ATTUALITÀ – Peggio il rimedio che la malattia!

Mamma mia che periodo… ancora siamo lontani dal sapere le cause del nostro Covid-19 e anche il perché in certe zone colpisce di più che in altre. Le teorie tante, una delle più consistenti, è quella che si riferisce al clima. Il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo interessante sull’argomento e descrive come la fascia europea a maggior rischio sia quella mediana con temperature che oscillano tra 3 e 11 gradi con un clima a bassa umidità. Cosa simile succede negli Usa, dove a New York hanno una forte diffusione del virus, Pare molto meno negli Stati al sud. Ci auguriamo, se così, che l’arrivo dell’estate spazzi via tutto.

Le varie pandemie succedute nei secoli e originate da paesi lontani con milioni di morti, sono tutte partite da situazioni di sporcizia, scarsa igiene e promiscuità. Allora i rimedi erano veramente empirici.

Nel passato e in circostanze simili alle attuali, ci furono anche allora, restrizioni al movimento delle persone. Per il colera a metà del 1800, in Italia si cominciò con la chiusura delle frontiere con la Francia e il blocco dei porti. Chi non si adeguava veniva punito, per i fatti più gravi, perfino con la morte.

Poi le cure spesso inadeguate fu una delle cause delle alte mortalità di alcune di esse. Significativo leggere quanto suggerivano gli pseudo medici all’epoca della peste, eccone alcune:

– la Teriaca uno sciroppo composto da molti ingredienti, (uno tra tutti la carme di vipera essiccata ma anche mirra, zafferano, ecc.), e considerato una panacea per diverse malattie. Tuttavia, per funzionare, lo sciroppo doveva avere almeno dieci anni dalla preparazione.
– il salasso con le sanguisughe, non tutti potevano permetterselo, e i meno abbienti usavano fare una Incisione nelle vene e drenare il sangue in una ciotola. Il rischio di infezioni era grande amplificato dalle scarse condizioni igieniche.

– una miscela di resine essenze ed escrementi umani che venivano applicati sui linfonodi infiammati o direttamente sulla ferita per far “uscire” la malattia.

– l’urina. Alle persone colpite dalla peste veniva consigliato di fare il bagno nelle urine un paio di volte al giorno, sarebbe stato anche utile, per alleviare i dolori, berne un bicchiere o due. Durante quegli anni l’urina non infetta (ma come stabilirlo?) veniva raccolta, ceduta o venduta alle persone malate.

– il pollo! Il metodo Vicary dal nome del medico inglese che lo inventò. Si trattava di spiumare il sedere di una gallina viva che veniva in qualche modo strofinata con quella parte, sui linfonodi della persona infette.

Incredibili. Pensate a quanti di questi rimedi anziché curare aiutavano a diffondere il contagio e procurare la morte per infezione.

Anche per la Spagnola, la pandemia più recente (1915 -1920), furono commessi degli errori madornali. Era in tempo di guerra e la malattia fu nascosta dal più dei paesi europei che parlavano di diffusione circoscritta solo alla Spagna, poi i morti furono milioni.

I deceduti erano per lo più giovani adulti. Studi recenti basati su referti medici del periodo, ci dicono che l’infezione stessa non era più aggressiva di qualsiasi altro tipo di influenza, ma che le circostanze speciali (malnutrizione, campi medici e ospedali sovraffollati, scarsa igiene, la guerra, le trincee etc) furono la base per una così forte diffusione.
Oggi, nel bene e nel male abbiamo una visione globale, le più importanti aziende farmaceutiche, ricercatori, università hanno allo studio ogni possibile rimedio e vaccino, rimaniamo ottimisti.

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Manù Selvatico Estense
6 Aprile 2020 18:33

Bravo Carlo! Finalmente la parola “Ottimismo” appare e brilla fra tutti quei commenti catastrofici che buttano il morale a terra e con quello anche il fisico!

Gustavo delli Paoli
5 Aprile 2020 16:26

Ineccepibile. La Natura vince sempre alla lunga e le lotte della Scienza contro le malattie del corpo e del progresso contro le malattie della mente non devono cessare mai.