ATTUALITÀ – Scommesse improbabili Articolo di Carlo Verga Tante volte, sulla Lampadina, abbiamo raccontato delle scommesse più improbabili, un campo in cui gli inglesi sono sempre stati maestri. Eppure, sorprendentemente, oggi sono stati superati dagli Stati Uniti in un settore che nessuno avrebbe immaginato: le scommesse sugli eventi politici e geopolitici. La piattaforma più famosa è Polymarket, dove gli utenti puntano soldi su domande del tipo: "Gli USA compreranno parte della Groenlandia nel 2026?" oppure "Quale sarà il prossimo Paese colpito da un bombardamento americano?". I volumi sono impressionanti: ogni giorno si muovono milioni di dollari. Il meccanismo è semplice: scommesse "binarie", sì o no. Se si punta su un evento considerato improbabile, la vincita può essere enorme. È il caso di chi ha guadagnato oltre 400 mila dollari scommettendo, poche ore prima dell'annuncio ufficiale, che gli Stati Uniti avrebbero attaccato Caracas. Non si sa chi fosse, perché molte puntate sono anonime e pagate in criptovalute difficili da tracciare. Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, lui e la sua famiglia sono sempre più presenti in questo mondo. Non solo perché molte scommesse riguardano decisioni che solo il presidente e pochi altri conoscono in anticipo, ma anche perché i Trump stanno entrando direttamente nell'affare. Il figlio Donald Trump Jr. è diventato investitore e membro del consiglio consultivo di Polymarket. Poco prima era stato nominato consulente strategico di Kalshi, il principale concorrente. Il suo ruolo è considerato prezioso: essere il figlio del presidente può facilitare i rapporti con chi dovrebbe regolamentare questi mercati. E infatti, poco dopo il suo ingresso, Polymarket ha ottenuto l'approvazione ufficiale della commissione competente. Il settore è talmente redditizio che anche D. Trump, il presidente, ha deciso di lanciare una piattaforma sua: Truth Predict, collegata al suo social network Truth. E chi la gestisce? Ancora una volta, Donald Trump Jr. Tanti gli argomenti che potrebbero entrare in questo giro di milioni di dollari. L'ultimo, che potrebbe presto diventare oggetto di scommessa, e per il quale solo il presidente può decidere il destino, è il Gordie Howe International Bridge. È il nuovo maxi‑ponte tra Canada e Michigan, il cui costo si avvicina ai 7 miliardi di dollari: è pronto ad aprire dopo anni di lavori, ma Trump minaccia di bloccarlo finché Ottawa non "risarcirà" gli Stati Uniti. A questo punto la scommessa potrebbe essere: "L'apertura del ponte verrà fermata entro l'anno?" Nell'America di oggi, perfino un valico internazionale può finire nel turbinio delle scommesse milionarie.
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Lee Iacocca da Economia ed economisti |
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ABBIAMO OSPITI/LETTERATURA – John Florio e l'enigma Shakespeare Articolo di Emanuele Ludovisi Il prossimo 15 maggio si terrà a Roma, nella sede della Dante Alighieri, un convegno sulla figura del grande intellettuale inglese del seicento ‘John Florio’.
Obiettivo dell’evento organizzato dal Circolo Floriano (gruppo di ricercatori, studiosi, registi e scrittori che da tempo indagano con passione la figura di John Florio, ancora poco nota se non del tutto ignota al grande pubblico) è proprio quello di contribuire alla divulgazione della conoscenza di questo straordinario erudito inglese di origini italiane (il padre era Michelangelo Florio, un predicatore cattolico convertitosi poi al protestantesimo e per questo costretto a lasciare l’Italia per rifugiarsi in Inghilterra). Ne abbiamo già parlato tempo fa sulla Lampadina: John Florio è una delle figure oggi più accreditate per risolvere l’enigma sulla vera identità di Shakespeare, da sempre oggetto di rilevanti dubbi che nel tempo hanno indotto a ritenere che l’impresario e attore Shakespeare non fosse in realtà anche l’autore dell’ opera da lui portata sulle scene. Rocambolesche, affascinanti, dense di vicende, le origini genealogiche dei Florio: famiglia ebrea ispanica emigrata con ogni probabilità nel ‘400 in Sicilia, poi un secolo dopo in toscana, convertitasi al cattolicesimo e infine alla visione protestante con conseguente fuga a Londra. Ma chi era in realtà John Florio? Studioso poliglotta, linguista, lessicografo, poeta, drammaturgo, traduttore di grandi classici della letteratura europea, precettore reale, Florio amava definirsi un gentiluomo per metà inglese e per metà italiano, in un’epoca in cui l’italianità significava cultura, arte, bellezza, umanesimo e soprattutto ‘rinascimento’. L’interesse per l’Italia era all’epoca talmente diffuso in Europa che studiare, conoscere e parlare la lingua italiana costituiva motivo di prestigio nelle classi governanti le società europee. In effetti John Florio, figura di erudito molto nota nel mondo accademico britannico, è stato il più importante mediatore culturale tra l’Italia rinascimentale e l’Inghilterra elisabettiana, svolgendo un ruolo rilevantissimo nella diffusione della lingua, della letteratura e del pensiero italiano alla corte di Londra. Certamente Shakespeare, al di là di ogni ipotesi sulla sua reale identità, si avvalse dell’opera di promozione della cultura italiana svolta da Florio presso la corte della regina Elisabetta. Recentemente si è fatto ricorso anche all’Intelligenza Artificiale per ricercare nelle opere del ‘bardo’ e di Florio tracce di una possibile conferma di un’unica identità e i risultati sono stati sorprendenti. Approfondendo la figura di Florio si scoprono innumerevoli richiami all’opera di Shakespeare che rendono sconcertante le difficoltà ancora esistenti da parte del mondo accademico inglese a riconoscerne l’oggettiva importanza.
