{"id":37390,"date":"2026-10-10T08:45:02","date_gmt":"2026-10-10T06:45:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/?p=37390"},"modified":"2026-10-18T22:25:30","modified_gmt":"2026-10-18T20:25:30","slug":"la-lampadina-saggi-la-societa-aperta-e-i-suoi-amici-in-memoria-di-dario-antiseri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalampadina.net\/magazine\/2026\/10\/la-lampadina-saggi-la-societa-aperta-e-i-suoi-amici-in-memoria-di-dario-antiseri\/","title":{"rendered":"LA LAMPADINA\/SAGGI &#8211; La societ\u00e0 aperta e i suoi amici. In memoria di Dario Antiseri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo articolo ci era stato inviato da Marco A. Patriarca, e gi\u00e0 a suo tempo pubblicato su Agenda Geopolitica nel marzo del 2026. <\/em><em>Ci piace ricordare ancora una volta Marco con uno dei suoi scritti, sempre colti e pregnanti.<\/p>\n<p><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Talvolta il pensiero politico esposto da alcuni autori interpreta le costituzioni e spesso ne travalica lo spirito dando loro una nuova visione anche del mondo politico. Era successo con la pubblicazione di <em>Occidente<\/em> (<em>The West and the Rest<\/em>) di Niall Ferguson (Mondadori 2011).<br \/>\nNel 1973 il trentatreenne filosofo Dario Antiseri aveva convinto il prestigioso e piccolo editore Armando Armando a pubblicare <em>La Societ\u00e0 Aperta e i suoi Nemici <\/em>di Karl Popper, un filosofo della scienza che aveva messo al centro del suo pensiero la consonanza tra il metodo della scienza e quello della politica. Il giovane Antiseri, era restato fulminato dalle argomentazioni di quel pensiero che ha ispirato non pochi suoi libri; come <em>Le Ragioni della Libert\u00e0 <\/em>(Rubettino, 2016), <em>La Ragione nella Politica <\/em>(Armando, 2018).<br \/>\nL&#8217;uomo-scienziato di Popper infatti, nell&#8217;affrontare i problemi della conoscenza, \u00e8 il pi\u00f9 ardito di quanti ne siano stati mai proposti da un filosofo: parte dall&#8217;idea che le nostre conoscenze sono limitate nel mondo naturale e sociale nel quale le concatenazioni di fatti sono virtualmente infinite, l\u2019essenza delle cose imprendibili e la realt\u00e0 spesso incomprensibile. Pur volendo seguire la ragione, l&#8217;uomo di Popper non ha alcun motivo di seguire una strada piuttosto che un&#8217;altra, scegliere un modo di interpretare la realt\u00e0 piuttosto che un altro, fintantoch\u00e9 egli non abbia un problema. Questo ragionare sulla realt\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che differenzia l\u2019uomo da tutte le altre forme biologicamente esistenti. Nella sua azione conoscitiva, per ampliare le sue conoscenze su un problema, l&#8217;uomo si trova ad avere ben poca assistenza, poich\u00e9 egli sa, prima di tutto, che \u00abla responsabilit\u00e0 delle nostre azioni pratiche \u00e8 interamente nostra e non pu\u00f2 essere fatta ricadere n\u00e9 su Dio, n\u00e9 sulla natura, n\u00e9 sulla Storia\u00bb. Certamente egli ha un mondo di esperienze dietro di s\u00e9, che gradualmente ha cristallizzato nel tempo e nella forma di \u00abconoscenze oggettive di pensiero\u00bb; ma egli deve sapere, come afferma Karl Popper, che tali conoscenze non sono tutta la conoscenza, sono limitate ed in continua mutazione; non poggiano su solida roccia ma sono interamente costruite, come \u00e8 costruita tutta la nostra civilt\u00e0, su palafitte. Nel quadro politico e culturale italiano la pubblicazione delle idee di Popper in Italia, fu realmente un colpo di fulmine, almeno per tre ragioni. La prima, fu che la critica di tutte le filosofie oracolari, storicistiche e messianiche, per lo pi\u00f9 derivanti da vari idealismi hegeliano e dal marxismo, rese inattaccabili con abili logiche argomentative costruite ad