ARCHITETTURA: Sant’Ignazio ovvero il barocco illustrato

Chi a Roma non conosce, almeno per nome o per esserci entrato una volta, la magnifica chiesa di S. Ignazio, che domina con la sua gigantesca facciata la piazzetta omonima?  Annesso al Collegio Romano dei Gesuiti, il tempio dedicato al Santo di Loyola incarna (insieme all’altro dedicato al Nome di Gesù, poco distante e di poco più antico) l’espressione architettonica, artistica e spirituale della Controriforma.

La chiesa fu costruita a partire dal 1626 per interessamento di papa Gregorio XV Ludovisi, che quattro anni prima aveva canonizzato Ignazio, fondatore della Compagnia di Gesù.  La costruzione durò quasi un secolo, concludendosi con la consacrazione solo nel 1722.  Ma l’interno della chiesa era stato decorato già alla fine del Seicento da Andrea Pozzo, pittore e architetto gesuita, che in dieci anni di lavoro creò uno dei più splendidi interni sacri di Roma. Le volte affrescate con l’allegoria dell’Ordine e gli episodi della vita del Santo fondatore, oltre alla celebre, stupefacente cupola in finta prospettiva, esprimono in modo mirabile l’essenza dell’arte barocca che deve essere al tempo stesso immaginaria e realistica, per colpire lo spettatore attraverso i sensi comunicando un preciso messaggio: nel nostro caso, la forza della rinnovata fede cattolica, sostenuta dall’azione della Compagnia.

Queste notizie generiche sono note più o meno a tutti. Ma qui vorremmo segnalare una novità interessante: oggi, per iniziativa del Rettore della chiesa, è possibile fruire di un servizio di spiegazione e visita guidata.  Nei giorni di martedì, giovedì e sabato, fra le ore 15 e le 18, alcune guide volontarie sono a disposizione – ovviamente gratis – dei turisti e dei visitatori che desiderano sapere qualcosa di più sul monumento, sulla sua vicenda e sulle opere d’arte in esso contenute. Vale certamente la pena di dedicare anche una piccola parte di un pomeriggio qualunque, magari fra una commissione e l’altra, per entrare per qualche attimo nello spirito di uno dei momenti più alti della nostra storia artistica e religiosa.

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