Un Martini dry? E le sue storie …

“Al Knickerbocker Hotel di Times Square, conosciuto come “il country club della 42esima strada” lavorava un Italiano, il signor Martini di Arma di Taggia, sembra sia stato lui a mettere insieme i due terzi di gin con un terzo di vermuth, ghiaccio e, al caso, un’oliva per il successo del grande Martini dry. Da allora storie tante…
– secondo Winston Churchill un perfetto Martini si fa guardando intensamente la bottiglia del vermouth mentre riempi il bicchiere a forma di cono con il gin e un oliva..
– James Bond in uno dei suoi 007 pronuncia la frase rimasta famosa “shaken, not stirred”, ovvero “shakerato, non mescolato”, è così che James pretende che gli sia servito un martini. Più il martini è shakerato, più è secco, dunque forte e poi 007 lo vuole shakerato ma con vodka.
– Hemingway come è noto apprezzava molto il Martini. Era con Gene Tunney campione del mondo dei pesi massimi, in un locale a NewYork, quando preso dai fumi dell’alcool, sfida Gene a colpirlo violentemente con un pugno nello stomaco, Tunney rifiuta al che Hemingway comincia ad urlare e a dare in escandescenza, finche Tunney sopraffatto dalle grida acconsente. Hemingway si prepara, contrae i muscoli e riceve un colpo sufficentemente forte da farlo stramazzare a terra e rimanerci per una decina di minuti senza conoscenza. Tutti intorno a lui pensano al peggio, poi apre gli occhi, si alza e torna calmo e buono come se nulla fosse successo. La quantità di Martini per una serata? “Un martini non basta ma tre sono troppi, vanno bene due..”

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