ABBIAMO OSPITI/SALUTE – Il Coaching e il Medical Coaching

Articolo di Isabella Puddu*, Autore Ospite de La Lampadina

Il termine Coaching comincia a essere utilizzato negli Stati Uniti nel mondo dello sport grazie al libro “The inner game of tennis” di Timothy W. Gallwey del 1974.
Gallwey, maestro di tennis e Coach sportivo, sosteneva che un giocatore aveva bisogno di elaborare delle strategie di pensiero interiore vincenti per autorealizzarsi nel gioco. La partita era quindi giocata su due fronti: contro l’avversario e nella propria mente.
Bisogna aspettare un altro libro, “Coaching for performance” di John Whitmore, bestseller internazionale uscito nel 1992, per applicare il Coaching al mondo aziendale. Whitmore fu un pilota automobilistico inglese che partecipò anche molte volte alla 24 ore di le Mans.
Una volta lasciato il mondo delle gare, si dedicò al mondo del Coaching e ne diventò uno dei padri fondatori con Gallwey. Whitmore è stato il primo a mettere il focus sul potenziale di una persona con le sue future possibilità di cambiamento e di sviluppo personale e non invece sugli errori.
In realtà già ai tempi di Socrate si parlava di Coaching ma era chiamato Maieutica: l’arte della levatrice. Il filosofo, attraverso delle domande specifiche, aiutava il proprio interlocutore a “partorire” la sua verità. Un metodo quindi basato sul dialogo e sulla conoscenza di sé.
Oggi il coaching è riconosciuto a livello internazionale grazie anche a ICF, International Coach Federation, la più grande Associazione professionale di Coach, che ha sedi in tutto il mondo (www.coachfederation.it). ICF, grazie ad una formazione rigorosa e al rispetto del suo codice etico, mantiene degli standard molto elevati.
ICF definisce il Coaching come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.
Il Coach supporta il cliente nello sviluppo delle proprie competenze attraverso dei processi di apprendimento, cambiamento, responsabilità e nuove consapevolezze.
Il Medical Coaching, molto più recente, è un processo che permette ai clienti di sviluppare una resilienza emozionale, mentale e fisica durante un problema di salute o una situazione di difficoltà e/o di sfida medica.
Un problema di salute può essere una malattia cronica o acuta, un infortunio, la preparazione a un intervento medico ma anche un post operatorio.
Per difficoltà s’intende qualsiasi situazione nella quale una persona percepisce di “non potercela fare”, come un forte stress, un burnout ma anche un trauma.
Il Medical Coaching, infine, supporta anche i caregivers, tutte quelle figure che assistono una persona malata a loro vicina e che sono messi alla prova quotidianamente.
Resilienza significa assorbire i colpi e resistere a esperienze difficili. E’ un processo di adattamento per superare le avversità della vita. Possiamo tutti imparare a sviluppare maggiore resilienza.
Come Medical Coach creo uno spazio sicuro nel quale il cliente può condividere tutte le sue insicurezze e le sue emozioni, accompagnandolo in un percorso di crescita e consapevolezza. Le competenze che utilizzo sono l’empatia, l’ascolto, la curiosità e strumenti specifici di Medical Coaching. Lo sguardo è sempre rivolto in avanti oltre le circostanze specifiche della situazione difficile.
Gli strumenti di Medical Coaching si basano sull’approccio olistico nel quale la persona è sempre considerata nella sua interezza: corpo, mente e spirito. Solamente raggiungendo l’equilibrio di queste parti si potrà trovare un benessere personale.
Vengono utilizzate varie tecniche come l’espressione di sé  dove il cliente ha la possibilità di riscoprirsi, l’EFT (Emotional Freedom Technique) dove si fa tapping (picchiettare) su dei punti della medicina cinese, strumenti di NLP – Programmazione neuro linguistica – dove si ancorano le risorse del cliente (processo di associazione di una sensazione fisica ad una risposta interna), l’ACE (Advanced Clearing Energetics) dove si individua il momento di stress dietro al problema di salute.
Il problema di salute è molto di più di una questione fisica e una persona malata non si deve identificare con la sua malattia. Attraverso il Medical Coaching si può aprire un dialogo con il proprio corpo e con la propria malattia al fine di gestire nel miglior modo possibile ciò che sta accadendo.
Inoltre, l’impatto di un problema di salute ha ripercussioni in tutte le aree della vita che, quindi, vanno riequilibrate come ad esempio nei rapporti familiari e sociali che sono cambiati.
La figura del Medical Coach non si sostituisce in alcun modo ad un medico ma aiuta a creare aderenza e Patient Engagement; non si sostituisce né allo psicologo né al counsellor perché il focus è dato dal movimento in avanti e dalla direzione che prende il cliente. Il Medical Coach facilita il processo che servirà al cliente per raggiungere una qualità di vita migliore attraverso la sua visione della vita ed un autentico, positivo e fondato senso di sé nella sua interezza.
Tutti noi abbiamo il diritto di stare al meglio delle nostre possibilità.

*Isabella Puddu, Associate Certified Coach ICF
Internship in corso per diventare Professional Medical Coach, Medical Coaching Institute, Israele.
Per maggiori informazioni isabella@pudducoaching.com

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