Articolo di Maria Luisa Amendola, Autore Ospite de La Lampadina
Tanta ancora Vita
di Viola Ardone
pp.336
2025 Einaudi
L’ultimo libro di Viola Ardone ha tutti gli ingredienti per definirlo un libro triste, come dice Anna de Stefano. Ma è un libro di vita. Vita, la protagonista ha perso il suo unico figlio e combatte contro la depressione, anzi non combatte, l’accetta, la coccola se la mette sotto le coperte vicina nel letto, gli dà pure un nome: Orietta, si chiama… perché Orion viene da Oriente come il sorgere del sole …
Il secondo personaggio, il piccolo Kostia, è stato mandato a Napoli, solo, senza soldi, un viaggio come un caleidoscopio di personaggi ma alla fine arriva. Lo troviamo addormentato sul tappetino di Vita. È l’inizio di tre vite: quella di Vita, che ritrova un figlio, quella di Kostia che conquista una nonna ucraina, che non ha mai conosciuto, la “babuscia” che lavora in Italia e parla benissimo, “come un libro stampato”, anzi come avrebbe parlato Dante.
È triste anche il pappagallo che vive solo, nella sua gabbietta, ma il cambiamento arriva: si sorride quando arriva una pappagallina a tenergli compagnia.
Si sorride quando Vita riesce a cacciare Orietta “la depressione”, si sorride perché il piccolo Kostia ha bisogno di lei, perché la scuola serale ha bisogno di lei, il mondo ha bisogno di lei.
Il bambino Kostia riempie… il vuoto nella vita di Vita. E anche Irina trova la sua vera serenità, quando capisce che ha perso il figlio scapestrato, in guerra, ma ha trovato un nipote, che gli offre una nuova vita.
Un libro, bellissimo che racconta la crudeltà della guerra, una guerra che uccide e che non vuol finire.


