La fiera delle vanità ha cambiato podio

Non talk show (chi li invita?), non conferenze (di cosa saprebbero parlare?) ma per fortuna esiste una nuova occasione per esibirsi: il pulpito dei funerali.

Non servono inviti: i funerali sono aperti a tutti.

Non servono diplomi, non raccomandazioni, non titoli.

Basta afferrare un foglietto bianco e… via.

Ogni anno file più numerose di parenti e amici si snodano interminabili per arrivare allo scranno. Aspettano pazienti il loro turno, si sono preparati con cura e sanno di poter contare su un pubblico che non può materialmente abbandonarli. Salgono sul podio e dinanzi a noi, oramai preoccupatissimi, svolgono lentamente il fatidico foglietto.

Assistiamo così attoniti al discorso strappa lacrime di un improbabile orfanello di oltre settant’anni che ricorda con voce rotta il primo abbraccio della sua mamma (cielo, aveva ancora una mamma?), ascoltiamo sbalorditi il ricordo di quell’uomo brillante, ironico, colto, spiritoso e arguto (mamma mia non avremo sbagliato funerale?), ci si spalanca la bocca dallo stupore quando viene descritta come angelo del focolare, dedita a marito e figli, quella signora fuggita più volte e con diversi amanti.

Il pubblico, perché tali siamo divenuti, da fedeli che eravamo, si guarda intorno sbigottito. Ma la fila continua a svolgersi incessante e impietosa. Alcuni parenti salgono e non riuscendo a trattenere l’emozione scendono dal pulpito con un singulto soffocato. Si sentiranno male?

Blocchiamoli! Strappiamo loro il foglietto dalle mani (perché poi il foglietto? Non si ricordano dei loro ricordi?)

Basta! Torniamo alla breve parola del sacerdote, ad una bellissima musica di organo e ad un fantastico silenzio di raccoglimento in cui di nuovo finalmente ognuno di noi avrà modo di tornare al vero personale e prezioso ricordo.

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Stefano Gentile
26 Giugno 2012 20:14

Lalli, mi complimento e vorrei aggiungere : la vogliamo smettere con gli applausi, che ora si sono trasferiti anche all’interno delle chiese? Ciao Stefano

Lalli Theodoli
Reply to  Stefano Gentile
12 Luglio 2012 18:40

Caro Stefano,più che d’accordo.Ma come fare? Incroceremo le braccia in una protesta silenziosa e piano piano verremo seguiti? Proviamoci.un abbraccio
Lalli