Articolo di Beatrice Cito Filomarino, Autore Ospite de La Lampadina
Due volte questa settimana sono incappata nei Bahá’í. La prima leggendo Il Piano Infinito di Isabel Allende, scrittrice che ammiro per la sua capacità di mescolare realtà e magia e per quella rara dote di raccontare storie che ti fanno dimenticare l’ora. La seconda, più prosaicamente, sfogliando Io Donna, dove mi sono imbattuta nell’articolo di Danda Santini, Pantheon è Pace.
Mi sono chiesta: possibile che non avessi mai sentito parlare di questo credo e che ora ci inciampi, casualmente, due volte in una settimana? Qualcuno la chiamerebbe sincronicità, quella serie di coincidenze che tanto piaceva a Gustav Jung. Qualcun altro direbbe che è semplicemente il cervello che, una volta notata una cosa, inizia a vederla dappertutto: l’attenzione selettiva. In ogni caso, il segnale era abbastanza insistente da incuriosirmi. E quando una cosa mi incuriosisce, di solito finisco per seguirla. Venite con me?
Confesso che fino a una settimana fa i Bahá’í rientravano nella categoria mentale delle cose di cui non sapevo assolutamente nulla. Anzi, peggio. Non sapevo nemmeno di non sapere. E invece ho scoperto che non si tratta di una piccola corrente spirituale per appassionati di esoterismo, ma di una “religione” (forse meglio chiamarla “movimento”?) mondiale, presente in oltre duecento paesi e territori e praticata da circa 8 milioni di persone, fra cui non meno di 5.000 in Italia, con una rappresentanza alle Nazioni Unite.
È nata nella Persia dell’Ottocento e prende il nome dal suo fondatore, Bahá’u’lláh, che significa “Gloria di Dio”. Fin qui, nulla di particolarmente sorprendente. La sorpresa arriva dopo. Il cuore del messaggio bahá’í è racchiuso in un’idea semplice: l’umanità è una sola famiglia. Detta così, lo riconosco, suona un po’ come una frase da Baci Perugina, ma loro fanno sul serio.
Secondo la fede Bahá’í, le grandi religioni del mondo non sarebbero in competizione tra loro. Krishna, Mosè, Buddha, Gesù, Maometto e altri grandi maestri spirituali avrebbero tutti contribuito a un unico percorso di educazione dell’umanità. Come insegnanti che entrano nella stessa classe in momenti diversi della sua crescita.
Proseguendo nella lettura, ho scoperto alcuni dei principi fondanti della fede bahá’í. L’unità della famiglia umana nella sua diversità. L’armonia tra scienza e religione, tra dimensione materiale e spirituale. La ricerca libera e personale della verità.
L’abolizione di ogni forma di pregiudizio. L’uguaglianza tra uomini e donne. L’istruzione universale. La riduzione degli estremi di ricchezza e povertà. Una collaborazione positiva tra individui, comunità e istituzioni per favorire il progresso della società. E ancora: la proposta di un tribunale internazionale capace di risolvere pacificamente le controversie tra gli Stati e l’idea della giustizia come principio guida dell’organizzazione della vita collettiva.
Mentre leggevo, continuavo a ripetermi: ma quando sono stati scritti questi testi? Molti di questi temi sembrano contemporanei, ma risalgono alla metà dell’Ottocento: il movimento bahá’í nasce nel 1844. Al di là delle convinzioni religiose di ciascuno, è difficile non restare colpiti dall’attualità di una visione che, più di centottant’anni fa, immaginava un’umanità capace di riconoscersi come un’unica comunità.
Naturalmente non tutto è semplice e lineare. Come ogni religione, anche questa ha una storia, una teologia e aspetti che possono essere discussi o interpretati in modi diversi, ma emerge con forza l’idea dell’unità, non nel senso di uniformità, anzi, bensì di armonia e cooperazione nella diversità.
Un’altra particolarità mi ha incuriosita: i Bahá’í non hanno ministri di culto. Niente sacerdoti, rabbini, imam o figure equivalenti. Le comunità sono amministrate da organismi eletti e ogni credente è chiamato a coltivare personalmente il proprio rapporto con la dimensione spirituale. In un mondo che spesso delega tutto, anche il pensiero, non è una prospettiva banale.
A questo punto mi sono fermata e mi sono chiesta perché questa piccola scoperta mi avesse colpita così tanto. Forse perché non è una religione che pretende di cancellare le differenze, ma piuttosto prova a inserirle in una cornice più ampia. Forse perché, in tempi in cui ciascuno sembra occupato a difendere il proprio recinto, incontrare qualcuno che parla di una famiglia umana comune appare quasi rivoluzionario. Oppure, più semplicemente, perché mi piace quando una parola sconosciuta apre una porta su un mondo che ignoravo esistesse.
Alla fine della mia incursione nel mondo Bahá’í non so dire se abbia attirato di più la mia attenzione una “religione” o una bella idea. So però che mi ha colpito il tentativo, raro di questi tempi, di cercare ciò che unisce invece di ciò che divide. E già questo merita attenzione.
Quanto alle coincidenze, continuo a non sapere se esistano davvero. Per anni non avevo mai incontrato i Bahá’í. Poi li ho trovati due volte in una settimana. E adesso ho il sospetto che comincerò a vederli dappertutto. Se succede, vi farò sapere. E se qualcuno volesse venire con me a scoprirne di più, a Roma hanno una sede al CAP 00197 e un centro operativo a Tor Pignattara. Del resto, molte delle cose più interessanti che ho imparato nella vita sono cominciate così: con una parola sconosciuta, una curiosità improvvisa e una lampadina che si accende.
Per approfondire
Libri
- Bahá’u’lláh, Le Parole Celate.
- Bahá’u’lláh, Il Libro della Certezza (Kitáb-i-Íqán).
- J. E. Esslemont, Bahá’u’lláh e la Nuova Era (considerata l’introduzione classica alla fede Bahá’í).
- Moojan Momen, A Short Introduction to the Bahá’í Faith.
- Isabel Allende, Il Piano Infinito.
Siti web
- Sito della Comunità Baha’ì d’Italia: https://www.bahai.it/
- Bahá’í International Community
- Bahá’í World News Service
Documentari e video
- Light to the World (2017), dedicato alla vita di Bahá’u’lláh
- Dawn of the Light (2015), sulla diffusione della fede Bahá’í nel mondo
- An Expansive Prospect (2024), documentario sulla crescita delle comunità bahá’í e sul loro contributo sociale
- Interventi e conferenze disponibili sul canale YouTube ufficiale della Bahá’í International Community
- TED Talk di Rainn Wilson: The Bahá’í Faith: What is it?

