STORIA – L’immagine e la narrazione del passato: i campi di detenzione nel cuore di Parigi 1943/1944

Nel 1933, poco dopo la presa del potere i nazisti crearono la “Reichkulturkammer”, una specie di “Camera della cultura nazista”. Solo chi ne faceva parte poteva lavorare nel campo dell’arte e della cultura ariana e nazista Questo organismo era lo strumento per dirigere l’intero settore culturale della Germania ed uno dei suoi compiti era monitorare e controllare le aste.
Le case d’Asta dovevano registrare le aste in programmazione alla “Reichkulturkammer”. Sui moduli vi era la lista degli oggetti e la loro descrizione. In liste separate vi erano gli oggetti con la scritta “proprietà non ariana”. Le case d’Asta avevano l’obbligo di documentare il prezzo di vendita e il nome dell’acquirente.

Le case d’Asta a Berlino in quel periodo erano più di 20 e tutto ciò che fu venduto tra il 1935 e il 1942 fu registrato e archiviato. Prima della seconda guerra mondiale, Parigi era la capitale globale dell’arte. Nel giugno 1940, arrivò l’occupazione tedesca e una delle prime attività che i tedeschi organizzarono meticolosamente fu quella di redarre dei cataloghi delle opere d’arte, oggetti e mobili appartenenti ai collezionisti.
Inoltre dal 1942, tutte le case “abbandonate” dalle famiglie ebree venivano visitate ed il contenuto catalogato. Questa operazione si chiamava “Mobel- Aktion”(operazione mobili) ed a occuparsi di ciò era un dipartimento preciso il “Dienstelle Westen”, la cui sede era a Avenue d’Iena 54, nel sedicesimo arrondissement.

Le case parigine svuotate furono circa 38.000 e prima di essere trasportati in Germania, i mobili, quadri, oggetti, opere venivano non solo catalogati ma trasportati in dei depositi parigini: i pianoforti al Musée d’Art Moderne(attuale Palais de Tokyo), libri e musica alla Rue Richelieu,

i mobili al 43 di Quai de la Gare (Gare d’Austerlitz), gli oggetti al 87 di Faubourg St.Martin gli oggetti cinesi a numero 2 di Rue Bassano.
L’operazione era vasta e furono impiegate non solo numerose imprese di traslocatori ma serviroro circa 600 treni per trasferire tutto in Germania. Furono fatti lavorare i prigionieri ebrei stessi che dovettero trasportare ed imballare quanto sopra nei luoghi sopradescritti e quindi questi indirizzi erano non solo dei depositi ma anche dei campi di detenzione nel centro di Parigi.

L’esistenza di questi campi di detenzione nel cuore di Parigi è molto poco conosciuta. Vi passarono circa 800 ebrei tra il 1943 e il 1944, molti dei quali furono poi inviati a Bergen Belsen.
Mi è capitato di vedere delle foto di questi campi nel cuore di Parigi. Immagini totalmente prive di qualsiasi descrizione, estremamente toccanti. L’efficacia che queste immagini possiedono è superiore a qualsiasi testo e dimostrano che l’uso dell’immagine può da sola creare la narrativa del passato.

2 commenti per “STORIA – L’immagine e la narrazione del passato: i campi di detenzione nel cuore di Parigi 1943/1944

  1. Isabella Confortini Hall
    4 settembre 2017 at 22:52

    E’ proprio vero: una volta tanto la spietata organizzazione nazista ha avuto, per certi versi, un risvolto utile.
    Grazie Carlotta per questo spot puntato su una vicenda piuttosto oscura della nostra recente storia.

  2. Pilar Crespi
    4 settembre 2017 at 20:24

    Articolo molto interessante. L’ironia e’ che grazie a queste liste preparate dai nazisti, in modo cosi preciso e sistematico, delle opere d’arte e delle proprietà’ confiscate agli Ebrei, molte di queste famiglie hanno potuto ricuperare quello che gli doveva nel dopoguerra.

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