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La Lampadina - n. 119 ::: Febbraio 2023

Cari Lettori,
scorrendo gli articoli di questo numero di febbraio, c'è qualcosa che risalta come motore immobile nella vita di noi umani.
Oltre ovviamente al libero arbitrio, che ci fa decidere cosa seguire e dove dirigere il nostro sguardo, è il caso, sono le coincidenze spazio-temporali del qui e ora, che operano silenziosamente, "sliding doors" uniscono destini per brevi archi di tempo, e creano concatenazioni di reazione causa-effetto spesso rivoluzionarie, comunque sempre evolutive, e che portano i protagonisti dove mai avrebbero potuto anche solo ipotizzare di arrivare a trovarsi.
Spero per Voi sia bello immergersi nella lettura come lo è stato per me, sono letture che fanno pensare...
Buon febbraio a tutti.
ICH

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Lunedì, 6 febbraio 2023

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:


SCIENZA – Fitzroy e Darwin. Un incontro fecondo
Articolo di Marguerite de Merode

Per molti di noi, le previsioni del tempo sono di quotidiana importanza; in campagna, per mare, in montagna, nella vita di tutti giorni. Queste informazioni possono anche salvare delle vite. Ci sono una serie infinite di motivi per i quali prevedere l’andamento meteorologico è fondamentale. Dalla notte dei tempi per quelle popolazioni che vivevano all’aria aperta praticando la caccia, la pastorizia, la pesca e forme rudimentali di agricoltura era importante poter capire cosa riservavano le stagioni.
L’uomo alzando gli occhi al cielo cerca di decifrarne i segnali. I primi a tentarne l’interpretazione sono i Babilonesi che già nel VII secolo a.C. studiano le forme delle nuvole. In Egitto, dove la prosperità dipende dalle variazioni annuali del livello del Nilo, il sorgere di certe costellazioni indica i periodi di piena e quelli di siccità del loro grande fiume.

Il tramandarsi di queste esperienze tra generazioni viene ripreso ed arricchito dai Greci ma anche dai Cinesi e dagli Arabi. Saranno inventati tanti strumenti nel corso dei secoli per registrare i fenomeni atmosferici: il termometro, l’igrometro, l’anemometro, il barometro sono alcuni di questi.
Ma qual è il personaggio che si considera fu all’origine delle previsioni meteorologiche in quanto scienza?
Andiamo nel lontano 1859. Anzi il 26 ottobre di quell’anno. Un uragano sta straziando il Mare d'Irlanda. Centinaia di navi fanno naufragio e il bilancio delle vittime è impressionante.
La tragedia ha un profondo effetto su un funzionario governativo britannico: il viceammiraglio Fitzroy, capo di un neonato dipartimento meteorologico, è convinto che molte di queste vite potevano essere salvate prevedendo le tempeste. Ha l’illuminata intuizione di utilizzare i dati raccolti simultaneamente da tutto il Regno Unito, telegrafando previsioni di navigazione, installando sistemi di allarme tempesta e fornendo barometri (*) per ottenere le condizioni meteorologiche delle comunità costiere.
Un’idea rivoluzionaria per il tempo, che fu indiscutibilmente pionieristica.
Avrà una rubrica di previsioni sul Times, la prima in assoluto. Stila le prime previsioni del tempo nella storia dell’umanità (coniandone anche il termine Forecast), prevedendo i venti e la pressione atmosferica che si sarebbero verificate il giorno seguente. 
Ma purtroppo, come dice un suo biografo, "Stava facendo previsioni del tempo ed è stato ridicolizzato pubblicamente sui giornali nei termini più derisori. Conosce l'importanza di una previsione accurata e di un approccio scientifico; quindi, rimane davvero ferito per non essere stato capito". Soffrendo di depressione, a 59 anni si suicida.
Un'indagine sulla sua morte dà la colpa all’acuto stress dovuto all’incomprensione del suo impegno in quel lavoro.
Robert Fitzroy è un personaggio molto interessante.
Di nobile origini, discendente del re Carlo II, entra a far parte della Royal Naval Academy, a Portsmouth a solo 12 anni ed in marina l'anno successivo. Si trova per caso a 23 anni, dopo il suicidio del capitano, al largo della Terra del Fuoco, al comando di una nave partita per scoprire le coste della Patagonia meridionale.
Nel 1831, a 26 anni la Royal Navy britannica gli affida una nave, Il brigantino HMS Beagle con un equipaggio di 74 uomini e lo incarica di tracciare le coste del Sud America, del Pacifico meridionale e dell'Oceano Indiano.
Per affrontare la lunga navigazione, cerca un uomo di cultura che si unisca a lui a bordo della sua nave con cui condividere pensieri ed avventure. Imbarca un certo Charles Darwin di 22 anni, ribelle e destinato dal padre alla carriera ecclesiastica.
La spedizione visita Capo Verde, la costa del Sud America, lo Stretto di Magellano, le Galapagos, Tahiti, la Nuova Zelanda, di cui Fitzroy sarà anche Governatore per un breve periodo, e ancora l’Australia, le Maldives e le Mauritius. Tiene un interessantissimo diario di bordo sul quale annota le proprie esperienze, così come il giovane biologo. Questo audace viaggio è decisivo e porta Darwin in contatto con fringuelli, testuggine e altre creature che daranno forma alla sua teoria dell'evoluzione.
Ci saranno numerosi contrasti tra Fitzroy, uomo profondamente religioso, e il giovane scienziato con le sue teorie rivoluzionarie: “l'evoluzione della specie avviene come risultato di caso e necessità: nelle specie si hanno della mutazioni naturali casuali (piccoli errori nella riproduzione) e l'ambiente salva quelli adatti e elimina gli altri, principalmente attraverso la lotta per la vita”.
Le interazioni con Fitzroy, tuttavia, aiutano Darwin a chiarire le sue opinioni sull'evoluzione e ad anticipare molte obiezioni alla sua teoria prima della pubblicazione delle sue ricerche.
Una notevole avventura condivisa da grandi menti nella storia della Scienza, capaci di costituire, con le loro opere, i pilastri della biologia e della meteorologia.

