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La Lampadina - n. 123 ::: Settembre 2023

Cari Lettori,
Settembre, andiamo. È tempo di migrar... verso nuove mete, forse prefissate nell'ora dell'ozio o comunque intraprendiamo un moto che comporti un mutamento di stato. Accade a settembre, come a gennaio, sempre dopo un (breve o lungo) periodo di tempo nel quale ci si trova come sospesi nel tempo: lo si vede scorrere sul calendario, ma non lo si afferra veramente, solo quando scocca il primo minuto del nono mese dell'anno ci si rende conto che è molto più tardi di quanto pensassimo! Quante cose da fare, si affollano le agende, gli impegni si moltiplicano ma niente paura: come i pastori avevano bevuto l'acqua natía per portarne il sapore nel viaggio verso il mare, così noi abbeverati alla fonte dell'estivo riposo meditativo ripartiamo con fiducia ed energia verso nuove piccole e grandi imprese!
Buon settembre a tutti voi!
ICH

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Venerdì, 8 settembre 2023

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:


CULTURA – La Cina e l'apostolo Tommaso. Quante cose non sappiamo!
Articolo di Beppe Zezza

Nel 1981, quindi non molto tempo fa, ma nei nostri media non se ne trova quasi traccia, in Cina, sono stati scoperti su una parete rocciosa a Kong Wang Shan, ripulendola dalla vegetazione, un’imponente serie di graffiti e di bassorilievi. Questi furono ricopiati dagli studiosi cinesi e studiati per poterli datare e attribuire a un momento della storia del paese.
La prima attribuzione fu che risalissero al 65 d.C. e rappresentassero l'arrivo di due monaci buddisti venuti dall'India su richiesta dell'imperatore regnante Mingdi della dinastia degli Han, il quale voleva capire il senso di un’apparizione che aveva avuto in sogno. Tranne che …
Tranne che questa attribuzione contrastava con il fatto che la figura principale di questa serie di sculture porta nelle mani una croce chiaramente incompatibile con il buddismo il quale, peraltro, è attestato essere stato introdotto in Cina nel secondo secolo.

La cosa colpì subito Pierre Perrier[1], che si trovava in Cina a motivo della sua professione e si era recato a vedere questi reperti archeologici. Incuriosito ha sottoposto il complesso dei graffiti- bassorilievi a un rigoroso esame avvalendosi, per farlo, delle più moderne risorse dell’informatica.
Attraverso molteplici indizi lo studioso ne ha confermato l’esecuzione da parte di qualcuno proveniente dal mondo di lingua aramaica dell’impero partico e lo ha collegato alla predicazione dell’Apostolo Tommaso e alla storia dell’inserimento del cristianesimo in Cina! Il motivo per il quale non è stato subito riconosciuto come tale – dice - poteva essere ascritto alla scarsissima conoscenza da parte degli studiosi cinesi del cristianesimo e delle caratteristiche specifiche di quello dei primissimi tempi. Bisogna anche pensare alla riluttanza da parte delle autorità cinesi a prendere in seria considerazione il fatto che il cristianesimo non è una religione legata alle potenze coloniali ma ha radici antichissime nel paese (link a studi di autori cinesi sono stati cancellati dal web).

Tommaso, come attestato dalla tradizione della Chiesa di Oriente da lui stesso fondata nell’India occidentale, si sarebbe recato in Cina provenendo dall’India, percorrendo la via del mare – la via della seta era nel I secolo bloccata dalla guerra tra l’impero Kouchan [2]e l’impero cinese,- Tommaso vi si sarebbe trattenuto per tre anni (la durata di una missione completa la quale corrispondeva a quella dell’attività pubblica di Gesù), ottenendo ottimi risultati. Lo stesso fratello dell’imperatore – come confermato dagli annali dell’impero cinese – si sarebbe convertito. Mal gliene incolse perché a un certo punto l’imperatore iniziò ad avere paura che la nuova religione potesse costituire un pericolo per il suo potere [3]e lo costrinse a suicidarsi.
Da allora il cristianesimo in Cina non è mai cessato di esistere e la fede è stata vissuta in modo spesso sotterraneo e marginale: in Cina non c’è mai stato un imperatore Costantino e la benevolenza del potere politico è stata solo occasionale.

Dell’attività apostolica di Tommaso noi, in Occidente, sappiamo ben poco.
La nostra ignoranza, in verità, riguarda tutta la storia dell’Oriente! (I più acculturati tra noi conoscono abbastanza bene la storia del bacino del Mediterraneo e in particolare dell’Impero Romano ma poco o nulla della storia delle civiltà dell’Oriente).
L’influenza che il cristianesimo, predicato in Cina negli stessi anni e negli stessi modi nei quali veniva predicato a Roma (!), abbia avuto sull’evoluzione del buddismo nel suo passaggio dall’India alla Cina avvenuto nel II secolo è terreno vergine per noi!
Di questi tempi nei quali la Cina si presenta sulla scena planetaria come la potenza emergente una maggiore conoscenza da parte nostra della sua storia e della sua cultura è certamente auspicabile. Queste notizie sulla predicazione dell’Apostolo Tommaso possono costituire un apporto in questa direzione

[1] Pierre Perrier è stato responsabile della ricerca e di sftudi avanzati ddlla indusgria aeronautica. Membro dell accademia delle scienze.
É esperto delle tradizioni e degli scritti delle Chiese Apostoliche Orientali

[2] L’impero Kushan data dal I al III secolo e nella sua massima estensione dal Tagikistan al Mar Caspio e all'Afghanistan e, a sud, alla Valle del Gange.

[3] Un’interpretazione possibile per questo cambiamento da parte dell’imperatore sta nel fatto che nella rappresentazione dei graffiti l’imperatore – il Figlio del Cielo – è posto al di sotto della rappresentazione di Gesù, il che costituisce chiaramente ‘lesa maestà’

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"Guardiamo alle religioni come alle mille foglie di un albero, ci sembrano tutte differenti, ma tutte riconducono a uno stesso tronco."

Mahatma Gandhi

ARTE – Una rarità: Michelangelo illustra la sua lista della spesa
Articolo di Marguerite de Merode Pratesi

Come scrisse una volta lo scrittore John Updike «L’eccellenza nelle grandi cose si basa sull’eccellenza nelle piccole».

Nel 1518, Michelangelo aveva già terminato molte delle sue opere più famose, tra cui la Pietà, il David e il soffitto della Cappella Sistina.
Sappiamo che era un uomo d'affari scaltro e molto protettivo nei confronti della sua immagine personale, nonché un perfezionista: non aveva nessuna remora nel distruggere e bruciare i suoi appunti, cartoni e documenti quando non pienamente soddisfatto di un’opera. Anche in punto di morte ordinò che fossero distrutte parecchie carte rimanenti, volendo forse preservare l'aura di genio divino che circondava la sua arte.Fortunatamente una parte fu risparmiata, continuando nel tempo a testimoniare la sua grandezza come artista.
Nel Museo Casa Buonarroti di Firenze è conservato uno di questi manoscritti di Michelangelo che ci è pervenuto. Sul retro di una lettera di 500 anni fa l’artista ci trasmette con dettagli un elenco di generi alimentari compilato il 18 marzo 1518 e affiancato da illustrazioni di sua mano di prodotti da acquistare per la sua tavola. Ogni cibo richiesto è abbozzato molto chiaramente per fare capire senza dubbi ciò che voleva mangiare e facilitare in quel modo il compito al suo servitore quasi certamente analfabeta.
È probabile che Michelangelo abbia esaminato la lista con il suo servitore in anticipo, ma disegnando gli ingredienti lo avrebbe aiutato a ricordare mentre faceva la spesa.
Tra tutti i lavori eseguiti dalla sua mano, questo elenco approssimativo è forse l'immagine più concreta che abbiamo dell'artista stesso. Non si può scolpire come Michelangelo, ma si può mangiare come lui.
È interessante immaginare che l’artista, notoriamente mutevole, abbia preso il tempo di illustrare al suo servitore cosa volesse per cena.
In cima alla lista ci sono “pani dua” - ossia due pagnotte - seguiti da un “bochal” di vino, un’aringa, “tortegli”, una insalata, quattro pani, un bochal di tondo (un boccale di vino corposo), un quartuccio di bruscho (un quartino di vino secco), un piatello di spinaci, quatro alice, tortelli, sei pani, due minestre di finocchio, e di nuovo aringa e un bochal di tondo.
La lista della spesa comprende quindici articoli, mostrando ciò che avrebbe mangiato in tre pasti distinti.
Le sue illustrazioni sono molto specifiche. Disegna due panini da consumare per un pasto, quattro panini per un altro e sei panini per il pasto finale.
Raffigura due piatti di finocchi stufati affiancati, suggerendo che forse avrebbe cenato con qualcuno, insieme a ciotole che traboccavano di insalata e acciughe.
Michelangelo raffigura anche un bicchiere di vino più piccolo accanto a una brocca più grande, per indicare che vuole una quantità minore di vino secco per quel pasto.
L'unica cosa che non disegna sono i due piatti di tortelli perché molto probabilmente la moglie del servitore sarebbe stata incaricata di prepararli freschi per l'artista.
Il menu consiste principalmente di verdure, pesce e pane come la maggior parte degli abitanti dell'Italia del XVI secolo, innaffiando il tutto con del vino. Potrebbe sembrare particolarmente salutare, ma la lettera sull'altro lato della lista è datata, come dicevo, 18 marzo 1518, nel periodo della Quaresima e, essendo Michelangelo un devoto cattolico, è probabile che in questo periodo abbia rinunciato alla carne.
Nel The Oxford Companion to Italian Food, Gillian Riley, la famosa scrittrice di cucina inglese con un’intensa passione per la storia della gastronomia italiana, scrive che secondo lei, benché l’artista avesse fama di essere frugale, questa lista ci illustra un menù relativamente raffinato che prova che fosse probabilmente abituato a cenare con un nobile pubblico.
Il fatto che questa lista sia sopravvissuta è già di per sé una rarità, una rara visuale sulla vita quotidiana di Michelangelo che rende il documento ancora più affascinante, offrendoci uno sguardo insolito su uno dei più grandi artisti del Rinascimento.

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"Io sto ancora imparando."

Michelangelo Buonarroti

PIANETA TERRA – Il litio, grande speculazione come ai tempi d'oro del petrolio
Articolo di Carlo Verga

Del litio ne parlammo in un articolo del 10 febbraio 2021, ma cosa c’è di nuovo?
Direi che è un momento di guerra commerciale, i paesi più industrializzati pronti a tutto pur di accaparrarsi questo prezioso minerale oramai essenziale per ogni tipo di batteria.
La  Cina è oggi il maggior utilizzatore, quasi due terzi delle batterie agli ioni di litio del mondo sono prodotte in quel paese. Ne utilizzano per circa 14mila tonnellate ma solo una parte è disponibile sul proprio territorio, povero di questo minerale.
Sono stati dunque ben lungimiranti ed anche costretti a ricercare in tutto il mondo le fonti di approvvigionamento. Hanno stretto accordi commerciali con il più dei paesi che ne hanno la maggiore disponibilità, prendendosi in carico la raffinazione del minerale grezzo che, come tale, sarebbe inutilizzabile. Sono stati avvantaggiati dal fatto che gli occidentali in nome dell’ambientalismo più spinto, hanno deciso che ogni lavorazione del terreno contenente il litio è fortemente inquinante, pertanto va fatta il più lontano possibile dai proprio paese.
I cinesi al momento gestiscono la maggior parte degli impianti di lavorazione del litio del mondo, hanno quindi disegnato una mappa globale della disponibilità di ciascun paese e offrendo ogni sorta di supporto per guadagnarsi la fiducia dei governanti.
Il top player mondiale è oggi l’Australia, con quasi il 50% della produzione, gli accordi con i cinesi sono stati eccezionali fino a quando gli americani ben consci dell’importanza del paese nel settore specifico hanno voluto riguadagnare la loro posizione persa negli anni, offrendo linee di credito, supporti, materiali ed altro in quantità incredibile.
A Canberra sono certi che l’Australia raggiungerà una quota di quasi il 20% di tutta la produzione mondiale di litio raffinato entro 3/4 anni.
Per gli americani, vista la stretta alleanza con l’Australia, il ri-localizzare la raffinazione del litio in quel paese (strappata al monopolio cinese) è certamente una garanzia di sicurezza per il futuro.
I cinesi certo non si perdono d’animo e hanno rafforzato la loro presenza ed investimenti in tre paesi africani (Mali, Nigeria, Zimbabwe) e due paesi latinoamericani (Messico, Cile). Certo non sono tutte zone tranquille e in molte di queste, gli investitori cinesi devono affrontare problemi di sicurezza, per le minacce del terrorismo di ogni tipo.
Tante altre le incognite dai paesi emergenti soprattutto politiche. Per esempio lo Zimbabwe: nel dicembre 2022 il suo governo ha varato un divieto di esportazione del litio grezzo. Lo Zimbabwe vuole partecipare all’estrazione ed anche alla raffinazione (visto i notevoli margini), e impone che vengano creati sul proprio territorio gli impianti necessari. Poi ci sono i paesi dell’America Latina dove il vento è populista, molti i governi di sinistra che parlano di nazionalizzare il litio per avere il controllo delle proprie risorse minerarie e magari organizzare una Opec, sul tipo di quella del petrolio che nacque negli anni ‘70.
Infine da considerare che la disponibilità di questa materia prima è tanta nel mondo, tanti i siti di cui si pensa esistano grandi quantità di Litio ma ancora solo vagamente esplorati. Una grande disponibilità sembra sia in Argentina, in Cile, in Ucraina nella zona di Mariupol e perfino in Italia nelle zone vulcaniche e della Campania e del Lazio.
Non ultimo il mare con quantità quasi inesauribili anche se a costi ben più alti dal tipo di estrazione oramai consolidata.

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"Investire con successo significa anticipare le anticipazioni degli altri.

John Maynard Keynes

ABBIAMO OSPITI/LETTERATURA – Le “Ore stellari” del nostro tempo
Articolo di Emanuele Ludovisi, Autore Ospite de La Lampadina

Stefan Zweig, uno dei maggiori scrittori del ‘900, uomo cosmopolita e raffinato erede di una rinnovata visione umanista, amico di Freud, Hesse, Roth, animatore instancabile della cultura del suo tempo, nel 1927 pubblica una singolare opera di carattere storico, ‘Momenti fatali’.
Il libro costituisce un originale tentativo di interpretare la storia non dal fluire caotico degli avvenimenti ma dalla ricerca dei ‘momenti fatali’ o, come lo stesso Zweig definisce nella premessa all’opera, delle ‘ore stellari’ che poi finiranno per determinare cambiamenti epocali delle vicende del mondo.
I ‘Momenti fatali’ che Zweig ci narra nel ’27 spaziano dall’impresa della scoperta dell’oceano pacifico (settembre 1513 ) a Waterloo (giugno 1815), dalla creazione della Marsigliese (aprile 1792) all’esilio svizzero di Lenin (aprile 1917). La narrazione degli accadimenti con Zweig da cronaca e analisi dei fatti si fa racconto, riflessione, suggestione, coinvolgendo in una lettura che va oltre la semplice conoscenza storica.
Zweig ci invita a soffermarci su questi ‘Momenti fatali’ che non segnano solo la storia di una nazione, di un continente o di un popolo ma sono portatori  di mutamenti epocali dei costumi culturali e civili in grado di mutare il corso dell’intera civiltà umana.
La visione cosmopolita e umanista sarà una costante della vita del grande scrittore e lo accompagnerà sino all’ultimo dei suoi giorni quando nel 42’ deciderà, in preda alla depressione, di suicidarsi a Rio de Janeiro, assieme alla moglie, convinto che le tenebre del nazismo peseranno in modo determinante sul futuro del mondo allontanando, forse in modo definitivo, il sogno di umanità affratellata nella consapevolezza di un comune destino fondato sulla conoscenza e solidarietà tra i popoli.
Se Zweig vivesse oggi, in questo turbolento inizio di millennio, avrebbe di certo difficoltà ad individuare i capitoli di un nuovo ipotetico libro di ‘Momenti fatali’. Soffermandoci a riflettere sull’ultimo ventennio ci troviamo difatti dinanzi a un incredibile rosario di drammatici eventi che hanno letteralmente sconvolto la storia contemporanea.

Proviamo ad elencarne qualcuno: l’attentato alle torri gemelle (settembre 2001), la caduta di Gheddafi (aprile 2013), la comparsa in Europa del terrorismo islamico dell’Isis (gennaio 2015), la Brexit (gennaio 2020), la pandemia covid (febbraio 2020), l’assalto a Capitol Hill (gennaio 2021), l’invasione dell’Ucraina (febbraio 2022). E di certo stiamo dimenticando altri rilevanti eventi.
Sarebbe difficile per lo steso Zweig attribuire a questo tragico elenco un valore di maggiore o minore rilevanza per i riflessi che tali accadimenti hanno prodotto e continuano a produrre sulla nostra vita.
Questo sommario elenco trascura poi del tutto gli stravolgimenti che la tecnologia e gli effetti dei mutamenti climatici stanno determinando con crescente forza  sul nostro quotidiano.
Non sono ad esempio del tutto chiari e per questo destano enormi preoccupazioni gli impatti che la rapidissima evoluzione dell’Intelligenza artificiale determinerà nel prossimo futuro in numerose categorie professionali.
L’uomo è chiamato insomma, oggi ancora più che ieri, a un enorme sfida per evitare qualcosa che gli scrittori di fantascienza avevano già un secolo fa vaticinato, l’arrivo di un’epoca piena di insidie determinate dallo stesso genere umano impegnato in una corsa evolutiva che lui stesso rischia di non essere più in grado di governare.

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"La storia non insegna il fatalismo.
Ci sono momenti in cui la volontà di una manciata di uomini liberi rompe il determinismo e apre nuove strade."

Charles de Gaulle

ABBIAMO OSPITI/PASSEGGIATE ROMANE – La Rosa d'oro 
Articolo di Elvira Amabile Coppola, Autore ospite de La Lampadina

I Langeli per secoli furono i farmacisti che preparavano spezie e unguenti per imbalsamare i papi e il balsamo per la Rosa d’oro.
Non poteva mancare il Vaticano tra le storie che colorano di curiosità i miei percorsi.
Tra santità e dannazioni, immensi poteri secolari e poteri temporali, tra misteri lussi privilegi e storia del nostro divenire, in questo straordinario quadro caratterizzato dalla cristianità, alcuni riti gentili perdurano ancora.
La rosa d’oro.
Una distinzione onorifica dei papi che ha origine con la primavera e le prime fioriture.
Il rito quasi millenario mai estinto ancora oggi legato alla domenica delle palme si svolge nella chiesa di santa Croce in Gerusalemme. Il papa benedice la rosa. Gli officianti indossano paramenti rosa. La liturgia canti e preghiere si dispiegano con un cerimoniale sontuoso e raffinato riferito alla simbologia della rosa.
L’ultima Rosa d’oro Papa Francesco l’ha donata alla Madonna di Fatima.
Abbiamo assistito agli omaggi fatti al papa in ogni visita ufficiale. Sono esposti nei musei vaticani. Forse non tutti perchè sarebbero troppi. Ma ho avuto l’opportunità di vederli grazie ad un caro amico che non è più, Gaetano Micara. Era nipote del cardinale Micara e da piccolo girava in Vaticano come noi nei giardinetti delle nonne. Aveva accesso privilegiato ad ogni ambito. Di questi privilegi ha spesso fatto partecipi anche gli amici. Visitavamo con lui la Cappella Sistina e ne parlava come se fosse ancora fresca di pittura!
Ho toccato con reverenza le saliere di Benvenuto Cellini. Ho ammirato paramenti preziosi eseguiti in anni di lavoro da mani fatate quasi sempre delle suore. Opere d’arte strabilianti. Codici miniati. Reperti archeologici. Stranezze  esotiche.
Mi sono chiesta come il papa contraccambiasse tutte le preziosità che gli venivano donate..
Tra altri oggetti significativi appositamente destinati a imperatori capi di stato insigni religiosi re e regine ho scoperto la storia della Rosa d’oro. La prima fu fatta coniare nel 1049.
Bonifacio IX ne fece dono ad Astorgio Manfredi. C’è poi un lunghissimo elenco di personaggi fino ai nostri giorni a cui è stata donata. Cambiando forma. Via via più elaborata e preziosa.
Nei secoli divenne simbolo di gaiezza nella IV domenica di quaresima e donata a prefetti civili a santuari a conventi come descrive Agostino Paravicini nel libro "La chiave e la Tiara".
Laetare Jerusalem è in un rito che si svolge nella chiesa di Santa Croce in Gerusalemme. Evocando il cantico dei cantici si ispirano alla carità per il colore. La rosa è d’oro e talvolta impreziosita da un rubino simbolo della passione. Alla sazietà si ispirano per il sapore, in ricordo della moltiplicazione di pani e pesci. Alla preghiera per il profumo, come momento di consolazione delle privazioni quaresimali e per diffondere il profumo di Cristo.
Il profumo veniva realmente inserito nello stelo della rosa o del ramoscello ove c’era un serbatoio. Il papa vi faceva colare il balsamo prezioso profumato di rosa.
Il balsamo veniva preparato nella Farmacia Langeli scelta come fornitrice del Vaticano.
La farmacia Langeli da via del corso è passata a piazza della Chiesa Nuova, ma c'è sempre.
Il comune ha stabilito che ovunque la trasferiscano i proprietari che si succedono debbano lasciarle il nome.
La famiglia Langeli vanta storie antiche di parentele e amicizie con insigni famiglie romane. Papa Pacelli, Pio XII, giocava con loro da piccolo vittima delle birichinate dei ragazzini più vivaci di lui. Ignari del futuro che li aspettava. C’erano anche i Rebecchini che vantano un sindaco nelle discendenze.
E i Pisoni dell’antica cereria. Loro si distinsero inventando fiaccole e candele colorate.
Altresì i farmacisti vantano invenzioni di farmaci preziosi con l’utilizzo del chinino per la malaria, interventi chirurgici per l’epoca innovativi. Scrissero molti trattati farmaceutici. Soprattutto ebbero il privilegio di diventare farmacia fornitrice per il Vaticano di unguenti e balsami. La tanatoprassi era una pratica d’imbalsamazione necessaria per consentire ai devoti di visitare la salma dei papi esposta per alcuni giorni, fermando il processo di decomposizione. Richiedeva una grande perizia.
Fu un grande onore per la famiglia Langeli essere i destinatari di questo ufficio delicato.
Una storia lunga secoli. Ho tratteggiato qualche cenno. Per chi volesse approfondire nei dettagli citerò le fonti da cui ho tratto questo piccolo racconto sulla distinzione onorifica dei servizi forniti dalla Farmacia Langeli.
Dizionario di erudizione ecclesiastica del Moroni (vol. XI)
E un libro sulla storia della Famiglia Langeli. (Proprietà privata)

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"Dio ha dato agli uomini la scienza perché potessero gloriarsi delle sue meraviglie.
Con esse il medico cura ed elimina il dolore e il farmacista prepara le miscele.
Non verranno meno le sue opere!
Da lui proviene il benessere sulla terra.

Siracide, Antico Testamento

COSTUME – Magia delle vecchie case di villeggiatura
Articolo di Lalli Theodoli

Fin da piccolissimi era LEI il nostro lungo rifugio estivo.

Anni or sono per un periodo lunghissimo: dal primo giorno di chiusura della scuola fino al primo di apertura.
Da una vita lievemente più formale si passava ad una totale libertà. Costume da bagno e zoccoli.
Gli amici erano i ragazzini del paese e le “figlie dell’alimentari“ Rosalba e Carmelina, invidiatissime perché potevano mangiare pane e salame del negozio a volontà… La madre contava le golia, incartate tonde, ad una ad una. Sapeva contare solo fino a dieci. Noi ne volevamo cento per uno. Faceva mucchietti da dieci. Attentissima a non sparpagliarle sul banco.

Uscivamo dalla lunghissima vacanza, magre, biondissime, inselvatichite.
La casa, mano a mano cresceva con noi. Le tapparelle di cannucce, che svolazzavano quando dovevano riparare dalla luce, sostituite dalle persiane.
Arrivarono poi bellissimi pavimenti di Vietri fatti a mano, si erano moltiplicati i bagni. L’acqua piovana che dal tetto riempiva la cisterna, non andava più pompata a mano per farla salire ai bagni superiori.
Quando Papà, dal piano di sopra, diceva “POMPA!”, due di noi, a turno, andavamo in ingresso al lavoro. Una tirava di qua l’altra di là e sentivamo lo scroscio dell’acqua che riempiva i cassoni al primo piano.
Nel pozzo invece venivano calati cocomeri per tenerli al fresco. Legati male. Se ne perdevano tanti.

La ghiacciaia sostituita dal frigo. Scomparsi  I bambinetti che portavano a piedi nel sacco di iuta le colonne di ghiaccio.
Il viottolo buio da fare a piedi  per arrivare a casa.. sempre nero, senza illuminazione. Le pile sempre scordate o scariche. Ma negli anni potevamo salire con la 500 strusciando un pò i muretti laterali.

Il prato dietro casa attrezzato per il croquet. Dopo un periodo di assoluta regolarità nel gioco ottocentesco dell’infanzia di mia madre, avevamo inventato un “nostro” croquet ad ostacoli: volavano in cielo pericolosissime palle di legno. Difficile invece  fare divenire cruento il vecchio gioco del volano.
Poi grandi tornei di ping pong. Ma quello “a giro”. Spintoni e risate.
Quando non giocavamo a terra eravamo arrampicati sulle nostre case sui mandorli. Nei giorni di vento mattoni e palanche piombavano a terra. il nostro arredamento. Vietatissimo arrampicarsi sul lastrico solare cui si accedeva attraverso la finestra del bagno.

Poi un po' più grandi. La nostra grande casa piena di ospiti dei genitori e nostri. A nessuno si diceva “non c’è posto”. sedici letti sempre tutti pieni. A volte anche “testa piedi” noi ragazzine.
Facevamo grandi feste, si ballava, si mangiavano la pizza ed il cocomero.
I primi flirt. Ogni stanza, ogni mobile ogni albero un ricordo. Vecchi mobili portati da altrove che da lontano riportavano altre memorie.
Mia madre, tenace e decisa, piantava pinoli in barattolini. Presa in giro da noi tutti. Ci vorrà una vita, non li vedremo mai. Moriranno.
Ora cinque pini svettano maestosi sulla vecchia casa.

Poi, cresciuti. Vacanze all’estero. Soggiorni  più brevi nella vecchia casa.
Sposati con figli piccoli: casa un po' scomoda.
Nel tempo ognuno ha trovato altri nidi cui appoggiarsi l’estate. Periodi brevissimi.
Per anni la vecchia casa ignorata e ricordata solo per lavori urgenti, costosi e di nessuna soddisfazione. Io non ci vado mai…non pago. Io non ho soldi. Io ho tante altre case… diversi proprietari e diverse esigenze. Una fatica mantenerla.
E lei un po' parecchio scrostata, ma sempre bellissima,.. resisteva.
Un anno fa.. Vendiamola. Alcuni, più distaccati, per altri una decisione dolorosa, un dolore immenso ma…per fortuna è scomoda. Non la vuole nessuno.
E da quando è in vendita i nipoti l’hanno riscoperta.
Se la litigano.
Fanno già progetti per il prossimo anno.
Come sono i turni?
A chi tocca agosto?
La vecchia casa torna a vivere. Torna in funzione il forno per le pizze. Il dondolo è tutto dipinto di fresco, le sedie hanno nuove coperture.
Sì, le ferite di anni di abbandono sono visibili.
Sì non è certo un modello di buona manutenzione.
Ma, ogni volta che ci vado, comincio a sorridere da lontano nel ricordo di tanti felicissimi anni.
Le case hanno un’anima e questa ha un animo felice.
Se siete in possesso di una vecchia amata e mal ridotta casa di villeggiatura, non la abbandonate, credetemi tornerà il suo periodo felice. Resistete!

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 FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

Camera con vista!- Che ne direste di un albergo dove spendereste oltre 1000 euro a notte per avere una vista su un porcile? Succede in Cina dove tutti vanno matti per i famosi maiali Panda dalla testa nera. Dalla loro carne si ottiene il prosciutto di Jinhua che secondo gli intenditori è all’altezza dei famosi prosciutti Italiani e spagnoli.. Le stanze al primo piano, sono le più costose, e separate dal porcile con una vetrata sigillata, cosi per godere della vista ma non del «profumo».
CV

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Il colmo dei colmi...-Dall’analisi dei rottami del pallone-spia cinese abbattuto qualche mese fa sul territorio americano è stato accertato che parte degli strumenti di bordo erano stati fabbricati negli Stati Uniti. Strumentazioni americane ad alta tecnologia utilizzate dai servizi segreti di Pechino per fotografare e filmare il territorio avversario e intercettare comunicazioni militari.
CV 

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APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina.

Settembre

Stiamo fissando la data per "salire" molto presto la mattina, tra le 7.30 e le 8.30, al Colosseo con il nuovo ascensore che arriva fino ai livelli superiori del terzo ordine.
Al ritorno, raggiungeremo al Palatino la Domus Tiberiana, la prima villa fatta costruire sul Palatino da Tiberio e oggetto di una grande campagna di scavi e che proprio da questo mese sarà aperta al pubblico che potrà visitare il palazzo imperiale eretto sulle pendici occidentali del colle. La visita partirà dal Clivio della Vittoria, dove si affacciano diversi ambienti della sontuosa residenza. Sei sale verranno allestite per illustrare la storia della residenza imperiale, anche attraverso alcuni reperti custoditi finora nei depositi del Parco.

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Mercoledì 20 settembre 2023 
ore 14.30
OSTIA ANTICA

Ancora ci aspetta la visita di Ostia Antica, che deve la sua esistenza alla vicinanza del Tevere e del mare. La storia ci dice che il re di Roma Anco Marzio fondò Ostia nel 620 a.C. per sfruttare le saline alla foce del Tevere: da  impianto fortificato in blocchi di tufo, costruito dai coloni romani per difendere la foce del Tevere e la costa laziale si trasformò nel principale emporio mercantile della capitale diventando sempre più florida e popolosa.
Ci guiderà nella scoperta (o riscoperta) della città l'archeologa Alessandra Mezzasalma, e concluderemo la visita con un aperitivo nei dintorni prima di ritornare a Roma.

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30 settembre - 1 ottobre 2023
COPENHAGEN

Saremo nella capitale danese per quattro giorni: visiteremo la città monumentale e fuori porta il Louisiana, splendido museo di arte contemporanea, poi il castello di Kronborg a Elsinore, dove Shakespeare ambientò la storia di Amleto, e ancora il villaggio di Dragør e altro ancora.

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Sabato 14 ottobre 2023
CASTELLI  ROMANI  FRA  SPLENDORI DEL BAROCCO, ANTICHITA' ROMANE E MONASTERI MEDIEVALI

Una giornata piena di bellezza nella quale ci guiderà Alessandro Mazza, storico dell'architettura. Visiteremo a Frascati Villa Falconieri, con le sue architetture e i cicli pittorici barocchi, poi il Torrione di Micara, villa edificata sopra il sepolcro circolare di Lucullo, con la torre campanaria romanica del convento medioevale e lo spettacolare panorama della campagna e delle vigne. Ancora, la visita dell'area archeologica di Albano, con il notevole Cisternone, l'Anfiteatro Severiano, e la chiesa di S. Maria della Rotonda. Chiuderemo con la cinquecentesca villa Mergè, una residenza abitata e vissuta, con le sale decorate da cicli pittorici con paesaggi e scene marine, intervallati da putti e figure allegoriche, di recente attribuiti ad Agostino Tassi.

