, grazie ad una formazione rigorosa e al rispetto del suo codice etico, mantiene degli standard molto elevati.
ICF definisce il Coaching come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale. Il Coach supporta il cliente nello sviluppo delle proprie competenze attraverso dei processi di apprendimento, cambiamento, responsabilità e nuove consapevolezze.
Il Medical Coaching, molto più recente, è un processo che permette ai clienti di sviluppare una resilienza emozionale, mentale e fisica durante un problema di salute o una situazione di difficoltà e/o di sfida medica. Un problema di salute può essere una malattia cronica o acuta, un infortunio, la preparazione a un intervento medico ma anche un post operatorio.
Per difficoltà s’intende qualsiasi situazione nella quale una persona percepisce di “non potercela fare”, come un forte stress, un burnout ma anche un trauma.
Il Medical Coaching, infine, supporta anche i caregivers, tutte quelle figure che assistono una persona malata a loro vicina e che sono messi alla prova quotidianamente.
Resilienza significa assorbire i colpi e resistere a esperienze difficili. È un processo di adattamento per superare le avversità della vita. Possiamo tutti imparare a sviluppare maggiore resilienza.
Come Medical Coach creo uno spazio sicuro nel quale il cliente può condividere tutte le sue insicurezze e le sue emozioni, accompagnandolo in un percorso di crescita e consapevolezza. Le competenze che utilizzo sono l’empatia, l’ascolto, la curiosità e strumenti specifici di Medical Coaching. Lo sguardo è sempre rivolto in avanti oltre le circostanze specifiche della situazione difficile.
Gli strumenti di Medical Coaching si basano sull’approccio olistico nel quale la persona è sempre considerata nella sua interezza: corpo, mente e spirito. Solamente raggiungendo l’equilibrio di queste parti si potrà trovare un benessere personale.
Vengono utilizzate varie tecniche come l’espressione di sé  dove il cliente ha la possibilità di riscoprirsi, l’EFT (Emotional Freedom Technique) dove si fa tapping (picchiettare) su dei punti della medicina cinese, strumenti di NLP - Programmazione neuro linguistica - dove si ancorano le risorse del cliente (processo di associazione di una sensazione fisica ad una risposta interna), l’ACE (Advanced Clearing Energetics) dove si individua il momento di stress dietro al problema di salute.
Il problema di salute è molto di più di una questione fisica e una persona malata non si deve identificare con la sua malattia. Attraverso il Medical Coaching si può aprire un dialogo con il proprio corpo e con la propria malattia al fine di gestire nel miglior modo possibile ciò che sta accadendo.
Inoltre, l’impatto di un problema di salute ha ripercussioni in tutte le aree della vita che, quindi, vanno riequilibrate come ad esempio nei rapporti familiari e sociali che sono cambiati.
La figura del Medical Coach non si sostituisce in alcun modo ad un medico ma aiuta a creare aderenza e Patient Engagement; non si sostituisce né allo psicologo né al counsellor perché il focus è dato dal movimento in avanti e dalla direzione che prende il cliente. Il Medical Coach facilita il processo che servirà al cliente per raggiungere una qualità di vita migliore attraverso la sua visione della vita ed un autentico, positivo e fondato senso di sé nella sua interezza.
Tutti noi abbiamo il diritto di stare al meglio delle nostre possibilità.

*Isabella Puddu, Associate Certified Coach ICF Internship in corso per diventare Professional Medical Coach, Medical Coaching Institute, Israele. Per maggiori informazioni isabella@pudducoaching.com

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Isabella Confortini Hall concorda con l'Autore:

"Ascoltare, essere attenti, consolare, perdonare, accompagnare, abbracciare, aiutare sono verbi che a volte dimentichiamo. Bisognerebbe scriverli su una parete accanto alla porta di casa, e leggerli ogni volta che usciamo nel mondo".

