ABBIAMO OSPITI/LIBRI: GLI AMICI CONSIGLIANO – L’età fragile

Articolo di Maria Luisa Amendola, Autore Ospite de La Lampadina

L’età fragile è un libro che racconta l’adolescenza e la storia di una violenza. Un libro scritto in prima persona, duro come gli abruzzesi e l’Abruzzo, la regione nella quale si svolgono i fatti. L’Autrice dà il meglio di sé nel ritmo incalzante, nella semplicità delle brevi frasi, dure, dolenti. Si racconta di una madre incapace di essere amata, travolta dalla figlia la cui adolescenza non finisce mai. Una madre che si logora nel pensiero “Dov’ero io mentre pativa il freddo e la paura sola, davanti al portone?   L’unico colore del libro è il rosso del sangue di Amanda che scivola “dal collo roseo al collo della giacca” e quello delle ragazze uccise lassù, al Dente del Lupo.
Lucia pensa ai figli con la sua voce dolente: “La vita segreta dei figli, sappiamo che esiste ma non siamo mai pronti a toccarla. Restano sempre angeli senza sesso nel chiuso delle nostre teste.”
Di nessuno dei personaggi conosciamo i tratti somatici, non conosciamo il volto della Sceriffa, con i suoi arrosticini , la madre di Doralice, né quelli di Osvaldo, suo marito con la fissazione della piscina, né del padre di Lucia, con il suo fucile, né tanto meno di Ciarango il pastore che puzza perché non si lava mai e vive senza corrente. Tutti inseriti nella storia come fossero su un palcoscenico. Il palcoscenico è la montagna. Il delitto accadrà su quella montagna che tutti amano, una montagna dura, sono aggressivi perfino gli alberi “nei tratti alberati convergevano ad un tratto su di noi, come per stritolarci, ne uscivamo appena in tempo”.
La storia va avanti con il suo ritmo incalzante, con la storia del delitto che coinvolge l’intero paese, e si trova finalmente l’assassino e arrivano i giornalisti, che fanno uscire i paesani dal silenzio della montagna, e i pastori saranno convocati come testimoni e” Cicione scese in paese dal medico e gli chiese un certificato, e Biagino ebbe un attacco di sciatica e Peppe la febbre alta.” E ci sarà una sentenza, il colpevole andrà in prigione e la montagna tornerà vergine. Scomparsi i palazzinari che volevano comprare il terreno per costruire. Riempita di terra la piscina, troviamo il padre di Lucia che ha poggiato l’eterno fucile ad un albero a ripiantare le pergole. Domani ci sarà anche Amanda, sua nipote, con i contadini. Sono passati trent’anni. La montagna è stata riconquistata dalla Natura.

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