ARCHITETTURA: Inigo Jones, il genio dello stile palladiano nell’Inghilterra del Seicento

van Dyck, Anthony; Inigo Jones (1573-1652); The Bowes Museum; http://www.artuk.org/artworks/inigo-jones-15731652-46503

Inigo Jones ritratto da Anthony van Dyck, (1573-1652), a The Bowes Museum

In varie occasione, girando per l’Inghilterra, mi sono imbattuta in un personaggio dal nome insolito e che, con l’Italia, stabilì forti legami: Inigo Jones. Di origine semplice, nasce a Londra nella seconda metà del ‘500 da una modesta famiglia gallese ma il suo straordinario talento lo porta molto presto ai vertici dell’arte. Sarà lui, come architetto, ad introdurre nel Regno Unito il Classicismo romano e il Rinascimento italiano inaugurando, nel suo paese, un’epoca di grande armonia ed eleganza.

Personaggio dai mille talenti, autodidatta, grande scenografo e costumista, eccellente disegnatore e pittore, viene preso a ben volere dalle più grande famiglie della nobiltà inglese e mandato in giro per l’Europa a perfezionare la sua formazione.
Durante il suo secondo viaggio in Italia, nell’accompagnare il secondo conte di Arundel, Thomas Howard, uno dei più grandi collezionisti del suo tempo in giro per il suo “Grand Tour” alla ricerca di nuove opere da acquistare, Jones entra in contatto con l’architettura di Roma, Padova, Firenze, Vicenza, Genova e Venezia. 400px-I_quattro_libri_dell'architettura_(1790)_frontespizio_I
Ma è scoprendo la grandiosità delle rovine romane e la straordinaria armonia dell’architettura palladiana che Inigo Jones elabora il suo stile che cambierà definitivamente il volto dell’architettura inglese del ‘600 e farà di lui il più grande architetto del suo tempo. Nelle copie dei “Quattro Libri di Architettura” di Palladio che porta con sé dal suo viaggio si ritrovano le sue numerose annotazioni e si capisce la fondamentale influenza che avrà su di lui l’architetto vicentino.

La sua grande creatività si arricchisce anche dalle idee del Sangallo, del Bramante, di Serlio, di Scamozzi (che incontra a Venezia nel 1614), di Vitruvio e dell’architetto scultore francese, Jean Barbet.

Il king post truss

Il king post truss

Nel suo viaggio oltre che trarre ispirazioni per le sue innovazioni in architettura, porta con sé una nuova tecnica chiamata “the King post truss” (la capriata del Re): un palo centrale retto da grandi travi che gli permetterà di fare costruire tetti molto più larghi di quelli realizzati fin’ora.

Il suo talento viene presto riconosciuto dal re Giacomo I e, nel 1615, al suo ritorno in Inghilterra, gli viene affidata la carica di ispettore generale del Regno. Viene messo a dirigere tutto quello che riguarda la progettazione e la realizzazione dei progetti architettonici della Corona. Da quel momento Jones inizia a mettere a frutto la sua nuova ispirazione e lo stile palladiano diventa da allora lo stile della casa reale.

Queen's House fronte sud

Queen’s House fronte sud

Il primo grande progetto che intraprende per il re è la “Queen’s House” a Greenwich. Il primo edificio completamente classico in Inghilterra dove introduce i concetti e il gusto dell’architettura Palladiana: una grande sala a forma di cubo perfetto, un pavimento bianco e nero e l’elegante “Tulip Scale”, la prima scala con struttura autoportante a chiocciola del paese.

La Tulip Scale nella Queen's House

La Tulip Scale nella Queen’s House

Rispetto agli edifici in mattoni rossi Tudor dell’epoca precedente appare decisamente rivoluzionario agli occhi del pubblico inglese.

Ottiene ancora più successo con l’incarico successivo, Banqueting House, a Whitehall, destinato ad essere un ambiente per banchetti formali e per i giochi in maschera della corte. Basato sulla pianta di una basilica romana, la sala superiore è costruito a “doppio cubo”, cioè 110 x 55 x 55 piedi, e gli ordini classici sono utilizzati sia in esterno che in interno.

Banqueting House

Banqueting House

L’edificio riporta ancora tutt’ora, sul soffitto, enormi dipinti di Rubens. Commissionati nel 1635, sono gli unici dipinti superstiti su soffitto, in situ, dell’artista.

Inigo Jones ha anche sicuramente contribuito alla trasformazione del paesaggio di Londra in continua evoluzione all’epoca. Se ne possono ancora vedere le tracce nell’impianto attuale della Piazza a Covent Garden. Il progetto che gli fu commissionato nel 1632 dal quarto Conte di Bedford prevedeva un sistema di arcate d’ispirazione palladiana richiamandosi in gran parte alla Piazza Grande di Livorno dove sembra l’architetto abbia partecipato alla costruzione del Duomo.

Il mercato di Covent garden

Il mercato di Covent garden

Molti edifici realizzati dal Jones sono andati distrutti duranti i vari incendi che devastarono la città di Londra nel corso del Seicento.

esempio di architettura antecedente, stile Tudor

Esempio di architettura antecedente, stile Tudor

Dei 49 edifici da lui progettati ne rimangono soltanto sette. Rendono bene comunque la grandezza del suo genio. Dal di fuori i suoi edifici sono misurati, equilibrati ed eleganti e all’interno, colorati ed inventivi.
Per capire com’era coraggioso e innovativo bisogna confrontarlo con quelli che l’avevano preceduto, e pensare a come ha introdotto uno stile di architettura che rimane ancora influente nell’Inghilterra di oggi.

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