*Il barometro di Torricelli è uno strumento ideato dal fisico matematico Evangelista Torricelli atto alla misura della pressione atmosferica.

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"Ci sono poche possibilità che i meteorologi possono risolvere i misteri del tempo fino a quando non acquisiscano una comprensione della reciproca attrazione della pioggia e dei week-ends."

Arnot Sheppard

STORIA – Massimiliano d'Asburgo
Articolo di Beppe Zezza

Vi siete mai messi nei panni di un “cadetto” di una famiglia reale?
Se guardi alla storia, passata e recente, vedi quante volte la loro vita è stata quando non tragica comunque certamente infelice.
Se pensiamo al Regno Unito di Gran Bretagna – il solo che nei tempi recenti abbia mantenuto un “tono” regale resistendo all’imborghesimento che in misura maggiore o minore ha coinvolto le altre case reali europee (le dinastie regnanti in Europa, oltre a quella britannica sono dieci: Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Danimarca, Svezia, Norvegia, Lussemburgo, Lichtenstein, Monaco, e Andorra) – ne abbiamo una chiara testimonianza. Il recente serial “The Crown” ci ha fatto ricordare la tempestosa vita di Margaret, la sorella di Elisabetta, siamo al corrente della spericolata esistenza di Andrea, fratello di Carlo III, e attualmente siamo alle prese con la confessioni di Harry, fratello minore di William, l’erede al trono.
Anche nel passato era così. Fino a che il maggiore non ha eredi propri, il cadetto è ‘potenzialmente’ un futuro regnante e quindi deve essere educato in modo appropriato. Poi quando il fratello o la sorella accede al trono il cadetto si ritrova in una posizione di grande visibilità ma con ben poca personalità propria. Umanamente, ha il desiderio di “essere qualcuno” in qualche modo e finisce quasi inevitabilmente per commettere degli errori fatali.
È questa la storia tragica di Massimiliano d’Asburgo, Imperatore del Messico.
Chi ha un po’ di conoscenza di storia, si chiede certamente: ma che ci fa un Asburgo, casa Imperiale di Austria, in Messico? Perché suona curioso a tutti – ma non è stato ‘strano’ per lui quando quella corona gli fu offerta!
Massimiliano era il fratello minore di Francesco Giuseppe, il penultimo imperatore d’Austria, che ha regnato dal 1848 al 1916 e che noi conosciamo per le nostre guerre di indipendenza. A differenza del fratello (ma vah!) era di idee liberali: se uno è di tendenze conservatrici l’altro è di tendenze progressiste, questo è successo anche in Francia, infatti Luigi XVIII era di tendenze ‘costituzionali’, ed è morto nel suo letto, Carlo X, suo fratello e successore, era di tendenze ‘reazionarie’ ed è stato cacciato.
Per dargli un ruolo Francesco Giuseppe dapprima lo nominò Viceré del Lombardo-Veneto (che allora faceva parte dell’Impero d’Austria) ma poiché seguiva un po’ troppo le proprie idee ‘aperturiste’, dopo averlo rimproverato più volte lo destituì e lo richiamò a Vienna. Una opportunità di ‘sistemazione’ si presentò di lì a poco.
Napoleone III che cercava di dare un po’ di lustro al proprio titolo di imperatore dei Francesi sulle orme del suo più famoso zio, si era imbarcato in una politica colonialista in Africa – Algeria, Senegal – in Asia – Vietnam, Laos – ma anche in America, dove inviò una spedizione in Messico a sostegno dei conservatori in lotta con il potere centrale. Questa conquistò Città del Messico, dichiarò destituito il precedente governo, indisse un referendum per la costituzione di un impero (le cose funzionavano così a quei tempi – ma a quanto pare, non sono cambiate di molto al giorno di oggi).
Napoleone III offrì a Massimiliano la corona di Imperatore. Massimiliano senza sapere nulla né di Messico né di messicani, convinto, forse, che le sue idee ‘avanzate’ gli avrebbero conquistato il favore della popolazione, accettò e si imbarcò. Il fratello Imperatore lo lasciò andare senza dargli alcun aiuto, contento di toglierselo di torno.

Arrivato in Messico Massimiliano si trovò immerso nelle questioni politiche locali: da una parte i liberali guidati da Benito Juarez che non ne voleva sapere di Impero e di Imperatori, dall’altra i conservatori che non videro di buon occhio le riforme di stampo liberale, che Massimiliano seguendo le sue idee – era massone – e cercando la pacificazione aveva subito introdotto.
Quando, finita la Guerra di Secessione americana, gli Stati Uniti seguendo la dottrina Monroe “delle cose americane si interessano solo gli americani“, cominciarono a rifornire di armi Juarez, e i Francesi decisero di togliere il disturbo e ritirarono le loro truppe, Massimiliano si trovò solo. La moglie Carlotta, principessa belga, tornò in Europa cercando invano aiuto da tutte le parti e vi rimase, sprofondando in una follia intermittente.
Massimiliano provò a resistere formando un proprio esercito con i reduci della guerra di secessione. Ma non ebbe successo.
Sconfitto, si trincerò nella città di Santiago di Queretaro, da dove cercò di fuggire nottetempo. Fu preso, sottoposto a Corte Marziale e condannato a morte.
Dall’Europa molte voci, di reali e personalità eminenti, si levarono in sua difesa, (mancò invece una voce favorevole da parte del presidente degli Stati Uniti). Non vennero ascoltate e Massimiliano fu fucilato.
In seguito le sue spoglie vennero trasferite in Austria dove riposano a Vienna nella Cripta dei Cappuccini insieme ai sovrani Asburgo.
Quando, giovanetto, lessi la storia di Massimiliano rimasi impressionato da questo essere visionario e sfortunato.
Oggi chi si ricorda di lui?

