Articolo di Luca Ciarrocca*, Autore Ospite de La Lampadina
Mentre le cronache quotidiane si concentrano sulle conseguenze dirette e indirette del secondo mandato di Donald Trump,
una forza più silenziosa e profonda muove gli ingranaggi del potere dietro le quinte della Casa Bianca. Peter Thiel occupa oggi la posizione di principale architetto ideologico della nuova destra americana, rappresentando l’anello di congiunzione tra il capitale della Silicon Valley e un progetto politico di rottura radicale. La sua influenza si avverte in ogni mossa dell’amministrazione statunitense, segnando un distacco netto dalle tradizioni diplomatiche del passato e ponendo sfide inedite alla stabilità del continente europeo.
Thiel incarna la figura dell’investitore globale che ha saputo trasformare intuizioni filosofiche e visioni imprenditoriali innovative in imperi economici senza eguali. Nato in Germania e cresciuto negli Stati Uniti, abile giocatore di scacchi, ha costruito la sua immensa fortuna – pari a 30 miliardi di dollari – su aziende che definiscono la nostra civiltà digitale, tra cui spiccano PayPal, Facebook, Airbnb, SpaceX. La sua vera essenza risiede tuttavia negli studi giovanili condotti sotto la guida di René Girard a Stanford. Da questo filosofo ha ereditato una visione della storia umana come un susseguirsi di conflitti causati dal desiderio imitativo, una spirale di violenza che minaccia costantemente di distruggere l’ordine sociale. In questo scenario, Thiel vede la necessità di un nuovo potere capace di agire come diga contro il disordine imminente e contro le ideologie progressiste che secondo lui stanno distruggendo l’Occidente.
Questa visione si traduce in strumenti tecnologici di una potenza senza precedenti. La sua società più controversa, Palantir (le “pietre veggenti”, nome preso dal “Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien), opera come un gigantesco occhio digitale capace di processare masse enormi di dati per prevedere minacce e gestire la sicurezza nazionale. Per i cittadini europei, abituati a considerare la privacy come un diritto fondamentale e inalienabile, l’esistenza di un software così pervasivo gestito da un privato miliardario con visioni politiche estreme, rappresenta uno scenario inquietante. Palantir negli Stati Uniti è già integrata in molti apparati cruciali per la sorveglianza e il controllo digitale (Cia, Fbi, Nsa, Ice, Pentagono e i dipartimenti di polizia delle maggiori città) e anche nei sistemi disegnati per la sicurezza del vecchio continente, creando una dipendenza tecnologica da un uomo che guarda alle democrazie liberali con estremo scetticismo. In America il software è utilizzato come strumento di “polizia predittiva” tipo “Minority Report” (il film di Steven Spielberg con protagonista Tom Cruise), ed è stato essenziale all’esercito di Israele nella guerra a Gaza, al Pentagono per la cattura di Nicolàs Maduro in Venezuela e per l’uccisione dell’Ayatollah Ali Khamenei in Iran.
L’aspetto che rende Thiel una figura allarmante per noi europei riguarda la sua aperta sfiducia nel sistema democratico tradizionale. L’oligarca tecnocratico/distopico che cita impunemente Anticristo e Armageddon (abile narrativa di marketing per far circolare la sua ideologia – come è accaduto anche a Roma) ha espresso in più occasioni l’idea che la libertà individuale e la democrazia parlamentare siano ormai divenute incompatibili nell’era dell’intelligenza artificiale e dei grandi monopoli. Convinzione che trova una formidabile leva nel vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, di cui Thiel è stato primo ed unico mentore e finanziatore: mai politico fu costruito a tavolino in modo così accurato. Attraverso Vance, le disturbanti teorie di questo miliardario – l’anima nera della Silicon Valley – sul superamento dei limiti dello Stato e sulla creazione di un ordine guidato da élite tecnologiche che disprezzano la democrazia entrano direttamente nello Studio Ovale, nella caotica fase che porterà alle presidenziali USA del 2028, minando le basi della cooperazione atlantica basata sui valori della rappresentanza popolare.
- NDR per approfondimenti su Luca Ciarrocca, giornalista, autore della prima biografia italiana di Peter Thiel “L’anima della Silicon Valley” (FuoriScena).


Ottima sintesi di una situazione molto inquietante!