Mica è monnezza!

Le troviamo dappertutto: presenza ossessiva e imperdibile.

Al mare, spingiamo i piedi sotto la sabbia ed eccole sbucare da sottoterra: le cicche.
In un giardino, carezziamo leggermente i petali di un fiore e ai suoi piedi, conficcate in un assurdo gioco geometrico, eccole: le cicche.
Sbucano incastrate tra mille sampietrini romani, occhieggiano infiltrate tra le antiche pietre che circondano il Colosseo. Ma quante sono? Miliardi.
Ma quanto durano? Anni e anni.
Perché buttate in terra? Da chi?
Il timido: La fa scivolare lungo la gamba fino a che tocca terra. Guarda in alto con aria vaga e con un calcetto la spinge in un angolo dopo essersi assicurato di essere al riparo da ogni sguardo.
Il tracotante: ancora accesa, le fa fare un balzo dal balcone a sfiorare la testa dei passanti: improbabile stella cadente.
Il rabbioso: furiosamente fuma fino all’ultimo pezzetto tenuto da dita ingiallite da anni di nicotina. La butta per terra. La pesta col tallone che gira e schiaccia con forza finché finalmente la uccide, la cicca.
Lo spavaldo: con una schicchera le fa fare mille volute in aria assolutamente incurante di chi ha intorno.
Guardo un po’ perplessa lo spavaldo in azione che capisce il mio rimprovero inespresso. Guarda me, guarda la cicca che dopo i volteggi è finalmente atterrata esausta sul marciapiede e..
..MICA E’ MONNEZZA.
Dice.

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