ABBIAMO OSPITI – PSICOLOGIA: Insonnia, cosa vuoi dirmi?

Articolo di Maria Cristina Zezza – Autore Ospite de La Lampadina

Quando parliamo di insonnia o di difficoltà all’addormentamento, (e non dell’insonnia degli anziani che spesso è solo minore necessità di sonno),  ci stiamo riferendo ad una spia di un qualcosa che non sta funzionando nel modo giusto; l’insonnia è un indizio del fatto che nella nostra vita qualcosa non sta andando come vorremmo.
Nonostante la diversità delle cause, le personalità che soffrono d’insonnia hanno molti tratti in comune, sia psichici che comportamentali.
Nella quotidianità gli insonni non esprimono a sufficienza la propria vera personalità e sono spesso in preda ad un’iperattività, fisica e mentale, sono tendenti all’ipercontrollo emotivo, al pensiero ossessivo e all’ansia, anche se ben mascherata.
Chi soffre d’insonnia non si permette di lasciar andare gli eventi vissuti nella giornata, di perdere momentaneamente il controllo sulla realtà: addormentarsi equivale ad “assentarsi” da ciò che sta accadendo.
Molti temono inconsciamente la notte perché i pensieri vengono a galla e con essi i problemi irrisolti e le paure più profonde. Dormire si trasforma, così, in un momento che genera ansia e non permette alla mente di staccare e abbandonarsi al riposo.

Chi sono gli insonni?
L’iperattivo: è perennemente in movimento durante il giorno e, se non si riempie d’impegni, ha la sensazione di buttare via il tempo. In realtà è una persona insoddisfatta della sua vita che vorrebbe rivoluzionare, ma non sa come fare.

Il dipendente: non riesce a staccarsi dalle cose, dalle persone, dagli eventi. Il non riuscire “staccarsi”, né dal mondo esterno né dai tanti pensieri inutili che affollano la sua mente favorisce l’insorgere dell’insonnia.

Il razionale: è terrorizzato dal nuovo e per questo sceglie di restare legato al passato. La sua razionalità nasconde un forte stato ansioso. L’insonnia, in questo caso, manifesta la  paura di perdere il controllo; aggressività e passionalità sono tenute rigidamente a bada e subiscono la censura del controllo mentale. Spesso questi soggetti hanno dei problemi anche in ambito sessuale perché anche in questo, come nel  sonno, “ci si lascia andare”.

Il rabbioso: in questo caso i tempi di addormentamento sono rapidi ma ci sono bruschi risvegli notturni. Lo svegliarsi improvvisamente durante la notte manifesta la difficoltà ad abbandonare il carico di ansie, rabbie e rancori che non si è riusciti a smaltire ed elaborare.

Cosa fare?
Esistono regole e stili di vita che, quotidianamente applicati, aiutano a trascorrere una “buona notte di sonno”: è fondamentale cercare di mantenere orari prestabiliti nei quali andare a dormire e svegliarsi la mattina  per regolare il ritmo sonno-veglia.
Qualora succeda di svegliarsi prima del suono della sveglia, è consigliabile alzarsi dal letto e iniziare la giornata. Poiché il nostro comportamento è spesso determinato da un insieme di associazioni che elaboriamo inconsciamente, bisogna, esercitarsi ad associare il letto solo ed esclusivamente al dormire, ovviamente con le debite eccezioni.
Se non si riesce a dormire gli esperti consigliano di non rimanere nel letto a girare e rigirarsi ma di alzarsi e andare in un altra stanza; non bisogna neanche svolgere attività quali lettura, studio, stare al computer o vedere la televisione in quanto questo minerebbe l’associazione letto-dormire. Anche Alimentazione e attività fisica giocano un ruolo importante nella cura dell’insonnia: l’attività fisica permette di rilasciare le tossine del nostro corpo e distende le tensioni; è tuttavia importante non farla subito prima di andare a dormire in quanto il rilascio di adrenalina ad essa connesso potrebbe impedire l’addormentamento. L’alimentazione della cena dovrebbe essere sana e quanto più leggera evitando i pasti abbondanti. Anche la digestione, infatti, mantiene sveglio il nostro organismo!
Infine, i farmaci come gli ipnoinducenti o gli ansiolitici possono essere un buon rimedio per il sintomo ma vanno assunti per un tempo limitato e sotto stretta prescrizione medica.
Qualora l’insonnia persista per un periodo di tempo prolungato può essere consigliabile rivolgersi ad uno specialistica psicologo – psicoterapeuta per indagare il messaggio che il sintomo ci sta inviando e quali sono le cause che lo scatenano.

Gli insonni non dormono perché si preoccupano, e si preoccupano perché non dormono.”
Franklin Pierce Adams

1 commento per “ABBIAMO OSPITI – PSICOLOGIA: Insonnia, cosa vuoi dirmi?

  1. Mau
    5 Marzo 2017 at 5:49

    Sono cose a cui ho già prestato attenzione per riflessione personale ma vorrei e mi piacerebbe saperne e leggere di più per approfondirmi ulteriormente è seriamente l’argomento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *