ABBIAMO OSPITI – CULTURA: Le donne dalle dita rosa. Storia, mito, magia del corallo

Articolo di  Elvira Amabile – Collaboratrice “storica” dell’Associazione Ambientalista Marevivo e Autore Ospite de La Lampadina.

NL25 - 2 - corallo - corallo rossoPrezioso magico bellissimo. Il corallo è uno straordinario tesoro naturale. Ma quello rosso, il più prezioso chiamato dai gioiellieri sangue di bue, è proprio speciale, perché solo nel Marenostrum si trova.

Da tempi remoti ha affascinato i popoli che gli hanno attribuito poteri apotropaici con una costante nel corso dei secoli che dura tuttora. Numerosi ritrovamenti confermano che fin dall’era preistorica veniva impiegato sia come ornamento che come amuleto.

Questa specie, corallium rubrum, nasce esclusivamente nel Mediterraneo e zone adiacenti. Oggi cupidigia e prelievi eccessivi compromettono la riproduzione delle colonie che si sviluppano molto lentamente.

Ma parliamo dell’antico Mondo Greco. Varie e seducenti versioni mitologiche furono elaborate sulle origini del corallo rosso e sui suoi poteri magici.

Quella più intrigante e celebrata anche da molti artisti, narra di Perseo che tagliò la testa di Medusa aiutandosi con uno specchio che ne rifletteva l’immagine perché Medusa pietrificava chi la fissava direttamente. La testa recisa e grondante sangue fu appoggiata sugli scogli. Dalle piante marine e dalle rocce intrise di sangue nacque il corallo rosso.(Ovidio, Metamorfosi IV 740-752)

La mitologia narra di Eretteo, strana figura di bambino dal corpo di serpente marino. Eretteo, figlio adottivo di Atena, portava al collo una custodia magica forgiata nel corallo rosso. Dentro due gocce del sangue della Medusa: una goccia faceva guarire, l’altra goccia faceva morire.

Plinio il Vecchio (Storia Naturale 32,23-24) cita luoghi e modalità di pesca, descrivendo un congegno di uncini e reti, simile a quelli ancora usati dai corallari. Si chiama ingegno, ma l’abuso di questo strumento è stato devastante. Oggi esperti pescatori subacquei prelevano con accortezza piccoli rami senza comprometterne la lenta riproduzione.NL25 - 2 - corallo - testa di medusa di Caruso

L’uso del corallo nell’antichità era esteso a vari campi d’azione e ricordato in trattati a sfondo magico, medicale, astrologico, scritti da studiosi per lo più greci, annoverati tra Magi e Caldei.

Amuleti di corallo aiutavano naviganti e mercanti proteggendoli dai pericoli del maltempo per mare e per terra e favorivano le passioni amorose.

Veniva impiegato come medicinale tritato, miscelato, incenerito (Plinio).

Nei secoli a venire continuò l’applicazione in ambito alchemico farmacologico per dar sollievo al cuore e allo spirito; rosso per gli uomini a cui dava vigore e potenza sessuale, pallido per le donne a cui garantiva seduzione, dolcezza e latte per nutrire i neonati. (Canone di Avicenna  980-1037)

Nel nord Africa si proteggevano dai serpenti e dalle febbri malariche con amuleti di corallo.

Nel Mondo Romano, nel Medioevo, nel Rinascimento, fino ai nostri giorni, sempre si è fatto grande uso del corallo, impegnando vari strati di culture: commerci, produzioni artistiche, gioielleria, credenze popolari, simbologia legata al culto religioso.

Curiosi gli atteggiamenti moralisti imposti dai cristiani una volta caduto il paganesimo. Questa fase segnò un periodo di declino delle fortune del corallo. Ma la nuova religione, cedendo a credenze popolari indelebili e a opportunismi economici se ne riappropriò e approdando al sincretismo religioso, assimilò valenze pagane alla cultura cristiana. Nel 300 era usato in arte sacra, oggettistica, tradizioni popolari.

