ABBIAMO OSPITI/LETTERATURA – Il caso Mussolini

Articolo di Emanuele Ludovisi, Autore Ospite de La Lampadina

Giovedì 9 dicembre, a Roma, alla libreria ELI, non solo un luogo di libri ma anche di idee, incontri e progetti culturali, è stato presentato “Il caso Mussolini”, l’ultimo saggio di Maurizio Serra.
L’opera di Serra uscita in Francia per l’editore Perrin (con il titolo “Le mystere Mussolini”) e pubblicata di recente nella versione italiana da Neri Pozza, ha già vinto due prestigiosi premi d’oltralpe, il Gran Prix de la Biographie Politique 2021 e il Prix du Nouveau Cercle dell’Union 2022, confermando la grande qualità di questa analisi biografica sul padre del fascismo e lo straordinario talento del suo autore, diplomatico, erudito e accademico di Francia, paese in cui gode oramai di una solida e meritata fama. E in effetti la lettura del libro, sin dalle prime righe, non tradisce le aspettative: il saggio biografico avvince come un romanzo conducendo il lettore in una cavalcata che toglie quasi il respiro lungo gli eventi del celebre ventennio che ha segnato la storia del nostro Paese.
Serra ha un totale dominio dello scenario storico/politico/culturale/sociologico nel corso del quale si consuma il tragico destino dell’Italia con il suo fatale e infausto abbraccio col nazismo e lo dimostra conducendo il lettore in un viaggio che traversa tutti i temi chiave dell’epopea fascista. Mussolini nel libro viene vivisezionato ricostruendo il suo DNA famigliare, i luoghi e i miti della sua formazione culturale, gli affetti, gli amori, i compagni d’avventura, gli inattesi trionfi, le cadute, gli smarrimenti, i dubbi, le paure, la drammatica fine.
Ma ciò che più colpisce di quest’ultimo lavoro di Serra è la capacità di penetrazione della psicologia dell’uomo Mussolini che viene raccontato scavando nelle pieghe contraddittorie del carattere del ‘dittatore’, quasi fosse un personaggio pirandelliano che ci lascia sempre incerti sulla sua reale identità.
Serra ci racconta tutto di Mussolini nella sua cavalcata attraverso il ‘ventennio’ fascista senza tralasciare gustosi episodi della vita del dittatore che produrranno sconcerto nel lettore per la complessità dell’uomo, senza peraltro fare sconti sulle sue colpe imperdonabili e tra queste la più importante, quella legata alle leggi razziali.
Chi cercasse nel saggio prove o giustificazioni delle ragioni di una parte o dell’altra, chi tentasse di cogliere nell’analisi tesi o interpretazioni di un certo revisionismo storico, resterebbe deluso. Il giudizio di Serra, storicizzato, argomentato, oggettivo, lucido non lascia spazio ad ambiguità, per questo non piacerà a vasti ambienti culturali governati dall’orrenda faziosità di questi nostri tempi. E tuttavia è proprio in questo inconsueto e limpido rigore di analisi che risiede lo spessore dell’opera.
“Il caso Mussolini” è infine un saggio dal grande valore istruttivo per le nostre generazioni e per quelle future.
È lo stesso Serra nell’introduzione del libro ad ammonirci difatti sull’importanza che ancor oggi il dittatore esercita sulla storia patria quando scrive:
… rimane difficile per molti italiani di oggi accettare l’idea che, dal 1922 al 1945, il Paese abbia avuto oggettivamente una storia comune. Visceralmente attaccati, dopo di allora, a un sistema di corporazioni tenaci, di partiti pervasivi e di governi deboli, anche se amano proclamare il contrario, gli italiani – noi italiani – continuiamo a giustificare il rifiuto di riforme orientate a dare efficienza e speditezza alla democrazia, oramai comuni ai nostri principali partner, con lo spauracchio e l’alibi dell’ << uomo forte >>….”
Mussolini, ci dice dunque Serra, è morto e non tornerà ma la sua ombra purtroppo è ancora ben viva e continua a condizionare il nostro presente e il nostro futuro.
Insomma l’Italia ancora oggi fatica purtroppo a chiudere i conti con il proprio passato.

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