Fabrizio Caramagna

GEOPOLITICA - L’Iran ha perduto il suo potentissimo stratega, il capo della Guardie della Rivoluzione e probabile candidato alle elezioni presidenziali: Qassem Suleimani
Articolo di Carlotta Staderini Chiatante

Del Generale Qassem Suleimani, l’uomo più influente de Medio Oriente, abbiamo parlato in un articolo del marzo 2018. Venerdì 3 gennaio 2020, la Presidenza del Pentagono ha annunciato che il comandante del reparto speciale dei Guardiani della Rivoluzione (i famosi Pasdaran) per operazioni all’estero, Quassem Suleimani, è stato ucciso. L’azione si è svolta in Iraq ed era necessaria per prevenire un attacco ai danni degli americani che abitano nella zona. Una operazione di difesa. Sappiamo che un drone lo ha colpito riconoscendo l’anello che indossava.
I Guardiani della Rivoluzione Islamica, (IRCG), di cui era il capo, sono considerati dagli USA una organizzazione terrorista, responsabili degli attacchi alle truppe militari USA in Iraq e nemici giurati degli interessi americani nel mondo. Detto questo il peso del personaggio è notevole; diciamo che invertendo i ruoli, è come fosse stato ucciso il direttore della CIA, il capo delle Forze speciali e il Consigliere del Presidente.
Qassem Suleimani era l’artefice della politica dell’Iran riguardi ai dossier Iraq, Siria, Libano, Israele e USA. La sua morte, farebbe pensare che l’intelligence iraniana in Iraq non si aspettava questo. Questa operazione militare USA che risponde a numerose provocazioni  iraniane, non promette certo di ridurre le tensioni in Medio Oriente.

Quassem Suleimani, 62 anni, era uno dei più influenti militari in Iran degli ultimi decenni ed era il simbolo delle ambizioni dell’Iran nel Medio Oriente. Era molto vicino all’Ayatollah Khamenei, guida spirituale dell’Iran che oggi promette una vendetta molto amara per gli USA.
Oggi, la guida spirituale dell’Iran è piuttosto debole. Il paese è molto scosso dalle proteste continue (ne abbiamo parlato in un articolo del 5 febbraio 2018) ultima delle quali in novembre 2019, che è stata repressa dal regime con pugno di ferro. Gli oppositori al regime sono stati arrestati a centinaia e si contano diversi dispersi. Gli oppositori che lamentano soprattutto per la mancanza dei beni necessari, appartengono ormai a tutte le etnie ed a tutte le classi sociali. Le diverse etnie del paese (curdi e arabi) hanno vissuto pacificamente, mentre oggi sono vessati dal governo. Nell’ultima manifestazione di novembre, la piazza gridava “morte a Khamenei”. Il popolo è affamato e ritiene che i soldi dello stato vadano utilizzati per il benessere della popolazione e non per sovvenzionare tutte le guerre in cui l’Iran è impegnato per il predominio del Medio Oriente.

La spinta ideologica che aveva portato ad una rivoluzione, allontanando lo Scià per realizzare un paese senza diseguaglianze tra classi sociali è completamente finita. In Iran si è creata una oligarchia che ha interessi potenti e la cui fedeltà è basata solo sul denaro e non sull’ideologia. L’Iran è fragile economicamente e non può permettersi una guerra contro USA. La grande incognita sarà vedere come reagiranno gli iraniani, che sono un popolo molto patriottico, alla morte di Quassem Suleimani.
Fino a che punto saranno disponibili a manifestare per lui? Saranno dalla parte del regime teocratico iraniano o cercheranno di smarcarsi e protestare usando questo lutto come una opportunità? Lui era a capo del Pasdaran, un corpo militare che controlla il 40% dell’economia del paese, e che viene identificato come corrotto e oppressore.
Vedremo. Speriamo prevalga il giudizio e la prudenza. e soprattutto che gli USA abbiano una strategia. Certamente questa azione del Pentagono fa riflettere.

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Leonardo Hall pensa che dovremmo tenerlo presente spesso:

"Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all'umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole."

Dal Preambolo dello Statuto delle Nazioni Unite

ABBIAMO OSPITI/ATTUALITÀ – Peciunia Nanetto
Articolo di Gustavo delli Paoli Carini, Autore Ospite de La Lampadina

"Negli anni 90, Jacques Toubon, Ministro francese della Cultura e della Francofonia, lanciò una campagna virulenta contro l'ingerenza della lingua inglese nel lessico corrente in Francia. Impose, per esempio, di sostituire "computer" con "ordinateur", oggi ancora usato, mentre fece sorridere e non attecchì "vacancelle" per "weekend".
Con la legge Toubon, divenne obbligatorio l'uso esclusivo del francese nella Pubblica Amministrazione e le pubblicità che usavano parole inglesi dovevano imperativamente essere accompagnate dalla traduzione in francese.

Eccessivo? Non lo so.
Certamente invece è grottesco l'abuso dell'inglese in Italia.
Siamo il paese europeo che usa più termini inglesi, anche quando potrebbero tranquillamente essere sostituiti con parole italiane. Purtroppo siamo anche il paese europeo (compresa la Francia) dove l'inglese è meno conosciuto e più storpiato.

