STORIA: “Il tunnel del Duce”

Racconta una leggenda metropolitana che, in epoca fascista, una delle idee del Duce fosse di costruire a Roma una ferrovia sotterranea che collegasse il quartiere di Tor Pignattara alla via Tuscolana. Non si sa se nell’animo di Mussolini albergasse veramente questo sogno; questa leggenda è diventata storia, anche se nella realtà i lavori iniziarono negli anni ’60 per opera delle Ferrovie dello Stato e non furono mai conclusi. Ma il tunnel rimase: circa 2 km di lunghezza e 4000 mq di poderosa architettura, il cui proprietario oggi è Metro S.p.A.

In epoche più recenti (intorno agli anni 2000 e seguenti) il tunnel divenne rifugio di spacciatori che, complice il luogo nascosto, allestirono una “fabbrica” per la produzione della marijuana, celata dietro una fittizia produzione di funghi che faceva da copertura al traffico illecito.  Questo nutrito gruppo di malfattori a quello scopo aveva portato all’interno, oltre a una rete di irrigazione e ad ogni tipo di attrezzi utili alla coltivazione, un grosso generatore di corrente elettrica: 390 kw, ed un altro più piccolo. All’interno del sito erano inoltre presenti sofisticati e costosi impianti ad alto contenuto tecnologico, in grado di misurare i parametri dell’acqua (come salinità ed altro).

Quindi in quegli anni, sotto la Banca d’Italia, esattamente sotto i mega-bunker della Zecca dello Stato, si realizzava la più grossa produzione di marijuana che ci fosse mai stata in una città italiana. 2 tonnellate all’anno di droga pronta per essere spacciata.

L’11 agosto del 2012 i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma arrestarono il gestore dell’”azienda agricola” e successivamente, compiute le indagini, nell’arco di due anni furono assicurati alla giustizia gli altri componenti della banda. Liquidati i delinquenti e bonificato il luogo, che nel frattempo era divenuto oggetto di furti di rame ed altri materiali, ci si è posto il difficile obiettivo di recuperare il grosso generatore, ancora perfettamente funzionante. L’impresa era tutt’altro che semplice e richiedeva notevole contributo di persone e macchinari.
Associazioni come la Croce Rossa ed altre di pari importanza, in un primo tempo interessate, si sono tirate indietro proprio grazie alle obiettive difficoltà. Ma i CPV, Civici Pompieri Volontari, un’associazione di volontariato con sede a Roma, (potete trovarli su Facebook) hanno avuto la costanza di perseverare nonostante tutto. I recenti disastri sismici e ciò che è avvenuto nei giorni seguenti a causa della mancanza di energia elettrica hanno reso il recupero pressante.

E oggi possiamo raccontarvi che i Civici Pompieri Volontari, insieme ai nostri gloriosi Baschi Verdi del Comando provinciale Guardia di Finanza di Roma, ce l’hanno fatta.

La mattina del 27 marzo 2017 la gigantesca apparecchiatura, che è perfettamente funzionante e che d’ora in poi sarà a disposizione per le emergenze che potranno verificarsi soprattutto al Centro-Sud Italia, ma anche altrove, è stata trionfalmente estratta dal tunnel dove dormiva da molti anni. Imbracata a dovere e innalzata al livello stradale da una gru, è stata poi trasportata presso i tecnici che dovranno verificarne le funzioni e sarà assegnata dalla Corte di Appello di Roma ai Civici Pompieri Volontari, che la terranno presso la loro sede, in attesa di essere utilizzata (gli scongiuri sono permessi!) Ricordiamo che il macchinario può fornire corrente elettrica a circa 130 abitazioni. Il generatore più piccolo, insieme a molti altri materiali, è stato assegnato in affidamento temporaneo al gruppo della Protezione Civile “Falco” di Frascati.

Un nobile compito per un gigante che in passato aveva compiuto un lavoro assai discutibile!

GRAZIE RAGAZZI!

2 commenti per “STORIA: “Il tunnel del Duce”

  1. Angela Vicentini
    2 Maggio 2017 at 7:15

    Finalmente un uso corretto!!! Angela

  2. Paola Libera
    1 Maggio 2017 at 20:52

    Ottima bonifica, ma altre bisognerebbe riuscire a fare.

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