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La Lampadina - n. 120 ::: Marzo 2023

Cari Lettori,
gli articoli di questo numero fanno riflettere sull'evoluzione della specie umana, di come abbiamo trasformato e modificato con il progresso e la tecnologia la nostra Casa. Ne abbiamo fatta di strada dai tempi del baratto, incredibile pensare alle ricchezze accumulate dalle varie compagnie che operavano nelle Indie, se comparate con quelle dei grandi colossi tecnologici dei nostri tempi. Eppure, Steve Jobs diceva che avrebbe barattato tutta la sua tecnologia per una serata con Socrate.
Se secondo la NASA, per un giorno di vita un essere umano ha bisogno di 588 litri di ossigeno, e noi abbiamo seri problemi con la deforestazione a livello mondiale, c'è un corto circuito, c'è qualcosa che non va per il verso giusto.
Se anche la tecnologia a volte interagisce con noi in maniera "creativa" ed anomala, come nel divertente caso narrato da Lalli, allora, "Houston, abbiamo un problema..."
Buona lettura
ICH

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Martedi, 21 marzo 2023

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:


STORIA – Le Compagnie delle Indie
Articolo di Carlo Verga

Leggendo i numeri dei grandi conglomerati americani e mondiali, rimaniamo basiti per le cifre astronomiche che risultano dalle loro attività. Tuttavia, se volessimo compararle con i risultati di qualche impresa del passato ne rimarremmo ancora più impressionati, perché realizzeremmo come alcune di esse hanno avuto un giro di affari di gran lunga maggiore dei gruppi attivi oggi.
Parliamo delle grandi imprese commerciali europee sviluppate tra la fine del 1500 a metà 1800 quando le condizioni di guerra e disagio costringevano i governi e i mercanti a cercare sempre nuovi spazi di espansione al di là dell’Europa.
Due di queste grandi “multinazionali” ebbero il battesimo nei Paesi Bassi a seguito dell’indipendenza dalla Spagna nel 1581 e la conseguente interdizione dell’utilizzo dei porti tradizionali per la movimentazione di ogni tipo di merce. Fu quindi necessaria la ricerca di un’alternativa, che consentisse ai mercanti olandesi di riprendere i loro traffici in modo stabile. Nacquero così la Voc (Compagnia Olandese delle Indie Orientali) e la Compagnia delle Indie Occidentali WIC (attiva dal 1620 al 1792).
Tra le due la maggiore certamente la Voc, secondo a stime orientative arrivò ad una capitalizzazione di borsa (vicina ai 79 mila milioni di dollari di oggi, ossia 7,9 trilioni di dollari, cifre strabilianti per quel periodo. Considerate che il valore di Apple, Microsoft, Alphabet (Google), Amazon e Facebook messe insieme valgono, oggi, complessivamente circa 4,2 trilioni di dollari.
La seconda, West-Indische compagnie (WIC) le sue principali attività furono il contrabbando, la tratta degli schiavi, e la pirateria.
Il terzo grande partecipante a questa espansione globale nacque in Gran Bretagna, la Compagnia Britannica delle Indie Orientali (British East India Company). Operante tra il 1602 e fine 1700 e che fu la vera ricchezza dell’Impero Britannico e che ha avuto ed ha grandi riflessi finanziari sulla vita di quel paese ancora oggi.
La Voc, olandese, andrebbe considerata più un impero che un'azienda. Nel 1669 possedeva più di 150 navi mercantili, 40 navi da guerra, 50 mila dipendenti e un esercito privato di 10 mila effettivi. Aveva il diritto, e di commerciare schiavi, di dichiarare e condurre le guerre, punire con la pena capitale i suoi prigionieri, negoziare trattati, coniare i propri soldi e stabilire colonie. Nel periodo di sua attività poteva spaziare su tutto il mercato dell’Oriente, nel 1667 con Il trattato di Breda fu sancita l'esistenza di un impero coloniale olandese d'oriente. Giunse poi rapidamente alla fine, famoso il tracollo che ebbe il paese con famosa speculazione sui tulipani (leggi l’articolo sulle Lampadina del 7 Marzo 2016 FINANZA: una bolla finanziaria incredibile di Carlo Verga).
Con il tempo gli subentrò la Compagnia Britannica delle Indie Orientali. Fu fondata il 31 dicembre del 1600 e la vera attività iniziò al momento in cui la regina Elisabetta accordò loro una patente reale per il monopolio del commercio dell’Oceano Indiano per il tempo di 21 anni.
Diventò la prima vera società azionaria, le azioni furono pubblicizzate poi vendute a chiunque le richiedesse e avesse le sostanze per acquistarle. Ebbe un inizio molto stentato, capitali insufficienti molti intrighi di palazzo e tra gli azionisti non tutti di provato affidamento. Tuttavia, con il tempo le divergenze e i contrasti furono appianati, con il risultato che la raccolta fondi ottenuta dalla vendita delle azioni e qualche altro finanziamento, permise loro di acquistare le prime navi. Diventò, in breve tempo, l’impresa commerciale più importante della sua epoca sull’intero territorio Indiano tanto da acquisire ogni altro tipo di funzione, comprese le amministrative e militari. Nel 1647 la Compagnia disponeva in India di 23 filiali e 90 dipendenti.
Veniva governata da un consiglio di amministrazione con sede a Londra, formato da circa trentacinque persone. Tutto avveniva, inizialmente, in modo molto riservato e quasi sotto silenzio con traffici leciti e illeciti. Il cambio radicale avvenne con la conquista di Srirangapatnam (5 maggio 1799). Fu una svolta rivoluzionaria per la Compagnia e da quel momento cominciò ad affluire verso la Gran Bretagna una quantità ingente di valori, tanto che la Corona non poté fare a meno di intervenire e dar loro la benedizione di soggetto “istituzionale”.
Dal suo quartier generale di Londra la sua straordinaria influenza si estese a tutti i continenti: la Compagnia presiedette alla creazione dell’India britannica, il cosiddetto Raj, fondò Hong Kong e Singapore, ingaggiò Capitan Kidd per combattere la pirateria, impiantò la coltura del te in India, tenne napoleone prigioniero a sant’Elena, e si trovò direttamente implicata nel celebre Boston Tra Party che funse da detonatore per la guerra d’indipendenza degli Stati Uniti.
La EIC fu «la vera regina dell’India», e lo rimase fino a quando venne costretta a sciogliersi nel 1858, colpita in pieno dall'evoluzione economica e politica dell’800.
Altre le Nazioni Europee hanno fatto le loro grandi fortune con il trading con i paesi asiatici, la Francese Compagnie des Indes orientales, la Compagnia svedese delle Indie orientali (Svenska Ostindiska companiet, SOIC) la Compagnia danese delle Indie orientali (Dansk Ostindisk kompagni) e tutte con ricavati che oggi sarebbe difficile solo immaginare.

