GEOPOLITICA – L’Iran ha perduto il suo potentissimo stratega: Qassem Suleimani

Del Generale Quassem Suleimani, l’uomo più influente de Medio Oriente, abbiamo parlato in  un articolo del marzo 2018. Venerdì 3 gennaio 2020, la Presidenza del Pentagono ha annunciato che il comandante del reparto speciale dei Guardiani della Rivoluzione (i famosi Pasdaran) per operazioni all’estero, Quassem Suleimani, è stato ucciso. L’azione si è svolta in Iraq ed era necessaria per prevenire un attacco ai danni degli americani che abitano nella zona. Una operazione di difesa. Sappiamo che un drone lo ha colpito riconoscendo l’anello che indossava.
I Guardiani della Rivoluzione Islamica, (IRCG), di cui era il capo, sono considerati dagli USA una organizzazione terrorista, responsabili degli attacchi alle truppe militari USA in Iraq e nemici giurati degli interessi americani nel mondo.
Detto questo il peso del personaggio è notevole; diciamo che invertendo i ruoli, è come fosse stato ucciso il direttore della CIA, il capo delle Forze speciali e il Consigliere del Presidente.
Quassem Suleimani era l’artefice della politica dell’Iran riguardi ai dossier Iraq, Siria, Libano, Israele e USA. La sua morte, farebbe pensare che l’intelligence iraniana in Iraq non si aspettava questo. Questa operazione militare USA che risponde a numerose provocazioni  iraniane, non promette certo di ridurre le tensioni in Medio Oriente.
Quassem Suleimani, 62 anni, era uno dei più influenti militari in Iran degli ultimi decenni ed era il simbolo delle ambizioni dell’Iran nel Medio Oriente. Era molto vicino all’Ayatollah Khamenei, guida spirituale dell’Iran che oggi promette una vendetta molto amara per gli USA.
Oggi, la guida spirituale dell’Iran è piuttosto debole. Il paese è molto scosso dalle proteste continue (ne abbiamo parlato in un articolo del 5 febbraio 2018) ultima delle quali in novembre 2019, che è stata repressa dal regime con pugno di ferro. Gli oppositori al regime sono stati arrestati a centinaia e si contano diversi dispersi. Gli oppositori che lamentano soprattutto per la mancanza dei beni necessari, appartengono ormai a tutte le etnie ed a tutte le classi sociali. Le diverse etnie del paese (curdi e arabi) hanno vissuto pacificamente, mentre oggi sono vessati dal governo. Nell’ultima manifestazione di novembre, la piazza gridava “morte a Khamenei”. Il popolo è affamato e ritiene che i soldi dello stato vadano utilizzati per il benessere della popolazione e non per sovvenzionare tutte le guerre in cui l’Iran è impegnato per il predominio del Medio Oriente.
La spinta ideologica che aveva portato ad una rivoluzione, allontanando lo Scià per realizzare un paese senza diseguaglianze tra classi sociali è completamente finita. In Iran si è creata una oligarchia che ha interessi potenti e la cui fedeltà è basata solo sul denaro e non sull’ideologia.
L’Iran è fragile economicamente e non può permettersi una guerra contro gli USA.
La grande incognita sarà vedere come reagiranno gli iraniani, che sono un popolo molto patriottico, alla morte di Quassem Suleimani.
Fino a che punto saranno disponibili a manifestare per lui? Saranno dalla parte del regime teocratico iraniano o cercheranno di smarcarsi e protestare usando questo lutto come una opportunità?
Qassem Suleimani era a capo del Pasdaran, un corpo militare che controlla il 40% dell’economia del paese, e che viene identificato come corrotto e oppressore.
Vedremo. Speriamo prevalga il giudizio e la prudenza e soprattutto che gli USA abbiano una strategia. Certamente questa azione del Pentagono fa riflettere.

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Carlotta Staderini
7 Gennaio 2020 23:44

Grazie gentile Diego sono felicissima tu abbia apprezzato l’articolo. L’Iran è un paese di di gente colta e raffinata e meriterebbe di vivere in pace ed in libertà.

Diego Mazzonis
7 Gennaio 2020 16:15

Conosco bene l’Iran e anche parecchi Iraniani. Ho apprezzato anche io molto questo
articolo , che condivido. Meriterebbe di essere pubblicato anche su più di un quotidiano.

Marina
7 Gennaio 2020 12:34

Complimenti! Finalmente si legge la verità sulla questione.

Carlotta Staderini
Reply to  Marina
7 Gennaio 2020 23:54

Grazie Marina per il tuo apprezzamento. Sicuramente ci sono molte cose che andrebbero esaminate e che non ho menzionato.Per esempio quanto la gente sia obbligata a partecipare a questo funerale dal regime e dalla polizia anche contro la propria convinzione.Mi ricorda un po’ il film “Una giornata particolare “ con Sofia Loren e Mastroianni che sono i due soli inquilini del Palazzo a restare a casa e non andare alla adunata, manifestando così la propria resilienza.

Fabrizio Pratesi
6 Gennaio 2020 18:40

Cara Carlotta, il tuo articolo mi ha chiarito il fatto Usa Iran. Lo trovo chiaro e conciso. Grazie e complimenti. Fabrizio

Carlotta Staderini
Reply to  Fabrizio Pratesi
6 Gennaio 2020 22:43

Grazie caro Fabrizio per il tuo apprezzamento; sono contenta ti sia stato utile l’articolo. Il nostro mondo è ormai piccolo e assolutamente interconnesso.Tutto ciò che accade ci riguarda da vicino e tutti.