COSTUME – Nuove espressioni

Le nuove generazioni ci hanno abituati a tante cose e tanto diverse dal nostro vecchio modo di essere.

Ci hanno insegnato a vestirci comodi, senza badare troppo all’eleganza: le scarpe da ginnastica che ora la fanno da padrone ovunque, non sono più, come una volta, relegate, dopo una ora di ginnastica a scuola, in un sacchetto putrido. I jeans sono diventati “firmati”.

Ci hanno insegnato a viaggiare con un trolley piccolissimo che un tempo non ci sarebbe nemmeno bastato per i vestiti di un giorno. Abbiamo anche imparato da loro un nuovo linguaggio: troppo forte e fico… non li usiamo spesso ma, li conosciamo.

Ma… ero in autobus. Non lo predno spesso. Era pieno zeppo. Mi avvicino all’uscita a fatica, a gomitate, scavalcando valigie e carrozzine. Raggiunta, quasi, finalmente la porta, chiedo,come facevamo una volta  “Scende alla prossima?” Il ragazzo si volge verso di me, la faccia inespressiva, spostando la gomma da masticare, mi dice “TRANQUILLA!”

Vuole dire “si”? Vuole dire “no”? Che diamine vuol dire? Scende o rimane a tappo della uscita? Non stavo dando in escandescenze. Avevo l’aria esaltata? Avevo una crisi isterica di cui non mi ero accorta?

Senza risposta sono scesa. Perplessa, è dire poco.

Sto in cucina, sorveglio che il roastbeef non cuocia troppo. Chiedo a mia nipote un consiglio. Il forno sarà troppo alto? “TRANQUILLA” mi dice. Ancora una volta rimango in attesa di giudizio. Lo abbasso? Lo alzo?

E così anche al ristorante, alla mia richiesta di poter fare una prenotazione… ”Tranquilla”, alla commessa cui chiedo l’esistenza del numero delle scarpe che mi piacciono…”Tranquilla”. Tranquilla ho un tavolo o tranquilla siamo pieni. Tranquilla, le abbiamo le scarpe, o, sono esaurite? Che nostalgia di un chiaro “SI” o di un altrettanto chiaro “NO”!

In un primo tempo mi sono seriamente preoccupata.

Ho forse  l’aspetto di una agitata, scalmanata o furente che mi si debba rivolgere così?

Mi tranquillizzo in seguito. E’ un ennesimo “Loro” modo di dire  che significa che non ci sono problemi, che non ha importanza, che va tutto bene ..senza peraltro dare una risposta. Troppo impegnativo?

Racconto di aver visto un litigio furibondo per la strada fra una coppia di giovani. “Ma se lei è stata villana… CI STA” mi dice il mio giovane interlocutore. Apprendo un nuovo modo di esprimersi. CI STA al posto di giusto così, prevedibile, ovvio. CI STA che lui la mantiene, CI STA che i loro figli sono maleducati, CI STA che lui sta facendo carriera, CI STA che la loro casa è bellissima. Noi conversiamo, o, almeno, cerchiamo di fare conversazione, e la risposta è lapidaria: non lunghi discorsi in difesa o a spiegazione o a sostegno. Semplicemente CI STA.

Sono infine seduta nella mia macchina accanto al guidatore. Il guidatore è mio nipote che si sta allenando per prendere la patente. Cerco di fare finta di essere assolutamente rilassata mentre con il piede freno sul tappetino, mentre la mano corre verso il freno a mano, mentre cerco disperatamente di non aprire lo sportello per buttarmi di fuori o di non graffiare il vetro con la mano in cerca di uscita. Credo, in buona fede, di avere un’apparenza totalmente serena mentre il terrore mi avvolge in una spirale stretta quando la macchina avanza a balzelloni, come un canguro a bordo del dirupo per il rilascio troppo veloce della povera frizione.

Mio nipote si volta verso di me.

“TRANQUILLA” mi dice.

E finalmente la parola è quella che noi conosciamo: è adatta e giusta. In poche parole…CI STA!

Leggi un interessante articolo sui neologismi giovanili

 

3 commenti per “COSTUME – Nuove espressioni

  1. 1 ottobre 2018 at 20:36

    Come sempre Lalli, un bel articolo divertente e vero.

  2. Marina
    1 ottobre 2018 at 15:55

    Fantastico!

  3. Sveva
    1 ottobre 2018 at 15:07

    Brava Lalli! Hai colto due modi di dire della nuova generazione ma “tranquilla” non ti preoccupare se questa parola viene usata nel suo vero significato: nipote e camerieri ti vogliono solo dire di non agitarti perchè tutto è Ok… effettivamente “ci sta”! Peggio invece entrare in un negozio e sentirsi apostrofare con un “Salve!” lì non ci sta!!

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