ABBIAMO OSPITI – ASTRONOMIA –Siamo soli nell’universo?

Articolo di Massimo Cestelli Guidi – Autore Ospite de La Lampadina

Questa annosa domanda che si sono posti gli Scienziati da sempre, domanda che non ha mai potuto avere una risposta appropriata ma solo formulazione di fantasiose ipotesi, ritorna oggi attuale per un articolo del National Geographic Magazine. La novità nell’articolo è costituita dal fatto che altre forme di vita nell’Universo vengono date per scontate e non come ipotesi, ossia: “Noi non siamo soli (nell’Universo)”.
Innanzitutto è comprensibile che gli Scienziati che effettueranno ricerca (e che hanno ricercato per decenni ) per forme di vita su altri pianeti e che nel prossimo futuro si apprestano ad avere strumenti più sofisticati per la ricerca, credano nella possibilità di trovare qualche altra forma di vita al di fuori della Terra. È previsto di inviare in orbita terrestre nel 2021 e nel 2025 strumenti all’avanguardia per la ricerca di forme di vita su pianeti distanti anche qualche migliaio di anni luce.
Quindi se gli Scienziati non avessero fede in una possibilità di successo per questa ricerca futura, risulterebbe un dispendio inutile l’impegno di inviare satelliti con strumenti in orbita e mantenere gli Scienziati stessi a ricercare “l’araba fenice”.
Quale scopo è possibile prevedere nella ricerca di forme di vita su pianeti distanti qualche migliaio di anni luce? La possibilità di rilevare condizioni del pianeta che potrebbero aumentare le probabilità dell’esistenza di forme di vita, non certo la possibilità di contatto con forme di vita evolute.
L’anno luce sembra una misura del tempo ma in realtà è una misura di distanza coniata apposta per valutare le immense distanze fra le stelle e le galassie che esistono nell’Universo ed è l’unità di misura relativa alla distanza che percorre la luce in un anno.
È bene avere la percezione di quanto sia grande questa unità di lunghezza.
La velocità della luce è la massima (limite) raggiungibile nell’Universo ed il valore è di 300.000 Km al secondo. Quindi la luce della luna, riflessa del sole, impiega un secondo per arrivare sulla Terra, mentre la luce del sole (il sole è distante dalla Terra circa 150 milioni di Km) impiega circa 8 minuti.
Si pensi che distanza percorre la luce in un anno!
Il sistema stellare più vicino al nostro sistema solare, Alfa Centauri, è distante 4,2 anni luce. Il diametro della nostra galassia, la Via Lattea a forma di spirale, è di circa 100.000 anni luce.
Sono principalmente due le considerazioni che ho formulato riguardo la futura ricerca di forme di vita simili alla nostra su pianeti molto distanti da noi.
La prima è relativa alla contemporaneità ipotetica dell’evoluzione di forme di vita su due diversi pianeti, contemporaneità che oggettivamente risulta impensabile. La vita sulla Terra, secondo gli Scienziati è iniziata circa 4 miliardi di anni fa dall’agglomerazione chimica di una singola cellula.
Nell’evoluzione susseguente, a partire da circa 210 milioni di anni fa e per 150 milioni di anni i dinosauri sono stati i padroni del pianeta. Sono diventati così enormi per il lungo periodo dell’evoluzione. Se una forma di vita su un altro pianeta avesse raggiunto in quel periodo il nostro livello tecnologico attuale, non avrebbe avuto alcuna possibilità di contatto con gli esseri della Terra.
Anche per un lungo periodo del genere umano, la cui prima specie “Homo erectus” risale a 1,6 milioni di anni fa, con numerose altre specie susseguenti (ad esempio Neanderthal) non sarebbe stato possibile alcun contatto da pare di extra terrestri. La nostra specie “Homo Sapiens”, che ha fatto subito un salto di qualità rispetto alle specie precedenti, compare 30.000-35.000 anni fa e solo nel XX secolo DC è in grado di inviare o ricevere comunicazioni interspaziali.
In definitiva prevedere la contemporaneità dell’evoluzione su due differenti pianeti risulta realmente impossibile.
Un’altra considerazione riguarda la distanza di questi pianeti oggetto d’indagine degli Scienziati, distanza di qualche migliaio di anni luce.
Prendendo come esempio un pianeta distante 1000 anni luce, quello che gli Scienziati possono oggi captare è una situazione del pianeta di mille anni fa ed una eventuale loro risposta arriverebbe al pianeta fra mille anni ossia fra l’invio e la ricezione passerebbero 2000 anni, il periodo fra l’impero romano ed oggi.
In definitiva contatti impossibili.
Invece per un pianeta a noi prossimo, Marte, in base ai dati rilevati dalle sonde inviate dalla Nasa, gli Scienziati hanno formulato alcune ipotesi di vita, che però si sarebbe estinta circa 2 miliardi di anni fa.
Quindi a parte che non è possibile sapere quale potrebbe essere stata la forma di vita, la contemporaneità con la nostra evoluzione non si sarebbe verificata.
In conclusione però è da apprezzare qualsiasi tentativo di ricerca effettuata per meglio comprendere l’Universo, sia per la sua struttura che per possibili forme di vita, perché se anche inizialmente si prevedono scarse probabilità di successo, si è verificato qualche volta nel passato che durante le ricerche indirizzate ad un certo obiettivo sono state effettuate scoperte in campi correlati.

 

 

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