MOSTRE ED ESPOSIZIONI: le proposte de La Lampadina per maggio-giugno

VENEZIA

Palazzo Fortuny: Proportio
Per fortuna  Axel Vervoort, definire il collezionista belga, decoratore, antiquario è quasi riduttivo, ha di nuovo ripreso per la quinta volta e con cadenza biennale, gli spazi di Palazzo Fortuny e curato con Daniela Ferretti una mostra di nome Proporzio. La mostra “esplora l’onnipresenza delle proporzioni universali nell’arte, nella scienza, nella filosofia, nella musica e nell’architettura” partendo da un trattato di Luca Pacioli illustrato da Leonardo e stampato a Venezia nel 1509.
Il genio di Vervoort usa gli spazi del luogo, carichi della loro storia,  percorrendo i secoli attraverso quasi trecento opere per raccontare, al meglio, i valore della sezione aurea, cioè quell’unità di misura che restituisce l’armonia e la bellezza universale. Da non perdere!
Fino al 22 novembre 2015

ROMA
Conversation Piece – Part 1 Fondazione Memmo arte contemporanea- Scuderie di Palazzo Ruspoli a cura di Marcello Smarrelli.
Gli artisti Francesca Grilli, Josephine Halvorson, Rowena Harris, Isabell Heimerdinger, Thomas Hutton, Corin Hewitt, Tobias Kaspar, Jonathan Monk, Anna-Bella Papp, Eddie Peake, Calixto Ramírez e Su-Mei Tse sono quelli selezionati dal curatore Marcello Smarelli per illustrare la prima di una serie di mostre dedicata agli scambi e al dialogo tra vari culture nel contesto della capitale. Gli artisti rappresentati sono di varie nazionalità e hanno tutti decisi di svolgere, a un momento della loro carriera, un “residence” a Roma o in maniera autonoma, o ospiti delle fondazioni, degli istituti di cultura o borsisti presso le Accademie straniere.
Con questa mostra “ci si vuole porre come un momento di confronto e di discussione sul lavoro di artisti, molto diversi, a volte anche distanti tra loro per ricerca, poetica e tecniche”.
Fino al Giovedì 4 giugno 2015

MACRO – I belgi, barbari e poeti, a cura di Antonio Nardone.
Nella mostra del Macro la vera anima belga traspare perfettamente nelle decine di opere del XX e del XXI secolo esposte nelle sale.
“L’autoironia e il sarcasmo, il carattere intrepido e selvaggio, libero da convenzioni e categorizzazioni, che fa parte integrante dell’anima e della cultura belga” è ben reso.
Il titolo della mostra riprende un passaggio del De Bello Gallico che, appunto, inneggia al coraggio dei belgi che cui si esprime in modo palese insieme ad una grande vena poetica.
Fino al 13 settembre

Istituto Giapponese di Cultura: La memoria senza suono: fotografie di Koji Inoue.
Ottanta fotografie in bianco e nero che raccontano, spesso attraverso gli occhi dei bambini, il Giappone degli anni Cinquanta e Sessanta.
L’artista, sordo dall’età di tre anni, riesce ad esprimere una vera atmosfera profonda legata al silenzio, ma che genera anche commozione e sorriso. In conclusione al percorso della mostra si proietta Koji Inoue: Photographer Beyond Signs (1999, sottotitoli in italiano) di Brigitte Lemaine un documentario che ripercorre la vita di Inoue e le diverse fasi del suo lavoro attraverso la storia della sua famiglia.
Fino al 25 giugno.

Galleria Nazionale d’arte moderna: La scultura ceramica contemporanea italiana
In occasione del centenario della nascità di Leoncillo, sessanta artisti, tre diverse generazioni, con tre opere a testa, sono rappresentati in un un percorso completo della scultura ceramica italiana dagli anni cinquanta a oggi.
Nel percorrere le varie sale della mostra si vede come gli artisti hanno arricchito la loro ricerca con continue sperimentazioni tecniche e come la ceramica, con tutte le sue applicazioni nella scultura contemporanea dal figurativo all’astratto è riuscita a toccare i territori del concettuale.
Sarà anche l’occasione di dare un riconoscimento all’eccezionale attività di Leoncillo, un grande innovatore presentando le opere dell’artista spoletino acquisite dalla galleria tra gli anni Quaranta e i Settanta.
Fino al 7 giugno.

Museo Pigorini, Declinazione d’identità curato da Emanuele Rinaldo Meschini.
Una bella occasione per visitare questo interessante museo troppo spesso ignorato. Partendo dalla collezione del Museo, l’etnografia è messa in confronto con l’arte contemporanea dove l’artista si fa voce non solo come “rilevatore di cambiamenti” ma creatore di un nuovo linguaggio.
Nelle sale del Museo si svolge anche una mostra: Sogni del Rütrafe, Ornamenti Mapuche in argento” dove l’arte di questo popolo dell’America Latina, in un bel allestimento, racconta di come, attraverso il loro corredo, le donne Mapuche esprimano così bene il continuo rapporto di perfetto equilibrio ed armonia di questo popolo con la Madre terra.
Fino al 31 luglio.

 

 

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