COSTUME: al ristorante…

Al mare, in montagna, al parco, al ristorante: ovunque lo stesso spettacolo.

Una coppia di giovani, carini, di quelli che in altri tempi sarebbero stati ad abbracciarsi ovunque, che non avrebbero dato al silenzio alcuna opportunità per le mille e mille cose da raccontarsi, che non avrebbero staccato lo sguardo uno dagli occhi dell’altro, con gli occhi stellati… ora…

Si! Escono insieme.

Si! Siedono di fronte allo stesso tavolo, ma…

Ognuno è chino sul suo telefonino: a lui sorridono, con  lui ridono, con lui “chattano”. Ognuno chiuso nel suo mondo.

A tratti uno dei due richiama l’attenzione dell’altro. Parlano finalmente? No, è solo per far vedere qualcosa di prezioso sul display. Unico minuto di condivisione prima di riallacciare il personale rapporto esclusivo.

Il dito scorre, le immagini si susseguono: ad ognuno le sue, le frasi si inseguono: ad ognuno le sue.

Ogni tanto la forchetta trova la strada per la bocca, e cosi pure il bicchiere, ma nessuno scambio di parole fra di loro.

Non alzano la testa all’arrivo del cameriere con le pizze fumanti. Si limitano a spostare il piatto un pò più lontano. E’ il telefono a rimanere nel posto di fronte a loro.

Difficile per noi che ci offendevamo a morte per ogni minima mancanza di attenzione, per uno sguardo lanciato di sottecchi ad una bellissima donna, capire tutto questo.

Per noi che alla vista di una coppia annoiata, affogata nella reciproca indifferenza e in lunghissimi silenzi dicevamo “A noi questo non succederà mai”.

Forse si vogliono bene, forse la loro storia andrà avanti ma…

In un tavolo vicino una coppia decisamente matura, non bellissimi. Parlano, parlano. Nonostante una vita trascorsa insieme, ancora tante, tantissime cose da raccontarsi, da condividere. Lui dice qualcosa di buffo e lei ride felice, radiosa come tanti anni fa rideva alle sue battute. Lui forse le dice una cosa molto carina e lei… arrossisce come arrossiva tanti anni fa.

Lei sa che a lui piace la crostata che non può mangiare, dieta stretta, e gli porge gentilmente una forchettata di dolce. Brindano facendo tintinnare i bicchieri e sorridendosi a tante cose belle del passato, del presente ed a quanto ancora la vita potrà loro offrire.

Hanno intorno a loro un’aureola di condivisione, di amicizia, di confidenza, di felicità di antico amore.

Il cameriere li serve allegro, contento dei loro sorrisi, attento a ogni loro desiderio. La sua solerzia ricambiata dai loro sorrisi.

Escono. Si tengono per mano, ma con molta discrezione. Le mani nascoste dalla sciarpa.

Alla loro uscita è come se una luce nel ristorante si spengesse.

Escono i due ragazzi. Non si sfiorano. Camminano in fila indiana, ognuno ancora con lo sguardo sul suo telefonino. A testa bassa mentre il dito scorre ancora veloce e le immagini corrono, i messaggi pure. E così perdono tante chiacchierate, tante risate, tante condivisioni, tante immagini: la pagliuzza dorata nell’occhio di lei ed il suo mordersi delle labbra nel dubbio, il tic con cui lui si tocca il sopracciglio nell’imbarazzo, il ciuffo di capelli che cade sugli occhi e viene respinto con un soffio.

Non stanno perdendo veramente un po’ troppo?

Articolo di Lalli Theodoli

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