Uno studio su JAMA riporta i dati di un trial clinico effettuato per sei mesi su circa 200 pazienti con flutter o persistente fibrillazione atriale
per i quali sia stata programmata una cardioversione.
I 200 pazienti sono stati suddivisi in due gruppi, il primo bevitore di caffè e l’altro in totale astinenza. Al primo gruppo si è chiesto di bere almeno una tazza di caffè al giorno, all’altro di astenersi completamente.
Ebbene, i risultati ribaltano la vecchia idea: il caffè non fa male alla fibrillazione atriale, anzi una tazzina al giorno riduce il rischio del 39%.
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