CULTURA: Let’s go clubbing, ovvero l’evoluzione dei circoli

I primi circoli per Gentiluomini nascono a Londra e sono un’evoluzione dei coffee shop dove gli aristocratici che vivevano abitualmente fuori Londra si riunivano per un caffè, due chiacchiere e nulla più. Strano a credersi ma il primo circolo a Londra, fu il White’s, e fu fondato da un Italiano, il veronese Francesco Bianco, ribattezzato dagli Inglesi come Francis White, questo accadeva nel 1693.

Il grande successo dei circoli inizia a metà 1800, si ipotizza, a seguito dei Reform act del 1832 e del 1867 con i quali si mutò radicalmente il rigido sistema rappresentativo basato sul censo (in origine era dato più potere ai maggiori proprietari terrieri) e la maggioranza dei maschi raggiunse il diritto di voto, comprendendo anche la piccola borghesia e una parte del proletariato urbano. Sembra infatti che la consapevolezza dei diritti civili abbia stimolato i nuovi cittadini a ricercare anche una gratificazione sociale attraverso l’iscrizione ad un Club per gentiluomini. Tra i Club nati in quel tempo troviamo in particolare il Reform Club, inaugurato nel 1836 e aperto a tutti coloro che avevano dato supporto politico al Reform Act del 1832, appartenenti a entrambi i rami del Parlamento; il Reform per lungo tempo fu informalmente ritenuto il quartier generale del Liberal Party e fu il primo club a mettere a disposizione dei propri membri camere da letto private oltre ad una biblioteca di oltre 75.000 volumi.

I primi circoli, come White’s, Brooks’s e Boodle’s avevano una impronta aristocratica e venivano utilizzati molto per i giochi d’azzardo.

Con i cambiamenti che si affacciavano a fine secolo una persona aspirante allo status di “gentiluomo” doveva necessariamente appartenere a un club, e poteva essere accettato solo se il suo carattere o la sua reputazione fosse accettabile per gli altri soci; in qualche modo, la persona doveva essere “clubbable”. I circoli si caratterizzarono, man mano che si espandevano, per lo specifico interesse dei loro membri in qualche particolare materia: politica, letteratura, sport, arte, automobili, viaggi, o anche l’appartenenza alla medesima arma, scuola o università.

L’iscrizione ad un circolo per gentiluomini non è facile: passava e passa attraverso la presentazione di due soci anziani, l’approvazione dell’organo interno, il voto favorevole di una maggioranza qualificata di soci e un’altra serie di altre direttive da rispettare, oltre ai lunghi tempi di attesa per il numero limitato.

Alcuni club londinesi imponevano, almeno fino a qualche tempo fa, requisiti di adesione restrittivi e particolari. Il Caledonian Club, ad esempio, richiedeva che il potenziale socio “sia di diretta origine scozzese, vale a dire, discenda da un padre scozzese e madre, nonno o nonna” o “abbia, a giudizio del Comitato, una strettissima connessione con la Scozia”. Il Travellers Club, fin dalla sua fondazione nel 1819, non ammette chiunque non soddisfi un requisito molto specifico imposto all’art. 6 del suo statuto, il quale recita che “non potrà essere ammesso al Travellers Club, chi non abbia viaggiato fuori delle isole britanniche ad una distanza di almeno 500 miglia da Londra.

Le tipologie dei circoli da fine ‘800 si sono ampliati in modo considerevole ed anche più disponibili ad accettare l‘ingresso di varie categorie professionali quali medici, banchieri, giornalisti ed avvocati che – a differenza dell’aristocrazia – devono guadagnarsi da vivere.

Nel mondo oggi ci sono circoli e club di ogni tipo, i più in Europa con ancora un’impronta aristocratica o di livello, con caratteristiche più o meno restrittive per i nuovi soci.

La più parte sono rigorosamente maschili ma alcuni hanno aperto anche alle donne se come ospiti. I circoli femminili avevano avuto una forte risonanza solo durante la rivoluzione francese, poi sono andati progressivamente scomparendo.

Tra i nuovi club o circoli vale la pena di segnalare il club TIGER 21: nasce e prolifica in Usa paese del “grande dollaro”. L’iscrizione sembra aperta sia agli uomini che alle donne purchè… abbiano le caratteristiche che seguono :

TIGER 21 la capacità di essere un investitore disciplinato, questo per migliorare la propria ricchezza e per raggiungere gli obiettivi personali e di investimento.

I soci sono imprenditori che hanno creato, costruito o venduto le proprie aziende. Altri sono dirigenti di Wall Street, gli amministratori delegati di grandi aziende e investitori immobiliari. Tutti hanno avuto successo nei loro campi e possono entrare solo se hanno un minimo di $ 10 milioni da investire.

Se i colloqui iniziali con il board interno determinano che TIGER 21 può essere un circolo adatto al richiedente, a questi è richiesto:

  • Un breve riassunto dell’esperienza professionale.
  • Tre presentatori.
  • Verifica scritta del patrimonio cash. Una copia delle recenti dichiarazioni da un istituto finanziario che confermi un patrimonio disponibile cash superiore alla soglia richiesta di $ 10 milioni.
  • Un controllo dei precedenti e del credito, compresa una revisione di tutte le informazioni rilevanti e patrimoniali che esistono nel pubblico dominio.
  • Un accordo di riservatezza firmato.

E una quota annua di 30 mila dollari.

Mamma mia, non riesco proprio ad entrarci…

1 commento per “CULTURA: Let’s go clubbing, ovvero l’evoluzione dei circoli

  1. Anna Sanfelice Visconti
    7 Marzo 2017 at 21:19

    Forse a qualcuno divertirà sapere che sulla balaustra delle scale del Traveller’s Club è stato aggiunto un corrimano. In basso una targhetta precisa “Dono del socio Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord” (che, notoriamente, zoppicava)!
    Anna (Sanfelice Visconti)

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