hoc, provenisse da un filosofo della scienza. La seconda, fu che quel docente sconosciuto, peraltro alieno dalla politica, fosse cattolico (autore della <em>Invenzione Cristiana della laicit\u00e0,<\/em> 2017 Rubettino). La terza, fu che tutto l\u2019impianto del pensiero politico di Popper, ripreso da Antiseri, sembrava restituire umilt\u00e0 alla scienza cos\u00ec come alla politica, e fosse politicamente liberale. Ci\u00f2 avveniva in un\u2019Italia ideologicamente dominata dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Comunista dove le idee liberali erano da sempre avversate da ambedue, seppur per ragioni diverse.<br \/>\nNon vi \u00e8 dubbio che in quegli anni il successo delle idee di Popper e del lavoro di Antiseri mutarono il clima politico diviso tra i succitati potentati ideologici. Forse per questo la rivista <em>Mondoperaio <\/em>diretta da Luciano Pellicani e la rivista <em>Alleanza <\/em>diretta da Beatrice Rangoni Machiavelli organizzarono nel Dicembre del 1979 al Palazzo delle Stelline di Milano un grande convegno <em>Socialismo liberale e Liberismo sociale <\/em>per discutere i grandi problemi dell\u2019evoluzione del socialismo e di nuove prospettive liberali che venivano oscurate dalle politiche vigenti di cui invece \u00e8 intrisa la Costituzione Italiana. Erano presenti nei due giorni del convegno novanta relatori fra i quali personalit\u00e0 come quelle di Norberto Bobbio, Giuliano Vassalli, e liberali come Nicola Matteucci, Valerio Zanone e Giuliano Urbani, oltre a repubblicani come Vittorio Frosini e Francesco Compagna (gli atti sono stati pubblicati dall\u2019Editore Forni nel 1979).<br \/>\n\u00c8 appena il caso di accennare che la pubblicazione di <em>La societ\u00e0 aperta e i suoi nemici <\/em>aveva stravolto il concetto stesso di un socialismo scientifico e di possibili consociazioni catto-marxiste e aveva celebrato il funerale della Scuola di Francoforte di Theodor Adorno , Max Horkeimer e di Herbert Marcuse.<br \/>\nCome non ricordare per\u00f2 che mentre il comunismo in URSS stava crollando, il segretario del partito comunista pi\u00f9 numeroso d&#8217;Europa Sergio Berlinguer, vagheggiava ancora un nuovo partito euro-comunista.<br \/>\nPer spiegare l\u2019importanza della teoria popperiana dell\u2019errore agli studenti, Dario Antiseri ricorreva ad un episodio esemplare riportato da Karl Popper: il colloquio fra il grande accademico di Francia, Paul Valery e Albert Einstein: \u201cDurante gli anni intorno al 1905 \u2013 Einstein rievocava &#8211; ero assillato da mille problemi scientifici collegati fra loro che non mi davano tregua\u201d. \u201cImmagino prendesse nota di tutto e ne stesse scrivendo\u201d ripose incuriosito Valery. \u201cNon scrivevo proprio nulla &#8211; rispose Einstein &#8211; anzi scacciavo da me le idee a cui stavo lavorando, poich\u00e9 erano tutte idee sbagliate; l\u2019idea buona \u00e8 cresciuta lentamente su un terreno concimato dalle mie idee cattive uccise\u201d. Quel colloquio poteva denotare semplice buonsenso, invece si trattava di una vera e propria filosofia della conoscenza, una scuola di vita, come quella dell\u2019esercizio di prova ed errore sperimentata dai suoi eroi: non solo Galileo Galilei, ma anche lo scienziato cattolico Blaise Pascal a Port Royal o come Soren Kierkegaard di cui apprezzava l\u2019esistenzialismo spirituale e ammirava la famosa staffilata che inflisse a Georg Friederich Hegel: \u201ccon la dialettica hegeliana che storicizza il vero e il falso, la truffa entra nella filosofia\u201d.