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"La grandezza dell’Impero di Roma è fondata su molteplici ragioni. Ma una è decisiva e cioè la generosità con i vinti, nominati cittadini romani e incaricati della difesa dei nuovi confini. Nel corso della storia chi ha saputo imitare al meglio tale politica è stato l’Impero Britannico.”

Arnot Sheppard

ABBIAMO OSPITI/PIANETA TERRA – Non c'è più ossigeno da perdere!
Articolo di Luigi de Vecchi*, Autore Ospite de La Lampadina

La Fondazione Sylva è nata a maggio del 2021. La sua gestazione ha coinciso con un periodo difficile, gli anni della pandemia, l’emergenza sanitaria più importante della nostra epoca che ci ha travolto come una grande onda, e nello stesso tempo ci ha reso più consapevoli. Abbiamo capito che l’impalcatura delle civiltà moderne può crollare da un momento all’altro come un castello di carte, che il mondo che abbiamo costruito poggia su fondamenta fragili, e che abbiamo abusato della Natura, considerandola un deposito di risorse da cui attingere in maniera avida e inarrestabile, impoverendola e danneggiandola, come se la Natura fosse altro da noi.
C’è qualcosa che si può fare per invertire questo processo di degrado? Come possiamo contribuire al cambiamento?
Fondazione Sylva nasce da queste domande; dunque dal bisogno di impegno, di tutela, di essere parte di un processo nuovo, dalla voglia di prenderci cura del paesaggio e delle risorse naturali. E nasce non a caso in Puglia, nel Salento, territorio di straordinaria bellezza che è stato martoriato dal disastro ecologico causato dalla Xylella Fastidiosa. Anche questa, una pandemia. La pandemia degli ulivi, ma cento volte più letale del Covid: in meno di dieci anni, ha portato all’essiccamento venti milioni di alberi. Un paesaggio, una ricchezza, un’economia, un patrimonio di storia e bellezza spazzati via come da uno tsunami.
Sono molto legato al Salento, significa famiglia, amicizie, momenti piacevoli. Percorrere in auto le strade che costeggiano le campagne e guardare fuori dal finestrino, oggi è come un brivido lungo la schiena. Chilometri di paesaggio spettrale. Gli ulivi un tempo maestosi, i tronchi intrecciati e possenti hanno lasciato il posto a carcasse vuote; le chiome floride e verdeggianti sono nuvole di cenere.
Si può restare inermi di fronte a un disastro di tale portata? È così che con gli amici della Fondazione Sylva abbiamo deciso di piantare alberi. È questa la nostra missione: piantare il più possibile, riforestare, portare linfa vitale dove la pandemia, la siccità, l’incuria e l’abbandono hanno fatto la loro parte. Noi facciamo la nostra. Proviamo a trasformare il vuoto lasciato dagli ulivi essiccati in un’opportunità.
Nel frattempo la Fondazione è cresciuta, lavoriamo in team, pensiamo e realizziamo progetti in tutte le regioni d’Italia. Stringiamo accordi con enti locali e aziende private, decise come noi a implementare cambiamenti locali che abbiano un impatto anche a livello globale. Perché per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, c’è bisogno di piantare ovunque; secondo gli scienziati, al pianeta servono mille miliardi di alberi in più.
Due sono le nostre sfide. La prima è il tempo: è il momento di accelerare tutti insieme verso la transizione, “Non c’è più ossigeno da perdere” è infatti il nostro motto. La seconda è sensibilizzare i più giovani, convincerli ad attribuire il giusto valore alla natura che ci circonda. È il modo più efficace che abbiamo per passare il testimone e investire nelle generazioni che verranno. Piantare alberi è un verbo coniugato al futuro: le foreste che cresceranno, salveranno chi verrà dopo di noi.
Qualunque altra cosa potessimo fare, non avrebbe potuto avere più urgenza e maggiore importanza di questa.