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Venerdì 27 ottobre 2023
ore 10.30
EUR MONUMENTALE E IMPERIALE: L'ALTRA ROMA SUGLI ALTRI COLLI

Alessandro Mazza ci guiderà a scoprire un'EUR come non l'avete mai vista: i Colli, il fiume, le valli fra i colli, il Colosseo, S. Pietro, il Pantheon come simboli e archetipi centrifugati e liberamente riassemblati nella trasposizione onirica di una nuova città di fondazione. Uno spazio metafisico, dove proprio come in un sogno ricorre, deformata, dilatata, stravolta e ricomposta la realtà della vita diurna: i monumenti romani, gli obelischi, i colonnati, l'incedere solenne dei viali, trasformati in uno spazio fuori dal tempo, eppure singolarmente sereno, nella sua perfezione trascendente. La nostra passeggiata toccherà alcuni luoghi-cardine di questo singolare quartiere, partendo dalla Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, per concludersi al Museo della Civiltà Romana: dalla perfezione del cubo (la Chiesa) all'imponenza, quasi "egiziana", della piazza racchiusa dal Museo.

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Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a appuntamenti@lalampadina.net

 

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E ANCORA FLASH NEWS! 

I grandi bugiardi e truffatori- Circa 500 anni fa compare a Roma un certo Demetrio il Greco, che si diede il nome di Zoroastro. Costui lavorava come copista, ben apprezzato alla Camera apostolica per le sue qualità di bella scrittura. Proprio per il suo prestigio e di chi lo proteggeva, in occasione della grande peste del 1500 convinse prelati e i più degli abitanti di Roma che la peste sarebbe stata sconfitta con l’uccisione di un toro rabbioso.
Avuto il permesso, ucciso il toro ne versò il sangue in una fonte fuori la porta di San Sebastiano. Molti si affrettano a bere e istanti dopo gridarono al miracolo proclamando la propria guarigione.
Fu smascherato a breve e condannato, fuggì da Roma, ma ritornò subito dopo e riassunto nella sua qualità di copista presso la Camera Apostolica.
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APPUNTI DI ECONOMIA E FINANZA
a cura di Carlo Verga

 Quanto la finanza sta investendo nella musica?

Goldman Sachs nel 2022 ha stimato che le vendite dell’industria musicale globale cresceranno a un tasso composto del 12% tra il 2021 e il 2030, a oltre 150 miliardi di dollari.
1) L’accordo da 200 milioni di dollari di Hipgnosis Songs per 290 canzoni di Justin Bieber è solo l’ultimo esempio della crescente finanziarizzazione dell’industria musicale.

2) Kkr, un fondo di private equity Usa, nell’autunno del 2021, attraverso Chord, ha acquisito i diritti su 65 mila canzoni dal catalogo musicale di Kobalt per 1,1 miliardi. Lo scorso febbraio, ha collocato oltre 732 milioni di dollari di Abs musicali, cioè bond garantiti da collaterali rappresentati in questo caso dai diritti e dalle royalties dei brani di artisti famosi

3) Clouty, una startup di Chicago, ha lanciato il Musiq 500 Index, che riunisce le 500 canzoni più ascoltate in streaming in tutto il mondo. L’azienda sarebbe in discussione con le Borse americane, per lanciare future collegati a singoli brani, artisti e generi musicali dal pop, al rock, dall’hip-hop al jazz.
CV

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WE LOVE ROMA
di Lucilla Laureti Crainz

Che fine hanno fatto le librerie? Due assolutamente da visitare! ... E altre da scoprire!

Molti anni fa quando sono andata ad abitare a via Veneto c’erano tre bellissime librerie, un salotto con comodi divani in pelle: "Rossetti", lì si davano appuntamento gli amici scrittori, registi etc per passare dei pomeriggi a parlare di libri, un'altra "Rizzoli" dipinta di colori tenui e molto accogliente e quasi in fondo alla strada “Arion” aperta anche la sera fino a mezzanotte. Facevano spesso incontri e presentazione di libri e quando c’era troppa gente si trasferivano al vicino hotel Majestic.
Oggi non se ne vede traccia! .... E non solo lì ma hanno chiuso in molte...
Ricordate quella "del viaggiatore" in via del pellegrino? Prima di partire per un viaggio era il posto giusto dove andare.
Ma non vogliamo solo rammaricarci ma proporvi nuove iniziative come quelle stimolanti di ELI e di Spazio 7.
Proprio ELI nasce dalla chiusura di tutte le librerie Arion sparse per Roma, era il deposito magazzino. Erano ben 16!
La prima nel 1972 nasce in viale Eritrea e poi man mano le altre, anche nei centri commerciali e nei bookshop dei musei. Il creatore di tutto ciò un grande appassionato di libri e imprenditore: Marcello Ciccaglione. In uno dei suoi viaggi a New York si innamora della "Library Blue Moon" nel Village e ricrea da ELI la stessa atmosfera e arredo. Tutto molto accogliente con pavimenti in legno, scaffalature in ferro in uno spazio di 700mt. Siamo nel 2015 e da quel momento ELI ne ha fatta di strada! In molti la conoscono, non solo quelli che abitano vicino a viale Somalia 50 o che amano i libri e la lettura. Mille e più le attività che vi si svolgono, concerti, mostre d'arte, lezioni di tango, tornei di bridge ...oltre a una offerta di libri mirata e divisa per continente...Tutti gli incontri terminano con un bel bicchiere di vino di una cantina amica! Complimenti. Per vedere i primi eventi di settembre clicca qui!
La stessa avventura la sta vivendo "Spazio 7", in via dei barbieri 7, vicino a piazza Argentina in un palazzo d'epoca tutto affrescato e lì dove prima tutti gli sposi facevano le liste di nozze ora si incontrano amici e appassionati di libri. 