<br \/>\nDa un punto di vista politico apparve singolare come per Popper, la funzione dello scienziato, esemplifichi quella del politico, del sociologo e come forgi lo spirito critico nell\u2019argomentazione logica che dovrebbe sostenere la democrazia. \u201cLe buone teorie se vengono formulate correttamente,- notava Antiseri- gi\u00e0 contengono per cos\u00ec dire il loro passato, ma ci\u00f2 che conferisce loro scientificit\u00e0 \u00e8 la loro verificabilit\u00e0 nel futuro\u201d.<br \/>\nIl fantomatico progressista dunque non deve essere soltanto qualcuno che desidera il bene della comunit\u00e0 e si batte per esso, ma un politico che formula concretamente un progetto complesso e ne accerta preventivamente la validit\u00e0 mediante controlli e ne riconosca la disfatta in caso di fallimento.<br \/>\nDario Antiseri \u00e8 stato un cattolico liberale, ma per nulla un <em>liberal, <\/em>denominazione importata dagli Stati Uniti per designare un partito politico.<br \/>\nSul piano della religione infatti il suo mondo di riferimento \u00e8 quello dell\u2019umanesimo cristiano. Come ha affermato, nell\u2019impossibile ricerca di Dio, l&#8217;unico strumento a cui possiamo affidarci non \u00e8 la ragione illuministica o l&#8217;ontologia di San Tommaso, ma l&#8217;unica arma sulla quale possiamo fare affidamento: quella dello slancio vitale del nostro cuore, cos\u00ec come aveva scritto Blaise Pascal nel suo <em>Les Pens\u00e9es.<\/em> Mentre era a Oxford, Antiseri si interess\u00f2 intensamente al <em>Catholic Oxford Movement<\/em> (Lord Acton, Pusey, Keeble, Williams etc.), ignorato dalla Chiesa Romana, cos\u00ec come da quelle gianseniste di Port Royal e grandemente ammirato dall\u2019ex presidente Cossiga. Sul piano economicistico apprezzava l&#8217;Illuminismo scozzese di Adam Smith e di Ferguson, cos\u00ec come le osservazioni sul socialismo di Ludwig von Mises e di Friedrich von Hayek.<br \/>\nSul piano economicistico, la rievocazione delle idee di Karl Popper che Antiseri ha diffuso, contrariamente alle aspettative, ebbe un effetto rasserenante anche nella sinistra europea, soprattutto in Italia dove le idee di questo mite e sconosciuto filosofo umbro hanno sfidato con un certo successo i massimi campioni della lotta ideologica fra gli eterni veri e gli eterni falsi. Se i nemici della <em>Societ\u00e0 Aperta <\/em>di cui parlava Popper sono stati nella massima parte battuti non lo sono certo quelli nuovi, forti di sistemi mediatici e tecnocrazie informatiche e risorse finanziarie illimitate. Oggi possiamo constatare che gli unici amici della Societ\u00e0 Aperta si trovano in Europa, i cui governi prima o poi dovranno produrre le nuove condizioni per fare sopravvivere quanto di positivo ha creato la liberal-democrazia in Europa. Altrimenti, come nel quadro del <em>Le<\/em> <em>Radeau de la M\u00e9duse <\/em>di G\u00e9ricaut, l\u2019Europa si trover\u00e0 su una zattera circondata da squali col mare in tempesta.<br \/>\nIl Convegno del 1979 invocava per l\u2019Italia riforme, riforme e ancora riforme. Tuttavia, nel decennio successivo il PDF, Berlusconi, Prodi, la Ditta Beppe Grillo \u2013 Conti, Renzi e Giorgia Meloni, hanno tutti indistintamente deluso le aspettative riformiste conformi allo spirito della Liberal Democrazia Italiana iscritta nella nostra Costituzione.<br \/>\nLa recente scomparsa di uno studioso della conoscenza in tutti i campi (compresa la scuola) un cattolico anomalo, un liberale integrale, cos\u00ec lontano dalla politica politicante, potrebbe essere un&#8217;occasione per un nuovo convegno, per riprendere i temi e i problemi di quello antico. Se ci\u00f2 potesse avvenire la nostra presidente Giorgia Meloni che nel 1979 aveva 2 anni avrebbe occasione per rinvigorire le sue idee politiche sul futuro dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo ci era stato inviato da Marco A. Patriarca, e gi\u00e0 a suo tempo pubblicato su Agenda Geopolitica nel marzo del 2026. 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