ABBIAMO OSPITI – ASTRONOMIA: l’asteroide Aphopis minaccia la Terra?


Allarmismo? Ignoranza? Cosa c’è di vero in questo probabile futuro evento?

In questa immagine le orbite della Terra e di Apophis con le rispettive posizioni alle 09.28 UTC del 1/5/2012. A tale data/ora l'asteroide si trovava a 88.162.178 miglia dalla terra

Apophis il distruttore: un asteroide minaccia la Terra”; “Missioni spaziali per distruggere Apophis”; “L’ombra d’Apophis s’allunga”. Questi, alcuni dei titoli apparsi sulla stampa di vari Paesi. Il passaggio di quest’asteroide in prossimità della Terra, nell’aprile 2029, risveglia una quantità di fantasmi apocalittici: quanto c’è di reale?
Nel Sistema Solare, i Near-Earth Objects (NEOs) sono asteroidi e comete che hanno ricevuto una piccola spinta dall’attrazione gravitazionale della Terra, della quale sono in vicinanza; impulso tale che consenta loro di entrare in un’orbita prossima al pianeta.
Più precisamente, essi sono definiti come gli oggetti passibili di transitare a meno di 45 milioni di chilometri dalla Terra. In particolare, gli asteroidi sono dei pezzi (relativamente) piccoli o molto grandi, rocciosi, rilasciati dall’agglomerazione iniziale dei pianeti più interni come Mercurio, Venere, Terra e Marte e suscitano, fra l’altro, interesse poiché costituiscono i detriti, non alterati, del processo di formazione del Sistema Solare, avvenuto circa 4,6 miliardi di anni orsono. Esistono fra 10mila e 100mila NEOs che passano regolarmente in prossimità della Terra.
Fra questi, scoperto nel 2004 dall’Osservatorio di Kitt Peak (Arizona, U.S.A.), esiste l’asteroide Apophis, nome derivante dal Dio del Chaos nella mitologia Egiziana. Si tratta di un corpo roccioso avente 270 metri di diametro, una massa di circa ventisette milioni di tonnellate e una densità, per ora, stimata di circa 1,3 gr/cm3. La sua orbita è prossima a quella della Terra, ruotando attorno al Sole in circa undici mesi con un perielio vicino all’orbita di Venere. Per questo, Apophis deve essere tenuto sotto stretta sorveglianza. Nell’ambito delle Nazioni Unite, il Comitato per l’Uso Pacifico dello Spazio Esterno (COPUOS) ha un Gruppo di Lavoro per la Meteorologia Spaziale, gli asteroidi e i NEOs; anche in seno all’agenzia Spaziale Europea esiste il Programma Space Situational Awareness Programme, che studia e sorveglia i suddetti oggetti. Apophis non costituisce solo lo studio di un caso volto alla comprensione della formazione dei pianeti, ma soprattutto rappresenta una motivazione per affinare il calcolo delle traiettorie al fine di determinare la geometria del volo di prossimità il 13 aprile 2029 e stabilire il rischio di collisione con la Terra.
Per indicare questo rischio, esiste la Scala Torino. In essa, attualmente, all’asteroide in parola è stato assegnato un rischio “4”, il più alto finora attribuito. Si valuta che una collisione sulla superficie terrestre con Apophis sarebbe equivalente a un impatto con 200 velivoli nucleari lanciati a 45.000 km/ora, mentre la caduta in un oceano, creerebbe un cratere di 7 km. A 1000 km dal centro del luogo d’impatto, l’altezza dell’onda di tsunami generata sarebbe di quasi 12 metri, valore che crescerà di molto allorché essa si avvicinerà al litorale. Esiste una panoplia di metodi “brutali” e “soffici” per la deflessione della rotta di Apophis, fra i quali: un’esplosione nucleare (metodo la cui applicazione è soggetta all’approvazione dell’ONU); un impattatore lanciato verso l’oggetto; le vele solari; un trattore gravitazionale.
Articolo di Gian Carlo Ruggeri – Autore ospite de La Lampadina

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