Qualcosa tuttavia comincia a muoversi: nel 2021, la SAT (Shakespeare Authorship Trust), una prestigiosa associazione britannica nata nel 1922 per fare piena luce sulla vera identità del bardo, composta da accademici, storici e attori inglesi e statunitensi, dopo una lunga fase di analisi, ha finalmente deciso di inserire John Florio nella cerchia ristrettissima dei possibili candidati e tra questi ponendolo come forse il più probabile in ragione dell’indiscussa autorevolezza culturale dell’uomo e della sua profonda conoscenza del mondo italiano così diffusamente trattato nell’opera di Shakespeare. In una delle ultime biografie del ‘bardo’ data alle stampe da un ricercatore inglese, Peter Ackroyd, autore non incline a disconoscere la tradizionale identità di Shakespeare, dedica a Florio alcune pagine al termine delle quali è costretto a riconoscere… «Florio è una di quelle figure in qualche modo sfuggenti che compaiono di tanto in tanto nella vita di Shakespeare e la cui importanza non è affatto proporzionata alla visibilità…». Parole che pure se in modo criptico sembrano alludere alle ipotesi formulate dalla Shakespeare Authorship Trust. Si può ancora dubitare? Shakespeare, Moliere, Dante, Goethe, Cervantes geni letterari di diversi paesi con le radici in un’unica patria: l’Europa! Vota e/o commenta questo articolo da qui Fai leggere questo articolo ad un tuo amico... Torna all'indice | «Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.»
William Shakespeare da Re Lear |
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ARTE – Lady Sydney Morgan, una scrittrice irlandese nella Roma del Grand Tour Articolo di Marguerite de Merode Pratesi All’inizio degli anni Venti dell’Ottocento, l’Europa esce stremata dalle guerre napoleoniche. L’Italia è ancora una terra divisa in piccoli Stati, governata da dinastie straniere o dal Papa. Le rovine imperiali convivono con la Roma papalina, fatta di cardinali, conventi, cerimonie solenni e un’aristocrazia legata alla città. Nei pomeriggi limpidi, le carrozze dell’aristocrazia si incrociavano sul Corso: cardinali in porpora, dame romane velate di pizzi, giovani ufficiali francesi in esilio. È in questa Roma sospesa tra devozione e mondanità che arriva una giovane donna dal temperamento indipendente e polemico: Lady Sydney Morgan, scrittrice irlandese, figlia di un attore e già autrice del celebre romanzo The Wild Irish Girl. Si reca in Italia con il marito per osservare la società e la politica post-napoleonica. Fa parte di quell’ondata di viaggiatori che, ancora legati all’avventura del Grand Tour, cercavano nell’Italia non solo l’antico, ma anche il “pittoresco”: il calore umano, la libertà interiore che l’Europa del nord sembra aver perduto. Dopo anni di guerre, la penisola appare come un rifugio estetico e morale, un luogo dove l’arte, la musica e la luce mediterranea offrano consolazione e ispirazione, mescolando la grandezza del passato con la vitalità del presente. Per i giovani aristocratici e intellettuali europei, il Grand Tour rappresenta il viaggio di formazione per eccellenza. Sono desiderosi di completare la propria educazione attraverso il contatto diretto con l’arte, le rovine e la civiltà del Mediterraneo. Diventa così un rito culturale, ma anche un’esperienza di scoperta personale: il viaggiatore cerca nell’Italia non solo la bellezza dell’antico, ma anche un ideale di armonia e libertà. In città s’incontrano Canova e Thorvaldsen negli atelier di scultura, Stendhal e Byron nei salotti cosmopoliti, e poco dopo Gogol’ e Mendelssohn, giovani viaggiatori sulle tracce della bellezza e dell’ispirazione. La giovane scrittrice trova una città unica, un crocevia dove l’Europa intera viene a interrogare la propria anima: un mosaico di antichità classiche, di vita clericale e di fermenti romantici. Tuttavia, dietro la bellezza, lei scorge la povertà del popolo; dietro la religione, il potere; dietro la musica, la possibilità di verità. Osserva Roma con un misto di ammirazione estetica e critica politica, opponendo il passato glorioso della città antica alla stagnazione dello Stato Pontificio contemporaneo. Con il suo spirito curioso e un po’ ribelle, annota nei suoi taccuini le contraddizioni di quella città: la maestà dell’arte, l’inerzia del potere, l’eleganza di pochi e la povertà di molti. Nel suo libro Italy avrà parole severe anche per alcuni esponenti dell’aristocrazia romana e per la corte papale: la sua prosa verrà infatti censurata e bandita nello Stato Pontificio come “pericolosa”. Roma, in quegli anni, è anche la città di Paolina Borghese Bonaparte, sorella di Napoleone, ritiratasi dal 1816 nella sua villa presso Porta Pia: una dimora elegante, tra stucchi, statue e giardini all’inglese. Simbolo di grazia e decadenza, Paolina rappresentava per Lady Morgan l’altro volto dell’Italia — quello aristocratico e sensuale, affascinante ma immobile. L’una scrive per smuovere le coscienze, l’altra vive per conservare un sogno di bellezza. La scrittrice coglie così l’essenza di quel tempo: un mondo che cerca di rinascere, mentre ancora cammina tra le ombre del passato. La principessa è una delle figure più ammirate dai viaggiatori stranieri: Canova la immortala come Venere vincitrice. La sua villa è considerata un modello di eleganza cosmopolita. Lady Morgan non la incontra mai, ma la cita nel suo Italy, scrivendo che «Fra tutte le ville della famiglia Borghese, una sola è abitabile; una sola offre la proprietà inglese, l’eleganza francese e il gusto italiano uniti nel modo più felice: è la villa Paolina Bonaparte Borghese, ornata, arredata e restaurata dalla principessa.» Il loro incontro mancato diventa un dialogo ideale tra due donne del primo Ottocento: la principessa che incarna il mito neoclassico e la scrittrice che annuncia la coscienza romantica. Entrambe, a modo loro, rappresentano la Roma del Grand Tour, crocevia di arti, lingue e sensibilità, dove la bellezza antica convive con la sete moderna di verità. Lady Morgan rappresenta una nuova generazione di viaggiatrici: non più nobildonne passive, ma donne di lettere curiose e indipendenti. Il suo viaggio in Italia non è un semplice pellegrinaggio artistico, ma un’inchiesta culturale e politica. Nel suo libro descrive con occhio ironico e progressista l’arretratezza dello Stato Pontificio e, al tempo stesso, la bellezza intatta del popolo e delle arti. Vota e/o commenta questo articolo da qui Fai leggere questo articolo ad un tuo amico... Torna all'indice | «Il gran Tour, lo chiamavano gli Inglesi del XVII secolo, che mandavano i figli a perfezionare la loro educazione sul continente; usavano un'antica parola francese, che significa escursione, passeggiata. Su di essa noi abbiamo formato la parola tourisme (turismo); il quale si suddivide in alpinismo, cicloturismo, campeggio, canottaggio, ecc.»
Paul Morand in Viaggiare |
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ABBIAMO OSPITI/SCIENZE – Litigare sul colore dell'auto ed altre percezioni visive Articolo di Beatrice Cito Filomarino, Autore Ospite de La Lampadina Qualche anno fa, dopo un'attenta esplorazione del mercato e delle nostre esigenze familiari, acquistammo una nuova auto. Una volta ritirata, Nico, mio marito, ne elogiò il colore, stando a lui un verde scuro metallizzato, eppure io vedevo un bigio grigio scuro, scatenando un lungo battibecco fra di noi. Non avevamo mai nominato i colori in modo diverso l’uno dall’altro, dando quindi, ingenuamente, per scontata l’omogeneità delle nostre percezioni. Spinta da quest'episodio, ho cercato di addentrarmi nei misteri della percezione visiva, scoprendo che il processo che inizia dalla retina e giunge sino all’area del cervello deputata alla decodificazione dei segnali visivi è ancora in parte misterioso. Tendiamo a pensare che la difficoltà a percepire particolari colori, una condizione descritta nel 1780 da John Dalton, che ne soffriva (da cui il termine “daltonismo”), sia circoscritta e palese. Il daltonismo, nelle sue varie declinazioni, è in realtà molto più diffuso di quanto si possa immaginare: il 4-5% dei maschi ha difficoltà a distinguere il rosso dal verde (discromatopsia), causata da un’alterazione dei coni retinici, un fenomeno invece molto più raro nelle donne (sarà anche per questo che la guida delle donne è considerata più sicura? !). Spesso chi vive questa realtà ne è totalmente inconsapevole ed è chiaro che o io o mio marito abbiamo una discromatopsia! È invece molto più rara l’incapacità di distinguere tutti i colori (acromatopsia), descritta in modo affascinante da Oliver Sacks nel suo libro L’Isola dei Senza Colore, in cui il neurologo studiò l’acromatopsia degli abitanti dell’isola Pingelap, un piccolo atollo nell’oceano Pacifico, appartenente alla Micronesia, dove il 10% della popolazione vede solo sfumature di grigio. Gli abitanti di Pingelap, tuttavia, compensano la loro limitazione con una capacità di visione al crepuscolo e notturna superiore a quella dei normo-vedenti, e così i pescatori che non vedono colori sono di gran lunga più abili degli altri nella pesca notturna. Inoltre, chi vede il mondo solo in scala di grigi ha una acuita sensibilità ad altri aspetti visivi come la luminosità, la tonalità, l’ombreggiatura e la trama. Sappiamo anche che la vista e la percezione dei colori sono interconnesse con gli altri nostri sensi, e a Pingelap i “senza colore” compensano la loro interazione con il mondo attraverso una maggiore capacità uditiva, tattile e cognitiva. Cosa ci dice tutto questo? Che il colore non è una proprietà oggettiva delle cose, ma una costruzione del cervello. A fronte dello stesso oggetto e della stessa luce, guardiamo e vediamo con occhi diversi e ci si aprono quindi mondi diversi. I nostri ricordi, di cui abbiamo già parlato in un altro articolo, la nostra cultura, il nostro linguaggio e il contesto influenzano ciò che vediamo e come lo vediamo, e a volte anche solo se lo notiamo. Avete mai sentito parlare del caso del vestito blu-nero, diventato un fenomeno virale nel 2015? A seguito di una discrepanza nella percezione di un abito donato da una madre ad una figlia, in vista del suo matrimonio, le due si resero conto di descriverlo attribuendogli colori diversi, in un caso blu e nero, nell’altro bianco e oro. Convinta delle sue percezioni, la figlia postò l’abito su Facebook e poi su altri social, chiedendo ad amici e conoscenti di descriverne i colori, scoprendo che le percezioni si differenziavano proprio come nel loro caso. L’abito divenne rapidamente un meme (sapete cos’è un meme, ovviamente…) e gli hashtags "#whiteandgold", "#blueandblack", and "#dressgate" imperversarono su Twitter (all’epoca non ancora X) a lungo. Il reporter Adam Rogers di Wired scrisse un articolo che ottenne oltre 32 milioni di visitatori unici in poco tempo. (clicca qui e leggi l'articolo) A tutt’oggi i neuroscienziati non concordano del tutto sul perché l’abito blu e nero venga percepito da alcuni, ed io fra questi, come bianco e oro. Forse, allora, la domanda giusta non è chi avesse ragione fra me e Nico sul colore della macchina. Forse dovremmo chiederci quante volte, nella vita quotidiana, litighiamo su ciò che crediamo “evidente”, senza considerare che stiamo guardando lo stesso oggetto con strumenti diversi. E se il colore della nostra auto fosse solo un pretesto? Quante sfumature di grigio – o di verde – ci perdiamo ogni giorno, convinti che il nostro modo di vedere il mondo sia l’unico possibile? Bibliografia L’Isola dei Senza Colore e l’Isola delle Cicadine, Oliver Sacks, Adelphi, 1997 The Dress Murdered the Idea of Objective Color, Adam Rogers, Wired, 26/02/2016, https://www.wired.com/2016/02/year-ago-dress-murdered-idea-objective-colors/ La percezione dei Colori tra Pratica e Teoria, Olga Salvoni, TEDx Battipaglia, 2023 Il Colore non Esist»e, si Percepisce, Stefano Gandelli, Geopop, 26/11/2022, https://www.geopop.it/percezione-del-colore/ Vota e/o commenta questo articolo da qui Fai leggere questo articolo ad un tuo amico... Torna all'indice | «La percezione delle cose e le cose sono due cose diverse.»
Sosio Giordano |
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TECNOLOGIA – La faccia oscura dell'IA Articolo di Beppe Zezza Beppe è stato un autore molto fecondo, e per nostra fortuna, ci sono rimasti alcuni suoi articoli che ancora non sono stati pubblicati, come questo che segue. Mi permetto di sottolineare la data in cui Beppe ha scritto questo articolo: 19 novembre 2024, era sempre molto avanti... ICH
In Italia in particolare (compresa la newsletter La Lampadina) ma in genere nel mondo intero si fa un gran parlare di IA, di intelligenza artificiale. I commenti sono in genere entusiastici, ci si esalta delle possibilità offerta da questa nuova tecnologia:
miglioramento dell'assistenza sanitaria, ricerca di nuove molecole per la cura delle malattie, disponibilità di prodotti e servizi su misura più economici e resistenti, disponibilità di informazione più completa. Le voci critiche riguardano eventi più o meno lontani nel tempo: le conseguenze "sociali" dovute alla scomparsa di posti di lavoro, la possibilità che le "macchine" prendano il sopravvento sull'uomo. Poco o per nulla si parla di lati "oscuri" presenti sin da ora. L'implementazione delle informazioni. Ci siamo mai chiesti come fa l'intelligenza artificiale creativa a discernere cosa rappresenta una immagine, se è corretta o scorretta, se accettabile eticamente o non accettabile, se un linguaggio è inappropriato, se ha un contenuto di odio, di bullismo o di violenza? È necessario che qualcuno glielo insegni! E come fa a insegnarglielo se non associando un'etichetta a centinaia di migliaia di contenuti "eticamente non accettabili" (stupri, omicidi, violenze di ogni genere e tipo), fino a che l'algoritmo alla base della intelligenza artificiale non impari a distinguerli? Sapete cosa significa questo? Che tutti questi contenuti eticamente nocivi hanno dovuto essere visionati da qualche essere umano incaricato di assegnare loro l'etichetta! Chi sono costoro? Sono persone che lavorano al livello base della progettazione del software di deep learning (insegnamento di base) chiamate con il nome di data labeler. Il Time in un'inchiesta ha svelato che ChatGPT aveva incaricato una società di occuparsi di questa bisogna. Per ottenere il risultato richiesto (etichettare le immagini inaccettabili) ChatGPT ha inviato a questa società decine di migliaia di immagini mostranti tutti i generi di atrocità prelevate anche dai più nascosti angoli del web.
Secondo l'inchiesta del Time questi data labeler venivano assoldati nei paesi in via di sviluppo e pagati in modo da pagarli cifre irrisorie! Vi immaginate voi come si possa sentire un individuo che debba passare tutto il tempo della sua giornata lavorativa, otto ore al giorno e cinque/sei giorni alla settimana, a visionare atrocità di ogni genere per etichettarle? Brillanti risultati ottenuti a spese della vita di qualcuno! Consumo di energia Uno degli imperativi dei tempi moderni è: ridurre i consumi di energia. (La motivazione principale di questo imperativo è che, comunque la si metta, il consumo di energia ha un impatto negativo sull'ambiente, verso la cui tutela si sta cercando di mobilitare l'intera umanità). Ebbene ecco che cosa dice al riguardo ChatGPT da me interrogata al riguardo: - L'addestramento dei modelli di IA richiede la quantità di energia consumata in un anno da 120 famiglie americane. - I data center, raddoppieranno il loro consumo energetico (è di questi giorni la notizia che Oracle ha in cantiere la costruzione di un nuovo data center che richiede per il suo funzionamento di 800 MW di energia – quasi tre impianti nucleari modulari di nuova generazione ). - La domanda di energia legata ai data center è stimata raggiungere nel 2028 il 4% dell'energia globale negli USA, Cina, Europa e altri mercati emergenti. - Le esigenze energetiche dell'IA potrebbero causare un aumento significativo delle emissioni dannose. Negli Usa il programma di crescita dell'IA già sta scontrandosi con il programma di decarbonazione. Si comincia a parlare di un rallentamento nella chiusura delle centrali a carbone. I data center impiegano "energia elettrica". Dobbiamo ricordarci che questa è prodotta da "centrali" le quali "trasformano" energie di altra provenienza: fossili (carbone, petrolio, gas), nucleari, rinnovabili (idrauliche, eoliche, solari). Posto che l'orientamento è di ridurre la produzione di energia di origine fossile, ne consegue che per far fronte a questo aumento della domanda, si debba far fronte con le "rinnovabili" e/o il nucleare.
Le previsioni sono per una crescita importante delle energie rinnovabili nel futuro prossimo ma saranno queste sufficienti a compensare la invocata riduzione del consumo di energie fossili (si pensi all'incremento di disponibilità di energia elettrica richiesto dal passaggio dell'autotrazione da fossile a elettrica) e all'aumento della richiesta di energia da parte dei data center? È praticamente certo che no. E allora? Allora si impone l'impiego dell'energia nucleare. Ma l'energia nucleare non era qualcosa da evitare a ogni costo? Vedi il referendum italiano, vedi Chernobyl, vedi Fukushima? Si, ma con il miglioramento della tecnologia e....bla bla bla. Conclusione: attenti ai facili entusiasmi. Qualunque progresso si paga! Vota e/o commenta questo articolo da qui Fai leggere questo articolo ad un tuo amico... Torna all'indice | «L'intelligenza artificiale ha la stessa relazione con l'intelligenza come i fiori artificiali con i fiori.»
David Parnas |
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COSTUME - LUI Articolo di Lalli Theodoli No ...tranquilli. Non si tratta di una storia di emancipazione femminile contro i “LUI “ di qualsiasi genere. No. Questa volta LUI è …altro. Antichi ricordi narrano di quando, prima di partire per una colazione all’aperto, per una passeggiata o per una giornata di sci ci si limitava ad affacciarsi fuori dalla finestra. Un po' bruttino…rimandiamo? Ma no, poi forse migliora. Andiamo. Giornata splendida. Che fortuna. Si parte. Accadeva a volte che non si indovinasse e ci si ritrovasse fradici sotto la pioggia al picnic o chiusi in casa in una giornata di sole bellissima non prevista. Non era nulla di terribile. A volte si indovinava e a volte no. Ora frenetici contatti con LUI. Cominciamo a interrogarlo giorni e giorni prima della sospirata partenza. Vorremmo andare a sciare. Come sarà il tempo? Le previsioni quindici giorni prima dicono: BELLO! Splendide giornate assolate. Cominciamo a organizzare il nostro soggiorno. Coinvolgiamo degli amici. Ma da qualche giorno ci si informa che il sole cederà il posto a qualche nuvola. La temperatura salirà. Siamo ancora fiduciosi. Migliorerà. Lo teniamo sotto occhi con ansia giorno dopo giorno. La situazione non migliora. Ora nelle previsioni la neve cede il posto addirittura alla pioggia. Che ci andiamo a fare? Ci incontriamo, ne parliamo alcuni di noi con ottimismo vogliono andare a tutti i costi. Pazienza il tempo. È sempre una interruzione del solito tran tran. Vincono i pessimisti. Rinunciamo. Ma, il l giorno della programmata partenza, mai avvenuta, il meteo dà un sole splendido sulle montagne. Gli albergatori che hanno avuto molte prenotazioni cancellate tuonano furiosi contro LUI. E noi, avvilitissimi, ci sentiamo traditi. Non dovevamo ascoltarlo. In città. Dobbiamo fare molte cose in giro. LUI ci dice esattamente a che ora comincerà a piovere, quando smetterà, quante gocce cadranno, se il vento sarà una brezza o un tornado. Lo ascoltiamo come una divinità. Alle due smette di piovere? Meno male. È l’ora in cui devo uscire. Sono fiduciosa e invece mi trovo, sotto un diluvio, a cercare disperatamente i venditori di ombrelli (sempre presenti alla prima goccia, ma introvabili al bisogno), per comprare con urgenza un ombrellino da tre euro, di quelli che salvano da una unica pioggia e poi si disgregano. Se poi c’è vento si cappottano come quello di Mary Poppins. Ho parlato di vento? LUI ne annuncia uno furioso. Le news sulla nostra città ci danno addirittura allerta arancione. State a casa, uomo avvisato…mezzo salvato. Così se un pino si schianta sull'auto perfettamente parcheggiata o, ancora peggio, ferisce un passante con il crollo di un grosso ramo ... il comune ci aveva avvisato. Come per il limite di velocità sulle strade piene di buche. Meno costoso mettere un cartello “Andate piano“ che aggiustare le voragini. Ci affacciamo per controllare se le chiome degli alberi ondeggiano furiose sotto la furia del tornado. Mah! Fuori tutto fermo e tranquillo. Gli uccellini cinquettano sereni sull’immobile fogliame. LUI ha anche il radar che ci fa vedere la pioggia in arrivo in tempo reale. La nuvola sfiora la nostra casa e il nostro percorso e minacciosa si allontana. Ma non basta guardarla affacciati alla finestra? LUI non è infallibile. Rendiamocene conto. Non sempre affidabile. A volte bugiardo, spesso vago e impreciso. Non confondiamo. Sempre di LUI meteo, parlo. E allora torniamo alla vecchia sana affacciata alla finestra e ad un poco di sano ottimismo. Se poi ci sbaglieremo, pazienza, visto che persino LUI a volte sbaglia.
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Torna all'indice | FLASH NEWS! Un po' qua, un po' là... Guerra e pace - Anthropic è una societa americana fondata nel 2021 da due italiani Dario Amodei (CEO) e Daniela Amodei (presidente), ex dirigenti di OpenAI, insieme a un gruppo di ricercatori che volevano sviluppare un’AI più sicura, controllabile e allineata ai valori democratici. Ha recentemente rifiutato la richiesta del Pentagono di eliminare i limiti all’uso della sua IA perché potrebbe portare ad impieghi incompatibili con una democrazia: la sorveglianza di massa interna e guerra autonoma letale, considerato che oggi l’IA non è stata testata su questi aspetti. L’azienda ha così perso un contratto da 200 milioni di dollari, aprendo uno scontro diretto con il Dipartimento della Guerra che l'ha citata come rischio per la supply chain.
Leggi
qui come sta andando avanti la diatriba...
* L'IA creativa - L’IA sta rivoluzionando l’informazione: riduce il traffico verso i siti di news web internet, minaccia i ricavi e spinge gli editori a chiedere pagamenti e regole comuni per l’uso dei loro contenuti. I giornalisti, invece, chiedono trasparenza e supervisione umana, temendo sostituzioni e abusi. L’IA è già usata per analisi di archivi, monitoraggio di fonti e produzione automatica di contenuti, ma genera anche errori, fake news e sfiducia. Il futuro dipenderà da come editori e redazioni sceglieranno di integrarla.
*** APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina. *****************14-17 maggio 2026 RAVENNA, POMPOSA, COMACCHIO E CHIOGGIA
 Siamo in partenza per Ravenna, città che ospita 5 luoghi patrimonio Unesco di grande bellezza e spiritualità: la basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla placidia, con i suoi mosaici blu cobalto, Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero neoniamo e la cripta di San Francesco, allagata per fenomeni di subsidenza. Risaliremo poi per la via Romea a Comacchio con le valli del delta del Po, con le saline e il Museo Archeologico. Continueremo verso l’estremità meridionale della laguna veneta, raggiungendo prima la splendida e nascosta abbazia di Pomposa, vicino a Codigoro e poi Chioggia, con le sue calli e i cuoi canali. *****************19 maggio 2026 - ore 18.00 MARIO SCHIFANO MARCO TIRELLI. ANNI LUCE Palazzo delle Esposizioni  Il progetto dedicato a Mario Schifano, una delle figure più significative e popolari della recente arte italiana, è il nuovo capitolo di quel programma avviato da Palazzo Esposizioni di studio e valorizzazione delle figure e dei movimenti che hanno segnato la cultura visiva del secondo Novecento, quella, in particolare, emersa nel fertile alveo della città di Roma. «Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura», così il critico e poeta Cesare Vivaldi descriveva nel 1963 il giovane Schifano. È a questa stima, essenziale, incontrovertibile e largamente condivisa, che, prima di ogni altro proposito, la mostra ambisce a dare risonanza con una raccolta di oltre cento opere, tra le più acclamate e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere.

Marco Tirelli invece con il suo Anni Luce presenta un progetto inedito per le sale 9, 10, 11 e 12 di Palazzo Esposizioni. Un nucleo di opere che si configura come un'unica grande installazione, un ciclo pittorico e mentale in cui ogni lavoro, pur nella propria autonomia, si inserisce in una trama organica e continua, come un nastro ideale che percorre lo spazio espositivo. Le sale diventano così un "teatro della memoria", dove l'artista costruisce una rappresentazione cosmogonica del proprio lavoro. Sarà presente Marco Tirelli a parlarci del suo lavoro insieme a Ludovico Pratesi. ***************** 26 maggio 2026 - ore 18.00 PRESENTAZIONE DEL LIBRO L'ANIMA NERA DELLA SILICON VALLEY. La vera storia di Peter Thiel di Luca Ciarrocca Circolo degli Esteri - Roma

Un'occasione per conoscere più approfonditamente, le dinamiche che regolano da qualche anno la nostra realtà. Luca Ciarrocca, giornalista geopolitico economico strategico, analizza da anni le dinamiche e gli squilibri del potere globale. Già corrispondente da New York per «Il Giornale» di Indro Montanelli, nel 1999 ha fondato e diretto «Wall Street Italia». L'Autore ci racconta l'ascesa di una persona fino a poco tempo fa poco conosciuta ai non addetti ai lavori e salito alla ribalta dei riflettori per effetto della sua azione pervasiva nei mezzi di comunicazione, internet, politica, sicurezza e quant'altro, si parla di Peter Thiel. Un contraltare necessario sarà assicurato dalla presenza di S.E. Cardinale Matteo Maria Zuppi, dall'ambasciatore Diego Brasioli, Direttore Centrale per la Diplomazia Cibernetica e l'Innovazione tecnologica e la moderazione affidata all'ambasciatore Giovanni Brauzzi. Partecipazione su invito. *****************
28 maggio 2026 ore 16.50 CONSTANTIN BRÂNCUSI. LE ORIGINI DELL'INFINITO AI MERCATI TRAIANEI con aperitivo all'Roof dell'NH Fori Imperiali
 La mostra si inserisce nel quadro delle celebrazioni ufficiali per il 150° anniversario della nascita di Constantin Brâncuși (1876-1957), una delle figure fondatrici della scultura moderna. La mostra propone una rilettura innovativa dell’opera di uno dei principali protagonisti della scultura modernista del Novecento, mettendone in luce le radici culturali e formali: l’influenza della tradizione artigianale e simbolica dell’Oltenia (regione della Romania), terra natale dell’artista, e il confronto con la scultura romana antica, studiata da Brâncuși durante gli anni di formazione come modello di perfezione formale e punto di partenza per l’astrazione dell’essenza delle forme. Ci accompagna Alessandra Mezzasalma *****************
Giovedì 18 giugno 2026 VILLA ADRIANA/ANTICOLI CORRADO/MURALES DI SARACINESCO
Una giornata varia nei dintorni di Roma per visitare posti noti come Villa Adriana e meno noti come Anticoli Corrado, un paese di 844 abitanti, datato circa all'VIII secolo. Il paese è conosciuto "Il paese degli artisti e delle modelle": nella prima metà dell'800, infatti, venne scoperta dai numerosissimi pittori stranieri, arrivati a Roma dal nord dell'Europa alla ricerca dei paesaggi e delle atmosfere tipiche della campagna romana. Gli artisti affittarono molte stalle del paese, trasformandole nelle proprie abitazioni e in studi (un censimento del 1935 ne contava ben 55). Ci sposteremo poi a Saracinesco, un paesino di 178 anime che sorge a 908 metri sul livello del mare sulla cima di un rilievo del gruppo montuoso dei monti Ruffi. Ha una storia millenaria, è un borgo che porta i segni del tempo e che al tempo stesso ne è custode. Il paese infatti è considerato il Paese degli Orologi Solari. Ci guiderà in questa eterogenea esplorazione Alessandra Mezzasalma ***************** Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a appuntamenti@lalampadina.net |
*** E ANCORA FLASH NEWS!
Robot
danzanti e non solo...-
La rapida crescita dei robot umanoidi cinesi
– passati da 3.000 a 15mila unità in un anno
– riapre la dinamica degli investimenti per
cui le tecnologie richiedono forti interventi
iniziali senza effetti visibili, per poi,
magari, generare un’impennata improvvisa o
finire nel nulla. Vi ricordate il paradosso
degli anni Ottanta di come i computer fossero
ovunque tranne che nelle statistiche.
L’intelligenza artificiale è una infrastruttura
e come è successo con elettricità, vapore,
computer e Internet, va costruita, solo dopo
produce valore.
La sua diffusione è però senza precedenti:
Il punto critico non è la tecnologia, ma la
capacità di investire per sfruttarla, evitando
che diventi solo un fattore di sostituzione.
Intanto, economisti ricordano che la produttività
andrebbe misurata includendo anche benessere
e felicità, non solo rivolgendosi al lato
economico.
I robot saranno un successo o un flop? Per
averne un'idea approssimativa, guardate questo
spettacolo trasmesso sulla tv nazionale cinese
in occasione del festeggiamento per l'inzio
dell'anno del Cavallo. Date
un'occhiata...
*
Strano
tipo di geneaologia -
Il quotidiano tedesco Die Zeit ha
creato un programma che permette ai cittadini
di verificare se discendono da un iscritto
al Partito nazionalsocialista.
