STORIA: Merikia, un museo per una battaglia dimenticata

Baia di Merikia

Quest’anno il nostro caicco ci ha portati in giro per il Dodecaneso, e oltre alle ben conosciute bellezze naturali abbiamo trovato nell’isola di Leros un commovente frammento di storia, che vorrei segnalare agli interessati o anche solamente ai curiosi che si trovino in vacanza da quelle parti.

Fino dal 1930 la baia di Lakki nella piccola isola era diventata la principale base italiana nel Mediterraneo orientale.  La nostra Marina vi aveva costruito, oltre alle altre attrezzature, un complesso sistema di tunnel, arsenali e magazzini sotterranei. Dopo l’8 settembre l’esercito tedesco puntò all’occupazione del Dodecaneso, e dall’ottobre al novembre del 1943 si combatté quella che localmente è ricordata come “la battaglia di Leros”, in cui alle forze italiane si affiancarono reparti britannici.  L’aviazione tedesca bombardò pesantemente i villaggi costieri, ma la popolazione si rifugiò nelle gallerie e non vi furono vittime fra i civili.  Finalmente l’isola fu conquistata dai tedeschi e seguì la sorte del resto della Grecia.

Il tunnel

Uno dei tunnel presso il villaggio di Merikia, già deposito di siluri, è stato da poco restaurato ed ospita un piccolo affascinante museo dove sono esposti ricordi, documenti ed oggetti provenienti dalla scena di guerra, in massima parte donati dagli abitanti che li avevano conservati per anni.  Fotografie, armi, divise, giberne, elmetti, gavette, zaini dei tre eserciti sono esibiti in modo semplice e senza retorica, ricreando l’atmosfera di quei giorni tragici che oggi pochi di noi ricordano, ma che fanno parte a pieno titolo della nostra storia.  Un breve filmato con sequenze originali completa l’esposizione.  Veramente si entra sorpresi e si esce colpiti da questo ambiente sotterraneo, ed il contrasto è ancora più forte con lo splendido, eterno mare che sembra voler annullare le meschine controversie degli uomini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *