Note di Viaggio – La Lampadina in Sicilia

La Lampadina è di ritorno da una nuova tappa in Sicilia con un gruppo di nostri amici simpatizzanti: da Siracusa, a Ragusa Ibla, a Modica e poi Noto, per concludersi a Marzamemi. Si è iniziato, appena sbarcati, con la visita dello splendido giardino della tenuta “il Biviere”, accolti dal sorriso della padrona di casa, la simpatica Virginia.
Questo magico luogo è proprietà dei Principi Borghese, Scipione e Maria Carla. Decisero negli anni Sessanta di trasformare gli antichi possedimenti di famiglia, sulle sponde del lago di Lentini prosciugato negli anni Trenta, in un giardino esotico mediterraneo e iniziarono a piantare i primi agrumeti. All’ombra di grandi palme e di tanti alberi fioriti dai nomi misteriosi, le fatiche del nostro viaggio sono rapidamente svanite sotto il portico della bella casa davanti ad una squisita colazione. Perfetto inizio per il nostro programma. Riposati e nutriti raggiungiamo il lungo mare di Levante sull’Isola di Ortigia nel centro di Siracusa per prendere possesso delle nostre stanze all’Hotel Gutkovsky.
Per iniziare la serata ci ritroviamo seduti sui primi gradini della cavea del teatro greco dove Emma Dante ha messo in scena un bellissimo Eracle di Euripide quasi interamente al femminile. Eracle di ritorno dall’Ade, divenuto folle per mano della gelosa Era, uccide l’amata moglie e i suoi tre figli. La regia originale e possente ci coinvolge in ritmo incalzante e drammatico. Un’esperienza veramente notevole. La nostra prima giornata si conclude in albergo con una cena raffinata dove i sapori della Sicilia sono perfettamente illustrati.
Venerdi torniamo nella zona del teatro, all’interno del parco della Neapolis, per una visita alla Latomia del Paradiso, profonda e antica cava di pietra dove ancora echeggiano, nei racconti di Cicerone, i lamenti degli ateniesi imprigionati e lasciati a morire di fame e di stenti, senza alcuna possibilità di fuga dopo la loro drammatica sconfitta. Ci sono molte cose da raccontare sulla nostra visita, ma la più curiosa è senz’altro l’avventurarsi nella grotta a forma di orecchio d’asino nominata Orecchio di Dionisio da Caravaggio in visita alla città insieme allo storico siracusano Vincenzo Mirabella, impressionato dal particolare effetto acustico della cavità che amplifica i suoni fino a 16 volte. La nostra simpatica guida, Laura Cassataro, con bella voce, forte del sorprendente effetto sonoro, canta per noi un po’ di canti locali. La giornata prosegue con una visita al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi inaugurato nel 1988. Realizzato dall’architetto Franco Minissi, offre ai visitatori una ricca collezione di reperti aggiornata e completa. Una delle opere esposte fra le più emozionanti è senz’altro la grande madre Kourotrophos (cioè che allatta i piccoli) statua acefala di donna che allatta due gemelli, omaggio alla fertilità e all’abbondanza datata al VI secolo a.C. Il pomeriggio di venerdì ci vede a piedi nei vicoli nell’isola di Ortigia con la nostra guida alla scoperta di alcune meraviglie: “il seppellimento di Santa Lucia” di Caravaggio nella chiesa omonima, il tempio dorico di Atena incorporato nei muri del Duomo, unico esempio di tempio greco ancora leggibile in una struttura chiesastica e Palazzo Beneventano del Bosco dove Rossana e Pietro Beneventano ci riservano una calorosa accoglienza e aprono le loro porte, permettendoci di penetrare in un ambiente unico e raffinato e di assaggiare il loro eccezionale vino. Una giornata piena di emozione che si conclude seduti tutti insieme allegramente nel ristorante Porta Marina da Salvo.
Sabato si parte alla scoperta del barocco siciliano tra Ragusa Ibla e Modica. La storia di questa zona della Sicilia conserva ancora oggi qualche raro ricordo del suo grande passato e dei vari suoi occupanti che uno dopo l’altro lasciano tracce nel suo substrato. Questo bel territorio è stato colpito nel 1693 da uno spaventoso terremoto e le varie città della Val di Noto saranno quasi interamente rase al suolo. La maggioranza degli edifici che ci sono pervenuti oggi sono datati dopo la ricostruzione avvenuta nel 700’ in stile tardo barocco (che viene definito il barocco di Val di Noto) e delle testimonianze degli antichi insediamenti non rimane praticamente niente.