Apre nel giugno del 2022 grazie a Marco che anche se giovane ha fatto esperienza nella "scuola dei librai" e fa parte della catena Ubik. Presto aprirà anche un'accogliente caffetteria. All'ingresso su una lavagna tutti gli appuntamenti prossimi. Noi vi segnaliamo la pagina web della libreria sulla quale saranno pubblicati i prossimi appuntamenti poi vi potete iscrivere e tutte le settimane vi arrivano gli aggiornamenti.
Altra interessante possibilità quella offerta dai ristoranti o bar con annessa libreria. Vi consigliamo:
"Gli esploratori" in via Trionfale 88 vicino al mercato dei fiori ...offre un'ottima scelta di piatti particolari tra tavolini e scaffali di libri e vino.
"Marta Ray travel book" a Borgo Pio 192, lì si parla di libri, di viaggi e di cibo. Lì si programmano le prossime mete.
"BiblioBar" a lungotevere Castello in zona pedonale, tra Castel Sant'Angelo e il Palazzaccio, un bel chiosco aperto tutto il giorno dove potete, in un'atmosfera molto accogliente tra il verde degli alberi, leggere, fare uno spuntino o lavorare con il vostro computer.
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Scriveteci e segnalateci che cosa si muove a Roma!
 redazione@lalampadina.net 

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MOSTRE

CATANIA
Ri Evolution I grandi rivoluzionari dell'arte italiana,  dal Futurismo alla Street Art. 
Palazzo della cultura di Catania. 

A cura di Raffaella Bozzini e Giuseppe Stagnitta con il coordinamento storico-scientifico di Marco Di Capua.
Oltre 130 opere – molte delle quali per la prima volta in Sicilia – di 80 artisti italiani, tra i più importanti e significativi del XX Secolo, che hanno rivoluzionato la storia artistica e culturale internazionale. Un percorso tematico ed immersivo che attraverserà la storia dell’arte italiana dai primi del Novecento ai giorni nostri.
Fino al 7 gennaio 2024 

FIRENZE
Pezzi di pace. Felice Limosani. Collezione Casamonti. A cura di Sonia Zampinidirettrice della Collezione Roberto Casamonti.
Pezzi di Pace è l’installazione site-specific creata da Felice Limosani per la corte di Palazzo Bartolini Salimbeni, sede della Collezione Roberto Casamonti.
L’installazione Pezzi di Pace è una riflessione tra identità che dialogano, tra visioni specchianti in cui la reciprocità tra la definizione dell’uomo e dell’architettura, come del singolo e dell’universale, riscopre una armonia di forme e contenuti che è alla base della conoscenza e della condivisione.
Opening 21 settembre 2023
22 settembre 2023 - 28 gennaio 2024.

Kapoor. Untrue Unreal. Palazzo Strozzi. A cura di Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi.
Kapoor rinsalda il suo legame con Firenze e con Palazzo Strozzi: nell’arte di Anish Kapoor, l’irreale (unreal) si mescola con l’inverosimile (untrue), trasformando o negando la comune percezione della realtà. Ci invita a esplorare un mondo in cui i confini tra vero e falso si dissolvono, aprendo le porte alla dimensione dell’impossibile. Le sue opere uniscono spazi vuoti e pieni, superfici assorbenti e riflettenti, forme geometriche e biomorfe. In un mondo in cui la realtà sembra sempre più sfuggente e manipolabile.
Dal 07/10/2023 al 04/02/2024

La Lampadina/Racconti

Piovono soldi su via del Seminario
di Pinzi Fabbri

Sul maggiore o minore attaccamento al denaro da parte degli umani. Sorprese e stranezze che si riscontrano in questo campo.
A mia cugina Ma. con grande affetto.

Il regalo di Natale dello zio Gustavo, tradizionalmente, arrivava all'Epifania. In effetti, in molte case nelle generazioni precedenti la mia, s'usava così.
Per noi che c'eravamo convertiti al costume anglosassone del Natale la cosa aveva il vantaggio di prolungare il piacere. Quando eravamo piccoli all'Epifania mettevamo la calza, ma, insomma, si trattava di semplici dolciumi e piccole cose. Smessa la calza per raggiunti limiti d'età era cominciata questa bella abitudine del regalo del vecchio zio che, oltretutto, era particolarmente generoso con noi che eravamo gli unici nipoti.
Quella Befana 1962 per me doveva essere particolarmente ricca perché avevo crediti per meriti scolastici acquisiti del tipo maturità classica e iscrizione all'Università. Lo zio mi regalò quindi, cosa peraltro molto desiderata, una cinepresa Paillard Bolex super 8.
La inaugurai filmando lui il giorno dell'Epifania sul terrazzo di Piazza Adriana; si vede lui che parla, con Castel Sant’Angelo sullo sfondo, e io so, ancora oggi, cosa stava dicendo. Si stava parlando dello spettacolo teatrale Caro Bugiardo di J. Kilty che Stoppa e la Morelli avevano messo in scena quella stagione e che consisteva nella lettura da parte dei due dell'amoroso scambio epistolare tra Bernard Shaw e l'attrice Patrick Campbell. Lui stava dicendo che, sì, l'aveva visto con piacere perché i due Stoppa - Morelli erano bravi, ma quello non era teatro.
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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina e' una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ludovica Nievo Coni, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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