FINANZA – Le cripto valute, un mondo ancora così lontano dalla nostra comprensione

Articolo di Carlo Verga

Il Bitcoin, potrebbe diventare a breve leader mondiale dei pagamenti. Il successo è dovuto a diversi fattori in particolar modo alla sua difficile tracciabilità e alla non dipendenza da nessun governo. Fondamentale, per come è congeniato, la complessità degli aspetti matematici e di numeri che ne consentono la trattazione. In genere sono i governi centrali che emettono e che controllano saldi e eventuali falsificazioni delle valute. Il dubbio però, nel caso della valuta digitale: come essere certi che le transazioni avvengono in maniera corretta e quali i testimoni?
La risposta si trova nel mining, (mine, miniera) una parola creata ad hoc che sta a significare, in qualche modo, ricerca processo verifica delle transazioni in bitcoin. I miners sono coloro che con il loro computer contribuiscono a queste operazioni.
Per spiegare nel modo più semplice, se possibile… è come dire che ogni tipo di transazione o traccia di essa avviene in una scatola chiusa, apribile solo con un codice particolare (Blockchain). La scatola è apribile solo con dei programmi numerici estremamente complessi che vengono ricercati con speciali software e computers super veloci. Una volta trovata la combinazione, la scatola si apre ed avviene la transazione in-out. Gli operatori su queste macchine si chiamano appunto miners.
Il codice è formato dallo stesso sistema e legato a vari parametri e quindi sempre differente.
I miners sono semplici utenti che forniscono la potenza di calcolo, con il proprio computer, così da trovare la combinazione, entrare nella scatola, e certificare la correttezza delle transazioni. I miners vengono automaticamente compensati dal sistema con una piccola percentuale per ogni combinazione corretta. Questo consente a più miners di partecipare alla ricerca della chiave d’accesso. Il numero dei miners è limitato solo dal costosissimo impegno per l‘acquisto o affitto dei super computers.
Si pensi che il numero attuale di tentativi per trovare il giusto sistema di ingresso si aggira attorno a 108.683.321 TH/s , dove th/s sta per trilione di hashes per secondo: un numero incredibilmente elevato!
Questo in modo molto semplice il come funziona questo strano mondo. Fin qui tutto sembra poter procedere in modo fluido e soldi facili da trasferire, poco tracciabili per il piacere dei “buoni” e forse più per “i cattivi”.
Ma esiste un’altra faccia della medaglia, ed è l’inquinamento atmosferico per il grandissimo consumo di energia elettrica provocato da ogni transazione.
Per far girare tanti super computer è necessaria una quantità di energia che è quanto utilizzato annualmente da paesi quali Argentina, Norvegia o Svizzera. Ancora più drammatico è l’inquinamento atmosferico. Pensate che nel 2019 quando ancora il sistema Bitcoin o simili non aveva raggiunto le vette di oggi, l’immissione di Co2 nell’atmosfera è stato 37 milioni di tonnellate, che è quanto immesso, annualmente, da un paese quale la nuova Zelanda. Oggi si calcola che ogni transazione di Bitcoin produce inquinamento quanto 700mila transazioni effettuate con una semplice carta di credito. Poi c’è da considerare quanto rigettato e/o mandato in discarica di rifiuti elettronici, circa 11mila tonnellate anno, causato dal continuo ricambio di computer, sostituiti necessariamente, da altri sempre più potenti.
Chissà cosa ne pensa Elon Musk che ha investito 1,5 miliardi di dollari in bitcoin senza porsi il problema dell’inquinamento atmosferico ma producendo auto elettriche e ottenendo così i relativi crediti green per finanziare la sua Tesla?

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2 Commenti
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carlo verga
7 Aprile 2021 7:05

Dottor Fusilli grazie per i suoi commenti, poi da Lei super esperto in materia finanziaria mi fanno molto piacere. Sì ho visto parte dell’intervista, ma in campagna, qualche problema di internet, la rivedo oggi. Grazie ancora e aspettiamo sempre i suoi articoli, magari sulla situazione finanziaria attuale e nuove idee. Grazie ancora

6 Aprile 2021 18:51

Articolo molto interessante e completo. Importantissima la riflessione sull’impatto ambientale che il sistema genera.

Suggerisco di guardare l’intervista che il nostro il nostro Presidente e il nostro team hanno rilasciato al Corriere della Sera Economia la settimana scorsa.

https://video.corriere.it/economia/scoprire-token-economy/5aa10520-8c0b-11eb-9bf5-145cd1352910