*Luigi de Vecchi, Presidente Fondazione Sylva

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"Da per tutto, come una corrente viva, un fiume della montagna, scendeva l'aria nuova, l'ossigeno esalava dalle piante verdi. Lo potevi vedere fremere in un'alta marea di cristallo. L'ossigeno puro, vergine, verde, freddo ossigeno, trasformava la valle in un delta di fiume."

Ray Bradbury

CULTURA – I Vangeli: fatti e detti realmente accaduti?
Articolo di Beppe Zezza

Quando si è costituito il comitato di redazione della newsletter “La Lampadina: Periodiche illuminazioni” si sono stabilite alcune linee editoriali. Per rivolgersi a una platea di lettori ampia si è concordato di escludere gli argomenti potenzialmente “divisivi” quali politica, religione, calcio. Il mio articolo, anche se tratta di un argomento di grande interesse “religioso”, prescinde da ogni adesione ‘fideistica’ e si propone di fornire elementi, che mi sono parsi nuovi, relativi ad alcune prospettive originali circa la composizione e la redazione di quegli scritti che vanno sotto il nome di “Vangeli”.
A partire dal secolo dei Lumi, molto si è indagato sulla formazione di questi documenti, sulla data della loro redazione, sul perché alcuni siano stati accolti e ‘riconosciuti autentici’ dalla Chiesa (i Vangeli canonici secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni) ed altri invece rigettati (quelli detti “apocrifi” – molto numerosi - classificabili in modo diverso a seconda della loro origine – vedi Wikipedia), sulla possibilità di arrivare ad una ‘edizione critica’ originaria che tenga conto delle numerose varianti che si riscontrano nei codici che ci sono pervenuti, in quale misura i fatti raccontati – in particolare i miracoli – siano realmente accaduti e non siano invece costruzioni letterarie fatte a scopo “edificante” e in quale misura quanto i detti di Gesù riportati siano stati da Lui effettivamente pronunciati e non rappresentino invece il pensiero degli autori. Credo che i lavori pubblicati sull’argomento siano dell’ordine delle decine di migliaia.
Molti si sono avventurati nel cercare gli “ipsissima verba” di Gesù - parole dette “proprio così” da Lui, distinguendole da elaborazioni successive dei discepoli e nell’ipotizzare una formazione degli scritti che dia conto delle loro convergenze e divergenze.
Negli ultimi tempi sono stati prodotti studi molto interessanti che forniscono una nuova prospettiva. Essi partono dall’analisi di quello che era l’ambiente culturale e religioso del tempo e dei luoghi nel quale Gesù di Nazareth ha operato.
Si tratta di un ambiente mesopotamico di lingua aramaica e di cultura orale molto diverso dagli ambienti ellenistici di cultura scritta. In questo ambiente la base dell’educazione di tutti i bambini era costituita dallo studio della Torah (quello che noi chiamiamo Pentateuco – cioè i primi cinque libri della Bibbia) che veniva integralmente imparato “a memoria” (nello stesso modo nel quale ancora oggi nelle “madrasse” islamiche si insegna il Corano – in lingua originale – ai giovani mussulmani) e la trasmissione degli insegnamenti dai maestri (i rabbi) ai discepoli avveniva in modi strutturati mediante la loro memorizzazione. Numerosissimi elementi all’interno dei Vangeli come ci sono pervenuti confermano che anche Gesù – indicato con l’appellativo di “rabbi” (che non è un titolo ‘onorifico’ ma corrisponde a un riconoscimento ufficiale della capacità di insegnare: chi non avesse avuto questo “titolo” non avrebbe potuto predicare/insegnare all’interno del Tempio)– abbia operato nello stesso modo.
In ambienti di cultura orale – come attestato dagli studi anche contemporanei su quei pochi posti nei quali la trasmissione orale è ancora prevalente rispetto a quella scritta – la esatta ripetizione delle recitazioni è particolarmente curata. Si deve dunque dedurre che già quando ancora Gesù era in vita, la predicazione degli Apostoli e dei discepoli da Lui inviati, riportasse fedelmente le sue parole e le sue azioni. Tutte – parola più parola meno – ipsissima verba!
Esiste dunque un primo nucleo di tradizioni che rimonta addirittura a Gesù vivente, espresse in lingua aramaica. L’aramaico era la lingua corrente che Gesù come tutti impiegava. L’Ebraico era riservato invece solo all’uso liturgico.
A questo primo nucleo sono stati poi aggiunti gli elementi relativi alle fasi iniziali - l’infanzia - , e finali della vita di Gesù - la sua Passione e la sua Resurrezione - raccolti dalle testimonianze di coloro che li avevano vissuti in prima persona e che ne potevano garantire l’autenticità.
La trasmissione orale avveniva in un primo tempo esclusivamente in lingua aramaica e raggruppata secondo criteri tematici (“Collier” dell’Infanzia, dei miracoli, delle parabole, della Passione, della Resurrezione). Solo successivamente – in particolare quando il cristianesimo si è espanso verso Occidente – queste tradizioni orali sono state tradotte, messe per iscritto, e ordinate mescolando i vari “collier” i quali peraltro possono essere ancora identificati, secondo criteri diversi a seconda delle esigenze delle particolari comunità alle quali l’insegnamento di queste tradizioni era diretto.
Accanto ai tesi scritti in greco esiste una versione dei Vangeli scritta in aramaico – la peshitta – utilizzata per la liturgia dalle Chiese Apostoliche Orientali.
Lo studio di questa versione aramaica – più vicina all’originale in quanto non tradotta - permette di risolvere alcuni problemi di significato di alcuni passi che restano oscuri nei testi in greco (scritti per giunta in una lingua che non corrisponde alla lingua letteraria dell’epoca).
Un libro fondamentale per saperne di più è “Les Evangiles de l’oral à l’ecrit “ di Pierre Perrier, uno studioso che ha dedicato quarant’anni della sua vita ad approfondire questo argomento e che raccomando a coloro che sono interessati all’argomento (e sanno leggere in francese).

