Articolo di Emanuele Ludovisi, Autore Ospite de La Lampadina
Il prossimo 15 maggio si terrà a Roma, nella sede della Dante Alighieri, un convegno sulla figura del grande intellettuale inglese del seicento ‘John Florio’.
Obiettivo dell’evento organizzato dal Circolo Floriano (gruppo di ricercatori, studiosi, registi e scrittori che da tempo indagano con passione la figura di John Florio, ancora poco nota se non del tutto ignota al grande pubblico) è proprio quello di contribuire alla divulgazione della conoscenza di questo straordinario erudito inglese di origini italiane (il padre era Michelangelo Florio, un predicatore cattolico convertitosi poi al protestantesimo e per questo costretto a lasciare l’Italia per rifugiarsi in Inghilterra).
Ne abbiamo già parlato tempo fa sulla Lampadina: John Florio è una delle figure oggi più accreditate per risolvere l’enigma sulla vera identità di Shakespeare, da sempre oggetto di rilevanti dubbi che nel tempo hanno indotto a ritenere che l’impresario e attore Shakespeare non fosse in realtà anche l’autore dell’ opera da lui portata sulle scene.
Rocambolesche, affascinanti, dense di vicende, le origini genealogiche dei Florio: famiglia ebrea ispanica emigrata con ogni probabilità nel ‘400 in Sicilia, poi un secolo dopo in toscana, convertitasi al cattolicesimo e infine alla visione protestante con conseguente fuga a Londra.
Ma chi era in realtà John Florio? Studioso poliglotta, linguista, lessicografo, poeta, drammaturgo, traduttore di grandi classici della letteratura europea, precettore reale, Florio amava definirsi un gentiluomo per metà inglese e per metà italiano, in un’epoca in cui l’italianità significava cultura, arte, bellezza, umanesimo e soprattutto ‘rinascimento’.
L’interesse per l’Italia era all’epoca talmente diffuso in Europa che studiare, conoscere e parlare la lingua italiana costituiva motivo di prestigio nelle classi governanti le società europee.
In effetti John Florio, figura di erudito molto nota nel mondo accademico britannico, è stato il più importante mediatore culturale tra l’Italia rinascimentale e l’Inghilterra elisabettiana, svolgendo un ruolo rilevantissimo nella diffusione della lingua, della letteratura e del pensiero italiano alla corte di Londra. Certamente Shakespeare, al di là di ogni ipotesi sulla sua reale identità, si avvalse dell’opera di promozione della cultura italiana svolta da Florio presso la corte della regina Elisabetta. Recentemente si è fatto ricorso anche all’Intelligenza Artificiale per ricercare nelle opere del ‘bardo’ e di Florio tracce di una possibile conferma di un’unica identità e i risultati sono stati sorprendenti.
Approfondendo la figura di Florio si scoprono innumerevoli richiami all’opera di Shakespeare che rendono sconcertante le difficoltà ancora esistenti da parte del mondo accademico inglese a riconoscerne l’oggettiva importanza. Qualcosa tuttavia comincia a muoversi: nel 2021, la SAT (Shakespeare Authorship Trust), una prestigiosa associazione britannica nata nel 1922 per fare piena luce sulla vera identità del bardo, composta da accademici, storici e attori inglesi e statunitensi, dopo una lunga fase di analisi, ha finalmente deciso di inserire John Florio nella cerchia ristrettissima dei possibili candidati e tra questi ponendolo come forse il più probabile in ragione dell’indiscussa autorevolezza culturale dell’uomo e della sua profonda conoscenza del mondo italiano così diffusamente trattato nell’opera di Shakespeare.
In una delle ultime biografie del ‘bardo’ data alle stampe da un ricercatore inglese, Peter Ackroyd, autore non incline a disconoscere la tradizionale identità di Shakespeare, dedica a Florio alcune pagine al termine delle quali è costretto a riconoscere… ‘ Florio è una di quelle figure in qualche modo sfuggenti che compaiono di tanto in tanto nella vita di Shakespeare e la cui importanza non è affatto proporzionata alla visibilità…’. Parole che pure se in modo criptico sembrano alludere alle ipotesi formulate dalla Shakespeare Authorship Trust.
Si può ancora dubitare? Shakespeare, Moliere, Dante, Goethe, Cervantes geni letterari di diversi paesi con le radici in un’unica patria: l’Europa!


Ottimo Emanuele , ben scritto e con una eccellente conclusione!
Giulietta