{"id":26208,"date":"2020-02-07T08:30:50","date_gmt":"2020-02-07T07:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/?p=26208"},"modified":"2022-12-09T12:24:26","modified_gmt":"2022-12-09T11:24:26","slug":"la-lampadina-racconti-luomo-che-ando-in-cerca-dei-dispersi-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/2020\/02\/la-lampadina-racconti-luomo-che-ando-in-cerca-dei-dispersi-dellitalia\/","title":{"rendered":"La Lampadina Racconti &#8211; L\u2019uomo che and\u00f2 in cerca dei dispersi dell'&#8221;Italia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><em>di Anna Sanfelice Visconti<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-26213\" src=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA-250x213.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA-250x213.jpg 250w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA-450x383.jpg 450w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA-768x654.jpg 768w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA-1536x1308.jpg 1536w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA-2048x1745.jpg 2048w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA-640x545.jpg 640w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA-200x170.jpg 200w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA-260x221.jpg 260w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2018005-F-DIRIGIBILE-ITALIA-160x136.jpg 160w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>Una recente mostra filatelica a Torino ha ricordato, con l\u2019annullo del francobollo commemorativo, il novantesimo anniversario della spedizione Albertini alla ricerca dei dispersi del dirigibile Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chi era Gianni Albertini? Milanese, ingegnere venticinquenne, appassionato di sport alpinistici, era stato incluso insieme all\u2019amico Sergio Matteoda nella spedizione Nobile su proposta del presidente del SUCAI, la sezione universitaria del Club Alpino Italiano. Esperto di montagna, sarebbe stato in grado di muoversi anche in condizioni climatiche estreme come quelle polari.<a href=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26209 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-141x250.jpg\" alt=\"\" width=\"141\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-141x250.jpg 141w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-253x450.jpg 253w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-768x1365.jpg 768w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-864x1536.jpg 864w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-1152x2048.jpg 1152w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-640x1138.jpg 640w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-200x356.jpg 200w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-260x462.jpg 260w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-160x284.jpg 160w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Gianni-Albertini-scaled.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 141px) 100vw, 141px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due giovani si troveranno ad assistere e collaborare agli aspetti logistici, compiti che prenderanno, come prevedibile, le forme pi\u00f9 varie. Alla baia del Re nell\u2019arcipelago delle Spitzbergen, dove erano giunti con la nave appoggio Citt\u00e0 di Milano, dovranno facilitare i voli di prova del dirigibile spazzando la neve dalla pista e facendo, all\u2019occorrenza, saltare il ghiaccio con la dinamite. Dovranno aiutare nelle manovre di ormeggio fra le pareti dell\u2019hangar a cielo aperto, trainare le pesanti slitte con le bombole di idrogeno necessarie a gonfiare l\u2019involucro. E, per non far pesare l\u2019accumulo di neve, arrampicarvisi senza scarpe, coi piedi ricoperti di paglia fasciati di stoffa, e toglierla con estrema cura, servendosi di arnesi avvolti nella stoffa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Albertini non era stato preso a bordo dell\u2019\u201dItalia\u201d, come sperava, al momento della partenza verso il Polo; circostanza, questa, che potrebbe avergli salvato la vita.<br \/>\n\u00c8 nota la drammatica sequenza dei fatti, il telegramma radio che annunciava il primo sorvolo del Polo Nord scatenando l\u2019entusiasmo a bordo della nave appoggio. Poi, via via, le richieste sempre pi\u00f9 pressanti di rilevare e comunicare la posizione del dirigibile avvolto nella nebbia. \u201cVisibilit\u00e0 cattiva\u201d, \u201cLottiamo aspramente con il vento\u201d. Albertini scriver\u00e0 che il linguaggio di Nobile, sempre misurato, dava l\u2019impressione della gravit\u00e0 del momento. Poi il silenzio, e la graduale presa di coscienza della possibilit\u00e0 di un serio incidente.<br \/>\nDopo cinque giorni di attesa la nave appoggio si rifornisce di carbone e salpa alla ricerca dei dispersi. Partono le spedizioni di soccorso divise in piccoli gruppi, alcuni dei quali dovranno essere rintracciati e salvati a loro volta, partono imbarcazioni e idrovolanti. Albertini e Matteoda, i due \u201csucaini\u201d, si dirigono verso l\u2019interno, percorrendo settecento chilometri sulla banchisa, a piedi e sugli sci, con l\u2019aiuto di selvatiche e bizzarre guide norvegesi, e seguiti da slitte trainate da cani. Cani valorosi e di grande resistenza ma ribelli, feroci e di difficile addestramento, che dovevano restare legati tra loro anche nei momenti di riposo. Avrebbero diviso con gli uomini il cibo via via pi\u00f9 scarso, e sopportato le medesime, massacranti, marce. In uno scenario in continuo cambiamento, fra tempeste di neve e vento, lastroni di ghiaccio alla deriva e nebbia impenetrabile, i due, partiti alla ricerca di un gruppo di dispersi ne troveranno invece un altro, l\u2019equipaggio di una delle spedizioni di soccorso, bloccata dall\u2019avaria del loro idrovolante.<br \/>\nSulla nave russa venuta a riprenderli Albertini rivedr\u00e0, tremendamente provati, i compagni che aveva cercato nella lunghissima marcia di esplorazione. Il Comandante Nobile \u00e8 sulla \u201cCitt\u00e0 di Milano\u201d e quelli della tenda rossa, in un primo tempo riforniti di viveri e medicinali, sono stati gi\u00e0 portati in salvo.<br \/>\nMa quelli volati via con l\u2019involucro del dirigibile?<br \/>\nGianni Albertini non riesce a togliersi dalla mente l\u2019incertezza e il timore sulla loro sorte. Nella primavera del 1929 si mette in contatto col fratello di uno dei dispersi, Giorgio Pontremoli, e con la loro madre. Quest\u2019ultima continua a sperare, nonostante tutto, che possano essere ritrovati, e con lei i familiari degli altri. Albertini si documenta. Legge di spedizioni polari i cui componenti erano stati salvati a distanza di un anno, ma anche di altre di cui si erano perdute le tracce. Si convince della possibilit\u00e0, dopo aver studiato i venti e le correnti marine, di poter circoscrivere il territorio delle ricerche. Immagina che i superstiti abbiano cercato di dirigersi verso la costa, e pensa di esplorare anfratti e insenature della zona identificata, con puntate nell\u2019immediato retroterra. Ma dice apertamente a Lucia Pontremoli che il tentativo risponde unicamente ad un suo imperativo morale; non si fa troppe illusioni sulla riuscita dell\u2019impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Valuta il costo della spedizione 1.200.000 Lire. Ne raccoglier\u00e0 1.192.448, con il contributo del Partito Nazionale Fascista, tra i maggiori finanziatori, di Papa Pio XI, che offrir\u00e0 a titolo personale una somma consistente, di industriali e parlamentari come Silvio Crespi e Senatore Borletti. Ne verranno spese 1.012.448.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Serve una baleniera, che Albertini andr\u00e0 a scegliere personalmente ad Oslo, con la chiglia e soprattutto la prua rinforzate, per poter affrontare l\u2019impatto col ghiaccio. Particolare attenzione rivolger\u00e0 all\u2019attrezzatura radiotelegrafica, scegliendo gli apparecchi pi\u00f9 sofisticati, e a tutto il necessario per una spedizione di diversi mesi; far\u00e0 perfino confezionare i sacchi a pelo in misura perfettamente compatibile con quella delle tende. Sceglie i componenti del gruppo non solo in base all\u2019amicizia, ma alle competenze scientifiche di ciascuno. Il diario di Albertini riporta in appendice le relazioni sugli aspetti meteorologici, biologici e naturalistici, sulle analisi dell\u2019atmosfera, la misurazione dell\u2019ozono, l\u2019azione del freddo e della luce continua sul metabolismo basale. Indipendentemente dalla riuscita, questi studi avrebbero contribuito ad una pi\u00f9 profonda conoscenza dell\u2019Artico. Infine stipula un contratto con l\u2019Ente Nazionale di Cinematografia, per documentare la spedizione.<a href=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Troms\u00f8-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-26211\" src=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Troms\u00f8-2-250x153.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Troms\u00f8-2-250x153.jpg 250w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Troms\u00f8-2-450x275.jpg 450w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Troms\u00f8-2-200x122.jpg 200w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Troms\u00f8-2-260x159.jpg 260w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Troms\u00f8-2-160x98.jpg 160w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Troms\u00f8-2.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><br \/>\nIl nome della nave presa a nolo era Heimen, modificato in Heimen Sucai con qualche pennellata di vernice sulla fiancata. Oltre alla prua rinforzata, la tipica chiglia rotondeggiante limitava la presa del ghiaccio, ma era fonte di instabilit\u00e0 e di violenti attacchi di mal di mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Albertini impiegher\u00e0 i tempi di navigazione per addestrare i cani da slitta. Li studia sotto il profilo psicologico, ne identifica il capo, ne osserva i rapporti di amicizia o di rivalit\u00e0, capisce l\u2019ordine da seguire per attaccarli alle slitte. Sono inferociti per essere stati a lungo rinchiusi in gabbie, obbligatorio entro le acque territoriali norvegesi, e l\u2019addestratore si prender\u00e0 qualche morso nonostante gli spessi guanti di pelle. Ma ne guadagner\u00e0 la stima e l\u2019obbedienza, e riconsegnando i superstiti al rientro stiler\u00e0 una serie di appunti con le caratteristiche di ciascuno, per un migliore impiego, in futuro, di quegli animali straordinari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spedizione dura dal 15 maggio al 22 settembre 1929. Nell\u2019ipotesi che, dovunque abbiano toccato terra, i superstiti avrebbero cercato di dirigersi verso la costa \u2013secondo i calcoli quella della Terra di Nord-Est- la Heimen Sucai ne seguir\u00e0 la linea circumnavigandola, fermandosi per consentire perlustrazioni verso l\u2019interno. La pi\u00f9 dura e difficile di queste marce far\u00e0 percorrere a quattro di loro, Albertini compreso, mille chilometri in ventotto giorni, durante i quali saranno bloccati da una tempesta di neve e costretti al razionamento degli scarsi viveri. Passeranno giorni interminabili chiusi nelle minuscola tenda ghiacciata, cercando di riposare nei sacchi a pelo bagnati e sperando in una schiarita. I cani morti di stenti ad uno ad uno verranno dati in pasto ai loro compagni. Nel corso di queste ricognizioni troveranno le tracce di spedizioni precedenti, come quella scientifica svedese del 1899, e a Capo Nord la capanna in cui avevano lasciato un deposito di viveri l\u2019anno prima, con la scritta \u201cThis depot is put here to help Nobile\u2019s and Amundsen\u2019s lost parties\u201d. Nessuno li aveva toccati.\u00a0 I viveri erano deteriorati per l\u2019umidit\u00e0 e il gelo, le pareti coperte di ghiaccio. Nei pressi della Baia del Re avevano avvistato con grande tristezza lo scheletro gigantesco di quello che era stato l\u2019hangar del dirigibile Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra luglio ed agosto la Heimen Sucai tenta di raggiungere l\u2019arcipelago Francesco Giuseppe. <a href=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/libri-di-Albertini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-26210\" src=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/libri-di-Albertini-250x185.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/libri-di-Albertini-250x185.jpg 250w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/libri-di-Albertini-450x333.jpg 450w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/libri-di-Albertini-768x568.jpg 768w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/libri-di-Albertini-640x473.jpg 640w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/libri-di-Albertini-200x148.jpg 200w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/libri-di-Albertini-260x192.jpg 260w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/libri-di-Albertini-160x118.jpg 160w, https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/libri-di-Albertini.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><br \/>\nMa l\u2019inverno si sta avvicinando, i ghiacci di nuova formazione si ingrossano sempre pi\u00f9; nel cielo passano stormi di uccelli diretti verso sud. Il rompighiaccio russo Sedov, che si trova in zona, non ha visto in quei luoghi traccia dei superstiti. Albertini decide di fare rotta verso la Nova Zemlya. Di baia in baia, scendendo ogni volta a terra, trover\u00e0 resti di insediamenti samoiedi, pali di segnalazione; nient\u2019altro. Il 21 settembre, con le riserve di carburante agli sgoccioli, si rassegna, tristemente, a rientrare; di l\u00ec a poco l\u2019inverno artico avrebbe precluso ogni possibilit\u00e0 di ricerca.<br \/>\nLe notti dell\u2019ultima traversata sono illuminate dai guizzi multicolori delle aurore boreali. Albertini le trascorrer\u00e0 sul ponte, per imprimersi nell\u2019animo, come scriver\u00e0 poi, quelle \u201cultime nitide impressioni che fossero un poco il compendio del mio lungo viaggio perch\u00e9 fedeli, incoraggiatrici, vere, compensatrici, mi possano accompagnare poi nel lunghissimo viaggio della vita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Anna Sanfelice Visconti Una recente mostra filatelica a Torino ha ricordato, con l\u2019annullo del francobollo commemorativo, il novantesimo anniversario della spedizione Albertini alla ricerca dei dispersi del dirigibile Italia. Ma chi era Gianni Albertini? 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