Ho provato a fare una lista delle parole più usate e più storpiate.
Intanto non è chiaro perché tutte le A vengano pronunciate E, e a volte l'inverso...
In inglese si pronuncia Manager, non Menager (che in caso di una donna manager si potrebbe confondere con "ménagère", casalinga in francese). Welfare, invece si pronuncia WelfEre, non welfAre, come si sente spesso.
L'accento in performance, management, inclusive e assistance è frequentemente posto sulla lettera sbagliata.

Trovo sorprendente e anche un po' vergognoso leggere su un quotidiano serio "Kofi Annan è "annoiato" dal Darfur" traducendo maccheronicamente "annoyed", che significa invece "irritato", oppure che Lavrov pensi che ci siano troppi "giocatori" in Libia, laddove "players" in questo caso significa "intervenienti"...
Mi diverte invece ascoltare politici, giornalisti, cronisti, pubblicitari, usare a tutti costi l'inglese e storpiarlo, cambiandone a volte il significato inteso.
Alcuni esempi, tutti autentici.
Finanza- Le White sheets (lista dei titoli quotati fuori borsa), pronunciato male diventa white shits (c...he bianche).
Politica - Piss  è un modo volgare di dire pipì o fare pipì. La pace/peace è un'altra cosa e si pronuncia piis. Quindi meglio parlare di peace process in Medio Oriente, o ancora meglio processo di pace.
Sport - A proposito, Pit Stop (gergo automobilistico), pronunciato senza la "T" , per fare veloce, all'americana, secondo il cronista diventa "pee stop", ossia pausa pipì (che potrebbe durare più di 3/4 secondi)
Ancora in Formula uno, Pole Position (come sopra) pronunciata (pul) pool position, significa la posizione della piscina...(un altro sport).
Sempre nel campo dello sport, se vai a fare buling, in realtà pratichi il bullismo/bullying. Il gioco coi birilli, bowling, si pronuncia boling!
E ancora, course (gergo golfistico) ossia percorso, se pronunciato curse, significa maledizione (golf course, il campo da golf diventa golf curse..la maledizione del golf).
Natura - Su National Geographic ho sentito il miracolo dell'orso/bear trasformato in birra/beer
Stage è un termine francese che si pronuncia come si legge, stage! STEIG, come viene pronunciato spesso, in inglese significa soltanto e unicamente palcoscenico...(vedi backstage).
Tirocinio in inglese si dice "internship"
Lap Dance
è il ballo in cui la ragazza si strofina sul grembo (lap...vedi laptop) dell'uomo seduto. In tutti gli altri paesi europei, quello che solo noi chiamiamo lap dance, si chiama "Pole Dance", da pole, palo...sembrerebbe facile.
Un Sexy Shop significa un negozio attraente, non un negozio di articoli inerenti al sesso. Soltanto in Italia non viene usato in termine corretto "Sex Shop".
Persino nei tanto vantati nostri doppiaggi, si sente dire Iduard invece di Edward, Andriew, invece di Andrew, (Andru), Tom Cruise si prononcia Cruz, non Cruis e lo stesso dicasi per il cruise control sulle automobili.
Per par condicio, ricordo anche che Roland Garros si pronuncia con la S finale e non Garrò (i nostri giornalisti sportivi non sentono mai i loro colleghi stranieri?) e non posso non ricordare che la Promenade des Anglais a Nizza, non si pronuncia Promeneid, come ho sentito dire ad una giornalista delle RAI, bensì promenade, semplicemente.

Probabilmente soffro di una turba psicologica che mi colpisce ogni volta che alla radio, alla televisione, sulla stampa scritta, nelle pubblicità o durante gli spettacoli sento storpiare le lingue straniere, principalmente l'inglese di cui, si fa un uso grottesco, esagerato, nonché errato nella maggioranza dei casi, per una forma di provincialismo tutto nostrano, unico infatti in Europa, quasi a rappresentare un declino della nostra identità nazionale. Per far capire la mia irritazione, immaginiamo di sentire giornalisti, gente dello spettacolo, professionisti in vari settori e nelle pubblicità, fare costantemente citazioni in latino storpiate...

Ist moda in rebes invece di "est modus in rebus", aleo iotto ust invece di "alea iacta est", du at dis, invece di "do ut des", peciunia nanetto invece di "pecunia non olet" ecc, ecc; non vi verrebbe voglia di correggerli o almeno di suggerirgli di esprimersi semplicemente in italiano?