Oggi ci accompagna la guida Luisa Ottaviano, originaria proprio di Ragusa, ed è con loquace entusiasmo che ci porta in giro di buon passo per i vari luoghi da scoprire. Visiteremo soprattutto la parte bassa di Ragusa, dove sorge il nucleo più antico e dove si aprono le grandi strutture chiesastiche e i palazzi nobiliari chiamato anche Ibla (dal re siculo Iblone) o Lusu. Introdotti al patrono della città orientale, San Giorgio, presente nel bel portale che rappresenta il simbolo del luogo, miracolosamente salvato dal sisma, ci dirigiamo nel giardino Ibleo per scoprire le tre chiese che vi sorgono: San Domenico e il campanile maiolicato, San Giacomo con la sua facciata campanile, il suo pavimento di pietra pece e il miracolato crocefisso salvato dalle macerie e la chiesa dei Cappuccini, diventato un albergo con il bel trittico di Pietro Novelli e i preziosi altari lignei. Una corsa al duomo con la sua interessante facciata a torre, messa fuori asse dal suo architetto, Rosario Gagliardi, per permettere di godere anche della vista della cupola. Sembra che niente ci potrà fermare se non la sosta per assaggiare gli arancini, la scaccia e il pane cunzatu. Riprendiamo il nostro pomeriggio con uno sguardo al Circolo di Conversazione, Palazzo Arezzo Donnafugata, circolo privato della nobiltà ragusana in stile Neo classico, per partire, poi, per Modica. La città è stata colpita non solo dal terremoto del 1693, ma anche da una devastante alluvione nel 26 settembre del 1902. Avremo una visione d’insieme dall’alto e un giro in trenino per poter scoprire comodamente la città fino alla sua cima: non dimentichiamo la torre dell’orologio, simbolo della città, i particolari cagnoli con strane figure grottesche sottostanti i balconi dei palazzi patrizi che servono a catturare l’attenzione dei passanti e dimostrare la ricchezza della famiglia e i due imponenti duomi, San Pietro e San Giorgio. Di Modica sono particolari la produzione gastronomica: la cioccolata, la ‘mpanaticchia, l’olio e i legumi. La giornata si conclude con solo pesce al “La Finanziera” e soprattutto con brindisi e allegria.
Domenica, è l’ultimo giorno del nostro viaggio e siamo a Noto, emblema della città ideale che illustra perfettamente il barocco degli iblei tipico della zona. E’ stata ricostruita dopo il terremoto del 1693 in un unico progetto creando un particolare ambiente urbanistico interamente realizzato con l’uso della tenera pietra locale, di colore dorato. Dopo una passeggiata nelle strade con la chiesa di Santa Chiara, uno sguardo alla cattedrale, visiteremo il palazzo del Barone Nicolaci Principe di Villadorata residenza urbana della famiglia in spumeggiante barocco con la facciata arricchita da diverse balconate rinchiuse dalle tipiche inferriate ricurve, con decorazioni di sirene, sfingi, ippogrifi, cavalli alati e vari simboli massonici.
Per concludere il nostro viaggio ci dirigiamo verso Marzamemi, porto di partenza, in passato, dei beni agricoli della zona e luogo di un importante tonnara attiva fino al 1969. Ci aspetta un pranzo sull’acqua, ultimo assaggio dell’eccellenza della cucina locale. Per concludere in bellezza saremo accolti con affetto, simpatia e deliziosi gelati, da Domenico Bonaccorsi di Reburdone e sua moglie Luisa Costa nel Palazzo del Principe restaurato con grandissimo gusto.
Addossato alla casa padronale si trova l’edificio per il ricovero invernale degli scieri, le speciali barche adibite alla mattanza dei tonni, bellissimo spazio recuperato perfettamente grazie ad un sapiente restauro.

Si conclude così, in bellezza, il nostro viaggio, pronti a ripartire per la nostra prossima avventura. Sarete dei nostri?

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