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"La maggior parte dei sudditi crede di essere tale perché il re è il Re, non si rende conto che in realtà è il re che è Re perché essi sono sudditi."

Karl Marx

CULTURA – Cleopatra "Irresistibile la sua dolcezza e l'armonia della sua voce"
Articolo di Carlo Verga

Il 12 agosto del 30 a.C., all’età di 39 anni, moriva Cleopatra Tea Filopatore, la sovrana egizia meglio conosciuta con il semplice nome di Cleopatra anche se fu la settima regina a portare questo nome.
Ultima regnante del periodo tolemaico, con la sua morte l’Egitto vedrà definitivamente la fine del periodo ellenistico e diverrà una provincia romana.
Amante di due dei più potenti uomini del suo tempo, seduttrice e dotata di grande carisma e abilità diplomatiche, Cleopatra VII fu una dei nemici più temuti di Roma. Amata dal suo popolo preferì il suicidio alla fine ingloriosa che Roma le avrebbe preservato. È proprio la morte della famosa regina che ha reso ancora più affascinante e suggestiva la sua vita già ricca di colpi di scena: piuttosto che sfilare per le strade di Roma come un trofeo di guerra, e vedere il suo regno sottomesso, si tolse la vita inscenando una morte a dir poco teatrale.

Rileggendo un libro con la sua storia, mi ha colpito la Sua astuzia fascinosa con cui ha conquistato i due grandi uomini dell’epoca.
Il primo, Giulio Cesare, è ad Alessandria per un colloquio con i reali in dissidio tra loro. Cleopatra al momento è emarginata dalla famiglia e vuole l’appoggio dell’imperatore romano. Una scena immortalata dai grandi film, si fa trasportare da un suo servo, avvolta in un tappeto alla dimora occasionale del sommo, srotolato il tappeto, voilà Cleopatra con tutto il suo fascino, il colpo di fulmine e il supporto incondizionato sono immediati.
La seconda con Marco Antonio, una vicenda particolare e studiata da Cleopatra stessa nei minimi particolari e che per come si è svolta, va ricordata per la sua scaltrezza.

L’antefatto: Cleopatra su invito di Cesare è a Roma in una splendida villa, la Horti di Cesare, lungo Trastevere alle pendici del Gianicolo.
Con l’assassinio di Cesare, i tumulti e le morti che si succedono, fugge precipitosamente e a mezzo delle sue navi, torna ad Alessandria. Lì riesce a mantenere il suo regno lottando con i propri familiari, sorella e fratello/marito, che successivamente farà eliminare brutalmente.
A Roma, nel frattempo, dopo la fine ingloriosa di Cesare tra delitti, fughe, cospiratori e una serie di nefandezze, ecco assurgere a salvatori di quel mondo Antonio e Ottaviano che dopo lunghe trattative si accordarono per una soluzione che non li esponga ad una guerra fratricida. L‘accordo prevede l’Italia e parte dell'Europa sotto il “governatorato” di Ottaviano mentre l’Egitto e parte dell’Asia sotto quello di Antonio. Antonio deve preoccuparsi dell’Egitto, timoroso di perdere quel mondo ricco e importante, che dopo la morte di Cesare, dà segni di incertezza nei confronti di Roma; convoca pertanto Cleopatra a Tarso, quasi una minaccia per la regina di un grande Paese.
Cleopatra non risponde all’invito, Antonio è pronto a costringerla ad un accordo con le buone o con le cattive; finalmente la regina, annuncia la sua disponibilità per il mese a seguire, tempo evidentemente necessario per modificare la più grande delle sue navi, che la porterà a destinazione. La farà addobbare con rifiniture sontuose, con legni pregiati, oro e argento.
Giunto il giorno stabilito, l’arrivo al porto è annunciato dall’equipaggio femminile della nave, con un suono incantevole di strumenti e canti, una leggera brezza porta a terra un dolcissimo profumo di essenze varie.