A proposito: leggo che in Italia ci sono poche nascite perché gli italiani e le italiane hanno pochi REPORT sessuali, anche in REPORT alla media europea. Ma avranno un buon REPORT di coppia? Ci sarà un REPORT fra questi due fattori? Aspetto di leggere un REPORT sulla questione. Dimenticavo, Report (con l'accento sulla O) significa Rapporto.

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La Redazione la trova forse un po' eccessiva ma veritiera:

"Un popolo comincia a corrompersi quando si corrompe la sua grammatica e la sua lingua".

Octavio Paz

ARTE - Divagazioni sulla mostra di Bacon
Articolo di Carlo Verga

Francis Bacon: la mostra “En toutes lettres”di Parigi, visitata con il “gruppo Lampadina” e sotto la sapiente guida di Ludovico Pratesi, mi ha lasciato per lo meno perplesso per la crudezza e durezza dei suoi dipinti. Naturalmente ogni artista ha la propria storia, la propria personalità, il modo di pensare e i tempi in cui realizza le proprie opere.
Francis Bacon stimolato da alcuni accadimenti della vita, ha concepito il più delle sue opere nei momenti più turbolenti di un percorso travagliato e sconsiderato.
Egli apprezzò molto i dipinti di Picasso, Velasquez e fu amico di molti artisti del suo tempo. Lavorava con le fotografie e per dare l'idea di averle trovate in maniera casuale, le strappava, le sgualciva, e poi le lasciava sul pavimento sporco del suo studio. Oggi i suoi dipinti valgono millioni di dollari. Ma come è arrivato a essere considerato uno degli artisti di maggior valore del momento?

Dunque, Francis Bacon, figlio di un padre militare, autoritario che lo costringeva ad andare a cavallo se pur malato, nei casi di errori lo faceva frustrare dai suoi stallieri in sua presenza. I primi rapporti omosessuali proprio con gli stallieri presso i quali si rifugiava per scappare dal padre.

Il padre lo sorprende mentre indossa indumenti intimi della mamma e lo caccia malamente di casa. Già quindicenne prima in un college poi ospitato da un parente depravato. Finito nelle mani di una zia, che lui amava molto, che si curava di lui, ma lo spingeva a rubacchiare per pagare l' affitto di casa e pubblicava sui giornali locali i servigi di Francis per uomini facoltosi. Fu grande amico di Lucien Freud, simpatico il disegno che fece proprio Freud di Bacon con i pantaloni leggermente calati, era stato lo stesso Bacon a scegliere questa posa, dicendo “Secondo me devi disegnarmi così perché la parte qui sotto è importante».
Visse a Monte Carlo per un periodo di tempo, andava pazzo per il casinò, amava la sensazione di perdere e vincere al gioco. Rimase celebre la sua frase “Non potete capire quale enorme richiamo ha il gioco d'azzardo quando avete un disperato bisogno di soldi e potete ottenerne giocando».

Una personalità complessa, riusciva a parlare con chiunque e ben apprezzato da molti. Frequentava bar dove si giocava a poker e al casino e lì beveva, beveva, lo davano per spacciato a 40 anni quando tra un bar e l'altro riusciva a scolarsi 3-4 bottiglie di champagne. Un grande amore suicida e un altro ancora più grande, nevrastenico, cattivo, che lo teneva soggiogato abusando di lui, in un’occasione ha cercato di scaraventarlo giù da una finestra procurandogli ferite al volto e cicatrici che si è portato avanti tutta la vita. Tanti altri amori maschili di vario genere che gli hanno procurato gioia di dolore.

Il più dei dipinti esposti a Parigi è stato concepito proprio nei periodi più duri della sua esistenza, l’amico morto riverso per terra, il sangue, un rapporto carnale tra i due amanti, organi disegnati nella loro crudezza, e organi interni in un torace squartato, volti stravolti e tanti altri di ugual peso.

