STORIA – Il bunker del Soratte

Il bunker del Soratte è un luogo di estremo interesse, se non lo conoscete è certamente da visitare, si trova a soli 40 minuti da Roma.
Qualche dato per inquadrarlo dal “Bunker del Soratte una montagna di storia”. Parleremo anche del famoso tesoro scomparso o ancora nascosto nelle viscere del monte… ma nel prossimo numero.

Fu il Ministero della Guerra che scelse nel 1932 il Soratte come sito per il collaudo dei propri automezzi, ma fu Benito Mussolini a volere il bunker, considerata la sua vicinanza alla Capitale e come rifugio antiaereo per le alte cariche dell’Esercito Italiano.
Il nome ufficiale, necessario per la segretezza, fu “Fabbrica di armi delle officine Breda”. I lavori furono svolti sotto la direzione del Genio Militare di Roma e ancora oggi, quel dedalo di grotte e tunnel costituiscono una delle più grandi ed imponenti opere di ingegneria militare presenti in Europa (circa 4 km di lunghezza).
Il suo sistema di salvaguardia per la vita fu una delle opere più ingenti e avanzate del periodo, doveva consentire la sopravvivenza al suo interno per un periodo di tempo certo, garantendo la fornitura di aria e acqua pulita anche contro il più antico sistema di strage che era l’avvelenamento delle fonti.
I lavori furono interrotti dopo la caduta di Mussolini il 25 luglio del 1943.
Il 13 settembre 1943 fu visitato da un gruppo di tecnici-geologi tedeschi dell’organizzazione TODT. la loro intenzione era verificare l’idoneità del bunker ad accogliere l’Oberkommando di Kesselring che nel frattempo aveva lasciato Villa Falconieri a Frascati dopo l’ultimo intenso bombardamento.
Il bunker fu considerato idoneo e scelto per le sue caratteristiche, e solo 4 giorni dopo, un gruppo di ufficiali tornò per consegnare al sindaco la lettera con la quale confermavano l’occupazione dell’area. Da quella data il bunker e il villaggio di Sant’Oreste diventarono la sede del comando supremo delle truppe tedesche della Wehrmacht per tutto il Sud Europa. Un posto segreto, al comando di un sol uomo il generale feld maresciallo Albert Kesserling.
Il rapporto con i locali fu, all’inizio, molto difficile ma poi con l’andare del tempo diventarono migliori per la buona pace di tutti e una ripresa dei lavori migliorativi dell’intera struttura.
Il sito, grazie al lavoro di spie americane ed inglesi, fu individuato e nel pomeriggio del 12 maggio del 1944 una flottiglia di aerei Usa scaricò un enorme quantità di bombe sul bunker. Nei primi giorni del giugno 1944 i tedeschi lasciarono le gallerie portando via tutto, soprattutto i macchinari industriali della Breda. Quanto rimasto fu dato al fuoco.
Il 6 giugno arrivarono gli alleati americani.
Varie le vicissitudini successive del bunker che fu sbarrato, poi riaperto, mal frequentato etc. Arriviamo al 1961 in piena guerra fredda e in un periodo nel quale gli Americani e i Russi si confrontavano a suon di disponibilità di ordigni atomici.
Il momento difficile portò i paesi più evoluti a studiare una strategia militare mondiale denominata M.A.D. (Mutual Assured Destruction) che nasceva dalle conseguenze catastrofiche che avrebbe provocato una guerra nucleare. L’Italia, come paese aderente alla Nato, dovette adeguarsi ad un modello di difesa antiatomico studiato e messo a punto dagli strateghi delle varie potenze. La scelta del nostro governo fu ancora una volta per il monte Soratte, era il 1965. Nel 1967 iniziarono i lavori di ristrutturazione in completa segretezza su 7 bracci di gallerie preesistenti.
La progettazione e la direzione dei lavori fu del Genio Militare Italiano e concepita per accogliere le più importanti cariche politiche italiane. Le gallerie erano tutte rivestite con due strati di cemento armato di spessore di alcuni metri tra i quali uno strato schermante di boro e polietilene, un efficace assorbente di raggi neutronici. Il bunker fu isolato anche dagli effetti del sisma nucleare grazie all’istallazione di 2500 isolatori sismici elastomerici molto avanzati per quell’epoca. Gli impianti di acqua e aria erano studiati alla perfezione, garantendo la sopravvivenza di 100 persone (la guida ci ha precisato: solo personalità con le mogli ma senza figli…) per almeno i due mesi canonici standard ritenuti il minimo di permanenza a seguito di un attacco nucleare.
La destinazione d’uso dei vari ambienti comprendeva sale refettorio, dormitori, spazi per registrazione radio e televisivi ed anche ambienti destinati alla simulazione di scenari post atomici di tipo militare sociale, psicologico.
Il bunker il cui costo fu vertiginoso, non fu mai completato e dismesso definitivamente nel 2007.
Oggi un gruppo di ragazzi del luogo ha costituito l’Associazione culturale Bunker Soratte, ha preso in gestione il bunker e le sue vie ipogee e organizza visite guidate nella più parte dell’anno.
Tante storie e leggende dell’oro forse ancora nascosto nelle sue viscere. Ne parliamo sul prossimo numero.

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