Cleopatra è sulla coperta adagiata su un triclinio, indossa solo una tunica trasparente, praticamente nuda. Lo stupore della folla assiepata lungo le ali del porto è al massimo. La nave attracca alla banchina dove, a dovuta distanza, sono schierati Antonio e i suoi generali. Lanciate le passarelle, la regina si alza dal suo giaciglio, un rapido sguardo verso i generali e scompare all’interno della nave.
Minuti passano ma della regina nessun altro segno di vita, tanto che dopo un certo tempo, Antonio invia un suo generale alla nave per intimarle di scendere. Il Generale viene accolto dalle tante ancelle che premurose gli offrono vino, cibo e quanto altro ma gli comunicano che Cleopatra non sarebbe scesa per il suo stato di regina di un paese straniero e che, doveva essere Antonio a venire al suo cospetto per renderle omaggio.
Un momento di incertezza da parte del generale che viene pregato di comunicare ad Antonio che comunque l’intera nave è a sua disposizione e che Cleopatra sarebbe lietissima di un incontro e invitava tutti per la colazione a bordo.
Al ritorno del messaggero Antonio viene colto da una collera fredda e distaccata, avrebbe voluto assalire la nave, Lui sommo generale romano trattato così… ma opportunamente, dopo un necessario conciliabolo e sebbene titubante, decide assieme ai suoi generali, di accettare l’invito.
Una volta a bordo sono accolti in modo magnifico, viene offerta loro la più sontuosa delle colazioni difficile da immaginare, ogni sorta di cibo e vino e prelibatezze uniche che rese il gruppo ebbro di tanta magnificenza. Solo a metà della colazione appare Cleopatra che con estrema leggerezza e semplicità si unisce al gruppo ed invita poi Antonio nei suoi appartamenti per la giusta trattativa e accordi. Il resto lo immaginiamo e lo conosciamo, dopo quella colazione, ce ne furono numerose altre ma fu quella l’occasione che fece perdere la testa al grande Marco Antonio.
La storia come sapete durò una decina di anni, un amore folle, poi il crescere delle dispute con Ottaviano, la sconfitta di Azio, il ritirarsi ad Alessandria, la prospettiva della sconfitta definitiva, hanno portato al suicidio di Antonio e poco dopo quello di Cleopatra.
La storia, le credenze popolari ci raccontano che Cleopatra si suicidò con il morso fatale di un aspide, evento certo intrigante per la fine di una grande regina. Non sembra però sia andata così, ma avvenuta per mezzo di una pozione di veleno, cicuta oppio e altro, preparato dalla stessa Cleopatra, maestra nel maneggiare droghe e veleni, e con la quale perirono anche le sue ancelle.
La sepoltura avvenne, con una richiesta particolare ad Ottaviano, nello stesso luogo di Antonio, ma è rimasto sconosciuto.

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"Il naso di Cleopatra: se fosse stato più corto, tutta la faccia della terra sarebbe cambiata.".

Blaise Pascal

ABBIAMO OSPITI/LETTERATURA - Perchè si scrive un romanzo?
Articolo di Stefano Montalto, Autore Ospite de La Lampadina

Essendo il mio primo romanzo (I bambini non si toccano), molti dei miei amici (che sono stati tra i primi a leggerlo) mi hanno chiesto come mi è venuta l’idea e come ho sviluppato la trama.
Si potrebbe sintetizzare con la domanda perché si scrive un romanzo?
La risposta è tanto semplice e al tempo stesso complessa “avevo una storia da raccontare” e l’ho raccontata. Il punto di partenza, per quanto riguarda il mio scritto, era contestualizzarlo con eventi che sono accaduti o che stanno accadendo e questo ha reso la storia come se fosse vera, plausibile e il lettore, oggi ne conto quasi mille, ha creduto che realmente possano esistere, nella realtà, personaggi come i miei protagonisti.
Tutto nasce dalle molte letture che spaziano da libri di storia realmente accaduta a romanzi ambientati in momenti storici ben definiti e descritti con minuziosa attenzione ai dettagli. Per citarne un paio “L’uomo di Calcutta” di Abir Mukherjee ambientato in India durante la colonizzazione britannica o “Bambino 44” di Tom R. Smith ambientato magistralmente nella Russia di Stalin. Potrei citarne molti altri.
Questi romanzi ti trasportano con la mente in quei periodi storici, ti fanno vivere quei momenti in prima persona perché non esiste al mondo un altro oggetto inanimato, come un libro, che ha la potenza di farti viaggiare con la fantasia; un’arma potentissima che è dentro ognuno di noi.
Trovare la giusta appartenenza per il personaggio/protagonista può sembrare semplice da un lato ma è stato anche un atto di coraggio osare con una istituzione così importane e da un passato glorioso come i Carabinieri.
Gabriele, ex ufficiale dei carabinieri, oggi avvocato che mi ha regalato l’introduzione e alla fine scrive: “Questa storia, frutto di fantasia, potrebbe essere quella di uno di loro, simile se non uguale nei comportamenti e nei sentimenti, a quella del nostro protagonista”.
Quando parla di uno di loro si riferisce ai Carabinieri quelli veri quelli che vediamo per strada che fanno un lavoro oscuro ma prezioso di cui noi nemmeno ci accorgiamo e pagano sempre il prezzo più alto – con la loro vita – per difendere il territorio e i cittadini.
Così anche Paul Navarra, personaggio di spicco nel mio racconto, capitano dei Carabinieri è nella finzione uno di loro; un complimento che mi ha emozionato, non lo nascondo, anzi ne vado fiero…. Ma non è il solo che emerge per capacità, determinazione e forza ma soprattutto per un forte senso di giustizia ma non voglio svelare nulla.
Perché ho scelto l’Arma dei Carabinieri?
Primo motivo una storia, la loro storia, che inizia prima dell’unità d’Italia lunga più di duecento anni; ma chi nel mondo ha un passato come quella dei nostri Carabinieri? Mi sbilancio nel dire nessuno ma ancor di più, e di questo ne sono certo, che nessuno ha compiuto tanti atti eroici come i Carabinieri.
Molti dei miei colleghi (si fa per dire colleghi … mi sono preso una libertà) scrittori americani (Michael Connelly – Robert Crais - Lee Child - Nelson DeMille – Tom Clancy e tanti altri) quelli veramente famosi che hanno venduto milioni di copie, con romanzi di azione come il mio, hanno come protagonisti personaggi che hanno fatto guerre (Vietnam – Iraq – Afghanistan) e fanno parte o hanno fatto parte di forze speciali delle forze armate, reparti secreti, CIA e quant’altro.
Allora dopo averne letti un bel po’ mi sono detto: “si bravi questi detectives – marines – navy seal – agenti segreti per carità ma sapete una cosa? noi siamo meglio e anche di parecchio” chi lo dice? Lo dico io che sono partito volontario nei paracadutisti … noi siamo i migliori secondi a pochissimi se non a nessuno con i nostri Carabinieri, i nostri Paracadutisti per non parlare dei Bersaglieri e gli Alpini e non scordiamoci del Battaglione San Marco e degli incursori di marina e ci sono molti altri: Lagunari, Carristi e potrei continuare.
Quindi ho lanciato la sfida a tutti quei colleghi scrittori informandoli che noi siamo i migliori nella realtà e nella finzione e se non ci credono possono sempre documentarsi sui libri di storia quelli che raccontano la storia vera e poi vediamo chi è secondo a chi.
Ecco come nasce Paul Navarra, il mio protagonista, un Carabiniere delle forze speciali italiane uno che nella finzione della narrazione è uno di loro di quelli veri nei comportamenti e nei sentimenti, come dice l’avvocato Gabriele.
Poi ci sono le ambientazioni come l’Africa sahariana e subsahariana a cui sono molto legato per le emozioni che quei paesaggi immensi, apparentemente immobili, riescono a suscitare nel profondo dell’animo. Il deserto è una potenza della natura che bisogna ammirare con il giusto rispetto.
E poi c’è la Scozia, che in modo totalmente opposto agli scenari africani, non è da meno per il suo essere selvaggio al limite dell’inospitale ma, come l’Africa, suscita una sorta di benessere interiore quando si entra in contatto con quel tipo di natura.
Noi viviamo in un mondo oscuro e il romanzo non è altro che una finestra di luce che illumina le nostre vite e per il tempo di una lettura crediamo che le cose possano andare veramente come sono raccontate … una mia lettrice finito di leggere il mio romanzo mi ha detto: “dopo aver divorato il tuo romanzo adesso quando vedo un Carabiniere per strada lo vedo sotto una luce diversa”.
“Missione compiuta” non ho più dubbi.

