TECNOLOGIA: L’asfalto drenante

Da qualche anno leggiamo sulle nostre autostrade che “è stata completata la messa in opera di asfalto drenante”. Tutti sappiamo più o meno di cosa si tratti, ma ci è forse venuta la curiosità di saperne di più.

Il conglomerato bituminoso drenante è una miscela di asfalto di nuova concezione con l’aggiunta di materiale poroso derivante da frantumazione a cui va aggiunta una percentuale di filler (polveri fine).

In tutto questo il bitume (da non confondere con il catrame che è molto dannoso nei processi di lavorazione) rappresenta solo il 7% circa della miscela.

Il conglomerato viene poi modificato fisicamente, ed è questa la grande novità – addizionando una percentuale di polimeri che conferiscono al conglomerato una elevata stabilità e resistenza alla deformazione, allo sbalzo termico e un minore invecchiamento del legante. Il polimero è una gomma stirolica (SBS) che può essere addittivata con piccole quantità di polverino di gomma derivato dal riciclo dei pneumatici ed anche da altri materiali di riciclo contenenti SBS. Tra questi ultimi è curioso trovare alcuni tipi di adesivi di recupero, ma anche quanto estratto da pannolini e pannoloni che viene utilizzato per varie applicazioni dall’industria dei bitumi.

Molti sono i vantaggi dell’asfalto drenante, oltre a quello conosciuto già da tutti.

  • La funzione drenante è quella che già conosciamo: in caso di pioggia, l’asfalto poroso dapprima assorbe l’acqua, evitando che si fermi in superficie, poi la incanala fino a scaricarla ai lati della strada.
  • Funzione antislittamento: l’elevata granulosità del materiale inerte impiegato garantisce una capacità di aderenza sul bagnato mai ottenuta prima.
  • Funzione economica: l’elevatissima durabilità e la possibilità di porre in opera il conglomerato in spessori più sottili (da 1,5 a 3,0 cm), rendono l’impiego di questo nuovo materiale molto competitivo anche dal punta di vista economico.

Insomma, i costi sono stati ridotti, la durata del manto stradale è aumentata: con queste premesse dobbiamo aspettarci una riduzione delle tariffe autostradali?

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