Palermo, 15 luglio 1624: in una grotta sul monte Pellegrino vengono ritrovate le spoglie di Rosalia Sinibaldi (1130-1170), la giovane nobildonna che rifiutò un matrimonio imposto per dedicarsi a Dio.
Nella grotta l’epigrafe da lei scritta:
«Ego Rosalia Sinibaldi Quisquinae et Rosarum domini filia amore Domini mei Jesu Christi in hoc antro habitari decrevi.»
Il ritrovamento coincise con la fine della peste, e da allora la città celebra la sua patrona con il Festino di Santa Rosalia, giunto alla 402ª edizione, dove si intrecciano devozione, storia e identità cittadina.
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