TECNOLOGIA: sei su Facebook? Sei antico, ora devi stare su Twitter

Quattro anni fa l’esplosione italiana di Facebook: ora tocca a Twitter

Logo di TwitterDefinito un “servizio di microblogging” Twitter ci da la possibilità di inviare e diffondere attraverso la rete Internet dei brevi messaggi. Brevi perché Twitter, che deriva dall’inglese tweet = cinguettare (non a caso il simbolo di Twitter è un uccellino azzurro), consente di “cinguettare” al massimo 140 caratteri.
Ci provo: vado su www.twitter.com e mi iscrivo, tweetto si ma poi chi legge i miei tweet? E’ chiaro che dovremo crearci una platea di follower ossia di persone che decidono di ascoltare ciò che abbiamo da dire. Nella maggior parte dei casi, a meno che non siamo personaggi famosi o particolarmente autorevoli, all’inizio sarà più il contrario: saremo noi a seguire chi tweetta su argomenti che possono essere di nostro interesse. Si può cominciare dai grandi Media come Ansa, Adnkronos, Repubblica, Corriere, cosi da essere informati in tempo reale degli accadimenti, ma possiamo anche seguire i nostri guru o miti ognuno nel proprio campo: Soros, Obama, Monti, Beppe Grillo, Gualtiero Marchesi, Valentino Rossi, ecc. e perché no, anche l’Isola dei Famosi. La cito perché, come in alcune altre trasmissioni, durante le dirette televisive manda in sovrimpressione i tweet inviati dai telespettatori. Ovviamente non perché la Rai segue noi, ma perché è possibile indirizzare i nostri tweet direttamente ad un determinato indirizzo anche se non è un nostro follower: basta mettere “@IsolaDeiFamosi” e poi il testo (magari con un hastag #isola9 – vedi dopo). In questo modo tutti i nostri follower e, ovviamente, l’Isola, riceveranno il nostro messaggio.
Non confondete il tweet con il “vecchio”  sms perché questo veniva inviato ad un solo numero e costava (a volte anche di più della tariffa standard), mentre il tweet viene immesso in un social network e quindi diventa elemento per animare un dibattito in rete: risposte, reetweet, hastag, ecc.
Questo meccanismo, primordiale per noi italiani, è abbastanza consueto negli Stati Uniti: si pensi che durante l’ultima edizione del Superbowl, si è raggiunta la cifra record di oltre 12 mila tweet al secondo!
Un gran traffico, a volte inutile. Infatti un recente studio della Carnegie Mellon University, stima che almeno un quarto dei 200 milioni di tweet che ogni giorno affollano la rete (lo scorso mese Twitter ha raggiunto i 500 milioni di utenti – in Italia sono oltre 4 milioni) sono giudicati “inutili” sebbene sia altrettanto vero che molto spesso sono stati essenziali per la diffusione delle informazioni: si pensi al terremoto in Abruzzo o a quello in Giappone o anche,  attualmente, alla situazione Siriana.
Qualche curiosità: Lady Gaga risulta la più seguita con ben 20 milioni di follower, Obama è al ottavo posto con 13 milioni. Il primo europeo è il calciatore Kaka al 18 posto; il primo italiano è Valentino Rossi al 998 posto con circa 700 mila follower.
Lo spazio stringe, ma visto che ne ho accennato e affinché non rimaniate spiazzati, una sola notazione operativa: quando qualcuno vi parlerà di hashtag sappiate che questo, nel gergo di Twitter, non è nient’altro che un parola o una frase preceduta dal simbolo cancelletto (#) tipo #Monti, diventando cosi questa una sorta di parola chiave che identifica l’argomento di cui si parla. Se mi arriva un tweet con “Hai visto cosa ha detto #Monti oggi?” se clicco su #Monti avrò come risultato tutti i tweet che parlano di Monti.
Intanto fatevi un account su Twitter, ma preparatevi che forse a breve ci toccherà aprire anche un account su Pinterest!

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