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"Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa.
Questo, per me, è il senso dello scrivere".

Ennio Flaiano

ABBIAMO OSPITI/ATTUALITÀ - L'ultima fatica di Enzo Carra. L'Ultima repubblica
Articolo di Elvira Coppola Amabile*, Autore Ospite de La Lampadina

Enzo Carra il 2 febbraio ci lascia. Chiude gli occhi per sempre. Eccoci sorpresi addolorati orfani. Al di là della partecipazione umana al lutto, restiamo come sospesi e curiosi di apprendere le verità da lui custodite e ancora appannate, dell'angoscioso periodo definito "tangentopoli".

Il suo ultimo libro le annunciava. Aspettavamo di apprenderle e di discuterne con lui. Un appuntamento con la Storia. Un'eredità preziosa.
L'ha scritta inconsapevole che lo sarebbe diventata.
O forse proprio perchè si sentiva vicino alla fine.

I fatti di quei giorni.
La percezione dello tsunami in arrivo non subito percepita.
Il potere giudiziario divenuto "custode e garante" dell'avvio (si sperava) di una buona stagione.
Le colpe emerse.
Le esagerazioni applaudite come rivendicazioni dei torti subiti dal popolo.
La dignità umana spesso ignorata.
I suicidi...

Il 3 febbraio è uscito "L'Ultima repubblica" il libro dove spassionatamente vengono riferiti fatti e situazioni con una chiarezza mai raggiunta prima.
Che rincrescimento che Enzo non l'abbia visto pubblicato!
Divenne un'icona la foto di lui esibito con gli schiavettoni.
Uno scandalo che fece il giro del mondo.
E segnò l'inizio del disgregamento del giustizialismo che aveva ispirato e esaltato il pool di mani pulite.

Tutto nasce con l'incontro con Gherardo Colombo. Pochi mesi fa in un convegno.
L'avvicinamento.
La decisione di riparlarne.
Un'amicizia che si delinea particolare, intensa.
Il coraggio di confrontarsi.
Le premesse di un libro documento.
Entrambi commentano.
Commentano la crisi nella quale si dibattono oggi politica giustizia ordine giudiziario.
Analizzano il crollo del sistema dei partiti che avevano scritto la Costituzione della Repubblica.
Si alternano i pensieri di due vecchi (quasi) saggi che condividano molti dubbi e qualche certezza.
E pensano con Montaigne che "Sono pochi e mal rappresentati coloro che fanno funzionare la giustizia e che chi delinque non vuole che la giustizia funzioni".
Infine Colombo azzarda un "vaticinio".
"Tutto dipende da noi, dipende da chi verrà dopo di noi".
Un libro da meditare.
Una riflessione che ci coinvolge come un esame di coscienza profondo a cui nessuno può sottrarsi.

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"Non si confonda la giustizia in senso giuridico, che vuol dire conformità delle leggi, con la giustizia in senso morale che dovrebbe essere tesoro comune di tutti gli uomini civili, qualunque sia la professione che essi esercitano nella vita pratica".

