SCIENZA – Nuove guerre: le quantum wars

Noi “comuni cittadini” sappiamo poco o niente delle tante riunioni, incontri dibattiti ecc. che avvengono intorno al mondo, gli argomenti, i più disparati e molti ci coinvolgono direttamente.
Una di queste riunioni, particolare ma anche inquietante nella sua drammaticità, è avvenuta a settembre dello scorso anno a Copenaghen nel Museo della Guerra. Sono stati invitati, cinque importanti pensatori provenienti da varie parti del mondo, l’argomento principale era l’evolversi delle guerre con l’avvento dei computer quantistici, dell’intelligenza artificiale, dei nuovi droni con la loro capacità di memoria e decisionale.
Della teoria quantistica (La quantistica è la parte della fisica moderna che studia le leggi valide per le particelle elementari, cioè neutroni, elettroni, protoni, fotoni e così via) se ne era parlato già nel 1927 a Bruxelles, in occasione della conferenza Solvay. I 29 partecipanti tra cui anche Einstein, avevano immaginato l’utilizzo delle teorie quantistiche sollevando notevoli discussioni tra le opposte posizioni realiste e possibiliste, considerato che l’applicazione nei computer avrebbe trasformato il mondo quasi o più della fissione nucleare. Oggi i computer quantistici sono una realtà, sono in una fase di studio molto avanzato e a breve alcuni Paesi ne potranno disporre per le diverse applicazioni e considerata l’enorme loro capacità di calcolo avranno applicazioni le più svariate.
A Copenaghen si è parlato principalmente della quantum war cioè di quella guerra che supportata da computer quantistici può scatenarsi nell’arco di pochi secondi e due click, un’immagine e il cellulare per il comando. La natura della guerra si evolve continuamente e costantemente, con interpreti differenti, terroristi, male intenzionati, Paesi di scarsa affidabilità ubicati in ogni parte del mondo, ma quali le capacità dei governanti di poter intervenire prontamente per questo tipo di attacchi o di guerre? La nuova tecnologia ci porta una guerra di immagini, basterà un operatore che, supportato da algoritmi molto più precisi, potrà indirizzare i droni su uno o più obbiettivi e chiudere in breve tempo la partita.
Il sistema computer quantistico, intelligenza artificiale e drone sarà determinante. Il drone dell’ultima generazione potrà essere istruito a colpire più siti o persone, gli sarà impartita la capacità di colpire anche obbiettivi in qualche modi schierati con la parte avversa nella stessa operazione. Ogni decisione che fino ad oggi era presa a livello dirigenziale potrà essere presa direttamente dal drone con interventi multipli e che, sempre in aria, impiegherà non più di 2 minuti per la sua missione di morte invece degli attuali 30/35 minuti.
Vista così l’immagine della guerra è terrificante, il suo lato migliore, lo speriamo, è che con il nuovo sistema verranno esaminati e verificati i sospetti, le persone, le situazioni sulle quali si potrà intervenire preventivamente così da scoraggiare o bloccare ogni azione di distruzione o di guerra. Verranno, comunque, alla luce le capacità terribili delle nuove armi, colpire, distruggere ma anche quella di cancellare e/o svuotare un corpo con la sola violenza del vuoto d’aria che si sviluppa al passaggio di un missile teleguidato.
Sì terribile, tuttavia dobbiamo pensare che il programma della riunione di Copenaghen è importante per capire come si svilupperanno i conflitti con le prossime generazioni e come cercare di prevenirli per la nostra sicurezza.
Il computer quantistico per fortuna non è solo questo, ma con la sua capacità di calcolo così sofisticato, ci faciliterà la vita sotto ogni aspetto, potrà fornirci soluzioni per la medicina, per lo studio delle malattie, i cambiamenti climatici, l’evoluzione della specie e ogni altra applicazione necessaria al nostro vivere quotidiano… almeno così speriamo.

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