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"Gli insegnamenti dei Vangeli hanno cambiato molti uomini senza cambiare l'uomo."

Fabrizio Caramagna

ABBIAMO OSPITI/ROMA - Passeggiate romane. Fontana di Trevi. Un barbiere brontolone, uno scultore burlone, due zampilli per innamorati
Articolo di Elvira Coppola Amabile, Autore Ospite de La Lampadina

Ma che ci fa un Asso di Coppe al lato della Fontana più famosa del mondo?
I monumenti barocchi, come altri del resto, trasudano intrighi, battibecchi, storie di strada. Sappiamo tutto della Fontana di Trevi! Ma sempre qualche birichinata, magari sconosciuta, resta imbrigliata tra uno scroscio d’acqua e una scultura.
Oramai non c’è ora del giorno o della notte che orde di turisti incessantemente vi si affollino. Fanno foto, buttano monetine, sostano, languidamente o chiassosamente. Ragazzini impuniti di tanto in tanto provano a recuperare le monetine luccicanti dalla vasca.
Qualcuno seriamente prova ad informarsi. Ovviamente solo quelli più colti e interessati all’arte cercano la storia vera, l’epoca, la committenza, lo scultore, eccetera.
Normalmente la leggenda delle monetine è più appassionante, è curiosa e forse più tenera. Tutti ne restano coinvolti. Inevitabile!
Evocano il film straordinario con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg collocati in un un’icona oramai indelebile…
Ma che fascino!
Chi lascia cadere una moneta resta legato alla città per sempre. Intanto il comune recupera circa €1000 al giorno. Una vecchia canzone di Renato Rascel recita:
“ce sta ‘na leggenda romana
legata a ‘sta vecchia fontana
per cui si ce butti un soldino
costringi il destino a fatte torná…”
Io giro per Roma alla ricerca di episodi curiosi non sempre noti. Ne emerge un quadretto dello spirito impertinente che colora di ironia l’imponenza di questo monumento millenario che è Roma. Non è dissacrazione né irriverenza. C’è solo la profonda umanità, a fari spenti, di un popolo disincantato “eterno”.
Siamo nel 1732. Da anni e anni si discuteva di far realizzare una fontana che decorasse degnamente palazzo Poli. Finalmente papa Clemente XII autorevolmente indìce un concorso. Il progetto vincitore dello scultore francese Lambert Sigisbert Adam richiamato a Parigi, non fu realizzato.
Lo scultore che mise in opera la fontana ornamentale del palazzo fu invece Niccolò Salvi. Romano, compagno artistico di Vanvitelli, appassionato specialista di macchine per fuochi artificiali.
Il suo progetto per la mostra dell’Acqua Vergine, che da sempre alimenta la fontana, celebrava genialmente la “teatralità” del barocco.
Dal 1732 il cantiere restò aperto fino al 1762.
Ovviamente bottegai e abitanti lì attorno non sempre vivevano di buon grado i fastidi di un cantiere con polvere rumori e ingombri vari. In particolare un barbiere del quale si serviva il Salvi, al n. 85 all’angolo con via della Stamperia (ora c’è un’altra attività) contestava vivacemente e continuamente i lavori. Forse i barbieri si sentono artisti modellatori. Sotto le loro mani capigliature teste e visi acquistano carattere e bellezza. Fatto sta che nulla piaceva della fontana al barbiere di Nicola Salvi. Alla fine lo scultore contrariato dalle critiche, decise di definire la fontana: “con rustico balaustro decorato con due punte di scogli uno maggiore dell’altro sicché parte restasi nella sua rozzezza l’altra scherzosamente intagliata a guisa di vaso”.
Fece quindi posizionare il vaso proprio davanti alla bottega del barbiere. In travertino e grande abbastanza da impedirgli di vedere l’opera che tanto lo disturbava. Costretto a guardare invece “enorme” il vaso dove preparava la schiuma per radere. La forma è dell’Asso di Coppe come viene indicato tuttora.
Ed ecco compiuta la stravagante vendetta del Salvi.
Un’altra curiosa scultura si nota proprio lì accanto ma nessuno ne conosce il significato: un cappello cardinalizio raffigurato secondo la foggia dell’epoca. Una metafora? Quale? Che si tolgano il cappello anche i prelati davanti all’arte? Chissà!
Non finiscono qui le storielle intorno alla mitica fontana. A destra, sotto la balaustra un po’ defilata c’è una piccola fontanella con due zampilli che s’incontrano. È la fontana degli innamorati. La leggenda vuole che i fidanzatini costretti a lasciarsi per un periodo, prima bevano l’acqua e poi rompano i bicchierini. Così si ameranno sempre.
Ora basta che bevano insieme dai due zampilli. Meglio non lasciare frammenti di vetro in giro…
P.S. Nicola Salvi e papa Clemente XII non videro finita la fontana.
Il cantiere fu chiuso da un altro scultore Giuseppe Pannini e un altro papa, Clemente XIII, la inaugurò nel 1762.

*Elvira Coppola Amabile, Penna storica di Marevivo miti storie curiosità sulle acque

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"Quando si considera un'esistenza come quella di Roma, vecchia di oltre duemila anni e più, e si pensa che è pur sempre lo stesso suolo, lo stesso colle, sovente perfino le stesse colonne e mura, e si scorgono nel popolo tracce dell'antico carattere, ci si sente compenetrati dei grandi decreti del destino."

Goethe

ABBIAMO OSPITI/ATTUALITÀ - Breve considerazione sul baratto
Articolo di Roberto Paolo Imperiali, Autore Ospite de La Lampadina

Se noi consideriamo la quantità di “cose” per noi necessarie, possiamo fare un elenco relativamente limitato con dei valori monetari assai contenuti.
Ma se noi ci chiediamo quale sia la quantità di denaro che ci consente di essere soddisfatti, generalmente dichiariamo una quantità assai maggiore di quei valori e anzi spesso se ne vorrebbe avere sempre di più.
Cioè la valutazione di un bene astratto (il denaro) non ha un limite poiché non ha limite una quantità astratta. Sono invece le sensazioni fisiche e la loro soddisfazione che hanno un limite.
Per cui se il valore dei beni non fosse definito monetariamente, probabilmente il nostro desiderio di accrescerli si fermerebbe alla quantità di cui abbiamo bisogno, valutando invece i beni non per le soddisfazioni che ci danno, ma per il loro valore monetario, questo può crescere all’infinito, senza mai saziarci, perché il loro valore non ha riferimento alla fisicità del suo uso.
Nel caso del Baratto, invece, la valutazione avviene confrontando la funzione, la necessità o la soddisfazione di un bene con quella di un altro bene e il bisogno di cui ne abbiamo.
Il desiderio di ricchezza sarebbe quindi più limitato, i beni darebbero più soddisfazione, il lavoro sarebbe ridotto, il tempo per godere dei beni che abbiamo sarebbe maggiore, la disuguaglianza sociale sarebbe ridotta, lo scambio sarebbe un rapporto empatico, le guerre sarebbero delle piccole scaramucce, il tempo non sarebbe denaro: sarebbe per noi!

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"Che peccato che gli esseri umani non possano scambiarsi i problemi. Tutti sanno esattamente come risolvere quelli dell'altro."

Olin Miller

COSTUME - Oggi sarà una giornata fantastica!
Articolo di Lalli Theodoli

Oggi sarà una giornata fantastica!
Notizie buone in famiglia? Vincita al lotto? Buoni esami medici?
Nulla di tutto ciò.
Semplicemente Linkedin mi ha proposto molte e diverse offerte di lavoro.
Cercano proprio persone come me per importanti quadri dirigenti nel mondo immobiliare, ma anche nell’insegnamento e in molte altre attività.
Le proposte chiudono con un fantastico annuncio.
Dicono che la mia attività sta avendo molto successo ed ho favolose prospettive per il futuro. La mia carriera è in rapida ascesa.
Cosa volere di più?
Rimango un po' perplessa.
Sì perché, veramente, io pensavo ad un lento abbandono della mia attività. Lento, senza traumi, con tutti gli spazi, che rimarrebbero vuoti, già colmati da tante cose per cui ho, al momento, poco tempo. Più famiglia, più campagna, più viaggi.
E comunque sono molto sorpresa. Linkedin, tanto attenta alla mia fulminante carriera, ignora che avrò fra non molto 80 anni? Penso alla faccia sbigottita degli uffici a cui potrei presentare le mie credenziali. ”Non sarà un po' tardi signora? Pensa che ce la farà?” il mio curriculum insieme a quelli presentati da fantastiche ragazze/i dell’età dei miei nipoti. Quasi, quasi rispondo per vedere cosa succede.
Grazie Linkedin mi hai dato molta fiducia e tanta allegria. Come dire che non è mai troppo tardi e che proseguendo così a 100 anni avrò raggiunto l’apice della mia carriera.
Ma la giornata prosegue. Apro a volte Facebook. Io non scrivo mai nulla ma a volte vado a curiosare altrove. Fra gli amici.
“Buon compleanno!” Augura Facebook con tanto di fotografia. Buon compleanno ad un mio caro amico che da un anno, però, non è più con noi.
Penso alla moglie e ai figli che vedono forse questo annuncio. Sarà un trauma? Chi penserà ad avvisare, chi leverà l’annuncio? Ma pare brutto volerlo cancellare.
Forse, visto in un altro modo, è un pensiero carino. Ti ricordiamo, sei sempre  con noi. Passeranno gli anni ma continueremo a pensare a te. Continueremo a festeggiare il tuo non compleanno
Non avrei mai pensato di dirlo…
Viva Linkedin e viva Facebook

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FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

AI tuttologa - - Microsoft ha investito 10 miliardi di dollari nella società "Open Al" che ha sviluppato il famoso programma Chatbot. L'intelligenza artificiale attinge i suoi dati dal web; con i dati ottenuti, fornendogli un tema, è in grado di scrivere qualsiasi cosa gli sia richiesta. Il problema ad oggi? Che non rispetta i copyright e ogni tanto scrive delle corbellerie.
CV

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È stato assegnato il Pritzker Prize 2023 - Dal 1979 la Hyatt Foundation assegna il Pritzker Price alle più eminenti figure dell'architettura globale. Quest'anno, a maggio ad Atene, sarà consegnato a Sir David Alan Chipperfield, noto per le sue opere in ambiente museale e i suoi restauri. I suoi interventi sono caratterizzati da "eleganza, sobrietà, composizioni chiare e dettagli raffinati". In Italia ha progettato tra le altre cose la sede del tribunale di Salerno (la Cittadella Giudiziaria), la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Museo di Arte Moderna di Bolzano e il Mudec di Milano, oltre a numerosi negozi di marchi come Dolce&Gabbana e Alessi.
MdM

*

Rinascita - Vietnam 50 anni dalla fine della guerra, una nazione ridotta in povertà.
Oggi è una nazione a reddito medio, con un Pil cresciuto, nel 2022, dell'8%, un Pil pro capite di 4.110 dollari e un tasso di povertà stimato al 3,6%, molto inferiore al tasso del 58% del 1993.
CV

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APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina.

Giovedì 23 marzo 2023 h. 18.00
"LE FERITE DI ROMA"
Galleria Mattia de Luca

La mostra, è stata ideata e curata da Spazio Taverna cioè da Ludovico Pratesi con Marco Bassan, realtà curatoriale indipendente attiva sul territorio romano e nazionale.
Ludovico Pratesi ci guiderà a conoscere i dieci artisti di diverse generazioni ai quali Spazio Taverna ha affidato una ferita di Roma da ricucire, con l'indicazione precisa del luogo e della data in cui è avvenuta, un'opera da realizzare su un foglio della pregiata carta Amatruda.

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Martedì 28 marzo 2023 h. 11.00
GIUSEPPE PENONE. GESTI UNIVERSALI
Galleria Borghese

I Giardini dell'Uccelliera e della Meridiana, ed alcune sale del piano terra, come il Salone di Mariano Rossi, la sala di Apollo e Dafne, la sala di Anchise ed Enea e quella degli Imperatori, dove è maggiore l’osmosi tra esterno e interno, tra parco e villa, ospiteranno 36 opere realizzate tra il 1970 e i primi anni del 2000 di un grande maestro dell'arte povera Giuseppe Penone, interessato da sempre al rapporto tra uomo e natura. Ci accompagnerà nella visita Maria Grazia Tolomeo, storica dell'arte e per vent’anni Senior curator del Palazzo delle Esposizioni di Roma.

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13-16 aprile 2023
MADRID

Saremo nella capitale spagnola per vedere il noto e il meno conosciuto, il classico e il moderno, la tradizione e la vivacità di questa città che non dorme mai, in continuo cambiamento, con le radici saldamente piantate nel terreno rigoglioso del passato che si intrecciano con quelle nuove della giovane vegetazionee della stazione di Atocha, il nuovo che prepotentemente avanza con eleganza e vivacità.

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 22 aprile 2023
CASTELLI ROMANI  FRA SPLENDORI DEL BAROCCO, ANTICHITA' ROMANE E MONASTERI MEDIEVALI

Una giornata piena di bellezza nella quale ci guiderà Alessandro Mazza, storico dell'architettura.
Visiteremo a Frascati Villa Falconieri, con le sue architetture e i cicli pittorici barocchi, poi il Torrione di Micara, e ancora, la visita dell'area archeologica di Albano, con il notevole Cisternone, l'Anfiteatro Severiano, e la chiesa di S. Maria della Rotonda. Chiuderemo con la cinquecentesca villa Mergè, una residenza abitata e vissuta, con le sale decorate da cicli pittorici con paesaggi e scene marine, intervallati da putti e figure allegoriche, di recente attribuiti ad Agostino Tassi (1580-1644). 
Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a:

  appuntamenti@lalampadina.net

***

WE LOVE ROMA
di Lucilla Laureti Crainz

Noi de La Lampadina abbiamo pensato di creare una nuova rubrica dove tutti possano partecipare. Come?
Proponendo piccole iniziative e progetti e suggerimenti per migliorare la nostra vita in questa città un po' caotica. Queste le proposte per questo mese:

CIE - ovvero carta d'identità elettronica - Avete bisogno della carta d'identità con urgenza? 
Mia figlia l'ha appena fatto prenotandosi il venerdì su www.prenotazionicie.interno.gov.it dalle 9 e il sabato dalle 8.30 alle 16.30 è andata in uno dei chioschi a piazza 5 lune o piazza Sonnino o piazza Santa Maria maggiore, domenica l'orario è 8.30/12.30 ed ha fatto il documento in un minuto. Il costo di circa 22/27 € esclusivamente a mezzo POS.

Qualche idea per visite a Roma non proprio usuali e magari con i nostri ragazzi?
Vi consigliamo il Planetario all'Eur. Dopo un periodo di chiusura per restauri ha riaperto con quanto di più moderno e innovativo, lo "Sky Explorer", un software all'avanguardia con video proiettori con risoluzione 4K....arrivate e vi sdraiate su comode poltrone reclinate e il viaggio nel fantastico cosmo inizia!

Un altro suggerimento può essere quello di andare al "Museo delle illusioni", anche questo ha aperto da poco in uno spazio molto esiguo in via Merulana 17 e anche molto frequentato e nel weekend la prenotazione è obbligatoria. Alcune trovate divertenti e il personale pronto ad immortalarvi in foto molto ...sorprendenti.

Siete mai stati alla Casina di Raffaello a villa Borghese? Se vi aspettate di trovare qualcosa che lo ricordi ci rimarrete male! Non sappiamo l'origine del nome ma il posto è veramente carino e accogliente! Organizzano specialmente nel weekend laboratori di ogni genere: ispirati alla musica, agli animali ad artisti come Matisse e al teatro anche in lingua inglese. Prenotazione al 060608 (costo 7€).

Quello che ci sta anche a cuore è la tanto bistrattata via Veneto, tutti a dire strada morta, negozi bar e ristoranti chiusi...che mortorio! Ma questi signori non sanno cosa sta per succedere!
Si è scomodato anche il New York Times che in un articolo di Horowitz elogia Roma e in particolare via Veneto, "la sua ascesa con la Dolce Vita poi degradata fino a diventare terra di nessuno e oggi destinata a nuovo glamour con l'apertura di molti alberghi e ristoranti fra i migliori brand mondiali del lusso ... A breve apre Nobu ...Rosewood ...e nell'edificio di Piacentini ex BNL ..."
Forse non vi piacciono le opere che sono oggi disseminate sulla strada, ma dove siamo a Disneyland? Invece no, quelle opere sono di un artista scozzese Philip Colbert e non vi dico i prezzi...Le sue opere-aragoste stanno girando il mondo.

