ATTUALITÀ – Statistiche? Ci si può istruire e divertire!

Un pomeriggio estivo senza impegni. Navigando distrattamente sul web capito sul sito dell’Istat: una vera scoperta! Ci si può passare qualche ora istruendosi e divertendosi.
Si scopre che circolano – e che forse condividiamo – molte idee sbagliate.
Esempio? Nascono più femmine o più maschi? Ho chiesto a un paio di persone. Tutti hanno risposto: più femmine. Ebbene è sbagliato: nascono più maschietti e per la precisione 106 maschietti e 100 femminucce. La nostra percezione sbagliata dipende dal fatto che la popolazione femminile vivente è maggiore di quella maschile (nel 2018 il 51.3% erano donne). Eh già, lo sappiamo tutti: gli uomini muoiono prima! E questo è vero non solo in Italia ma in tutto il mondo! In Italia il pareggio uomini/donne avviene intorno ai 40 anni, poi la maggioranza passa in campo femminile. Più maschi che femmine fino all’età di 40 anni, e poi è un crescendo: a 90 anni le donne sono il doppio degli uomini, a 95 anni il triplo, a 100 anni sono 5 volte tanto!
Femminicidi? La televisione ne parla in continuazione, incitando a prendere drastici provvedimenti. Ebbene scopriamo che l’Italia è tra i paesi più virtuosi del mondo! Da noi la percentuale è tra le più basse dei paesi europei (non che questo voglia dire che non ce ne se debba occupare!): la percentuale di donne uccise in Italia (dati del 2006) è superiore solo a quelle di Slovenia e Irlanda del Nord, mentre è inferiore a quella di Francia, Germania, Finlandia ecc. Le statistiche confermano quanto sappiamo: l’assassinio è un fatto prevalentemente maschile: sono soprattutto gli uomini ad uccidere e soprattutto si uccidono tra di loro. Nessuna sorpresa: è ben noto che il maschio “biologico” (sta diventando necessario precisarlo, con il propagarsi della teoria “gender”) è più violento della femmina “biologica”.
Laureati/e. Sono più gli uomini o le donne? Sorpresa: sono di più le donne e nettamente: 55,8 contro 44.2 e questo in tutte le regioni! La regione nella quale la percentuale di donne laureate è superiore a quella degli uomini è… la Sardegna (59.4 contro 40,6)!
Divertente scoprire quanto sia popolare oggi quello che siamo ancora abituati a chiamare “nome di battesimo” (anche se ci dovremo presto adattare a chiamarlo “primo nome” come fanno i cittadini di lingua inglese – con la Francia si fa facilmente confusione: per loro “nom” è il nostro “cognome”).
Il mio nome di battesimo, Giuseppe, è ancora popolare – il 12° in graduatoria tra quelli assegnati nel 2019 – anche se in costante declino da molti anni: in 20 anni è sceso dal 2.08% al 1.38%, trionfa però ancora in Campania (la statistica riunisce in un solo dato tutti i Peppe, Beppe, Pino, Peppino, Peppiniello, Giusi e chi più ne ha più ne metta; Giuseppe è, credo, il nome che vanta più diminutivi); Carlo è più meno costante, è dato allo 0.3% dei neonati e non compare tra i primi 50; Ranieri è invece un nome rarissimo: nel 2019 solo 8 neonati lo hanno ricevuto! I nomi Carlotta e Isabella sono in crescendo costante– in 20 anni sono passati il primo dallo 0.37 allo 0.52 e il secondo da 0.2 a 0.3 (mentre la variante Isabel arriva addirittura allo 0.59).
Quanti sono i nomi diversi attribuiti in Italia ai neonati nel 2014 (ultimo dato disponibile)? Oltre 60.000! (30.700 nomi maschili e 28.930 nomi femminili). La “fantasia” nell’attribuzione del nome è fenomeno esploso nel secolo XXI, e non è solo italiano: in Francia nel 2016 si contano 55.000 nomi rari – attribuiti a meno di tre persone – mentre 13.000 sono i nomi più comuni, dunque siamo sullo stesso ordine di grandezza.
Le serie storiche manifestano il cambiamento della società. I matrimoni sono passati da essere un massimo di 9.9/1.000 abitanti nel 1865 a un minimo di 3.1/1.000 abitanti nel 2019; i divorzi dal minimo di 10.600 nel 1975 agli 88.458 del 2018; il tasso di fecondità, nel periodo 1952-2019 – da un massimo di 2.7 nel 1974 a 1.27 nel 2019.
Il sito propone dei giochi nei quali ci si può cimentare: In quale anno? Dieci date e dieci domande. Bisogna associare alla domanda la data corretta. Le domande sono poste una alla volta in successione. Al termine il risultato. Il gioco può essere ripetuto. Lo ho fatto tre volte ottenendo risultati “miseri” due volte 1/10 e una volta 2/10!
Su e giù per l’Italia: una domanda con tre risposte per ciascuna delle regioni italiane. Al termine il risultato. Io ho ottenuto 6/20 (e dire che mi reputavo avere una discreta conoscenza del territorio!)
Per concludere: a visitare il sito ci si può divertire!

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Sophie de Merode
11 Gennaio 2022 11:25

Molto divertente mai non capisco cosa rappresenti la prima foto?

Reply to  Sophie de Merode
11 Gennaio 2022 11:40

Beh, mettere una prolunga elettrica su una piccola piattaforma galleggiante in una piscina da giardino non è esattamente il miglior modo per allungarsi la vita.
Dato che sono due uomini che hanno intrapreso l’impresa e che nell’articolo si dice che gli uomini in media lasciano questo mondo prima delle donne…

Beppe
Reply to  Sophie de Merode
11 Gennaio 2022 13:37

Per dire la verità anche io ho avuto bisogno della spiegazione di Isabella (che è colei che sceglie le fotografie). Sarà forse che, essendo uomo, certe cose non le capisco…

Federica Ricci
23 Dicembre 2021 19:43

Grazie per questo articolo divertente!

Pietro Zezza
23 Dicembre 2021 12:14

Molto divertente!