Certo sono un profano in un mondo di arte contemporanea, in qualche modo mi intriga e mi incuriosisce, mi è però difficile coniugare la vita assolutamente dissoluta di Bacon, con il “genio”, la rapidità del suo successo e il valore dei suoi dipinti.
Certo artisti scapestrati e fuori delle righe tanti, poi anche bravi e geniali, pochi però raggiungono le vette di Bacon. Ho quasi l’impressione che, oltre ad un valore pittorico, un percorso di vita turbolenta di un artista, riesca ad innescare una curiosità particolare a chi osserva i suoi quadri suscitando una motivazione e una giustificazione che trovino un senso. Poi l’interpretazione e la valorizzazione da parte dei grandi galleristi su ciascun artista e i suoi dipinti, riescono, evidentemente, ad individuare o forse meglio, orientare il gusto per un pubblico “lungimirante” così da ottenere quei valori, impensabili almeno per noi poveri mortali.

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Citazione decisamente illuminante...:

"Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri".

Arthur Shopenhauer

COSTUME - Nel mezzo del cammin… di nostre feste!
Articolo di Lalli Theodoli

Coraggio! Anche quest‘anno ce l’abbiamo fatta! Ancora una ultima - il sei gennaio - e ne siamo fuori.
Per il 25. Abbiamo passato ore a fare alberi, e decorazioni con amorosa attenzione prendendo importanti decisioni. Lucine intermittenti o fisse? A luce calda o fredda? Festoni intorno al camino o sopra le porte? Ultime frenetiche corse per l’invitato dell’ultima ora che però non possiamo lasciare senza nulla da scartare sotto l’albero.
Poi in cucina. Ma quanto dovremo mai mangiare? Si sfornano primi e secondi piatti e si preparano dolci e frutta secca. Il timballo si staccherà? Il flan si ammoscerà? Tutto bene. Tutto in una bellissima tavola scintillante. Tutto, per fortuna, buono. Whosh! Che sollievo.
Abbiamo preparato regali per una marea di persone. “Quest’anno niente regali” non funziona mai. Avanza indomito il pensierino e vince, per cui i pacchetti sono sempre tantissimi.
Per il primo dell’anno ricominciamo a correre. Partiamo con un numero umano di ospiti che mano a mano si ampia. Amici di amici che non possono assolutamente essere lasciati soli e che vengono accolti con gioia. Allora gli sformati diventano due, va aggiunta una sacher e occorre altro spumante. Si corre forsennatamente anche il 31 dopo telefonate allarmate “Siete mica chiusi nel pomeriggio?”
La sera del primo dell’anno dopo aver rimesso in ordine la casa dal caos, senza volere pensare a cosa mangiare per pranzo (ci sembra di aver mangiato ininterrottamente da giorni e giorni in quantità esagerate… ed è vero!) esausti ci sdraiamo un attimo a leggere sul letto. Entra il consorte.
"Che fai?"
"Mi riposo un po’, sono un po’ stanca".
"COME MAI?"
Non lo uccidiamo perché, tutto sommato, gli vogliamo bene! Alcuni di noi si ricavano un attimo di sosta seduti in poltrona a leggere i libro che giaceva da giorni desiderato, ma intoccabile per il troppo da fare. Ma subito vengono chiamati.
Altri si sdraiano sul divano, televisione accesa su lagnosi e adorati film di Natale, dove, senza remore, si mettono a russare. Arriva immancabilmente qualcuno che li sveglia per cambiare canale.
I più sfacciati si mettono addirittura a letto sotto le coperte.
"Ma a quest‘ora?"
"Si perché sono stanca ORA!"
Ma quest’appunto toglie la voglia di restare a dormicchiare.
Non c’è pace! Ma c’è un posto magico dove si può rilassarsi, riposare, leggere, sentire musica. Dove possiamo finalmente staccarci da tutto questo bailamme: il treno. Se non ci sono nella carrozza bambini urlanti, nonne sorde che urlano al telefono qui finalmente troviamo pace.
Il viaggio sarà lungo per fortuna. Il paesaggio scorre veloce, apriamo il libro e con gli auricolari ci sintonizziamo su un sottofondo di musica che amiamo. Un attimo di dubbio: spengo il telefonino? Forse meglio lasciarlo acceso. Non si sa mai.
Alle brutte, alla chiamata noiosa abbiamo uno splendido alleato: "Scusa, scusa, non sento nulla, sono in galleria, ti richiamo!" E, felici, giriamo la pagina del libro di carta.

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FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

Una banana al museo - L‘ultima frontiera dei musei americani, è a tema “alimentare”, (ma giusto chiamarlo Museo?). L‘ultimo, si chiama ice cream, è stato aperto a New York, a Soho il 12 Dicembre su 8000 mq. e presenta 13 installazioni sensoriali distribuite su tre piani, tra cui uno scivolo a spirale, una Banana Room, una casa gonfiabile, una metropolitana rosa, un Milkshake Lounge e un alveare regina.
Nonostante il prezzo di ingresso di 39 USD che è ben oltre il costo dell'ammissione ai principali musei d'arte americani, ha accolto oltre 1,5 milioni di visitatori in pochi giorni dall’inaugurazione.
Il modello di business è redditizio. Fa pagare un'ammissione elevata evitando quasi tutti gli alti costi operativi di un museo d'arte, come assicurazioni, conservazione e mostre a rotazione.
Le immagini più ricercate del Museo del gelato sono quelle prodotte in loco dai visitatori. Il museo si riserva il diritto di fotografare i suoi ospiti nei locali, ed anche di qualsiasi fotografia del museo e pubblicata dai suoi ospiti.
Ci vuol dire che visitando la loro sede principale, è probabile che si diventi inconsapevolmente parte della raccolta permanente di immagini dell'istituzione.
CV

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Dimagrire o stare in forma? - Scarica sul tuo telefono "Runtasty Ricetta video", è gratuita: una quarantina di ricette da associarsi ad esercizi fisici quali corsa nuoto etc. Le ricette sono approvate da nutrizionisti e piatti dedicati ai vegani, vegetariani e ad ogni tipo di alimentazione. Trucchi per cucinare nel modo migliore e senza stress.
CV

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Riprese aeree - Mavic mini - drone: sei un appassionato di fotografie? Questo mini drone fa per te: pesa 249 gr, e date le sue dimensioni permette di rispettare le regole europee sui droni in vigore dal prossimo Luglio. Può volare ovunque in Italia e in Europa senza necessità di registrazione o esami.
Il suo costo 399 euro.
CV

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APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina.

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12-15 Marzo 2020
Maastricht e Bruxelles
A Maastricht si tiene dal 07 al 15 marzo 2020 la TEFAF, European Fine Art Fair, la più grande fiera antiquaria del mondo.

Da più di trent'anni,  attira mercanti, collezionisti, critici e appassionati di arte, antichità e gioielli. Pernottando a Bruxelles, avremo la possibilità di visitare anche questa bella città nei suoi angoli meno conosciuti

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13 - 17 maggio 2020
Dopo Mosca, non potevamo mancare di prevedere San Pietroburgo e la sua splendente architettura

Il Palazzo d'Inverno, le sfingi sulla Neva, la cattedrale di S. Isacco, una sera al Mariinsky e altro ancora per immergerci di nuovo nell'atmosfera russa che ci ha stregato!

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Stiamo programmando con Ludovico Pratesi, nel fine settimana del 3 - 5 aprile, una visita a Villa Pansa, al Parco Archeologico di Castelseprio con una toccata e fuga a Bergamo

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Poi in programma abbiamo diverse mostre a Roma, tra le quali: Raffaello alle Scuderie del Quirinale,
Filippo de Pisis a Palazzo Altemps,
Aspettando l’Imperatore. Monumenti, Archeologia e Urbanistica nella Roma di Napoleone 1809-1814 al Museo Napoleonico,
Hans Holbein, La dama con lo scoiattolo alla Galleria Barberini

e altro ancora, seguiteci con attenzione per conoscere le date delle visite guidate!

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Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a
appuntamenti@lalampadina.net

 

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E ANCORA
FLASH NEWS!
 

La tigre e la ricerca di una compagna - Molti animali anche feroci sono monitorati con dei chips applicati direttamente sulle orecchie o con dei collari radiofonici, per studiarne abitudini e spostamenti. Così si è seguita una tigre che per la ricerca di nuovi territori, o forse di una compagna, ha camminato sul territorio Indiano per 5 mesi percorrendo 1300 km, attraversando strade, fiumi, fattorie.
CV

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CO2 in frenata? - Il co2 che ci fa tanto penare perché in qualche modo ha un'influenza, sulle condizioni atmosferiche, sembra sia in frenata. Lo rivela l‘ultimo rapporto del Global Carbon Project.
Il minor tasso di crescita è attribuito a diversi fattori, tra cui il calo dei consumi del carbone in Usa che in Europa, una minore richiesta di energia elettrica dalla Cina e una economia generale piu debole.
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ALL'OLIMPICO CON
LA LAMPADINA

 

Dal 30 gennaio al 9 febbraio 2020 SUPERMAGIC - ILLUSIONI

lo spettacolo di varietà magico più grande d’Europa, giunto alla 17ª edizione.
Uno spettacolo di pura magia dove le illusioni si trasformano in realtà: incredibili apparizioni, trasformazioni ed effetti magici inediti. 
I migliori prestigiatori, manipolatori ed illusionisti da tutto il mondo, campioni internazionali insieme sullo stesso palco per la prima volta in Italia, incorniciati da una scenografia mozzafiato e da una coinvolgente atmosfera d’incanto e di mistero.