Finora
si poteva attuare questa ricerca contattando
gli Archivi Federali Tedeschi o visitando
il sito web degli Archivi Nazionali degli
Stati Uniti, che hanno reso disponibili online
le copie su microfilm dei registri di iscrizione
al Partito Nazionalsocialista. Il giornale
ha salvato l'intero database e lo ha reso
disponibile online per gli abbonati alla testata
La storica Aleida Assmann osserva che questa
iniziativa dimostra come quella storia sia
"passata, ma non conclusa".
O forse — più inquietante — conclusa senza
essere mai davvero passata.
*** PENSIERI E PAROLE La consapevolezza di Simonetta Pacini Verga
Penso
alla parola "consapevolezza".
Parola che da qualche anno ha più
significato. La uso automaticamente
giornalmente.
Non mi lascio più andare con facilità
a quello che vorrei, all'entusiasmo
di un sentire. Lo valuto, me lo
sento addosso e poi lo lascio espandersi.
Credo sia così per tutti. Viene
a mancare quell'immediata accettazione.
È una parola profonda che dà la
misura della nostra forza fisica.
Della nostra resistenza.
Unisce la conoscenza che abbiamo
di noi stessi e la profondità del
nostro sentire dandoci delle linee
di confine.
Ci difende da noi stessi.
Ci consente di misurare i nostri
sentimenti tenendo sotto controllo
quella parte emotiva che come per
me è così predominante e come nel
passato difficilmente contenibile.
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da qui
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MOSTRE Ecco le segnalazioni di Marguerite de Merode
Comincio
il mio percorso con una raffinata mostra per
proseguire poi con nuove proposte capitoline.
Il
Vittoriano e Palazzo Venezia:
La
Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia
e vite di donne nel Rinascimento fiorentino.
La mostra si sviluppa attorno alla tavola La Maddalena di Piero di Cosimo, tra i più raffinati artisti fiorentini del suo tempo. A partire da quest’opera, il percorso espositivo offre uno sguardo sulla condizione femminile nella Rinascimento fiorentino, esplorandone ogni fase: dalla nascita all’educazione, dalla dimensione religiosa al matrimonio, dalla maternità alla gestione della vita domestica, fino alla cura di sé e alle attività quotidiane. Accanto a questi aspetti, la mostra valorizza anche l’importanza delle arti decorative, evidenziando come oggetti quali tessuti, ceramiche e gioielli condividessero lo stesso valore culturale e artistico delle grandi opere pittoriche e scultoree, contribuendo a delineare un universo estetico ricco e armonioso. Fino al 5 luglio 2026
Dopo Palazzo
Venezia seguitemi nelle inaugurazioni di questa
metà di maggio. Visto che dal 14 al 17 maggio
2026 torna
Contemporanea
– Roma Gallery Weekend, molte
gallerie presentano nuovi lavori con artisti
per lo più della nuova generazione.
Perché no? Troverete tante proposte di cui
vi seleziono alcune. Buon divertimento!
Erica
Ravenna. Materia Madre Lingua Madre.
Curata da Benedetta Carpi De Resmini.
Il progetto espositivo nasce da una riflessione
sulla materia come elemento primario e generativo,
matrice del vivente, e di lingua come processo
continuo di traduzione e trasformazione.
Fino al 30 settembre 2026
z2o
Sara Zanin
Gallery.
Guglielmo Maggini; Nel tuo affondare, la mia
forma
In occasione
della sua seconda mostra
"solo" con Sara Zanin, il giovane artista
romano mostra nello spazio di via Alessandro
Volta, un corpus inedito di lavori realizzati
tra il 2025 e il 2026 in cui si intrecciano
ceramica e resina si intrecciano e in cui
si affrontano i temi dell'eredità e del naufragio.
Fino al 10 luglio 2026
Spazio
z2o Project; Mostra collettiva. Superfici
instabili
z2o
project è il nuovo spazio espositivo di e
progettuale della galleria z2o Sara Zanin
a Via Baccio Pontelli, 16.
Nato
per accogliere progetti speciali, mostre ed
eventi off, z2o project è essenzialmente uno
spazio di ricerca. In questo caso espone vari
artisti: Lyndon Barrois Jr., Mario Cresci,
Ayla Dmyterko, Maïmouna Guerresi, Tomoe Hikita,
Jeanine Richards, Flora Temnouche. Fino
al 12 giugno 2026
Materia
Gallery: Mostra collettiva Common Ground:
José Angelino, Fabio Barile, Stefano Canto
La
mostra prende il titolo da un'idea di base
comune da cui nascono tre pratiche artistiche
diverse. Riunisce tre artisti di
metà carriera, tutti a Roma, con stili differenti
ma interessi condivisi che nel tempo hanno
favorito incontri e scambi. La mostra segna
quindi l'inizio di un dialogo tra questi tre
artisti. Fino
al 6 giugno 2026
Tim Van Laere Gallery Rome: Friedrich Kunath. Vitello Kunatho La galleria di Anversa, che ha appena aperto le sue porte in via Giulia, presenta Vitello Kunatho, la quarta mostra personale di Friedrich Kunath con la galleria ma la prima a Roma.
Tra
pittura, scultura, installazione e scrittura,
Kunath si è a lungo definito un "compositore
di immagini". Le sue opere si dispiegano come
brani musicali: stratificate, associative,
in costante slittamento tra registri diversi:
il Romanticismo tedesco si intreccia con la
cultura pop americana e la sottocultura britannica.
Fino
al 4 luglio 2026
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