ARCHIVI DI FAMIGLIA: un omaggio a Palermo

Articolo di Carlo Verga

La storia di Villa Igiea, inizia a fine 1800, quando a Ignazio Florio, preoccupato per la figlia Giovanna affetta da un disturbo polmonare, viene proposto dall’amico professore Vincenzo Cervello, l’Igazolo, un farmaco composto da aldeide formica e iodio, che secondo il professore, sarebbe servito per un nuovo metodo di cura della tubercolosi polmonare.

Speranzoso nella guarigione della figlia ma anche propenso ad un buon affare se l’irgazolo come sembrava, avesse potuto cambiare la storia di questa malattia, Ignazio acquistò da Sir William Cecil Henry Domville, figlio di Sir James Domville, una casina in stile neogotico (Villa Domville) con il suo parco di circa 20.000 metri quadri con l’intento di realizzarvi un sanatorio per ricchi forestieri ammalati di tubercolosi.

Fu dato al complesso il nome di Villa Igiea in omaggio alla dea della salute Hygiea (figlia di Asclepio, dio della medicina), e ne fu affidata la costruzione all’architetto Ernesto Basile, uno dei maggiori esponenti del Liberty in Sicilia.

Ed ecco, dagli archivi di famiglia, la spiegazione che Gabriele D’annunzio dà a Ignazio sull’origine del nome concludendo con l’augurio a donna Franca e a tutta la famiglia.

“Mio caro Signore,
ieri per caso mi venne sotto gli occhi l’inno orfico a Hygieia e ripensai alla domanda che ella mi fece intorno l’ortografia esatta  di questo nome trasposto nella nostra lingua. Si rassicuri e non muti nulla. Il nome sta benissimo nella forma che Ella ha già fatto incidere durevolmente : “ Igiea; la quale accosta alla forma originale molto piu che non l’altra 

“Igea”. Le forme latine sono Hygea, Hygia. Dal greco ùylervos (hygieinos) derivano le parole italiane igiene, igienico, le quali appunto conservano il “gie”. Non muti dunque nulla nelle incisioni. Spero che questa lettera giunga in tempo.

Ed eccole l’inno orfico alla Dea veneranda.
“O Desiderabile, o Amabile, Regina delle case innumerevoli e di tutti gli uomini, odimi, Igiea felice, Madre universale, che porti le ricchezze; perocchè tutte le malattie degli uomini sian cacciate da te  e tutte le case per te si rallegrino. Il mondo ti desidera regina e il solo Ade ti persegua del suo odio o Eterna, che nutri le anime, o eternamente florida, desiderabile riposo dei mortali; perocchè senza di te tutte le fatiche siano inutili  e non vi siano ricchezze nè dolci unioni, e l’uomo laborioso non giunga alla vecchiaia. Sola Tu governi tutte le cose e tu imperi su tutti. Vieni, o Dea! Sii sempre benigna a coloro che insegnano i tuoi misteri e liberaci dai tristi dolori della malattia”! Che la Dea figlia di Asclepio sia sempre benigna a Lei, a donna Franca, e a tutti i suoi cari.
Spero di rivederla presto.
Le stringo la mano cordialmente. Ave. Gabbriele d’Annunzio”

Clicca qui per leggere la lettera autografa di D’Annunzio

Successivamente e nel 1900 visti gli enormi costi e la difficoltà di averne un qualche ritorno ed anche per gli scarsi risultati dell’igazolo, fu decisa la trasformazione in una grande e lussuosa struttura alberghiera, appunto “Grand Hotel Villa Igiea”, mantenendo il nome della dea della salute ed affermandosi come meta ricercata del turismo internazionale e simbolo della belle époque palermitana.
La sua inaugurazione, che segnò l’inizio di una stagione ricca di eventi mondani e personaggi illustri, avvenne il 19 dicembre.

Grande fu la partecipazione internazionale per un evento così importante, annunciato dai molti giornalisti poi presenti, Figaro, New York times, Corriere della sera e di altre testate mondiali.

Da quel momento molti i capitoli di un mondo romanzato (vedi il libro di Francesco Amendolagine, “Villa Igiea” edito da Sellerio). Nel 1903 nacque al suo interno il Cercle des Etrangers luogo di ritrovo per giochi e balli.
Mille gli arrivi da tutto il mondo, grande risonanza all’arrivo dei sovrani di Inghilterra, il Sultano di Zanzibar contornato da sontuosi gioielli, turbanti e gente pittoresca. Grandi amori segreti e palesi, forte clamore per la storia del tenente de Bosis e la Slava Smirnova, erano tutti innamorati di Lei, una mattina il tenente sorvolando la spiaggia con l’aereo intento a rimirarla e salutarla mentre la bella slava prendeva il sole, volò troppo basso e si schiantò sulle rocce.

Poi tutte le maggiori case reali Europee del periodo, il re del Siam, Paramandra Maha Chulalongkom, statisti di ogni paese, poi Mussolini, Marconi, Marinetti e tanti altri.
Quel periodo di un’epoca unica si affievolì con la grande guerra.

Gli anni successivi furono noiosi, molti gerarchi fascisti, poi i tedeschi, gli americani e grandi trasformazioni all’interno dell’albergo. Venivano a svernare esiliati o ricche famiglie europee.

Qualche sprazzo di nuovo successo con gli anni del boom cinematografico. Greta Garbo, Ranieri di Monaco con Grace Kelly, la Callas prendeva il sole, Onassis beveva da solo al bar e non rideva mai.

Rossellini doveva girare un film su Garibaldi, poi Claudia Cardinale, Alain Delon e Burt Lancaster nel 1962 ai tempi del “Gattopardo”, Alberto Sordi insieme a Senta Berger per “Il mafioso”, Paul Newman, Kirk Douglas con Irene Papas, Gina Lollobrigida, Sophia Loren,  Richard Burton spesso ubriaco sul suo yacht ancorato davanti all’Hotel.

Nei nostri anni fecero la comparsa De sica, e ancora qualche reale Europeo…. Ma i Florio non ci sono più e l’epoca d’ora si è tranquillamente ridimensionata per quel Grand Hotel che doveva diventare un sanatorio.

3 commenti per “ARCHIVI DI FAMIGLIA: un omaggio a Palermo

  1. Giovanni Battista Tomasello
    5 Aprile 2019 at 16:07

    I Florio esistono a Messina… ed io li conosco.

  2. 2 Maggio 2016 at 19:01

    Bella ricerca Carlo interesantissimo. Mando in giro a chi “di dovere”.
    Marina

  3. 2 Maggio 2016 at 16:33

    Molto divertente, rievoca un’epoca favolosa di personaggi di rara eleganza ormai purtroppo scomparsi.

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