Pietro Calamandrei

COSTUME - Saggezza popolare 2
Articolo di Lalli Theodoli

In un precedente nostro numero, qualche tempo fa, avevo parlato del mio disaccordo, o incomprensione nei riguardi di alcuni detti della nostra saggezza popolare.
Ne avevo citato alcuni che ritenevo  incomprensibili, ma la nostra tradizione ce ne offre tanti altri, di ogni genere e per ogni occasione.
Fra gli altri:
“Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”.
Come dire “Non osare troppo o ci rimetti le penne”.
Una opposta perla di saggezza popolare, recita però “Chi non risica non rosica”.
Cioè chi non osa…resta al palo.
Ed ancora, in disaccordo a quest’ultima, si recita invece “Chi si accontenta gode”. Per chi non ha fatto carriera, per chi non ha migliorato il suo stato economico o sociale, per tutti quelli che non hanno “risicato” si palesa la serena felicità dell’immobilismo.
Il “chi si accontenta” si applica ad ogni campo del nostro vivere. Ci si accontenta della propria casa, del proprio stipendio, del poco tempo libero, della disattenzione dei parenti o della troppa attenzione della suocera.
Se ne può parlare anche riguardo all’estetica.
Le Belle.
Bastava si lavassero la faccia la mattina e si dessero un colpo di spazzola veloce, ed erano splendenti.
Un veloce sguardo allo specchio. “Bene così” ne era la risposta.
Dall’altra parte le Bruttine.
Dormivano, anzi vegliavano, con la testa piena di bigodini che si infilavano nel cranio. La mattina si liberavano, speranzose, della tortura. Capelli malamente ondulati, finalmente liberati, piovevano intorno alla faccia.
Interrogavano lo specchio a lungo. ”Ahimè” ne era la risposta. Le madri premurose suggerivano nuovi modi di pettinarsi, molta attenzione al vestito che nascondesse qualche grossa magagna.
Insomma, da una parte, facile naturalezza, dall’altra faticosa costruzione.
Gli anni passano.
Le Belle continuano a non occuparsi del loro aspetto. Continuano a dare veloci occhiate allo specchio e si limitano ad essere in ordine.
Le Bruttine di una volta hanno proseguito invece con tenacia e determinazione a lottare per migliorare il loro aspetto. Mai si sono accontentate.
Il fine era la conquista di qualcosa il più possibile vicino alla bellezza. Hanno studiato a fondo la loro faccia per ottenere la pettinatura più adatta al loro viso che fosse a triangolo, tondo o ovale.
Hanno studiato un trucco che nascondesse gli occhi sporgenti e la bocca stretta. Non hanno badato a spese per dei vestiti che attenuassero i difetti della loro corporatura. Ed ora, finalmente la rivincita.
La Bella, che poco o nessun tempo ha dedicato al suo aspetto che “andava bene così” non ha più che poco dell’antico splendore. I capelli, per le poche cure, un po' rovinati, la faccia segnata, i vestiti decorosi ma non ricercati: si era accontentata per tutta la vita senza cercare di migliorare.
La ex bruttina pettinatura a la page, vestito di sartoria, capelli lucidi e meravigliosi, trucco invisibile ma perfetto. Ora la bella è lei.
Ha faticato tanto da sempre, mai si è allontanata dalla lotta, ed ora...vincente! il suo aspetto odierno ha conferito anche al suo passo una sicurezza nuova.
Ci si volta a guardarla...ha qualcosa, quel non so che…
Passa trionfante, lancia uno sguardo di commiserazione alla ex bella. ”Mamma mia, come si è ridotta”. Raddrizza la schiena e procede radiosa.
Allora vogliamo ripensare un attimo alla cosiddetta saggezza popolare?
“Chi si accontenta gode” o “Chi non risica non rosica”?

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FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

Ritornano i Grandi Vecchi! - Bei risultati di Sotheby’s nella Old Master week newyorchese: un Ritratto di giovane uomo con penna d’oca e foglio di carta del Bronzino venduto per una cifra finale record pari a $ 10,7 milioni. La Salomè con la testa di San Giovanni Battista di Rubens venduto a $ 26,9 milioni e tanti altri risultati notevoli. Queste cifre sono un segno della “forza duratura del mercato per gli old masters di altissima qualità”.
MdM

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Inversione di tendenza - La popolazione cinese si è ridotta di 850 mila unità l’anno scorso, i cinesi oggi sono 1,411 miliardi. Nel 2022 nella Repubblica popolare sono nati 9,56 milioni di bambini, mentre i morti sono stati 10,41 milioni; è la prima volta in oltre sessant’anni che i decessi superano le nascite.
CV

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Cambio della guardia al MAXXI - Un punto di riferimento del sistema contemporaneo italiano annuncia un cambio di guardia: al MAXXI di Roma una nuova nomina, dopo l’insediamento del neopresidente Alessandro Giuli, Lorenza Baroncelli l'architetto e curatrice italiana prende le redini del museo capitolino e diventa Direttore del Dipartimento Architettura dopo i suoi anni di direzione artistica alla Triennale di Milano. La Baroncelli ha un curriculum di notevole importanza dopo aver collaborato in Italia e nel mondo con importanti istituzioni.
MdM

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APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina.

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Venerdì 10 febbraio 2023 -
Ore 18.15
"RAOUL DUFY. IL PITTORE DELLA GIOIA"
Palazzo Cipolla


Palazzo Cipolla ospita la prima grande esposizione mai realizzata in Italia e dedicata a uno dei maestri dell’arte moderna, Raoul Dufy, grande pittore, scenografo e disegnatore francese di inizio ‘900 che, per la sua capacità di catturare le atmosfere, i colori e l’intensità della luce e a trasferirli sulle sue tele, divenne – per antonomasia – il pittore della gioia e della luce. Autore di opere monumentali come La Fée Electricité (La Fata Elettricità, 1937 – 1938, Musée d’Art Moderne de Paris) – uno dei dipinti più grandi al mondo, di una lunghezza complessiva di 6 metri, composto da 250 pannelli e commissionatogli dalla “Compagnie Parisienne de Distribution d’Électricité” per essere esposto nel Padiglione dell’elettricità all’Esposizione Internazionale del 1937 a Parigi. Suddivisa in 13 sezioni tematiche, la mostra racconta l’intero percorso artistico del pittore francese, attraverso molteplici opere che abbracciano varie tecniche nei diversi decenni del Novecento, dagli inizi fino agli anni Cinquanta.