Clicca qui per conoscere la promozione dedicata alla Lampadina

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Fino al 12 gennaio 2020 MAURIZIO BATTISTA 30 ANNI E NON LI DIMOSTRA

In questo spettacolo Maurizio Battista con l’occasione di ripercorrere i suoi trent’anni di carriera, rivive l’Italia degli ultimi decenni, con i suoi vizi, le sue virtù e le sue mode.
Sarà uno spettacolo in cui i suoi ricordi personali si fonderanno con quelli di tutti, evocando situazioni ed esperienze che ci hanno portato ad oggi.

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Dal 14 al 26 gennaio 2020
LILLO & GREG GAGMEN

Uno spettacolo che torna a grande richiesta dopo il successo della passata stagione.
Uno sfavillante “varietà” firmato Lillo&Greg. La storica coppia della comicità ripropone i suoi intramontabili cavalli di battaglia e novità assolute sottoforma di sketches. 
Gagmen riporta in auge vecchie glorie del duo che, strizzando l’occhio al noto filone cinematografico dei supereroi fumettistici, punta a far ridere di pancia anche il più serio degli spettatori.

Clicca qui per conoscere le promozioni riservate ai Lettori de La Lampadina!

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Info: www.teatroolimpico.it

 

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Aneddotica di vita parigina
di Massimo Cestelli Guidi

A novembre 2019 sono stato a Parigi per una vacanza e anche per effettuare alcuni lavori nel nostro appartamento.
Abbiamo incontrato con Marcella alcuni Associati della Lampadina che si trovavano a Parigi per l’esposizione fotografica di Marguerite de Merode alla Bibliothèque Mazarine.
L’occasione dell’incontro mi ha invogliato a descrivere per La Lampadina due episodi che mi sono capitati a Parigi e che mi sono rimasti impressi.

Il primo, avvenuto l’anno scorso, si è verificato sulla Passerelle che collega il museo Orsay ai giardini delle Tuileries, attraverso la Senna. I parapetti di questa passerella pedonale sono cosparsi di numerosi lucchetti con sopra scritti i nomi delle coppie che li hanno deposti per suggellare il loro amore. Qui a Roma effettuano lo stesso sulle ringhiere di Ponte Milvio.
Passando sulla passerella mi sono fermato per assistere ad una scena divertente ed inusuale. Una ragazza molto giovane, poteva avere 17-19 anni, circondata da alcuni amici, ha estratto dalla tasca una chiave (ognuno della coppia ha una chiave del lucchetto), ha aperto un lucchetto e l’ha sollevato mostrandolo al piccolo gruppo degli amici. Poi con un gesto deciso l’ha gettato dietro le spalle, nella Senna. Ho pensato che la ragazza con il lancio del lucchetto si è gettata alle spalle anche la relativa relazione, ormai evidentemente finita. La ragazza era divertita e aveva un’aria molto soddisfatta.
Osservando quest’aria soddisfatta della ragazza mi sono venute in mente alcune parole di una canzone, forse cantata da Mina, canzone che descrive alcuni tratti caratteristici del carattere delle donne: “…..puoi farle piangere ma non rimpiangere….” .
Ho trovato che queste parole si adattavano molto bene alla scena.

L’altro episodio è avvenuto a Maggio 2019 in occasione di una manifestazione dei gilet-jaune.
In tutte le manifestazioni precedenti, non mi ero mai imbattuto, neppure nelle vicinanze, con il gruppo dei manifestanti. Questa volta poiché il gruppo aveva preso a dirigersi verso il museo Orsay, la Polizia, temendo che arrivassero agli edifici dell’Assemblea Nazionale, aveva blindato tutta la zona circostante l’Assemblea Nazionale, deviando le linee dei bus e chiudendo la stazione del metrò dell’Assemblea Nazionale.
Io stavo tornando a casa, e il luogo verso il quale mi dirigevo si è venuto a trovare all’interno della cortina di protezione realizzata dai poliziotti, attrezzati con caschi e scudi in assetto di guerriglia. Boulevard St. Germain era completamente sbarrato dai poliziotti i quali, alla mia richiesta di poter passare per raggiungere la mia abitazione, mi hanno chiesto: "Ma lei ha una carta che dimostri che lei abita là?”