NL25 - corallo - madonna di senigallia particolare3L’età rinascimentale vede spesso raffigurazioni della Madonna col bambino con al collo un rametto di corallo. Ricordiamo soltanto la Madonna di Senigallia di Piero Della Francesca, la Pala di S. Zeno, la Madonna della Vittoria (1450-1500) ma ce ne sono tante in ogni chiesa e chiesetta.

Questi dipinti documentano l’assimilazione del corallo tra i simboli del mondo cristiano. Il corallo rosso esprime il legame del Cristo con il tema del sangue e della salvezza. A questo proposito è impressionante la similitudine con il mito della Gorgone Medusa.

Il vezzo di corallo che la donna del popolo pone indosso al proprio bambino come amuleto non è diverso dal ciondolo che il Bronzino dipinge alla cintola del piccolo Cosimo De’ Medici.

Il corallo rosso, oro rosso, ha rivestito per millenni grande importanza socio economica per il Mediterraneo. Fu esportato in tutto il mondo, dall’Asia all’Africa.

L’apice fu raggiunto nel Seicento in Sicilia. La convenzione (Capituli della Maestranza delli corallari e delli scultori di esso corallo della città di Trapani – 1633) stipulava la differenza socio economica fra tornitori e artisti. La loro perizia creò capolavori d’inimitabile preziosità, destinati a personaggi d’altissimo rango che a loro volta li destinavano a principi, re, cardinali, papi.

L’apprezzamento delle classi aristocratiche ed ecclesiastiche creò una rete di prestigiose committenze in Europa e richieste sempre più elaborate e preziose.

Nel 1700 Marsiglia, Genova, Livorno erano i centri che detenevano il monopolio. Ma verso la fine del secolo il ruolo guida apparteneva a Napoli e soprattutto a Torre del Greco.

Nel 1790 fu promulgato un “Codice Corallino” voluto da Ferdinando II.

Fu in questa epoca che al consiglio di Corte venne evidenziata la situazione di grave indigenza delle mogli deiNL25 - corallo - corallo rosa collana pescatori che per fronteggiare i bisogni familiari finivano per prostituirsi. I loro mariti restavano per mare mesi e mesi e le poverine esaurivano i mezzi di sussistenza. Il re toccato da questa realtà si adoperò per porvi rimedio.

Fu così che venne concesso il permesso di aprire una fabbrica di corallo a condizione che venissero istruite e impiegate principalmente donne.

L’iniziativa fu merito dell’intraprendente marsigliese Paolo Borromeo Martin, innamorato della figlia di un pescatore. Gli piacque la fanciulla e la sposò. Gli piacque la città e decise di viverci. Gli piacque l’attività e la rese fiorente al punto che il primato della lavorazione del corallo finì per passare dalla Sicilia a Torre del Greco.

Le corallare si rivelarono raffinate e capaci e tuttora costituiscono una risorsa dell’economia locale legata al corallo. Le loro dita erano spesso tinte di rosa. Non è una metafora ma il risultato di un primo esempio di economia al femminile.

Nel 1805 fu istituita a Torre Del Greco la “Real Fabbrica Di Corallo” con concessione di Ferdinando IV, confermata da Napoleone (1846) e Murat.

Dal 1870 ai nostri giorni Torre Del Greco resterà il maggior centro produttivo mondiale del settore. Aziende altamente specializzate dominano il panorama mondiale per creazioni di altissima gioielleria realizzate tra gli altri da Cartier, Van Cleef, Boucheron, Chanel, Bulgari, Chanteclair…

Elvira Amabile

2 commenti per “ABBIAMO OSPITI – CULTURA: Le donne dalle dita rosa. Storia, mito, magia del corallo

  1. Lilia Leoni Meluzzi
    20 Febbraio 2014 at 20:35

    Bellissimo articolo, dotto e appassionante. La profonda conoscenza delle cose che ci circondano ci fanno amare la vita e apprezzarla. e ci fa anche un po’ sognare.

  2. Francesca Rocca
    17 Febbraio 2014 at 16:35

    Grazie! Bellissimo corallo e affascinante storia…

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