Scriveteci e segnalateci che cosa si muove a Roma!
redazione@lalampadina.net

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ALL'OLIMPICO CON
LA LAMPADINA

 

Al teatro Olimpico di Roma 

MARCO TRAVAGLIO - I MIGLIORI DANNI DELLA NOSTRA VITA
03 aprile 2023


Marco Travaglio racconta, nel consueto stile satirico, gli ultimi cinque anni di storia italiana: ovvero come i poteri marci della politica, della finanza e dell'informazione hanno ribaltato il voto degli italiani del 2018, dal cambiamento alla restaurazione, dalla questione morale e sociale all'Ancien Régime e alla guerra infinita....

Info: www.teatroolimpico.it

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La Lampadina
Libri/Gli Amici consigliano...

Elvira segnala due libri che le sono piaciuti in questi ultimi mesi:

IL CADAVERE DEL CANAL GRANDE
di Enrico Vanzina
HarpersCollins Italia
2022 - pp. 224

Enrico Vanzina garbato colto eclettico oltre che occuparsi di cinema, tv e giornalismo è uno scrittore di libri spesso gialli. Ne ha già pubblicati diversi ambientati nelle più fascinose città d'Italia
Ogni domenica sul Messaggero esce un delizioso editoriale molto apprezzato.
Tra le città che fanno da sfondo ai suoi romanzi noir non poteva mancare la più misteriosa e spettacolare Venezia. Ambientato nel Settecento.
Continua a leggere sul sito...

NON MI RICORDO UNA MAZZA
Trattato di amnesia consapevole
di Gianni Mazza
Bertoni
2022 - pp. 174

Il maestro Mazza si cimenta in "un concerto " di ricordi questa volta. Dentro il pamphlet ironico ma mai aggressivo si avvicendano i personaggi musicali di questi ultimi anni. Ci siamo appassionati alle loro vicende, ai loro successi. Abbiamo gustato musiche e canzoni. Le abbiamo ballate e intonate. In fondo la colonna sonora della nostra vita.
Continua a leggere sul sito...

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MOSTRE

Ecco le segnalazioni di
Marguerite de Merode

A FIRENZE

Palazzo Strozzi: Reaching for the stars. Curato da Arturo Galansino
L'idea del curatore, curatore e direttore di Palazzo Strozzi, è di celebrare alcuni "capitoli" fondamentali dei trent’anni dalla collezione della grande signora torinese dell’arte contemporanea, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, una dei grandi mecenati dell’arte, che ha fatto del collezionismo uno stile di vita. La mostra raccoglie le opere più significative dell’arte contemporanea degli ultimi 40 anni.
Fino al 25 giugno

A ROMA

Galleria continua: Osvaldo Gonzáles "Apuntes de San Lorenzo"

Negli spazi della sede romana  della Galleria Continua, all'interno dell'hotel  The St. Regis verrà presentato il lavoro dell'artista cubano Osvaldo Gonzàlez.
Gli spazi della galleria appaiono trasformati dalle opere di Gonzàles sia nell'atmosfera luminosa sia in quella materica. La mostra è composta da una grande installazione centrale e da 12 opere a parete. "Con "Apuntes de San Lorenzo" racconto le mie lunghe passeggiate in montagna, la mia personale esperienza con il bosco, la sensazione di pace che ho respirato in questo luogo", dichiara l'artista che usa lo scotch per esprimersi. Un materiale povero ed evocativo di eventi comuni: i traslochi, gli imballaggi, le riparazioni.
Fino al 15 aprile


Monitor: Paura della pittura
La galleria Monitor ha aperto una nuova sede che si affaccia sulla piazza principale di San Lorenzo.La inaugura proponendo una collettiva che vede al centro la pittura (ormai marchio di fabbrica della Monitor) in un dialogo tra passato e presente. 
Fino al 22 aprile

Lorcan O’Neill: Pietro Ruffo. The palnetary garden 
Con la sua originale tecnica di "découpages" sovrapposti, l'artista romano, Pietro Ruffo, ci propone una riflessione sull'evoluzione umana e la sua interazione con il pianeta.
Fino al 23 aprile

Galleria Mattia De Luca: Le ferite di Roma
La mostra, ideata e curata da Spazio Taverna (Ludovico Pratesi con Marco Bassan), ha selezionato dieci artisti di diverse generazioni a chi ha affidato una ferita da ricucire da realizzare su un foglio della pregiata carta Amatruda.
Ad ogni artista viene affidata una ferita, con l'indicazione precisa del luogo e della data in cui è avvenuta.
Fino al 25 marzo

Quadriennale: Palazzo Braschi il programma espositivo "Quotidiana"

A Palazzo Braschi prende il via il ciclo espositivo della Quadriennale per il sostegno dell'arte contemporanea italiana: Paesaggi e Portfolio. Sono coinvolte due sale museali.
Saranno esposte in questi giorni le opere di Andreas Zampella e di Eva & Franco Mattes sulla censura social.

La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina e' una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ludovica Nievo Coni, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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