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Sabato 25 febbraio 2023 - ore 10.30
IL TUFELLO TRA STORIA E STREET ART


Continuiamo il nostro viaggio nella Roma meno conosciuta: il Tufello, come il Trullo, è una borgata nata in epoca fascista, progettata e costruita tra il 1939-1940 per accogliere i rimpatriati italiani dall'estero e si trova nella zona nord della città, tra Monte sacro, Via di val Melaina, viale Jonio ed oltre. Il progetto originario è dell'architetto Sforza. 
Non mancano nel quartiere esempi di "barocchetto romano" dei primi anni Venti del '900 ed edilizia anni Sessanta/Ottanta. L'area ha subito negli ultimi anni una notevole riqualificazione sociale ed urbanistica e accoglie sui suoi muri e nelle sue vie notevoli esempi di street art.

Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a:
 
appuntamenti@lalampadina.net

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E ANCORA
FLASH NEWS!
 

Discorsi robotici- GPT-3 (generative Pre-Trained Transformer 3) è un modello linguistico basato sull'intelligenza artificiale. Capisce il linguaggio umano e interagisce come un umano. Viene addestrato all'apprendimento del linguaggio con l'utilizzo di milioni di esempi in una struttura liberamente basata sull'architettura neurale del cervello. Simula la scrittura umana creando testi originali del tipo romanzi traduzioni o altro. Settore in rapidissima espansione, non senza bug di sistema.
CV

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Un abbraccio per la pace - Una scultura di Hank Willis Thomas per celebrare il Martin Luther King Jr. Day, è stata posta a Boston nel più antico parco pubblico della nazione. Intitolata The Embrace, la statua in bronzo è un paio di braccia intrecciate più grandi della vita, ispirate da una foto di King e sua moglie, Coretta Scott King, che si abbracciano dopo aver vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1964. Rappresenta l'amore e il sostegno reciproci che hanno reso possibile l'attivismo dei King, è largo 12 metri e alta 6, pesa circa 10 tonnellate.
CV

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WEROMA

di Lucilla Laureti Crainz
Okkai okkai, molti diranno no, è una città irrimediabile. E' arrivato un nuovo sindaco da un anno - e l’ho votato - ma non si vedono molti cambiamenti, e già paghiamo mille tasse e perché mai ci dovremmo mettere ad aiutare Roma!
Invece NO, noi de La Lampadina abbiamo pensato di creare una nuova rubrica dove tutti possano partecipare. Come?
Proponendo piccole iniziative e progetti e suggerimenti per migliorare la nostra vita in questa città un po' caotica.

Oltre a ciò parleremo anche, dietro vostro suggerimento, di proposte di teatri, mostre, appuntamenti e incontri. Piccoli passi per far conoscere cosa si muove a Roma di positivo. Per esempio a gennaio apre nella sede del Municipio di Circonvallazione Trionfale uno sportello pubblico dove cittadini ed aziende si potranno rivolgere per avere informazioni e per conoscere le opportunità di finanziamento con i fondi europei.
Vi aggiorneremo anche su lavori stradali e migliorie nella nostra città.

Intanto qualche suggerimento per gli spettacoli.
Il cinema langue, invece il teatro è molto vivo.

Il teatro Argentina, che a nostro avviso è il migliore, propone "Chi ha paura di Virginia Wolf?" di Eduard Albee con Sonia Bergamasco e a febbraio “INK” di Dimitris Papaloannou, grande regista coreografo diventato famoso con la cerimonia di apertura delle Olimpiadi del 2004 ad Atene, l’anno scorso lo abbiamo visto in uno spettacolo indimenticabile e ha anche vinto il premio UBU.

Al Quirino a febbraio "La dolce ala della giovinezza" regia di Pier Luigi Pizzi, fino al 12 febbraio, consigliato anche da Masolino D'Amico, e a seguire “Uomo e galantuomo” con la regia di Armando Pugliese.

Non vi perdete a marzo Checco Zalone al Brancaccio,
il titolo "Amore + Iva".

Tra le piccole mostre ci è molto piaciuta quella di Virginia Woolf a palazzo Altemps, avete tempo fino al 12 febbraio. Un'altra possibilità è quella di visitare la Casa Museo Bellonci, in via fratelli Ruspoli 2, sede degli Amici della domenica e qui nacque nel 1947 il premio Strega. È aperta e prenotabile sul sito www.fondazionebellonci.it.

Anche il settore alberghiero è in grande fermento, hotel multi stellati sono in procinto di aprire o hanno già aperto. Il Soho House Rome, è nella zona di San Lorenzo, catena esclusiva con alberghi in molte città del mondo, per accedere devi essere socio e non è detto che verrai accettato, una rigorosissima selezione e anche la presentazione di un membro: ma che siamo al Circolo della caccia!?
Aspettiamo fiduciosi i vostri commenti... POSITIVI?

Scriveteci e segnalateci che cosa si muove a Roma!
redazione@lalampadina.net


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ALL'OLIMPICO CON
LA LAMPADINA

 

Queste sono alcune delle proposte del teatro Olimpico di Roma per il mese di febbraio 2023:

NOTRE DAME DE PARIS - BALLETTO DI MILANO
08 - 12 febbraio

Per la prima volta a Roma, una nuova creazione di Stéphen Delattre per una nuova produzione del Balletto di Milano: una versione danzata di Notre-Dame de Paris ispirata al celebre romanzo di Victor Hugo. Ogni movimento, ogni variazione racconta la complessità dell’animo umano alle prese con istinti contrastanti in un susseguirsi di quadri intensi che valorizzano la bravura dei giovani interpreti solisti e del corpo di ballo. Ad esaltare la coreografia, la scelta del repertorio musicale ad opera di Davidson Jaconello che ha saputo accostare, con grande maestria, brani tra gli altri di Maurice Ravel, Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi, Ludwig Minkus.