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MOSTRE

Ecco le segnalazioni di
Marguerite de Merode

ROMA

Museo Napoleonico: Aspettando l’Imperatore. Monumenti, Archeologia e Urbanistica nella Roma di Napoleone 1809-1814.
Una piccola mostra al Museo Napoleonico fa rivivere attraverso 50 opere, alcune inedite, il volto di Roma dal 1808 durante l’occupazione napoleonica.
Per cinque anni Roma si prepara in attesa di un Imperatore che non arriverà mai.
Il percorso espositivo si sviluppa in quattro sezioni:
1) La Roma di Napoleone;
2) Celebrazioni romane per la nascita del Re di Roma;
3) Scavi archeologici;
4) Il volto della città.
Fino al 31 Maggio 2020

 

Museo di Roma in Trastevere: Inge Morath. La vita. La fotografia
Ancora pochi giorni per scoprire la mostra retrospettiva che riprende il lavoro della prima fotografa donna a fare parte dell’agenzia Magnum. Prima come redattrice e ricercatrice, diventa presto fotografa, assistente di Cartier Bresson, per poi illustrare la vita attraverso i suoi numerosi viaggi, i suoi ritratti con maschera e in seguito quelli di importanti personalità del Novecento.
Fino al 19 gennaio 2020

Mercati di Traiano: Civis Civitas Civilitas “Fori, Senato, templi, terme, mercati, acquedotti, fontane, cisterne, ponti, teatri, biblioteche, circhi, anfiteatri. Ovvero: Civis Civitas Civilitas. Roma antica modello di città nel suo valore più pieno di espressione della civiltà romana” Accessibile ai Mercati di Traiano 58 plastici in gesso del Museo della Civiltà Romana per creare un viaggio negli spazi e negli edifici delle città dell’Impero.
Fino al 6 settembre 2020

LONDRA

Tate Modern: Dora Maar
Dora Maar è una fotografa, poetessa e pittrice francese di origine croata. La Tate Modern espone ora 200 lavori che l’artista ha prodotto nell’arco di una carriera durata sessant’anni.
È stata autrice di collage e fotomontaggi di matrice surrealista.
Viene soprattutto ricordata grazie alla lunga relazione con Pablo Picasso.
La mostra è in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi ed il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, e rappresenta la più grande e completa esibizione del suo lavoro fino ad oggi.
Fino al 15 marzo 2020


 Pensiero Laterale
Il medico

Uno strano personaggio arriva in città dichiarando che una provetta piena di un liquido miracoloso  da Lui inventato, è capace di guarire da tutte le malattie e di fungere da rimedio contro tutti i veleni.
Il re della città, ha qualche dubbio e gli chiede di venire a palazzo con il suo liquido miracoloso.
La prova si svolge nella stanza del re; il sovrano utilizza solo un bicchiere pieno d’acqua.
Al termine della prova, il ciarlatano confessa e abbandona il paese.

Com'è possibile?

Guarda qui la soluzione...

La Lampadina Racconti

Memorie di Vero Scandalosa
(anagramma e nome d'arte di quel personaggio buffo che è
il mio papà Alessandro Cova, 90 anni), dalla sua pagina FB.
di Alessandro Cova

Schiena dritta, strada dritta

Non ho mai scritto nulla sulla mia famiglia. Perché le storie familiari sanno spesso di agiografia, un genere che detesto. Perché su Fedele Cova, mio padre, è già stato scritto molto: di lui, negli anni ‘60 del secolo scorso, si sono occupati i quotidiani italiani e stranieri, su di lui, recentemente, Francesco Pinto ha pubblicato un bel libro, “La strada dritta”, e la RAI ha messo in onda una “fiction” in due puntate. Sembra dunque superfluo parlare ancora dell’ingegner Cova e dell’Autostrada del Sole, che Cova ha progettato e costruito fra il 1956 e il 1964. Invece no. Molti, in quest’Italia di crolli e disastri, vorrebbero saperne di più. Mi chiedono: che uomo era tuo padre? Come ha fatto a costruire 8oo chilometri di autostrada in soli 8 anni? E’ soltanto un  caso fortunato se quell’autostrada, pur con i dovuti successivi miglioramenti di percorso, sia sempre lì, intatta, senza cedimenti strutturali? 

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina e' una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Giancarlo Puddu e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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