MOSTRE: i Borghese e l’antico

Tornano a casa,  per poco tempo, gli acquisti di Napoleone…

Si è aperta il 7 dicembre alla Galleria Borghese (e chiuderà il prossimo 9 aprile) una mostra preziosa e insolita per l’origine delle opere esposte. Curata dalla Soprintendenza al polo museale di Roma e dal Musée du Louvre, la mostra dal nome “I Borghese e l’antico” ha “riportato a casa” sessantacinque capolavori dell’arte greca e romana, che hanno ritrovato collocazione nelle sale dove prima il cardinale Scipione e poi Marcantonio Borghese, l’uno nel XVII, l’altro nel XVIII secolo, esibivano le loro ricchissime collezioni in quello che fu uno dei primi musei aperti al pubblico.
È la prima volta dal loro arrivo a Parigi che questi capolavori lasciano il Louvre.

Ermafrodito dormiente

Ricollocati, dopo una seria ricerca filologica, negli ambienti originari, dai quali altre opere sono state spostate così da ricreare il percorso ideale attraverso la classicità greca e romana, troviamo il sinuoso “Ermafrodito dormiente” e l’altro più malizioso Ermafrodito detto “stante” (che era tenuto nascosto per pudore), il grandissimo e celebre Vaso Borghese del I secolo a.C. con scene di convivi dionisiaci, la Venere Marina, le Quattro Sfingi, il Centauro cavalcato da Eros, lo splendido Sileno con Bacco fanciullo, le Tre Grazie, e ancora interessanti sculture policrome, busti imponenti… Opere che ai primi dell’Ottocento Camillo Borghese cedette per 13 milioni di franchi a suo cognato Napoleone Bonaparte – che aveva creato il nucleo iniziale del Musée Napoléon, il futuro Musée du Louvre – il quale necessitava di opere dell’arte classica, anche nell’intento di dare maggior lustro al suo Impero.  La stima delle opere e la gestione dell’acquisizione furono affidate da Bonaparte a Ennio Quirino Visconti, all’epoca antiquario di chiara fama. La cessione di quei quasi 700 capolavori fu definita da Antonio Canova (in presenza di Napoleone!) “un’incancellabile vergogna”, tanto che il Cardinal Casoni tentò di impedirla servendosi di leggi pontificie e in seguito ad essa, nel 1820, il Cardinal Pacca emanò il primo editto a tutela del nostro patrimonio artistico. Indubbiamente insolito il particolare che, a differenza di migliaia di altre opere semplicemente “prelevate” da Napoleone, queste furono da lui regolarmente acquistate…
Per distinguerle dalle altre sculture esposte permanentemente alla Galleria Borghese, le opere del Louvre sono state sistemate su basamenti di colore verde.  Ma con quanta gioia degli occhi il nostro sguardo indugia anche sul drammaticissimo Apollo e Dafne del Bernini, sulla sensuale Paolina del Canova, sui dipinti di Caravaggio, Cranach, Tiziano, Raffaello, patrimonio da sempre della Galleria!

1 commento per “MOSTRE: i Borghese e l’antico

  1. Francesco Chiappelli
    13 Luglio 2012 at 6:06

    Ottima notizia
    Ottimo pezzo
    Grazie Renata!

    Cordiali saluti ed auguri a La Lampadina!

    Prof. F. Chiappelli

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