FRANCESCA REGGIANI  QUESTIONI DI PRESTIGIO
28 febbraio - 5 marzo 2023

La caratteristica dell’italiano è considerare i propri politici come entità astrali piovute sul pianetaTerra e più precisamente in Italia per rompergli le scatole! Perché gli italiani da chi li governa, si aspettano lo show, il colpo ad effetto, la magia!…
E in amore?… È la stessa cosa!…
Ognuna di noi pur di trovare un uomo che corrisponda alle proprie aspettative, è disposta a recitare mantra nepalesi, a farsi aprire il terzo occhio, il quarto chakra, il settimo sigillo… pur di stappare il “tappo” di solitudine che le attanaglia.

Info: www.teatroolimpico.it

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La Lampadina
Libri/Gli Amici consigliano...

Beppe segnala i due libri che più gli sono piaciuti in questi ultimi mesi:

DIEU - LA SCIENCE - LES PREUVES
di Michel Yves Bolloré e Olivier Bonassier.
Guy Trédaniel Editions
2021 - pp. 577

È in francese (ma molti della nostra età lo leggono). Gli Autori  espongono le 'prove' moderne della esistenza di Dio, questione certamente non all'odg odierno ma cionondimeno di grande importanza esistenziale.

ARMI, ACCIAIO E MALATTIE
Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni
di Jared Diamond
Einaudi Editore
2014 - pp. 414

Libro scritto molti anni fa - e in qualche parte lo si vede - ma di grandissimo interesse. Indaga sui motivi del diverso livello di cultura e di tecnologia nelle varie parti del mondo.
Da leggere (o rileggere se lo si è letto a suo tempo).

E questo un consiglio di Elvira

VISSI D'ARTI, FRA DANZA, CANTO, SCULTURA E RESILIENZA
di Alba Gonzales
Gangemi Editore
2023 - pp. 192

A Roma nella sala mostre e convegni di via Giulia 142 una scultrice famosa come Alba Gonzales ha presentato il suo libro autobiografico.
Una conversazione con Annamaria Barbato Ricci, penna brillante e  sensibile cultura.
La vita intensa della Gonzales, i suoi innumerevoli talenti artistici citati intenzionalmente nel titolo, le straordinarie  sculture che l’hanno resa famosa vi sono illustrati magnificamente.
L’intervento di Vittorio Sgarbi, di Annamaria Barbato Ricci, di Ennio Calabresi e di Andrea Velardi hanno reso vivace e preziosa la presentazione. Anche nel pubblico professori giornalisti amici si sono appassionati con commenti interessanti.
Arte fuori e dentro la storia, immersa nel mito, sublimata dalla psiche, espressa in materia povera o preziosa affascina, avviluppa e induce l’artista a vivere in un rito continuo di realizzazione.
Un sacrificio come una gestazione che trascende la contemporaneità.
Alla fine ne prescinde sporgendosi ad abbracciare chi guarda chi vuole possedere l’opera chi sogna di possederla…

Continua a leggere sul sito...

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MOSTRE

Ecco le segnalazioni di
Marguerite de Merode

Intanto per cominciare vi propongo le grandi mostre previste in Italia per quest’anno ed anche  quelle dedicate esclusivamente alla fotografia.

Interessante studiarsele per godervele nei vostri futuri viaggi sul nostro territorio.
A ROMA

Accademia Nazionale di San Luca: Canova: L’Ultimo Principe La mostra è stata realizzata nel quadro delle celebrazioni per il bicentenario della morte di Antonio Canova (1757-1822) L’artista, con la sua geniale reinterpretazione dell’Antico, restituiva nella sua statuaria una notevole umanità. Legato da sempre all’Accademia, ha impresso all’istituzione romana un nuovo indirizzo che ha interessato tutti i settori culturali: dalla riforma della didattica artistica, agli scavi, restauro e tutela del patrimonio monumentale antico, alla promozione dell’arte contemporanea, al riassetto urbano di Roma. Fino al 28 giugno 2023

La Vaccheria:
  • Flesh: Warhol & the cow. Prendendo spunto della mostra “Flesh: Warhol & The Cow” vale la pena esplorare il nuovo spazio espositivo di Roma Capitale, “La Vaccheria”, inaugurato dopo un lungo lavoro di restauro e collocato nel paesaggio urbano contemporaneo dell’Eur nato dalla convenzione urbanistica “Eur – Castellaccio”. Con le 80 opere esposte la mostra riproduce un significativo spaccato della produzione dell’artista. Fino al 31 marzo 2023
  • Lazio: una regione in più per le periferie La mostra ci propone un’esplorazione, con 35 fotografie, delle periferie della Capitale. Testimoniando dell’impegno della Regione Lazio sul territorio in una città in continuo mutamento. Fino al 31 marzo 2023

Lorcan O’Neill: Sam Taylor-Johnson: Wired Nello spazio di via dei Catinari del gallerista inglese, la fotografa e cineasta Sam Taylor-Johnson continua la sua serie di autoritratti sospesi con una mostra di fotografie scattate nel paesaggio arido di Joshua Tree. Delle tende di grandi dimensioni stampate con immagini del deserto forniscono sfondi finti all'interno della vivace realtà della natura. È qui che l’artista si autoritrae mentre è sospesa a mezz’aria, appesa a testa in giù a gru e carrucole. Fino al 26 marzo 2023

Divario: Giulio Bensasson: Sediamoci qui Uno dei promettenti nuovi giovani artisti vincitore del Premio Conai del 2022 promosso da Spazio Taverna espone nello Spazio Divario. Uno spazio da scoprire nel quartiere Prati nato con l’intenzione di proporre eventi legati al mondo della fotografia e illustrazione, dell’architettura e del design, della scultura e pittura, promuovendo la creatività. L’artista continua il suo percorso artistico che ha al centro il tema del tempo.

La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina e' una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ludovica Nievo Coni, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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