I COMMENTI PIU’ INTERESSANTI…

Raccolta degli interessanti commenti fatti all’articolo
ABBIAMO OSPITI – STORIA/LETTERATURA: Un viaggio per ricordare
pubblicato sullo scorso numero della Lampadina.

Manù Selvatico Estense il 2 marzo 2013
Bellissimo articolo che mi ha molto commossa perché mio padre ha fatto, come Alpino, la Campagna di Russia ed aveva ai suoi ordini, il Sergente Mario Rigoni Stern! Uomo eccezionale che ho ben conosciuto, anche perché viveva ad Asiago e noi, essendo spessissimo Cortinesi, avevamo la gioia di vederlo spesso! Dopo la sua morte sono rimasta in contatto con sua moglie, ma adesso non ho più notizie……Comunque grazie di aver scritto quelle bellissime cose su Mario e grazie anche per avermi permesso di ricordare!

 
Filippo Gammarelli il 14 marzo 2013
E’ stata un bellissima sorpresa vedere che il mio articolo ha sucitato l’interesse, e se capisco bene, anche una certa commozione di Manù Selvatico Estense, che non ho il piacere di conoscere, ma il cui commento sul mio articolo ho letto con con grandissimo interesse.
Io purtroppo non ho mai conosciuto Rigorni Stern, se non da immagini di repertorio in TV e provo una certa invidia versò Manù. Rigoni Stern è stato un personaggio unico nel suo genere, non solo come scrittore (Il Sergente nella neve è un vero capolavoro letterario e in certi momenti di alta poesia), ma come uomo della Montagna, come Alpino e come appassionato della Natura, di cui aveva il massimo rispetto. Recentemente sto leggendo un libro di Paolo Rumiz, strano, “la leggenda dei Monti naviganti”, in cui l’Auotre passa una notte ospite di Rigoni Stern, e da cui si evince l’ammirazione di Rumiz per quello straordinario personaggio che è stato il nostro Sergente nella Neve.
Grazie a tutta la redazione della Lampadina per avere pubblicato il mio articolo, che ho veramente scritto di getto, ispirato proprio dall’atmosfera che si respira visitando quei luoghi bellissimi e tragici insieme.
Un caro saluto
 

 Manù Selvatico Estense il 14 marzo 2013
Da come parla di Rigoni Stern nell’articolo, pensavo che Lei, Filippo, l’avesse conosciuto!
In compenso mi tocca profondamente il fatto che abbia captato la mia commozione pur non conoscendomi!
Quando Mario Rigoni Stern parlava di mio padre diceva “g’era il mio capetano!” In dialetto veneto/asiaghese! Infatti Mario é andato in Russia
volontario a meno di 18 anni (imbrogliando sulla sua età) ed ha seguito il “suo capitano”, volontario anche lui, fino al momento in cui é stato fatto prigioniero dai russi.
Insomma, tutta una vita e tutto un ricordo dei racconti paterno/Rigoneschi!
Quando vengo a Roma mi piacerebbe conoscerLa e, cercando nelle foto della Russia, forse trovero’ anche quella dei due Alpini!
Manù

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