STORIA DELL’ARTE: Hans Memling a Bruges, città guida del primo Rinascimento internazionale

C’è da pochi giorni una mostra da non mancare alle Scuderie del Quirinale: “Memling. Rinascimento fiammingo” aNL32 - memling - ritratto cura di Tills-Holger Borcher.

Organizzata in sette sezioni mette in confronto cinquanta opere dell’artista di origine tedesca, Hans Memling, con artisti italiani e spagnoli del primo Rinascimento ed evoca, con successo, un’epoca felice di attivo scambio tra due zone europee di grande fervore economico della seconda metà del Quattrocento; la città di Bruges, come centro economico importante del nord europeo e le città meridionali di primissimo piano come Firenze, Genova, Venezia e tante altre. Credo sia importante capire il contesto storico economico in cui si sviluppa l’arte del pittore.

Quando Memling decide nel 1445 di andare a Bruges e di lavorare per uno degli artisti più alla moda del tempo, Rogier van der Weyden, lo fa per un buon motivo.
Bruges è alla sua apoteosi. E’ il primo mercato finanziario al nord delle Alpi ed è uno dei maggiori centri d’interscambio commerciale tra l’Europa settentrionale e meridionale. L’industria tessile è stata piano piano sostituita dai prodotti di lusso, dai servizi bancari e dall’alto artigianato.
S’incontrano mercanti provenienti dalla Germania, dalla Francia, dall’Inghilterra e dai paesi del mare del Nord. La situazione economica è fiorente e si è creata dall’inizio del secolo fino al 1482, una pace difficilmente conquistata, tra la corte di Borgogna e la nuova borghesia ambiziosa.NL32 - memling - Bruges
Bruges rappresenta in quel momento il cuore economico di una regione molto popolata, particolarmente industrializzata, ma è anche una metropoli culturale dove sono in competizione i ricchi borghesi fiamminghi e i numerosi banchieri italiani stabilitisi in città. E’ una città mercantile, aperta sul mondo, che permette agli artisti di dare il meglio di sè.  Orafi, miniaturisti, ricamatori, scultori e pittori stranieri si ritrovano per soddisfare la ricca clientela.

“La società di Bruges è ricca e colta come poche altre oligarchie commerciali in Europa”. Memling percepisce bene il clima in cui si può sviluppare la sua arte.  Sa bene interpretare la variabilità di quel momento storico artistico.
Intanto l’uso dell’olio mischiato con i pigmenti è stato introdotto nella pittura fiamminga da un’ottantina d’anni e gli permette di raggiungere una trasparenza, una luce e creare una naturalezza d’avanguardia. “La nitidezza e l’alta qualità della resa pittorica delle opere di Memling hanno fatto dell’artista un precursore di una visione della rappresentazione più equilibrata e classica, poi tipica del Cinquecento, tanto che non saranno solo i pittori fiamminghi a confrontarsi con la sua produzione.”

Si stanno creando le basi del rinascimento europeo.

NL32 - memling - hans-memling-museum-on-the-river-dijver-brugesIl pittore serve una grande clientela di dimensione europea, dove gli italiani hanno un ruolo determinante. Diventa rapidamente il pittore alla moda sia per i raffinati e colti collezionisti italiani del tempo che per la ricca borghesia locale attratta dalla sua grande capacità di restituire con precisione estrema i simboli della loro ricchezza (i gioielli, le pellicce ecc.).
Per incontrare il gusto della sua clientela italiana ha uno sguardo speciale a quello che avviene nell’Europa meridionale. E’ osservando le opere dei maestri italiani che scopre un diverso senso spaziale della composizione, che ammorbidisce il carattere ancora gotico della pittura fiamminga inserendovi elementi atmosferici.
Le opere dell’artista diventano un “must”.
Con il suo primo lavoro per Angelo di Jacopo Tani, banchiere fiorentino al servizio dei Medici, il “Giudizio Universale” detto pure il trittico di Dantzig, suscita il vivissimo interesse della comunità degli uomini d’affari italiani residente a Bruges (il ritratto di Tommaso Portinari). Numerosi membri della colonia fiorentina, genovese e veneziana gli ordinano lavori mentre ancora sta dipingendo il trittico. Nel 1475 gli viene ordinato un altro trittico da un’importante famiglia borghese della città (Jan Floreins) e in seguito riceve una serie di contratti da varie facoltose famiglie fiamminghe. “I suoi committenti sono abbastanza ricchi da permettersi il meglio che il denaro possa comprare. Tutti si affidano a lui per la creazione di opere che avrebbero tramandato ai posteri la loro devozione e posizione sociale”.
Comunque, l’artista non cederà mai alle tentazioni cortigiane e i suoi ritratti manterranno sempre un’eleganza e una grazia senza pari.NL32 - Memling - hans_memling  trittico_ultima_sentenza_1471
La ritrattistica è forse l’elemento più interessante del suo lavoro. I suoi personaggi sono presentati di tre quarti, non guardano lo spettatore ma sembrano assorti in un’altra dimensione. L’incredibile precisione dei particolari del volto e la luce che introduce nei suoi quadri, danno ai suoi dipinti una presenza nuova.
Memling rappresenta spesso raffinati paesaggi che aggiungono naturalezza innovativa dando ai suoi personaggi una spazialità notevolmente più realistica. “L’arrivo delle opere di Memling a Firenze e a Venezia contribuirà ad ampliare e ad approfondire quel rapporto di scambio allora vivo tra la cultura italiana e quella fiamminga. I pittori italiani erano da qualche tempo sempre più interessati al descrittivismo e alla resa luministica della pittura fiamminga, così come a elementi formali come l’impostazione orizzontale dei suoi formati; di fatto, più che i segreti della tecnica a olio, gli italiani scoprirono la drammaticità e i toni più spirituali della narrazione fiamminga.”
Non vi è dubbio che il Perugino e Botticelli prima e Raffaello e Leonardo poi, trarranno ispirazione dal realismo dei suoi volti, dalla luminosità dei suoi paesaggi avvolti dalle brume e dall’interessante prospettiva aerea.

La mostra è un degno riconoscimento del suo contributo al nostro rinascimento.

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Sophie de Lutio
7 Novembre 2014 19:20

Articolo molto informato che dà molta voglia di andare a visitare la mostra!

Marguerite de Merode
Reply to  Sophie de Lutio
8 Novembre 2014 1:55

Merci Sophie! Va la voir. Elle vaut vraiment la peine!

Marguerite de Merode
7 Novembre 2014 19:16

Grazie, Giorgio.
Son felice l’articolo ti sia piaciuto.
E’ una mostra unica. Di questo artista, è una delle più importante mai realizzata. Mi sembra un dovere (Belgique oblige) cercare di contestualizzarla e reassumerne i punti importanti.

Giorgio Mori Ubaldini
5 Novembre 2014 19:36

Un articolo lineare e ben costruito. Interessante per le correlazioni con gli sviluppi dell’economia e della tecniche. Si legge capendo e si giunge alla conclusione arricchiti da osservazioni e notizie.