ATTUALITÀ: Esistono ancora i mercenari?

Chi di Voi ad inizio estate ha assistito all’interessante presentazione de “La Lampadina” al Circolo degli Esteri, del libro edito da Eurilinks sull’Afghanistan, ha potuto apprezzare il dibattito che ne è seguito a proposito dei contractors.
I Contractors sono i mercenari di ieri, cioè quei gruppi o soldati di ventura che da quando è iniziato il mondo lavorano al soldo di chi li paga. Oggi i contractors sono corpi specializzati per ogni tipo di conflitto e largamente impiegati, da molti governi.
L’attività mercenaria è oggi formalmente illegale, i contractors, sono organizzati come vere e proprie compagnie militari private – vengono comunemente usati, sia come supporto alle truppe regolari, sia per compiere operazioni belliche non ufficiali.
Tra i maggiori “contractors” internazionali è annoverata la Blackwater molto legata al governo americano, a cui fornisce circa 1000 operatori, i più ex militari e sono prevalentemente assegnati a protezione del personale diplomatico. Oltre a questo forniscono ogni altro tipo di supporto tecnico e operativo ove richiesto.

La BlackWater ha sede nella Carolina del nord dove dispone di un’enorme area addestrativa, attrezzata con poligoni di tiro e da dove escono ogni anno circa 35mila operatori di sicurezza (contractors, agenti di polizia, militari etc). L’addestramento è estremamente realistico rispetto a possibili scenari operativi.
Il fondatore è da Erik Prince, nato come venditore di parti di automobili e poi approdato al mondo militare.
La BlackWater è stata spesso coinvolta in affari poco chiari, ha subito pesanti critiche per le politiche operative troppo aggressive tenute in occasione dei vari interventi. Per garantirsi una sicurezza operativa, usano infatti, procedure tattiche preventive e dissuasive molto pericolose, a volte devastanti, per la popolazione delle aree coinvolte.
Uno dei fatti più eclatanti è del 16 settembre 2007: in un incidente a Baghdad 17 iracheni (di cui almeno 14 civili) rimasero uccisi dal fuoco degli operatori della Blackwater. Per l’incidente, furono condannati 4 “militari” della società, scatenando numerosissime polemiche e indagini. Vennero alla luce molte altre denunce per il loro operato sia in Iraq che in Afghanistan tanto da richiedere una revisione delle procedure operative dal Dipartimento di Stato, A seguito di questi scandali, la compagnia ha cambiato nome in XE Services, e poi in Academi.

Erik Prince sembra abbia venduto la società, ma non si sa chi siano i nuovi proprietari e poi si è ritirato in una lussuosa dimora a Dubai. Nel Paese, ha lavorato alla costruzione di forze di sicurezza private per principi arabi, e con gli investitori cinesi operativi nella estrazione di gas e petrolio dall’Africa.
Erik Prince è attualmente il Presidente e Amministratore Delegato di Frontier Services Group, il cui sito dice: “Noi siamo esperti nel fornire servizi di consulenza di sicurezza per le aziende che operano in ambienti ad alto rischio in tutto il mondo.”
Nel mese di dicembre 2016, Frontier ha emesso un comunicato stampa che annuncia l’intenzione di aprire “una base operativa avanzata nella provincia di Yunnan della Cina” così che la Frontier potrebbe “servire meglio aziende in paesi quali Myanmar, Thailandia, Laos e Cambogia.”

Sui giornali in Usa si parla molto di questo personaggio che è il fratello di Betsy De Vos, segretaria della pubblica istruzione del governo Trump e diventato uomo di fiducia del Presidente.
Il Washinton Post qualche mese fa recitava: Erik Prince è andato alle isole Seychelles per dialoghi con un addetto del presidente russo Vladimir Putin, al fine di stabilire “una linea, un canale di comunicazione tra Mosca e il presidente Donald Trump.
La sorella di Prince è Betsy DeVos, Segretario della Pubblica Istruzione di Trump. Il loro padre, l’industriale Edgar Prince, si arricchì nel settore dei ricambi auto
.”
Nello stesso mese, in una dichiarazione alla rivista Foreign Policy, Erik Prince affermava che i contractors privati sarebbero pronti ad affrontare qualsiasi tipo di disastro umanitario: “Nello spazio di poche ore potrebbero portare sul luogo, almeno 250 veicoli, elicotteri, mezzi da sbarco, e ogni attrezzatura per la mobilità. Poi container con cibo, medicine, ospedali da campo, tende, la depurazione delle acque, generatori, carburante etc

Un bel vestito nuovo per i contractors?

2 commenti per “ATTUALITÀ: Esistono ancora i mercenari?

  1. Carlotta Staderini
    2 ottobre 2017 at 20:20

    Pazzesco! Ho letto ultimamente un’articolo sull’Internazionale, proprio su questo! Da brividi… Le crisi in giro per il mondo rappresentano una opportunità incredibile per alcuni (mercato degli armamenti e multinazionali) La strategia è collaudata: arriva una crisi (calamità naturale, attacco terroristico o altro) poi arriva una guerra lampo gestita con personale di queste società (Blackwater, Halliburton, Bechtel) e poi ci sono delle misure in favore di alcune multinazionali camuffate da “iniziative politiche straordinarie” in cui si sospendono le regole democratiche.Inoltre i dirigenti delle multinazionali finiscono spesso per lavorare per il Presidente degli Stati Uniti. Oltre alle società di mercenari , in USA esistono anche aziende carcerarie private, la Core Civic, e la Geo. Le loro quotazioni in borsa sono volate con l’elezione di Trump.

    • Aereobase da Campagnano
      3 ottobre 2017 at 21:47

      Articolo di Carlo cosi dettagliato e pieno di note precise, interessantissimo- sarebbe bello che avessimo anche noi una cosa simile. Non oso tuttavia immaginare come si riempirebbe, almeno all’inizio di ogni genere di persone alla ricerca di una sorta di “corporeita’ sociale” chi può dire. In un paese come il nostro almeno per ora sembra improbabile almeno in modo sensato e dignitoso e ben riconosciuto- oltre che dotato di mezzi sufficienti – se tuttavia l’esteso volontariato di tanti italiani fosse cosi dotato di mezzi e riconoscimenti si potrebbe cantar vittoria. Grazie Carlo (da Campagnano di Roma).

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